Mercato auto e società. Un paese dietro ai numeri

gennaio 10, 2012  |  Senza categoria  |  101 Commenti  |  Lascia un commento

Beati quelli che stanno al centro del nostro Paese. A giudicare i numeri del mercato dell’auto pare proprio che la crisi nel 2011 abbia colpito meno duro a Roma e dintorni. Effetto della capitale? Non è dato a sapersi, ma l’asfittico mercato conta perdite meno sensibili proprio da quelle parti, con un 6,4% in meno rispetto al 2010. In questa classifica dell’Italia divisa per zone è dunque quella centrale ad aver sofferto meno, facendo meglio dell’area nord-occidentale che ha avuto una performance negativa pari all’8,3%. Un po’ peggio, quindi, è andato al mitizzato nord-est dove evidentemente il denaro ha smesso i correre con la spinta di un tempo (-9,9%) ma è meglio stendere un velo pietoso per l’area insulare (-22,2%) e per il nostro meridione dove addirittura si è toccato il picco negativo di -25,3%.

Dunque l’Italia è una, ma le economie sono molto differenti ed una volta di più si ripropone il tema: può questo paese continuare a viaggiare a due velocità? Io, ovviamente, non sono un tecnico e non ho soluzioni. Però i dati parlano chiaro, e non soltanto quelli relativi alle automobili. Come fare è problema di chi ci governa, ma mi verrebbe da dire che non è con soldi a pioggia che si può arrivare a una soluzione, anche perché la storia passata è lì a insegnarlo. Se mi dovessi limitare alle lettere che arrivano in redazione il quadro è foschissimo: i lettori si lamentano per le assicurazioni che hanno tariffe impossibili, per una viabilità  scadente, con una sicurezza deprecabile (con cartelloni che crollano a causa di una qualità dei lavori indegna per un paese civile), per costi dei carburanti di per sé già alti ma che lì diventano altissimi. Vorrei che nei commenti si evitassero i luoghi comuni, però una volta di più quello che gira attorno alle nostre amate automobili è specchio della società in cui viviamo e con cui conviviamo.



101 Commenti


  1. Paese civile.
    Io ho smesso di pensarlo da tempo. Si paga tasse ed imposte altissime (rimanendo sull’argomento auto) ed in cambio non abbiamo quasi nulla.
    Tranne le autostrade, che infatti sono a pagamento, la viabilità ordinaria fa pena. Strade insufficienti, mal tenute, cartellonistica da terzo mondo e materiali e progettazioni scadenti.
    Poi, tanto per aggiungere, blocchi del traffico, persecuzioni varie e addirittura il doverci sentire dei delinquenti perchè utilizziamo l’auto.
    Che il mercato crolli non mi stupisce. Mi stupisce, invece, che finisca sempre con il segno + il gruppo Audi-VW. Belle auto, si, ma che prezzi e che non-sconti.
    Leggo che il 70% dei potenziali acquirenti negli USA è visto nei giovani. Da noi abbiamo parlato di recente sul blog che oramai, le auto, se le comprano i pensionati.
    La flessione non potrà che peggiorare se non cambia qualcosa a livello strutturale. Del resto non è togliendo soldi alla classe media per risanare il deficit che si rilancia un’economia esausta e distrutta (anche proprio da tasse e balzelli).

    PS: non è che in zona Roma ci sono molte società di noleggio? Che mi sembra strano che i privati acquistino più che altrove.

    • «PS: non è che in zona Roma…»

      Semplice riflessione istintiva e intuitiva, frutto di quel che vedono gli occhi, ascoltano le orecchie, toccano i polpastrelli, accoglie la mente:

      ✱ – Enorme, fin quasi inimmaginabile, “giro” di autovetture NCC, tramite stipula di convenzioni utilizzate in gran parte da Enti pubblici; parco automobile, questo, che “necessita” continuo rinnovo di esemplari e modelli.

      ✱ – Cospicuo numero di automobili “pubbliche” di proprietà statale. Basta solo un rapido sguardo alle autovetture indossanti la livrea di “Roma Capitale” immatricolate nel 2011, ultime-ma-non-ultime le benvenute 10 Citroën C-Zero in dotazione agli agenti della Polizia Roma Capitale dallo scorso ottobre e le 4 destinate dallo stesso periodo all’Osservatorio Cambiamenti Climatici del Dipartimento Ambiente; alle eccessive 19 Maserati Quattroporte in allestimento blindato acquistate dal Ministero della Difesa per, evidentemente, svolgere con meritoria dedizione e disciplina il proprio compito di difendere dirigenti e sottosegretari dall’attacco di kamikaze pronti a tirar la barbetta all’allora ministro Ignazzzio come supremo sfregio alla patriottica volgarità analfabeta dei politici italiani; alle numerose Peugeot, Fiat, Toyota ibride (almeno… questo) che Mamma Rai compra ogni anno; e via via elencando.

      ✱ – Notevole quantità di automobili destinate al noleggio a breve termine – turismo in primis – e lungo termine.

      ✱ – In attesa delle auspicate liberalizzazioni, il parco-automobili di cui usufruisce il servizio taxi a Roma è ancora vergognosamente insufficiente, ma si tratta pur sempre di un cospicuo numero di vetture che, ogni anno, viene comunque in notevole misura rinnovato. Soprattutto nell’ultimo anno in favore della sempre più utilizzata tecnologia ibrida, anche grazie agli incentivi comunali: sempre più diffusi nella Capitale, infatti, i taxi Toyota Prius e Auris e Honda Insight.

      ✱ – I privati a Roma? Credo comprino sempre meno automobili. Non a caso sono molti i punti vendita e le concessionarie che hanno chiuso negli ultimi mesi. Oppure cambiato “casacca”: l’unica concessionaria Fiat-Abarth in centro, a poche centinaia di metri dai Musei Vaticani, è diventata un punto vendita Hyundai…

      Francesco

  2. Non voglio fare il saccente ma, da quello che mi risulta, l’Italia ha sempre viaggiato a due velocità, anzi, ad esser pignoli a tre.
    Non penso sinceramente che continuando con la ceca politica dello stato centrale e centralizzatore si potrà tirare avanti ancora a lungo, questa politica ha ridotto in condizioni ancora più pietose il sud, ha devastato il nord e ha voluto dare un’aria di falsa mitezza al centro… onestamente penso che se non si avrà il coraggio di cambiare questo concetto basilare di stato i passi che ci si prospettano per il futuro saranno pochi e assai impervi.

    E poi scusi, per forza che dalle lettere che le arrivano il quadro è fosco; da quando per risollevare un paese si mettono in vigore tasse che nemmeno nelle economie più forti sono presenti? Da quando un elemento come il carburante che, palesemente, è il motore non che il mezzo, dell’economia italiana è stato tassato a tal punto da farlo diventare veramente un bene per pochi abbienti?

    Ricordiamoci che Monti sa tentando (e riuscendo sotto certi aspetti) in un’impresa che mai nessuno si era sognato di avviare: riportare un paese democratico tanto nelle leggi quanto nel consumo di beni ad un paese aristocratico, se non nelle leggi, almeno nei consumi (chi è ricco si può permettere di acquistare e mantenere, chi non lo è a piedi e affari suoi).
    Cosa grave in tutto ciò? Chi, teoricamente abbiamo votato, è palesemente concorde con questo operato, macina sviolinate a favore della sua opera e tenta di convincere il popolo che è giusto che non abbia i soldi per vivere dignitosamente…

    Il mercato dell’auto, in questo senso, non dovrebbe essere solo uno specchio della nostra società, ma dovrebbe essere uno dei più forti allarmi che avverta che la situazione attuale non va assolutamente, e vi si deve porre rimedio nella maniera più consona.
    Ma, come tutti gli allarmi che servono per mettere in allarme sul popolo che sta “soffrendo” sono blandemente inascoltati e non considerati…

    Onestamente non so quali siano i luoghi comuni di cui Lei vorrebbe che si evitasse di parlare e probabilmente io ne ho parlato, ma se l’ho fatto, è evidente che non sono poi tanto luoghi comuni (poiché essi non hanno basi e sono frutto di speculazioni). La situazione è quella che è e già mi meraviglio che il mercato auto continui a muoversi, anche se in perdita, quindi direi che, viste le tasse da mafiosi che ci stanno imponendo (oramai non si paga più il bollo, ma il pizzo di circolazione), se la gente ha ancora voglia di acquistare auto nuove, non si può far altro che esserne felici, anche se ne acquistano molte meno (e se ne potrebbero acquistare ancora meno se ci si limitasse all’effettivo “turn over” di auto che materialmente non ce la fanno più a circolare..).

    • L’aristocrazia esisteva già da tempo… quella dei politici. Come il re Sole od i Faraoni, pieni di privilegi e mantenuti dal denaro del popolo.
      Cambia la forma, cambia lo stile, ma dai tempi degli aristocratici, a lato pratico, è cambiato poco. Il concetto è simile ma si è modernizzato ed adeguato alla nuova cultura ed alla nuova società.
      Prima potevano frustarti, oggi fanno finta di farti stare bene per poi mazzularti appena diviene necessario.
      Prima conquistavano il potere… oggi ti fanno credere che hai scelto tu. Vero, abbiamo scelto… ma la scelta è limitata ad un certo numero di persone che sono arrivate li spinte dal “sistema”.
      Sulla carta possiamo candidarci io, te, Francy, Salvatore ecc ecc. A lato pratico NO.

    • Niko, abbiamo una valanga di debiti, l’economia ferma da anni (anche se qualcuno fino a luglio 2011 diceva che erano tutte balle e non faceva nulla per cambiare le cose…) e molti grandi speculatori internazionali che muovono montagne di liquidità pro o contro il nostro Stato per cercare di tenere alto il taso di interesse, mettere in crisi il nostro sistema bancario e fare shopping tra le nostre aziende.
      Monti ha preso il suicida giusto per un filo di seta della cravatta che indossava al momento del salto del baratro. Non eravamo più sull’orlo del baratro, ma eravamo già saltati dentro.
      Per la’mor del cielo, paghiamo ste cavolo di imposte, pagihamole tutti e tutte e auguriamoci che dopo Monti la politica non torni a guastare tutto il sistema e a rimetterci nei guai. Il 2013 è troppo vicino per avere un consolidamento positivo della nostra situaizone e le riforme (giuste o sbagliate) che Monti e il suo Governo varerà prossimamente, saranno solo un solco tracciato su cui i successori mi auguro rimangano: ma ci credo poco, questo è il vero dramma. Che i nostri sacrifici siano sì adeguati, ma vengano per l’ennesima volta vanficiati dall’incompetenza, dall’insipienza della politica.
      Ciao
      Dario G.

      • “che Monti e il suo Governo varerà prossimamente, saranno solo un solco tracciato su cui i successori mi auguro rimangano: ma ci credo poco, questo è il vero dramma. Che i nostri sacrifici siano sì adeguati, ma vengano per l’ennesima volta vanficiati dall’incompetenza, dall’insipienza della politica.”

        La perfetta(!!) sintesi dei miei timori dal primo giorno del governo tecnico.

      • Che abbiamo debiti (come tutti) da anni lo so, anche se ero uno dei tanti che pensava che, nonostante i debiti, si potesse tirare avanti; ero pure conscio che l’economia stava vistosamente rallentando (crisi o meno era chiaro che la recessione, senza provvedimenti, sarebbe arrivata)… però…

        Nonostante riconosca che l’Italia non sta bene – nonostante creda fermamente che il rischio default, sia uno spauracchio teso dagli altri stati dell’unione e dai nostri arlecchini che si fanno chiamare politici – non riesco a concordare con la politica vigente.

        Se l’economia soffre è perché, evidentemente, ci sono dei processi interni al paese che non agevolano e non incentivano le aziende estere ad entrare in Italia… lavorare su questo non darebbe ossigeno? Invece di far entrare solo capitali tramite acquisti, perché non incentivano (a livello di normative e di scocciature varie) ad entrare con idee e capitali da far fruttare sul territorio?

        Lo stato non è un sistema economico, è un parassita e allo stesso tempo uno dei carburanti dell’economia stessa: perché esso sopravviva deve prima di tutto rivitalizzare l’economia, non “ciucciarsi” tutti i soldi rimasti a chi, in misura maggiore o minore, fa parte del motore stesso dell’economia. Il punto per me è questo.
        L’Italia è nella situazione in cui è perché le altre economie non vogliono dare fiducia alla nostra… e hanno ragione. Tutti hanno debiti da capogiro, però le loro economie girano, e quindi hanno credibilità (in soldoni sanno che i soldi lo potranno trovare sempre e comunque); ma negli altri paesi europei ci sono aziende internazionali che vi hanno costruito stabilimenti e hanno dato una bella spinta all’indotto creatosi attorno ad esse.
        Per fare un esempio: perché le aziende automobilistiche, da che c’è Marchionne a cui dell’Italia frega quanto ad Obama può interessare dello Swaziland, non vengono ad investire nel nostro paese? Il nord ad esempio ha tutto ciò, a livello di personale specializzato che ogni azienda potrebbe desiderare, inoltre è pressoché al centro dell’Europa… Ma perché non vengono? Perché non hanno voglia – permettetemi il termine – di stracciarsi le palle con la politica italiana ultraconservatrice (destra e sinistra non fanno differenza, fanno schifo entrambe in tal senso), con i sindacati sempre sul piede di guerra, e con un territorio che pare essere stato “traslato” da uno stato del terzo mondo…

        Per abbassare il debito, nel lungo termine, per assurdo prima è necessario investire, quindi, per assurdo, per abbassarlo va prima alzato. L’Italia sarà anche la terza economia dell’Europa (e questo la dice lunga sull’Europa) ma è così arretrata, sotto ogni punto di vista, che bisogna creare dei buchi enormi per riuscire a riportarla all’efficienza che il mondo di oggi ci richiede.
        E’ inutile fare incetta di soldi (tanto il debito è così grosso che nemmeno vent’anni di iva al 50% lo ripianerebbero) per tappar buchi, la facciano per investire in tutto ciò che porta soldi. Se mi viene detto “le accise sul carburante servono per gli istituti di ricerca sullo sviluppo di nuove tecnologie volte alla sicurezza stradale e per la creazione di nuovi combustibili a basso impatto ambientale” allora sarò ben contento di pagarle ‘ste accise – ammesso ovviamente che i soldi finiscano in siffatti fondi -, ancora, se mi dicessero che l’imu servirà a finanziare le università che si prodigano nella ricerca di materiali atti a ridurre le dispersioni e ad aumentare l’efficienza ed il risparmio energetico delle case allora non mi lamenterò nemmeno di quella, potrei continuare per molte altre… se tutto ciò che io pago, so che andrà dove deve andare, allora mi starà bene pagare di più, perché so che i miei soldi in un modo o nell’altro tornano a me, possono tornare sotto forma di posti di lavoro negli istituti di ricerca, possono tornare sotto forma di innovazioni tecniche volte ad aumentare la sicurezza stradale, delle case e di qualunque altra cosa che adesso non mi viene in mente; potrebbero anche tornare all’insegna del risparmio energetico, mandando a quel paese il gas e utilizzando la corrente elettrica prodotta da energie rinnovabili… insomma, se si vuole risollevare questo paese l’unica cosa da fare è investire nella ricerca, agevolare chi vuole venire in Italia a costruire e incentivare a farlo. E l’unica cosa che non va fatta è tassare ulteriormente chi già le tasse le paga…

        Si può fare? Si se si ha il coraggio di mettersi in gioco…

        • Caro Niko,
          Mi trovi perfettamente d’accordo sulla ncessità di fare investimenti sulla ricerca e sugli altri ottimi propositi che hai elencato.
          Ma lo Stato non ha soldi. Anzi. Ha debiti, troppi. Anzi, in passato moltissimi predecessori del buon Monti, sfruttanto l’onda buona dell’economia di quei momenti, ha speso quattrini pubblici, ha creato infrastrutture inutili, ha assunto personale che poi è stato parcheggiato indebitando ulteriormente lo Stato e senza avere alcuno scopo se non quello elettorale.
          La situazione era insostenibile e quello che ha fatto l’attuale Governo non era altro che un atto dovuto per mettere una toppa al disastro creato dai governi precedenti e soprattutto dall’incoscienza e dall’inattività dell’ultimo governo nel periodo da maggio a ottobre 2011.
          Ora sì che viene il bello.
          Qui capiremo cosa succederà al nostro Paese, il problema liquidità, ancorchè irrisolto, è stato momentaneamente tamponato. Visto che le “riforme” sono state annunciate per decenni e nessuno le ha mai varate, questo Governo apolitico sembra le voglia fare. Non saranno rose e fiori, ma potrebbe essere l’occasione per un po’ di novità. Ci saranno scossoni e assestamenti, ma da qualche parte si deve pur partire se no a che serve lamentarci che la situazione è sa troppo tempo ingessata?
          Ti ricordo anche che non abbiamo una scelta che porta a un disimpegno dello Stato dall’economia in tempi brevi perchè visto che la nostra società è basata sui consumi, se da domani i dipendenti pubblici diminuissero del 25% e per incanto sparissero, non credi che anche l’economia ne risentirebbe?
          Lo Stato deve farsi carico di portare avanti la politica economica, non l’iniziativa economica. Ma prima deve liberarsi dei debiti. Pensa senza il debito pubblico: quanto diminuirebbe la tassazione? allora sì che si libererebbero delle enormi risorse per finanziare la ricerca e altre attività poco remunerative, molto incerte che il privato difficilmente intraprenderebbe….
          Molti Stati del Nord Europa hanno il Pubblico molto ingombrante. anche loro hanno debiti, ma non c’è lo sperpero che c’è da noi.
          In Italia lo spreco è a cascata, dalla politica in giù. Tutto un pararsi…le spalle a vicenda. Taci tu che io non vedo.
          Qui serve il cambiamento.
          Ciao
          Dario G.

      • Stai tranquillo che i successori il solco lo seguiranno… seguiranno il tenere tutte le imposte (anche quelle per gli alluvionati) a vita.

  3. …ho appena sentito in radio che in Cina hanno tirato sú un grattacielo di 30 piani in 15 giorni full time e senza incidenti. Forse anche perché li se gli dici di mettere l’elmetto loro lo fanno senza stare li a polemizzare…

    I motivi per le differenze tra le varie zone d’Italia sono molteplici e sicuramente non riducibili (solo) a luoghi comuni, anche se c’é chi ci vive sopra – invece di apportare un deciso cambiamento (come invece ha fatto la Germania con la disastrosa ex DDR) nemmeno dopo esser stati per anni al potere. Evidentemente non era quello il loro vero intreresse. Bisogna anche dire peró che chi ci ha (in parte) provato non é piú tra noi. Alla fine chissá chi governa per davvero l’Italia!?

    É anche vero che quando c’é tanta libertá risulta piú difficile raggiungere rapidamente gli obbiettivi. Ci vuole una persona che (in buona sostanza) guidi il paese verso il benessere del paese stesso, e non quello proprio. La parola tedesca che piú mi piace é “selbstlos”, ovvero senza propri fini. Questo termine é sicuramente sconosciuto al nostro penultimo premier, che comunque ammiravo sotto il profilo imprenditoriale…
    Potrei stare ore ed ore a scrivere cosa c’é che non vá, cosa dovrebbe cambiare…purtroppo dubito fortemente che qualcosa accadrá in questa direzione. Al massimo succederá il minimo indispensabile, il necessario per sopravvivere, magari un governo tecnico che lavi i panni sporchi…e poi tutto come prima.
    Fortissima pagina 8 del numero di Gennaio, ove una 500 viene spinta verso sú. Vedendo il paragone costi a livello europeo di pagina 10, credo che al posto della 500 (che esprime l’italianitá per eccellenza – anche se montata in Polonia) un Freemont o Stralis renda ancor meglio l’idea, anche perché non vi era nessun paragone sull’assicurazione.

    Lei ha assolutissimamente ragione: “…quello che gira attorno alle nostre amate automobili è specchio della società in cui viviamo e con cui conviviamo.”
    E se per il fatto di esservi nati non abbiamo nessuna colpa, per il conviverci non é proprio cosí…
    Peró c’é anche un detto che dice: “chi pratica lo zoppo, impara a zoppicare”.
    É difficile lottare quotidianamente per un Paese migliore, vivendoci. Perché la probabiltá di divenire parte del sistema malato é altissima, sopratutto se sei con il “sedere per terra” e non hai forti spalle economiche e magari anche una famiglia da portare avanti.

    Giuseppe

    ps: erano giorni che mi domandavo il motivo per il prezzo carburante piú alto in centro Italia (come riportato sul videotext).

    ps²: con la liberalizzazione delle licenze si fará un piccolo passo nella giusta direzione.

    ps³: magari, dopo aver sanato due aziende quasi al baratro, dopo il 2015 Sergio si dedicherá alla politica?!? Una chiara utopia provocatoria

    • vogliamo parlare poi di ‘azzardopoli’? altro che manovra economica!
      per chi voglia informarsi, consiglio il sito libera.it (Don Ciotti)

      il lotto, il gratta, videopoker e quant’altro, solo una fuga dalla realtá, la comoda utopica soluzione o lo specchio della societá rassegnata e priva di vere speranze (fattibili)?

      - – - – - – -

      parlando con mio cognato, abbiamo fatto due conti di quanto lui si fuma mensilmente: min. un pacchetto al giorno quindi 150€, quando invece vá male anche il doppio! Praticamente la rata di una bella nuova fiammante Automobile – ad ognuno il proprio tallone d’Achille…

    • @ me stesso: “Alla fine chissá chi governa per davvero l’Italia!? ”

      “Ci sono cose che nessuno ti dirà…
      ci sono cose che nessuno ti darà…
      sei nato e morto qua
      sei nato e morto qua

      NATO NEL PAESE DELLE MEZZE VERITÀ

      dove fuggi?
      in Italia pistole in macchine
      in Italia machiavelli e foscolo
      in Italia i campioni del mondo
      sono in Italia

      benvenuto
      in Italia fatti una vacanza al mare
      in Italia meglio non farsi operare
      in Italia non andare all’ospedale
      in Italia la bella vita
      in Italia le grandi serate e i gala
      in Italia fai affari con la mala
      in Italia il vicino che ti spara

      in Italia…
      Ci sono cose che nessuno ti dirà…
      ci sono cose che nessuno ti darà…
      sei nato e morto qua
      sei nato e morto qua
      nato nel paese delle mezze verità

      dove fuggi?
      in Italia i veri mafiosi sono
      in Italia i più pericolosi sono
      in Italia le ragazze nella strada
      in Italia mangi pasta fatta in casa
      in Italia poi ti entrano i ladri in casa
      in Italia non trovi un lavoro fisso
      in Italia ma baci il crocifisso
      in Italia i monumenti
      in Italia le chiese con i dipinti
      in Italia gente con dei sentimenti
      in Italia la campagna e i rapimenti

      in Italia…
      Ci sono cose che nessuno ti dirà…
      ci sono cose che nessuno ti darà…
      sei nato e morto qua
      sei nato e morto qua
      nato nel paese delle mezze verità

      dove fuggi?
      in Italia le ragazze corteggiate
      in Italia le donne fotografate
      in Italia le modelle ricattate
      in Italia impara l’arte
      in Italia gente che legge le carte
      in Italia assassini mai scoperti
      in Italia volti persi e voti certi

      in Italia
      Ci sono cose che nessuno ti dirà…
      ci sono cose che nessuno ti darà…
      sei nato e morto qua
      sei nato e morto qua
      nato nel paese delle mezze verità

      Fabri Fibra – Gianna Nannini
      In Italia – Bugiardo (2007)

    • Giuseppe!!!!!!!!!!!!!!!!
      “Questo termine é sicuramente sconosciuto al nostro penultimo premier, che comunque ammiravo sotto il profilo imprenditoriale…”
      Imprenditoriale de che?
      Ho visto imprenditori abili nel campo dell’edilizia arrivare dal centro Italia nel 1958, vivere nelle cantine, iniziare a costruire più o meno onestamente per 50 anni nelle mie zone, mettendo nei Consigli Comunali persone proprie per “adeguare” i PRG et similia e fare molti soldi abbastanza onestamente. Patrimonio stimabile in 20 milioni di Euro. Qualcuno inizia 10 anni dopo, fa le stesse cose a sud Milano grazie ad esponenti del ex PSI e ai soldi di non-si-sa-di-chi (chiedere a Dell’Utri?) e sempre grazie alle stesse sponde politche che tra il 1976 e il 1983 passano a parte importante ancorchè minoritaria nel Governo, si fa prestare valanghe di miliardi dalle EX banche pubbliche e finanzia un impero mediatico fatto di TV, giornali, riviste, radio e RACCOLTA PUBBLICITARIA; il tutto in regime di quasi monopolio o al limite di duopolio.
      Non dimantichiamo anche che la pratica della corruzione di magistrati e pubblici funzionari è cosa comune a tutti i livelli.
      Giuseppe, io non ne sarei stato capace…
      Ciao
      Dario G.

      • mhhh, il mio nome seguito da ben 16 punti eclamativi. Bene fammi rivisitare ció da me espresso: “…La parola tedesca che piú mi piace é “selbstlos” (anche se come spesso straricca di consonanti), ovvero senza propri fini. Questo termine é sicuramente sconosciuto al nostro penultimo premier, che comunque ammiravo sotto il profilo imprenditoriale…

        Tu, caro Dario, chiudi la tua interessante simil-recinsione con: ” …io non ne sarei stato capace…”
        Ecco. Appunto. Io nemmeno ["ci vuole quello che io non ho, ci vuole il pelo sullo stomaco..." V.R.)]. Lui vi é riuscito – giusto o non che sia. Ammiravo la forza, il coraggio (o si trattava di semplice incoscienza?), la determinazione con cui si é applicato; non certo le distorte vie intraprese.

        Giuseppe

    • Beh clacson7 io in quel grattacielo prima di andare a starci ci penserei 3 volte. Le liberalizzazioni partono già nella direzione sbagliata. La sciamo stare per il momento i tassisti, che pure loro c’hanno i loro problemi, e non piccoli.

  4. Già Direttore,
    il problema + grande è trovare le soluzioni alle cose + semplici. Dico semplici perchè semplicemente si dovrebbe guardare l’Italia come paese, trovando politiche economiche uniche e nazionali che innalzino globalmente il livello della ns società … invece riusciamo a sezionare il paese prima in tre parti, poi nelle regioni, poi nelle province e poi persino in località montane …
    Ed all’interno di tutte queste segmentazioni ci sono (anche normali ed ovvie) realtà diverse con diverse normative che le regolano … e che, invece di essere quel fattore che le porta ad essere equiparate alle altre, le differenzia … in modo positivo o negativo.

    Inoltre i dati che lei ci indica … sono molto stringati: è vero che il Centro sembra avere ora una maggiore vitalità economica … ma non è che magari stanno cambiando adesso auto che qui al nord invece sono state già cambiate tempo fa?

    Oppure possiamo ipotizzare che le persone residenti intorno a Roma siano magari + legate alla pubblica amministrazione e che quindi, rispetto ai residenti del nord, abbia risentito meno della crisi (cioè meno dipendenti licenziati o in cig)????
    Non lo so … bisognerebbe avere la possibilità di vedere un po di altri dati … analizzarli per capire il fenomeno … altrimenti si rischia di lanciare nuove leggende metropolitane.
    Saluti

  5. Caro Direttore, facciamo i conti della serva:

    Se tutti smettessimo di fumare, quanti soldi risparmierebbero gli ospedali in minori cure da prestare ai malati di cancro ai polmoni? E di quanto aumenterebbe il potere d’acquisto e la conseguente spesa?

    Se tutti indossassimo le cinture ed il casco, quanta benzina risparmierebbero le ambulanze, impiegandola magari per salvare qualcuno che non rischia la vita per propria incoscenza?

    Se tutti rispettassero il codice della strada, quale sarebbe il risparmio complessivo in termini di carburante e di emissioni per le mancate code?

    Se tutti smettessero di gettare i rifiuti INTORNO ai secchioni per non far la fatica di aprirli, quanto tempo (= denaro) risparmierebbe la nettezza urbana a fare “il giro”?

    Se chi fa la fila alla posta fosse in grado di tener d’occhio il tabellone, evitando di saltare il numero salvo poi ritornare.. E discutere. Quanto tempo si risparmierebbe? Non si dovrebbe restare aperti un’ora dopo la chiusura, risparmiando energia, ad esempio.

    Se tutti i negozi chiudessero le porte, invece che lasciarle aperte. Che non è quello che scoraggia i clienti.

    Se gli autobus ci fossero.. Ovvero se scioperassero meno di 4 volte al mese (sempre di Venerdì…) e se magari (se non è chiedere troppo) quando ci sono fossero pure puntuali.. Quanta gente arriverebbe prima al lavoro? E quanti verrebbero incoraggiati ad usare il trasporto pubblico, lasciando macchina e scooter?

    Se in tutte le case si preferisse mettere una maglia in più piuttosto che aumentare di un grado la temperatura del termostato

    Se tutti facessero fare l’abbonamento annuale agli autobus ai propri figli (quantomeno alle scuole superiori), invece che portarli ed andarli a riprendere ogni giorno, quanto meno si consumerebbe ed inquinerebbe?

    Se tutti razionalizzassero gli spostamenti, invece che uscire tre volte per prendere il latte, il pane e portare il figlio a giocare a calcio? Magari talvolta utilizzando i cari vecchi piedi?

    Se tutti si facessero i conti per bene prima di comprare una macchina? (conosco concessionari che dicono che il diesel conviene economicamente rispetto al GPL. E gente che gli crede!)

    davvero, potrei andare avanti all’infinito.

    Ora mi dica lei Direttore, oggettivamente. Quanto costerebbe in termini di sacrificio al singolo individuo l’attuazione di tutte queste “regole”?

    Ebbene sa che le dico? Queste regole (insieme a tutte le altre…) io le chiamo Buon senso.

    E credo che la ragione principale della differenza tra Italia e Germania, Svezia, Paesi Bassi… sia proprio questa. Gli italiani sono carenti sotto il profilo del buon senso.

    Facendo un conto a spanne, se TUTTI fossero dotati di buon senso, quanti miliardi di € all’anno si risparmierebbero? E quanti in più ne avremmo in tasca?

    Tanti da comprarci l’auto nuova, forse. O almeno da renderci abbastanza ottimisti da non rinunciare a farlo.
    Aiutando magari l’operato del governo. Che passerebbe prima alla tanto sospirata “fase 2″.

    Invece no. E gli italiani dicono che è colpa (solo) della crisi. Quindi l’auto non la comprano.

    Eccetto il dato di Roma (che non so, mi sembra falsato in qualche modo.. Forse molte “sedi” sono qui, flotte, autonoleggi…) il resto dei “numeri” mi sembrano perfettamente coerenti. Scendono man mano che scende il buon senso lungo lo stivale. Ed io non son certo del Nord…

    Vogliamo attendere che scenda il padreterno a governarci e nell’attesa puntare il dito verso il palazzo o magari intraprendere la strada più dura, quella dove ci si deve dar da fare?

    Per chi pensi che sia andato “off topic” mi permetto di citare l’ultima frase dell’intervento del Direttore: “…una volta di più quello che gira attorno alle nostre amate automobili è specchio della società in cui viviamo e con cui conviviamo”.

    • Caro Minni,
      Vero, condivido.
      Ciao
      Dario G.

    • Sono d’accordo su tutto quanto ha scritto ma se si realizzasse, si chiamerebbe Decrescita, cosa che peraltro io compio da anni.
      Invece Monti, l’Europa ed il mondo intero ci dicono che dobbiamo ricominciare a crescere per soddisfare il Dio PIL.
      Purtroppo Luca Mercalli ed altri come lui sono inascoltati dai media, ma la domanda è sempre la stessa.
      Come facciamo a crescere all’infinito su un pianeta con risorse finite?

      • Ma, soprattutto, è necessario sempre crescere?
        Una volta trovato un discreto benessere generale e mantenuta la popolazione stabile in numero… a che serve crescere?

      • crescere all’infinito é sia parte del sistema capitalistico sia espressione umana, nel senso dell’uomo.
        chi di noi non vuole guadagnare sempre piú? e non ditemi che con ipotetici prezzi fermi/fissi sareste pronti a rinunciare ad un aumento dello stipendio. peró tranquilli, é umano(anche se il termine non é dei piú felici ed appropiati).
        chi non desidera acquistare un appartamento. dopo magari uno piú grande, poi ancora una casa al mare, il terrazzino, la macchina veloce, quell ancora piú bella e veloce, dopo quella qualitativamente piú appagante, il cibo piú genuino, la cravatta di pura seta – fatta a Como e non in Cina, ecc…ecc….ecc….

        Quindi le aziende, oltre per che forza di cose -l’obbiettivo é di fare utili e non caritá-, debbono comunque crescere per far fronte all’umento dei costi di materiale, personale ecc.

        Giuseppe

  6. Caro Direttore,
    in primo luogo colgo ovviamente in maniera bonaria la sua provocazione iniziale. Dire che al centro possiamo considerarci “beati” è un po’ come dire che in Groenlandia si sta bene perchè non si patisce il caldo (spero mi passi la battuta :-) ). Le posso assicurare, anche se credo che ne sia perfettamente a conoscenza, che la nostra situazione non può essere considerata così beatificante.. :-)
    Tornando alla sua disamina, ad ogni modo, potrei farle mille esempi per confutare molti luoghi comuni riguardanti l’annosa disputa nord-sud, ma il quadro drammatico che ci troviamo ad affrontare penso che ci debba far riflettere e ci debba far oltrepassare queste insulse e antidiluviane battaglie campanilistiche.
    Purtroppo l’Italia è stata malgovernata per troppi anni per non addossare svariate colpe all’attuale classe politica, ormai troppo vecchia, logora e collusa con la criminalità organizzata per poterla assurgere a salvatrice della Patria, ma è anche vero che noi italiani non abbiamo mai fatto veramente nulla di concreto affinchè le cose cambino in maniera drastica e definitiva.
    Mi spiego meglio.
    Le tasse aumentano? Nessun problema, l’italiano escogita un modo per evaderle.
    I prezzi al consumo sono arrivati ormai alle stelle? L’italiano si lamenta, brontola, manda a quel paese tutto e tutti, ma si adegua e va avanti lo stesso, senza realmente alzare la testa.
    Il governo propone una, che sia una, legge atta a rivoluzionare il mondo dell’economia e del lavoro? L’italiano si oppone, ha paura che il suo orticello venga messo in pericolo e frena il tutto.
    Sia chiaro, non voglio in alcun modo difendere l’operato dell’attuale governo (una combriccola di camerieri dei banchieri e dell’alta finanza), ma è anche vero che se una serie così incredibilmente pesante di nuove tasse e balzelli fosse avvenuta in un altro Paese, oggi Roma sarebbe a ferro e fuoco, mentre gli unici indici che vedo alzare in questi giorni sono quelli riguardanti la disoccupazione giovanile, la pressione fiscale e gli episodi di microcriminalità.

    In nessuno dei nostri politici vedo, ahimè, un vero senso dello Stato, la voglia di cambiare questo Paese e di dare ai giovani un futuro meno angosciante e pieno di incertezze. Vedo solamente la voglia di ingrassare il proprio portafogli e il proprio ego, piazzando figli, figliastri e parenti qua e là, e di ingozzarsi alla tavola dei potenti.
    Scusate la piccola digressione off topic, ma volevo arrivare a farvi capire come in questo quadro politico-economico un giovane (che in tutti gli altri Paesi rappresenta il propulsore dell’economia) non potrà mai crescere e quindi concedersi quei piccoli lussi (perchè oramai l’auto lo è diventato, nostro malgrado) che fino a pochi anni fa sembravano alla portata di molti.
    L’Italia deve capire che, per far girare l’economia, non servono contributi dati una tantum, ma una riforma strutturale che porti a far avere più fiducia nel futuro e nell’economia da parte di tutti, oltre che far respirare il mercato.

    Spero di non essere andato troppo off topico.

    Buona giornata!

    Fabio

  7. Intanto per fare un esame migliore, sarebbe il caso di vedere come sono andate le cose negli anni precedenti, magari è solo un turn over rimandato da tempo e ora non più procrastinabile.
    Oppure sono i tanti immigrati che finalmente avranno una macchina nuova oppure concessionari che liquidano oppure nuove auto blu ..oppure .. oppure..oppure. Si penso che le ragioni siano tante e disparate però devo ammettere che (ahi la permalosità che effetto che fa…) mi da veramente fastidio sentire ancora una volta dare addosso a Roma perchè chiaramente di Roma io sono.

    Vorrei per una volta che il mio sogno si avverasse, vorrei per una volta sentire parlare di ITALIA e basta senza Nord Sud Isole e Centro ma che i problemi fossero gli stessi su tutto il Territorio e che le forze e le reazioni fossero le stesse su tutto il Territorio

    Non giudico Monti e Co su quello che stanno facendo ma io sto aprendo sempre di più il mio portafoglio e spero di poterlo fare ancora a lungo ma la mia pensione è ferma alla traduzione stipendio lire/euro del 2002 mentre il costo della vita nel frattempo è andato un pochino più avanti, mi pare di aver sentito forse…dire!! E i miei due ragazzi due che poi tanto più ragazzi non sono (33 e 30) non si compreranno auto nè quest’anno nè i prossimi perchè il lavoro è sempre più chimeristico e se non ci fosse papà… e non dico un matrimonio ma una convivenza è addirittura utopistica, una famiglia poi assurda. In più occasioni non so come avrebbero fatto.

    Speriamo che finalmente si decida di fare veramente tutto un Paese, uguale dalle Alpi a Lampedusa e che finalmente si ragioni tutti con la stessa zucca perònon mi venite a dire che Sergione è stato libero di fare in America ma in Italia no perchè questo discorso lo facciamo nei confronti del lavoro degli altri che viene toccato ma guai se toccano i nostri d’interessi, il nostro di lavoro! E’ facile giudicare positivo quello che viene fatto nei confronti degli altri ma se qualcosa veine a toccarci direttamente, apriti Cielo.
    Come oggi queste fantomatiche liberalizzazioni. Si è giusto, è vero dai… ma se liberalizzano il nostro di lavoro?

    Lo so sono stato scontato, forse e sicuramente ho toccato i soliti luoghi comuni, addirittura credo che alla fine qualcuno leggendomi dirà ma che voleva di?! Il fatto è che sono stufo di un’Italia una e trina, la voglio UNITA e basta e non voglio, anzi purtroppo, non vorrei più sentire certi discorsi che, come vedete, mi fanno adirare e conseguentemente sragionare

    Mi scuso se forse con il mio intervento sono stato inutile ma spero non sia così
    Saluti
    marco

    • chi non sarebbe daccordo?…nessuno…..ma se dovessi trovare la soluzione per raggiungere l’obiettivo…..di certo dividerei l’italia in maniera netta con capitali diverse ed autonome….volente o nolente o spiacente o brutto da dire e pensare….sarà impossibile avere un’italia unita e a marcia unica…….finchè le produzioni erano locali..il motore riusciva a trascinare dietro il rimorchio…..oggi che quasi 1 miliardo di persone in asia che zappava il proprio orto ha incominciato a produrre..quel motorino non riesce più a trascinare il rimorchio che pesa sempre di più….addirittura si parla di un giro d’affari mafioso che ha superato tutte le aziende italiane………..ok si potrà obiettare che la mafia oggi c’è anche al nord.. vero…..ma dividendo il paese…con qualche regoletta semplice…ci sarebbe la possibilità di debellare parecchi mali…………basterebbe non scandalizzarsi troppo e dividere le due economie……..anche accollando tutti i debiti italiani attuali al nord……e rilanciando libero di veleggiare il sud senza debiti(questo per confermare ancora una volta il pieno aiuto del “nord”)…..senza scandali e senza polemiche e senza offese per nessuno la vedrei l’unica soluzione

      • da quanto leggo sui giornali e sento ai vari tg,
        pare che le mafie si siano accomodate tranquillamente nelle zone ove governano quelli che dicevano di avere la soluzione ai mali italici…
        mentre invece, essendo al governo, hanno (come tutti gli altri finora) sistemato solo i propri …, moglie e figli compresi, poi qualche sbadiglio di quá, qualche annuncio di lá e tira a campá. ancuni hanno aperto gli occhi, altri non ancora.
        se la Germania si é riunificata, pagando un caro prezzo, un motivo ci sará – a sí pare che riescano a comandare in Europa quasi da soli…
        se in Germania a scuola insegnano l’inglese, mentre qualcuno di quelli che di recente governavano puntavano ai dialetti locali, behh un motivo ci sará…
        in buona sostanza, gli ideologismi (uguale quali) servono per dividere/governare/dominare/abbioccare/accecare/controllare i popoli, non per falicitarne la vita. purtroppo.

        Giuseppe

      • Tante volte mi chiedo:
        come fa ad essere unito un Paese che fino a 150 anni fa era diviso?
        La Francia c’era già, la Germania c’era già, la Spagna c’era già, l’Inghilterra c’era già… noi tutti divisi.

        • Non e’ cosi’ semplice la questione. Mentre nascevano Francia, Spagna e Inghilterra, in Italia si andavano a consolidarsi i Comuni, le Signorie, i Granducati e le Repubbliche. E’ da qui che nasce il nostro campanilismo e l’impossibilita’ di fare sistema. Siamo culturalmente orientati all’individualismo e in un certo senso e’ proprio questo aspetto che ha favorito l’italica “arte di arangiarsi” o semplicemnete la nostra “creativita’” in senso lato. Piccoli stati, piccoli economie devono far di necessita’ virtu’ e come e’ nella natura umana evolvono e predispongono in maniera “darwiniana” l’arte di sopravvivere e adattarsi per non sparire. Questo orientamento culturale lo paghiamo dai tempi dal XVI secolo, Napoleone ha dato il colpo definitivo e il neonato Regno d’Italia si e’ trovato uno stato unitario popolato da dialetti incomprensibili fra loro, realta’ economiche differenti (“calvinisti” al nord e borbonico immobilismo al sud).
          E mentre il capitale umano imprenditoriale eccelleva disinteressandosi di creare un filo diretto con la politica nazionale, i politici non sono stati capaci di interpretare i bisisogni e le potenzialita’ del Paese. Certe scelte politiche degli ultimi 60 anni avrebbero scritto una storia diversa se allora si fosse compresa la potenzialita’ del turismo ad esempio, la necessita’ di preservare il Paese da scempi ambientali e scelte industriali senza capo ne’ coda dettate solo da interessi locoli o personali, pagate a caro prezzo (ecco l’italica propensione allo spreco e all’inciucio). Dopo de Gasperi l’Italia e’ diventata una repubblichetta di fantocci corrotti in balia e spesso penetrata dalla lotta armata (di destra e di sinistra) e della mafia.
          Questa e’ la nostra storia. Adesso dove vogliamo andare? Si puo sperare che grazie alle pressioni dell’Europa e delle istituzioni internazionali a cambiamenti strutturali si possa lentamente rimetterci in carreggiata. Ma ci vorranno anni o decenni e soprattutto nuove generazioni di politici responsabili e finalmente rappresentativi degli interessi del Paese, non dei campanili o dei clientelismi.

      • Caro Mantellis,
        “illusione, dolce chimera sei tu”.
        Forse ti ritroveresti con un SUD che si trasforma in un paese nordafricano, pieno di emigranti verso il nord, le MAFIE tutte qui al nord a cercare di fare affari con il “motorino” e a operare in connivenza con la politica (del NORD) occupando con delle belel facce pulite le poltrone del potere.
        La sanità peggiorerebbe perchè quella del NORD sarebbe quella ricca e i conti verrebbero massacrati dai pizzi vari. Invece di imprtare tutte ste rogne da uno STATO DEL SUD, non sarebbe meglio stare uniti come nazione e cercare di mettere regole certe e farle rispettare? Debellare la criminalità organizzata e mettere in galera la politca collusa con essa?
        Ciao
        Dario G.

    • @ Multiplex
      bentornato Marco, tu scrivi “vorrei per una volta sentire parlare di ITALIA”
      io dico che dovremmo cominciare a parlare degli italiani, perché quando si parla d’Italia pare che gli italiani scarichino le proprie responsabilitá sul paese. troppo comodo. Questa cosa mi ha da sempre dato fastidio, anche nei testi delle canzoni – tipo una vecchia di Marco Masini. Ci si lamenta sempre dell’Italia, la si accusa – come se l’ Italia non fossimo noi, come se fosse qualcosa d’astratto, che non ci riguardi.
      Ricordo una campagna pubblicitaria sui media tedeschi, ove noti personaggi teutonici [sportivi, cantanti, politici, ecc. (anche naturalizzati tedeschi!)] dicevano semplicemente: “Du bist Deutschland!” (la Germania sei tu!), sensibilizzando, responsabilizzando direttamente la popolazione, ogni singola persona. E credimi, anche nella situazione piú ‘chiavica’ troverai ben pochissimi tedeschi che parlino male della propria nazione. É una questione di cultura.
      Non dico che dovremmo essere come i teutonici o i francesi, ma un pó di buonsenso non guasterebbe, anzi…

      Giuseppe

      • Come dici bene, coooooome dici bene…
        Cordialmente
        Salvatore

      • Giuseppe carissimo si hai perfettamente ragione tu ma per me l’Italia è un puzzle, una composizione unica composta da milioni e milioni di tante piccole tessere e quindi, sempre per me, parlare di Italia equivale a parlare di Italiani e Italianeità. Sono e di questo me ne vanto, nazionalista a oltranza, anche nelle scelte quotidiane salvo poi essere smentito dalle etichette delle nostre “cose nazionali” che sono immancabilmente “made in china”
        Solo nell’auto purtroppo non riesco a esserlo perchè per le mie esigenze e ragioni, non trovo prodotto italico adatto, altrimenti, come fatto per una vita, avrei sotto il sedere qualcosa di tricolore. Mi indigno per la Ferrari che perpreta scelte di piloti tranquillamente con passaporti esteri. Mi indigno per le sgallettate e gli sgallettati che calpestano i nostri palcoscenici anche delle tv. Mi indigno per i sushi, i kebab e quantaltro di commestibile non sia a 3 colori. Mi indigno per Cuba, Santo Domingo quando magari non si conosce Pompei o Taormina o il Lago Maggiore o qualsiasi altra nostra perle che ringraziando il Cielo, nonostante i crolli e i terremoti, ancora ci portano euro sonanti nelle casse.
        Sono e continuerò a esserlo, un romantico sognatore, un’idealista convinto anche della socializzazione, dello stare assieme, uniti, UNITI per sopravvivere e far sopravvire questa Nostra Grande Bella Unica Nazione. Adesso mi rimetteranno la camicia di forza ma che ci voi fa, so così!!

        Ciao

        Marco

        • @ll’ indignato MultiMarco

          dal trailer di benvenuti al nord:
          “ti piace il sushi? Si, la cucina milanese mi piace” ;-)

          approvo e condivido la parte sana del tuo commento, peró personalmente sono convinto che si debba essere aperti verso il mondo tutto, se ne trae sempre giovamento&arricchimento.

          con simpatia, Giuseppe.

          • …e sapendo che sedevi ultimamente su Toyota, ed ora su Nissan…noto con piacere che tu, automobilisticamente parlando, aperto lo sei

          • @ carissimo Clacson

            logico che “tocca” aprirsi e attualmente sembra che, volutamente o meno, ci stiano “aprendo” sempre più.

            Quanto tu affermi è giusto e sacrosanto e sono pienamente concorde in tutto e per tutto e non solo automobilisticamente.

            Altrimenti non avrei avuto Toyota o Nissan come giustamente ricordi tu.
            Serio, avrei preferito avere Alfa o Lancia o Fiat e magari chissà può darsi che la prossima….

            Ricambio la simpatia (e anche con tutti i cari amici blogghisti)

            MultiMarco

  8. Io sono “ottipessimista”.
    Credo infatti nella bontà e nell’utilità del Governo Monti, credo nelle capacità complessivamente buone di certi attuali protagonisti del sud Italia (dal sindaco De Magistris in giù), credo nell’onestà di tanti italiani, soprattutto del sud. Credo insomma nelle potenzialità che ha l’Italia.
    Ma credo anche che purtroppo la “doppia velocità”, cioè la differenza tra Nord e Sud Italia, NON verrà risolta, al momento. Almeno non in maniera completa…
    Il Sud resterà costola del nord; i “nordisti” continueranno a guardare i “sudisti” dall’alto verso il basso, con disprezzo, schifo e indignazione.
    Ma succederà però che stando così distratti a guardare i sudisti dall’alto verso il basso, non si accorgeranno che alle loro spalle nel frattempo la malavita, prodotto DOC proprio del SudItalia, si starà mangiando tutto il Nord!
    Dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania, si sono spostati nel Lazio. Poi hanno preso l’aereo e si sono allargati alla Lombardia, si stanno allargando al Piemonte…..insomma, vedrete, nei prossimi decenni il nord sarà definitivamente Cosa…..del sud.
    E allora si, che l’Italia sarà tutta uguale.
    E allora si, che sarà divertente andare a chiedere ad uno del Nord (magari ad un Leghista) perchè si è lasciato mangiare dal sud… ;-)
    Sergio (NA)

    • ahaahh bè dandy..senza leggere quello che avevi scritto …ho replicato una riga più sù……si insomma ho dato la mia modesta indicazione di soluzione per evitare quello che tu hai in maniera chiara schietta ed onesta prospettato per l’italia…ed inevitabile se non si prendono subito soluzioni drastiche!!!

      • Caro Mantellis, “purtroppo” quell’ “unica soluzione” che dici tu non accadrà mai, ma proprio MAI. Forse neanche se Presidente del Consiglio fosse nientedimeno che Umberto Bossi. MAI.
        Negli anni 80 si sfiorò, pochi lo ricordano: Licio Gelli, Raffaele Cutolo e non ricordo chi altro, discussero della fine della Repubblica e di una divisione dell’Italia in due o tre parti ma ovviamente sappiamo che non si fece nulla perchè la storia prese un altro corso.
        Quella era un’altra storia, un’altra Italia.
        Oggi non potrebbe mai accadere una cosa del genere, proprio perchè ormai la malavita si è allargata.
        E ti assicuro, Mantellis, che dividere l’Italia non risolverebbe il problema “malavita al Nord”; perchè una volta che l’hai fatta entrare, UNA volta che le hai aperto la porta, sta sicuro che non esce più. Anzi, è lei che fa uscire (scappare) te.
        La malavita è per l’Italia come un virus nel sangue: non lo fermi più, è questione di tempo, si diffonde e ti stronca. Così sta facendo la malavita in Italia da ormai diversi decenni: si allargano, si allargano, si allargano, si diffondono, penetrano in tutti i sistemi, in tutti i settori.
        Possono arrestare chi gli pare: Cosentino, Zagaria, Provenzano, Sandokan, Lupin, Mila e Shiro, Tom&Jerry….ma è troppo tardiiiii!!! E’ una battaglia contro i mulini a vento! E’ inutile!! ITALIA E’ CAMORRA! E lo sarà sempre di più.
        Sergio (NA)

        • Sergio, è esattamente così. Ma se dividi il territorio e focalizzi la ciccia al nord, lì si concentreranno gli interessi mafiosi. Anzi, forse uno degli oppositori principali alla suddivisione del territorio in due o tre parti potrebbero essere poprio queste mega economie che operano su tutto l’attuale territorio nazionale e che spadroneggiano ora più al nord che al sud perchè qui ci sono più risorse e possibilità di riciclare i guadagni illeciti che non sono solo nazionali, ma intercontientali.
          Ciao
          Dario G.

        • ..volenti o nolenti…. altre soluzioni oltre alla mia(che poi funzioni o meno solo lassù si sa) non se ne vedono!!!…e ricordiamoci che piaccia o meno il nord non è il sud…..con tutto il rispetto del caso e senza voler essere provocatorio!!!……ma semplice constatazioni delle realtà..

  9. Direttore, per me il nostro paese si sta “leopardizzando” anche nella stessa provincia ci sono buone realta’ economiche come profonde depressioni da qui le maggiori o minori vendite non solo di automobili ma di moto, furgoni, camion , bus ect… Purtroppo a livello politico sti sta continuando a minimizzare i grossi problemi del nostro paese sprecando le poche risorse che abbiamo per ripartire ed invece di semplificare noi stessi automobilisti con il nuovo anno ci siamo ritrovati piu’ che mai divisi da balzelli, divieti e ordinanze diverse da comune a comune…

  10. Il mercato dell’auto non è questo sconosciuto. Da decenni si sapeva che saremo arrivati alla saturazioe dei numeri. Non si può più parlare di crescita perchè andremo in un campo quasi metafisico. Il signore maglionato cerca di farlo capire e si impegna pure a farlo capire. Se ne stà sempre più spesso in USA e Brasile dove trova utili. In Italia non trova comprensione visti i tabù che trova sulla sua strada. Via i contratti capestro e nuovi più aderenti alla situazione. Tutte le aziende devono fare utili se no chiudono, a molti non è chiaro. Mi aspettavo dagli italiani un rigurgito di patriottismo e portare le ns case al 50% del mercato interno. Macchè ce ne guardiamo bene. Non ci viene in mente che possono lavorare gli italiani? Compro una Bravo? meglio una Golf. Sono macchine uguali ma vuoi mettere una Wv e una Fiat, strano concetto. I tedeschi lavorano e gli italiani in cassa integrazione, complimenti per la scelta. L’attuale crisi finanziaria non incide più di tanto perchè l’auto si acquista solo se serve. Finite le vacche grasse? da molto e chi riuscirà per primo a capire come muoversi ne trarrà beneficio. Compriamo italiano, datemi retta. Un saluto.

  11. Ormai tutti, anche chi vuole essere ottimista ad oltranza, deve fare i conti con il pesante clima recessivo. Non esistono ambiti protetti esenti dal turbinio ed il mondo dell’auto ne è anzi uno dei primi sensori: da mesi ormai il grafico presenta andamenti da “orso” per utilizzare termini borsistici.
    Il direttore parla di “soldi a pioggia”: proprio li sta il problema …e magari la soluzione.
    Facciamo a noi stessi una domanda a cui troppo velocemente viene data una risposta: cosa è l’Euro e cosa capita quando lo si stampa (e magari se se ne stampa a volontà per ripianare i buchi).
    L’Euro è una moneta che non è nè Italiana, nè Francese, nè Tedesca ma viene emessa da una BCE estranea a qualsiasi controllo degli stati che soggiaciono all’area Euro.
    Detti Paesi 10 anni fa sono gioiosamente entrati a far parte di un meccanismo che ha tolto loro ogni sovranità possibile sulla propria moneta, ponendoli in una situazione potenzialmente catastrofica rispetto a qualsiasi altro Paese sovrano (che batte moneta da se).
    Gli USA e la Gran Bretagna, negli anni passati campioni di esperimenti neoliberisti, hanno ceduto occasionalmente il passo all’UE che sotto la pressione di potenti Banche e lo strumentale utilizzo dell’ideale dell’Europa Unita, ha riposto nelle mani di queste prime il potere di determinare in senso assoluto il destino dei Paesi e dei loro cittadini.
    L’evidenza di questo si ha considerando l’assenza di attacchi speculativi nei confronti di Paesi indebitatissimi, con un deficit/PIL elevatissimo (a livello greco) ma che hanno potere di stampare la propria moneta. Quali? Giappone (con 200% di debito/PIL), l’Inghilterra e gli USA.
    Se la Grecia avesse oggi la Dracma non sarebbe stata sottoposta ad un attacco speculativo semplicemente perchè avrebbe potuto stampare banconote liberamente (quindi garantendo la solvibilità delle obbligazioni in dracme), secondo necessità, rendendo addirittura controproducenti azioni esterne di tal tipo. Ah! ma poi l’inflazione… certo l’inflazione salirebbe ma tutti noi ricordiamo un’Italia con inflazione al 10% e piena occupazione o sbaglio? In più la svalutazione della moneta “volontaria” avebbe permesso alla Grecia di far girare al positivo la voce esportazioni e turismo, determinando una crescita del PIL.
    Il trucchetto è così semplice (e fastidioso per i vicini competitori) che l’Italia l’ha usato spessissimo contro la Germania e la Francia e nessuno ci attaccava come ora, anche se gli interessi volavano al 10% ed oltre sui BOT.
    A proposito: secondo voi perchè la Germania e la Francia sono state così benevole, all’epoca, da volerci introdurre nell’area Euro nonostante il nostro debito al 120% ed il disavanzo storico?
    Per far prima lo scrivo io: per legarci ad una moneta fissa, impedendoci il gioco competitivo in cui eravamo campioni e determinando un differenziale di crescita diverso per noi e loro da quel punto in poi. Noi abbiamo perso di anno in anno quote di esportazioni e loro ne hanno guadagnato. Guarda un pò.
    Il falso benessere del 2004-2006 era dovuto più al credito facile (più debito privato) che a lavori meglio remunerati.
    Non sarà un caso se quella che nell’epoca del super-marco era l’economia europea con la moneta più ingombrante in epoca di Euro si sia avvantaggiata su tutte le altre, dalla seconda in poi.
    I sostenitori dell’Euro hanno sempre posto innanzi alla popolazione i vantaggi subitanei, consistenti nei bassi tassi di interesse avuti nei primi anni dell’Euro… verissimo, esattamente come gli spacciatori che danno stupefacenti gratis le prime volte, ben sapendo che più tardi condurranno a piacere la vittima con il guinzaglio in cui incautamente si è lasciata imbrigliare.
    Ma come è possibile tutto questo?
    E’ possibile perchè la BCE non versa gli Euro direttamente agli Stati dell’Area Euro (come accade normalmente tra un Paese ed una Banca centrale) ma li vende (ormai quasi gratis) agli “investitori internazionali”…. Quindi, quando Monti vuole fare un ponte sul Po (voliamo bassi) deve andare a bussare alle porte degli investitori internazionali (sulla cui coscienza non è il caso di disquisire) per ottenere il denaro al prezzo che LORO decidono.
    Un Paese ex-Sovrano costretto ad elemosinare altrove la moneta da utilizzare per se, al suo interno.
    Ora stanno decidendo che ce lo vogliono far pagare caro, carissimo. E noi dobbiamo accettare le condizioni dei cravattari.
    Cito ancora il caso dell’Argentina che potrebbe confondere le idee: l’Argentina aveva si una moneta sovrana, ma era stata imprudentemente (per non voler parlare di malafede) ancorata al dollaro con cambio 1$=1Pesos, ovviamente artefatto e che poneva la nazione in una situazione in stile europeo odierno. L’economia argentina è stata strangolata da una moneta che girava secondo un’economia più forte e ne è ha pagato il prezzo. Il default è stato un trauma necessario ma che ha avuto almeno il merito di spezzare il giogo (l’Argentina in 10 anni ha ripreso a correre, eccome).
    Sostanzialmente: o usciamo dall’Euro ed accettiamo una batosta eopcale nei primi 2-3 anni (a partire da quella sui depositi e risparmi) ma con la consapevolezza di una rinascita economica del Paese da li in poi (torneremmo a vedere investimenti stranieri, fabbriche che assumono, che si rilocalizzano in patria e quant’altro…) per riprendere il controllo della moneta o ci facciamo strangolare dai Paesi Europei “amici” prima e dagli speculatori in maniera continuativa poi, desiderosi di metter mano alle società e reti strategiche (ENI ENEL FINMECCANICA TERNA SOC. ACQUE POTABILI….).
    Basta rifletter per cinque secondi sulla nostra situazione: siamo come pesci in un laghetto da cui l’acqua esce solo, senza affluenti. L’unica acqua che abbiamo a disposizione è quella che c’è nella conca e via via non possiamo che cercare di chiudere i canali di drenaggio, ma acqua fresca non ne arriva, anzi da fuori vengono a portarne via con secchi sempre più grossi. Possiamo esser bravissimi a ridurre le uscite al lumicino ma senza una secchiata di acqua dall’esterno (esportazioni>importazioni) il destino è segnato.
    La Banca Centrale Nazionale rappresenterebbe in questa metafora la nuvoletta di Fantozzi gestibile a comando e gratuita: farebbe tanto comodo.
    E per tornare sull’inflazione eventuale: riflettendoci bene preferisco servizi, occupazione non precaria e quindi un’economia florida ai diktat economici che stanno ben mostrando in Grecia gli effetti (1/3 di dipendenti pubblici licenziati, stipendi privati tagliati della metà o quasi, bambini denutriti nelle città e non siamo che all’inizio della cura dell’FMI e partners… ).
    Insomma miseria e fame, ma a norma di legge …delle Banche: già sono loro le padrone delle Banche Centrali nazionali, quindi della BCE, quindi dietro agli “investitori internazionali” di cui sopra.
    Sono stati bravi, non c’è che dire, dagli anni ’70 in qua hanno avuto una costanza ed una meticolosità mai vista in altri settori. E’ talmente grossa che per tanto tempo è sembrata impossibile anche a me. Paolo Barnard idealizza e sopravvaluta il potere della spesa a deficit positivo (diversa da quella a deficit negativo che conosciamo fin troppo bene) ma, come faceva nei servizi andati in onda per “Report”, ha trovato i testi e gli autori dell’attuale sistema economico europeo. Nel suo sito mi pare che ci sia un comodo e triste compendio in PDF per chi ha voglia di rovinarsi la serata.
    Sarà un caso, come sempre, ma i Paesi in qui gli spregiudicatissimi “investitori internazionali” si limitano a fare i bravi puntando sul business tradizionale sono proprio quelli del Nord Europa, senza Euro e con moneta sovrana inamovibile, con contratti lavorativi solidi e ben remunerati. Li non si sognano alzate d’ingegno speculativo. A dimostrazione di come il legame “assenza di regole e lacciuoli” = “maggiore prosperità economica” sia una favola ad uso e consumo di chi ce l’ha venduta.

    • Il tuo piú bel ed interessante post, finora.

      Una sola domanda, tu scrivi:
      “…Se la Grecia avesse oggi la Dracma non sarebbe stata sottoposta ad un attacco speculativo semplicemente perchè avrebbe potuto stampare banconote liberamente (quindi garantendo la solvibilità delle obbligazioni in dracme), secondo necessità, rendendo addirittura controproducenti azioni esterne di tal tipo. Ah! ma poi l’inflazione… certo l’inflazione salirebbe ma tutti noi ricordiamo un’Italia con inflazione al 10% e piena occupazione o sbaglio? In più la svalutazione della moneta “volontaria” avebbe permesso alla Grecia di far girare al positivo la voce esportazioni e turismo, determinando una crescita del PIL…”
      Questo ‘gioco’ avrebbe retto all’infinito? Certo avrebbe svalutato di continuo anche il debito, cosí come i guadagni della banca che emette tale credito, ma se la banca é nazionale e non privata poco importa (credo). Tale inflazione non avrebbe intaccato i ricchi del paese, ma i comuni mortali abrebbero potuto continuare a pagarsi il carburante con una moneta cosí inflazionata? …non che oggi, per il carburante, le cose siano migliori…(la battutina finale ci voleva).

      Giuseppe

      • diverso il discorso se il paese si fosse trovato pronto e non malato all’entrata in Europa.
        non é con l’inflazione continua/quasi programmata che si risolvono i problemi di
        1. competivitá
        2. sprechi enormi nella PA
        3. corruzione e mafie
        4. pensioni d’oro, pensioni inproprie
        5. politici con vitalizi e mensilitá che nemmeno in Germania si sognano
        6. assistenzialismo per assicurarsi le comode poltrone del potere (sará quello vero?)
        7. ecc. ecc. ecc.

        é come il vecchio mercato drogato degli incentivi per l’Auto.

        o come se un costruttore progetta un assetto a ‘capocchia’ ben sapendo che ci sará l’ESP a salvare comunque la situazione e il suo sedere.

        Giuseppe

        ps: Ragione a/ha Sergio quando dice che i cambiamenti sono piú facili da applicare in USA che in Italia

      • Non credo che Gjpin, caro Giuseppe, propenda per un ritorno alle monete nazionali, ma credo che volesse dire nel suo intervento che ci vorrebbe una vera e propria “governance” della moneta europea, con una Banca Centrale Europea che funzioni da prestatore di ultima istanza, come lo erano le Banche Nazionali dei Paesi Euro (ad esempio la nostra Banca d’Italia) prima dell’avvento della moneta unica europea…E su questo sono perfettamente d’accordo…
        Cordialmente
        Salvatore

    • parole sagge.
      Certo è che se gli speculatori vogliono (e potranno) mettere mano a Finmeccanica, Ferrovie, ENEL ecc ecc è anche colpa della gestione che noi italiani abbiamo avuto di tali aziende.
      Finmeccanica con un buco di 750 milioni di € è una VERGOGNA!!! E’ tutto perchè c’è sempre la politica di mezzo.
      Beh, io direi che l’Italia si è spinta a suicidio. Peccato che è come se noi tutti fossimo passeggeri di un autobus il cui autista ha deciso di suicidarsi buttandosi da una scarpata con tutto il veicolo (e noi sopra).

    • Gjpin,
      Apprezzo sempre i tuoi interessantissimi posts. Ma sulla necessità dio stampare moneta, non son per nulla d’accordo.
      Sarebbe come mettere nella tua conca senza affluenti che va via via esaurendosi, non dell’acqua, ma un surrogato. L’inflazione è una brutta bestia, la svalutazione in un’economia come la nostra che esporta molto, ma improta moltissimo, che gira su gomma con costi di trasporti legati a doppio filo al petrolio (Anch’esso importato e pagato in altra valuta…), l’assenza della vituperata scala mobile a tutela dei redditi fissi, si andrebbe incontro ad un massacro. Quando avevamo la Lira, le svalutazioni hanno drogato per anni la nsotra economia al pari dell’assistenzialismo di Stato perchè le imprese battevano spesso la concorrenza grazie al prezzo basso (come hanno fatto i Giap negli anni ’60, i Koreani negli anni ’90 e i Cinesi ora) e non alla qualità Quindi poca ricerca, poca qualità e produzioni in balia dei mercati finanziari.
      E ogni peto in campo internazionale che avesse una ripercussione sul Dollaro, sul petrolio o su una qualsiasi materia prima, negli anni ’70 – ’80 e ’90 ci metteva in crisi. Un parte del nostro debito pubblico è aumentato grazie anche alla debolezza della nostra economia di allora che veniva in parte sostenuta grazie alla svalutazione della Lira. Anche allora i Mercati non erano ciechi e sordi e sapevano quale era il trucchetto.
      La grandissima bestialità che hanno fatto buona parte dei nostri governati negli ultimi 10 anni è stata quella di NON attaccare il debito pubblico e sfruttare l’enorme risparmi che abbiamo avuto grazie ai bassi tassi nella prima era dell’Euro quando l’economia tirava ancora e le imposte raccolte potevano permettere riduzioni significative.
      Quindi concordo con Giuseppe. Basta trucchi e pannicelli caldi. Vento nuovo, via i ladri e gli sprecono e su le maniche. No a soluzioni finaziarie, scorciatoie e boiate varie. Via bonus, super bonus e retribuzioni scandalose che insultano il buon senso.
      Ciao
      Dario G.

      • D’accordo con te e con Giuseppe, caro Dario…Devo dire che non avevo del tutto compreso l’intervento di Gjpin, il quale nei successivi interventi ha magnificato le doti dell’economia nazionale basata sulla vecchia liretta…Per carità! Se avessimo mantenuto la vecchia liretta saremmo letteralmente scomparsi non solo dal G8, ma forse anche dal G50…
        Cordialmente
        Salvatore

    • Per rispondere ai commenti finora arrivati.
      L’Italia avrebbe potuto risanarsi (diminuire spesa pubblica, sprechi e via di questo passo) anche senza entrare nell’Euro, fatto che avrebbe di per se rafforzato la moneta senza metterla in mano ad entità private esterne, non soggette al controllo nazionale.
      Uno dei candidati repubblicani alla Casa Bianca di cui in USA si parla in questo periodo è un tale Ron Paul, che non vincerà purtroppo.
      Ebbene, costui è una delle pochissime persone ai vertici delle cariche pubbliche che dice chiaramente la verità sostanziale su banche centrali, tassi di sconto e banche d’affari: non c’è alcun bisogno di una Banca centrale che imponga un tasso di sconto sulla moneta emessa!
      Ogni Stato potrebbe tranquillamente stampare da se la propria moneta senza pagare alcunchè a nessuno… ed infatti sia in Europa ed in Italia per molto tempo è stato così… e le cose filavano bene. Guerre tra valute, svalutazioni, inflazione su o giù, tutto parte del gioco ma la società nell’insieme cresceva economicamente.
      Vi ricordate la banconota da 500 Lire? Cosa c’era scritto in centro ben in vista? “REPVBBLICA ITALIANA” perchè era lo Stato che stampava la moneta direttamente… ed infatti quello è il miglior periodo di prosperità che la nostra storia recente ricordi (il famoso miracolo italiano, quello vero).
      Guardiamo al caso Italiano.
      Ad un certo punto i banchieri hanno spinto, spinto fino a che sono riusciti a far privatizzare la Banca d’Italia, spartendosela per quote (Unicredit e IntesaSan Paolo ne detengono la maggioranza assoluta) e da li in poi sono diventate le banche italiane le creatrici della moneta e quindi prestatrici della medesima moneta nei confronti dello Stato Italiano che doveva acquistarla a fronte di obbligazioni al prezzo stabilito dalle Banche.
      La banconota da 1000 lire con G. Verdi riporta infatti la scritta “Banca d’Italia” e sul retro addiritttura a tutto campo cameggiava l’edificio con scritto BANCA D’ITALIA.
      Ah! Quali fregature sono celate da piccole cose come questa…
      Che ragione c’era per dover pagare a vita un servizio che si poteva svolgere gratis e da se? Nessuna ovviamente. Per i cittadini questo è stato da sempre un danno e per le banche è stata la garanzia di un vitalizio sulle spalle della collettività.
      Con il passaggio all’euro si è avuta una riproposizione del meccanismo in scala più grande ed amcora più perversa perchè, se in passato lo Stato se la vedeva direttamente con la Banca centrale per le banconote, adesso il medesimo Stato deve attendere un passaggio in più: le banconote vanno prima alle banche e poi le banche le danno allo Stato, ovviamente a condizioni peggiori e discrezionali.
      Se la BCE ad esempio avesse fornito liquidità alla Grecia al tasso di sconto dell’ 1% (che è già un furto improprio) la Grecia non sarebbe entrata in questa spirale negativa che l’ha vista piombare dal 120% di debito al 160% nel giro di pochi mesi a causa dei mostruosi tassi di interesse richiesti dai mercati privati, dal 7% in su.
      E’ chiaro il gioco? Tanto semplice quanto ingobile: le conseguenze ultime saranno la spoliazione di tutti i Paesi dell’Eurozona (anche della Germania se non coglierà l’occasione per saltar fuori dall’Euro in tempo) ad esclusivo vantaggio delle grosse Banche mondiali.
      Ovviamente il sottinteso è miseria per una fascia sempre maggiore di popolazione (leggete qualche notizia dai giornali greci o dai pochi reporter che ne parlano in Europa per farvene un’idea).
      Gli USA sono sull’orlo del Default a causa del debito mostruoso (pubblico e privato), che nella realtà è maggiore rispetto al 100% dichiarato (gli USA sono l’unico stato al mondo che nel debito non conteggia i debiti degli stati membri…. un pò come se l’Italia tenesse fuori dal conto i debiti delle Regioni o dei Comuni), ma il dollaro si apprezza sull’Euro. Perchè?
      Sempre perchè loro hanno la banca centrale che acquista direttamente le obbligazioni statali e sta stampando miliardi di Dollari sottobanco per colmare tutti i buchi pubblici e privati che emergono (i famosi piani di Quantitative Easing). Gli investitori sanno bene che uno stato a moneta sovrana non può fare default se non per scelta politica (magari per evitare un eccesso di inflazione) e non lo attaccano.
      Al proposito devo ammettere uno stupore non da poco per quanto non è successo in USA.
      Hanno stampato dal nulla 16.000 Miliardi di Dollari (più del 100% del PIL USA e circa 10 volte tutto il nostro PIL) per regalarli alle Banche sull’orlo del crack, senza che si siano verificate ad ora esplosioni inflattive… sarà perchè quel denaro non circola? chissà.
      Comunque abbiamo la prova provata di come un modesto atto di immissione di banconote non possa creare le catastrofi teorizzate. Almeno sul breve termine.
      Siamo all’assurdo di Banche USA rimpinzate di soldi stampati dal nulla che vengono a far shopping da noi a man bassa. E noi, come i famosi Dodo estinti, ci lasciamo portare via le uova con i nostri piccoli senza accennare nessuna reazione.
      A questo punto preferisco tornare alla Lira finchè in Italia c’è qualcosa da salvare: il petrolio sarà caro finchè vuole ma contestualmente le esportazioni ed il lavoro riprenderanno quota come in nessuna possibile manovra di Monti o chicchessia.
      Ad ogni modo, meglio quello che dormire sotto un ponte a pancia vuota, perchè è quella la prospettiva in un Paese con licenziamenti progressivi nel pubblico, nel privato e con tagli agli stipendi di chi lavora.
      Ancora una cosa, un ragionamento facile facile ma che chiarisce un punto su tutti. La moneta sovrana è un modo semplice (e unico) per avere una distribuzione della ricchezza interna nel Paese: lo Stato ad es. può immettere moneta nuova per assumere persone che facciano opere pubbliche a valore aggiunto le quali, spendendo il denaro ricevuto, avranno un beneficio personale e movimenteranno altri settori produttivi (per case, auto, frigoriferi…). L’eccesso di moneta, causato da un uso eccessivo del meccanismo, porterà più inflazione. A quel punto lo Stato può drenare l’eccesso di moneta con una tassazione più alta per determinati settori in cui la moneta si concentra tipicamente (si, le classi più abbienti) per riportare le cose a posto. Alla fine si avrà una larga fascia di popolazione con più soldi di prima e l’elite bancaria, finanziaria con meno soldi di prima e meno potere…
      L’inverso di quanto sopra è invece esattamente la BCE e l’area Euro.
      Direi che non devo aggiungere altro per far capire perchè e chi ha interesse che l’Euro stia in piedi.
      Se fate parte dell’elite finanziaria ed industriale (ma intendo grosse industrie, non l’impresa del Nord-Est che fa divani) avete tutto da guadagnare nell’euro, altrimenti no (e sitratta del 90% circa della popolazione).
      Pensate inoltre a chi sta o è stato ai vertici delle nostre istituzioni: sono quasi tutti emissari diligenti di Goldman Sachs, alla luce del Sole.
      Di queste cose, purtroppo, sulla rete c’è una traccia confusa, spesso legata ad idiozie sul 2012 ed ai Maya, che fanno sembrare certe notizie produzioni della fantasia, per cui chi vi si imbatte confonde le parti di sacrosanta verità con la spazzatura circostante.
      Un pò come se io dicessi che la Crisi economica è causata dagli UFO che hanno clonato i Maya che con la telepatia hanno condizionato Rina e Provenzano, che a loro volta hanno fatto saltare le auto dei magistrati per destabilizzare lo Stato Italiano. C’è una grossa parte di verità ma inserita in un contesto che di fatto la fa ritenere inattendibile nell’insieme.
      Tutto vero infine quel che dice Clacson7 nei 7 punti: avremmo avuto i medesimi beneifici ed ancora di più se il nostro Stato avesse fatto queste cose mantenendo la Sovranità monetaria e, soprattutto, ora non dovremmo temer alcunchè da nessun tipo di speculatore. Se ti pare poco…

      • mi riallaccio alle conseguenze catastrofiche per i redditi fissi (tra cui i pensionati!) in caso di continua inflazione, descritte dal civil Dario
        e mettendo per un’attimo da parte il signoraggio, da gjpin indirettamente menzionato, vorrei andare oltre e ritengo le regole europee dure, ma sane ed (quasi)eque. Nel senso che al momento che ogni nazione stampa moneta per sé, viene a mancare un confronto con le altre – quantromeno sarebbe falsificato. Quindi l’Europa é (stata) un’occasione per mettersi in gioco, confrontandosi con gli altri e risanare i propri conti. Occassione miserabilmente mancata dai svariati governatori. L’Europa é il duro specchio che i furbetti si ritrovano impietosamente dinanzi.

        Un pó come il rating personale per accedere al credito/mutuo. Non equo se Angela(nome a caso:) lavora e fá la formichina ottenendo un tasso del 2% e Silvio(nome a caso:) lavora si, anche se non con la medesima produttivitá, e in piú fá la cicala (per tenersi ben salda la poltrona) ottenendo un credito con tasso del 7%(!), e di conseguenza propone ad Angela di applicare seguenta formula: (2+7):2=3.5, quindi di pagare entrambi un tasso del 3.5%
        Angela, avvistata si per 2estati a Capri – ma con i medesi indumenti dell’anno prima, esclamerebbe di certo: Klose e pazz, a cá nisciun é fess!
        Come darle torto?

        Giuseppe, oggi con spirito sdrammatizzatore

        • …magari non soddisfatta, dopo aver oregliato una vecchia canzone nata nei paraggi della sua destinazione vacanze – non ricordandorla esattamente, potrebbe tranquillamente ampliare la sua esclamazione: tu sí pazz!

          se poi un ipotetico premier greco vorrebbe tornare a stampare moneta propria, Angela certamente andrebbe su tutte le furie magatri esclamando un: malxxx! Termine, che in lingua degli dei, se pur con la pronuncia uguale ad una berlina Seat anni ’80, ha ben altro significato…

      • Ovvio che Ron Paul non possa andare avanti. Come fai ad essere eletto se non “piaci” a banche, aziende di armi e petrolieri?
        Gli USA fanno le guerre per la democrazia… ehm, perchè glielo comanda chi produce i tomahawk (ne hanno lanciati più a vuoto in Libia che in tutte le altre guerre messe assieme).

        I tuoi quadri sono catastrofici ma molto verosimili. Anche te hai visto il video di Grillo quando mise nel sedere del “dragone” la testa di Fazio (presidente della Banca d’Italia)?
        Ai tempi ridevamo come fossero cose non verosimili (io già non ridevo).
        Mi piace leggerti perchè hai un quadro della realtà che trovo molto attuale e realistico.
        Della Goldman e dei suoi uomini ne parlavamo in ufficio qualche giorno fa. Come anche del meccanismo di produzione della moneta.
        Più che altro continuo a chiedermi sempre la stessa cosa: ma a questi enormi istituti bancari è scappato il giochino di mano o c’è un secondo fine che non capiamo? Alla fin fine se gli Stati falliscono credo che anche loro abbiano ben poco da raccattare.

        Anche io mi “diverto” a fare congetture e se ti dico che elucubrazioni ho fatto sulla possibile prossima mossa di Ahmadinejad potrei scrivere un libro di fantapolitica…. il problema è che fino ad adesso tutto sta volgendo come pensato nella mia testa.

      • Non ho capito questo passaggio. E quindi il resto che ne è sguito.
        “Ad un certo punto i banchieri hanno spinto, spinto fino a che sono riusciti a far privatizzare la Banca d’Italia, spartendosela per quote (Unicredit e IntesaSan Paolo ne detengono la maggioranza assoluta) e da li in poi sono diventate le banche italiane le creatrici della moneta e quindi prestatrici della medesima moneta nei confronti dello Stato Italiano che doveva acquistarla a fronte di obbligazioni al prezzo stabilito dalle Banche.”

        Vista così, sembra che si siano impossessati della Banca d’Italia, ma se non sbaglio i motivi storico/economici che hanno portato all’azionariato della Banca Nazionale da parte degli istituti di credito privati, sono altri. All’epoca avevamo:
        - Cariplo
        - Ist Sanpaolo di Torino;
        - COMIT (BIN – pubblica – IRI) ;
        - Banca di Roma (BIN – pubblica – IRI) ;
        - BNL (BIN – pubblica – IRI) ;
        - Banco Ambrosiano;
        - Banca del Veneto;
        - Pop. Milano;
        - MPS;
        - Pop. Novara
        e una miriade di Popolari varie, medie e piccole.
        In 40 anni le cose sono cambiate e molto. Se on sbaglio, i dirigenti dell’Istituto sono scelti dal Presidente del Comsiglio e nominati dal Presidente della Repubblica, sentito il parere del “Comitato Direttivo” (o qualcosa del genere) della Banca. Che potere avrebbero le banche private in utto ciò, vista la spostanziale autonomia del Governatore?
        Uno dei principi fondanti dell’economia del XX secolo era l’aggancio del valore del Dollaro alle riserve auree delal FED. Fatto superato dal 1970. Da lì hanno inziato a creare al fuffa, la finanza per la finanza, il gioco delle tre carte moltiplicato per miliardi di volte.
        Ci hanno venduto il concetto (anche qui, vai a vedere poi come fai a verificare) che il valore della moneta deve essere commmisurato al valore reale dell’economia del paese che emette moneta. Che senso ha creare la moneta se poi l’economia è ferma? Ceh senso ha inserire droga in un sistema al collasso?
        Caro Gjpin, dobbiamo ripensare, rimettere un po’ tutto in discussione, liberalizziamo, ma non lasciamo libertà agli sciacalli, agli speculatori, a chi vuole creare posizioni di potere economico enorme nelle proprie mani solo per poi consolidare il potere stesso.
        Non occorre usare il macete, ma un bel bisturi con precisione e pronti a ritornare un passettino indietro se certe vie non dessero frutti.
        Un saluto ricco di stima.
        Dario G.

    • Articolo fresco de Ilsole24ore che cade a fagiolo sul mio ultimo intervento. E saltano fuori persino le grane per la Germania.Nemmeno a farlo apposta.

      http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-10/eurobond-riforme-goldman-detta-155228.shtml?uuid=AaWnVScE

      Ovviamente leggete le pretese di Goldman Sachs e valutatele alla luce di quanto si diceva, mentre date il valore dell’aria fritta alla frase che riporto:
      «lo scenario di base per il 2013 è che l’Eurozona vi arriverà intatta e avendo adottato misure importanti per stabilizzare i mercati e l’economia».
      Il Sole 24 Ore

      Su quali basi quest’ottimismo? nessuna ovviamente, esattamente come per tutte le precedenti proiezioni sulla risoluzione della crisi mondiale, poi greca nel 2010 ed Italiana nel 2011.

      • riassumo brevemente (spero senza errori) quanto letto su Welt.de

        Per la prima volta la Germania guadagna a prendere crediti sul mercato!
        Gli bond tedeschi a 6mesi rendevano a dicembre il 0.001%, oggi il -0.0122%.
        La richiesta é stata di 7mld, emessi dallo stato ‘solo’ il corrispettivo di 3.9mld.

        ps: la disoccupazione attuale é del ca.: 5.5%, a differenza del quasi 10% dell’EU, e del 12%(!!) teutonico anno 2004/05

    • Caro Gjpin, ho per te una “chicca” dell’ultima ora: Monti è tornato dal vertice europeo con il plauso dei suoi colleghi europei. Dichiarazione ufficiale. l’Europa non dovrà più temere che l’Italia possa “infettarla”.
      Ora, mi puoi spiegare come sia possibile che dal rischio Default ci si possa salvare con una manovra da 34 miliardi? Quando il debito pubblico ammonta a circa 1.900 miliardi, ma è destinato ad aumentare causa interessi monstre sui titoli di stato? E soprattutto, quando la manovra stessa è destinata a creare un -3% come minimo nel PIL, con conseguente incremento della percentuale debito/PIL?
      E ancora, come fa Monti a dire che “i conti sono strutturalmente a posto”, quando sono state aumentate le sole entrate senza, per ora, fare sforzi concreti sui tagli? Strutturalmente significa, almeno da un punto di vista profano, che si creano le condizioni per un circolo virtuoso di calo del fabbisogno statale. Ma non mi pare sia questo il caso.
      Tutto questo non considerando le tue (giuste) osservazioni già esposte.
      Allora io mi chiedo: c’è qualcuno così “poco avveduto” da credergli? Perchè onestamente credere che in due giorni siamo passati da “non riuscire a pagare gli stipendi” ad avere i conti “strutturalmente stabili” mi pare quantomeno paragonabile a credere a Babbo Natale. Con la differenza che i regali non ce li porteranno certo dal camino…
      Temo insomma che ci stiano “menando per il naso” e che una certa parte della stampa lavori ad arte per non far uscire la verità finchè siamo ancora in tempo a scappare.
      ****
      Riguardo al giochetto della svalutazione, sono comunque d’accordo con Giuseppe: non è una soluzione, almeno nel lungo periodo, dato che rende comunque vulnerabili nei mercati, anche se su piani diversi rispetto a quelli visti in questi mesi. Resta il fatto che forse ormai i buoi sono scappati dalla stalla; non avessimo aderito all’Euro, forse saremmo meno impantanati adesso (non è un mistero che la nostra economia almeno finora non ha minimamente beneficiato della moneta unica, a differenza di quanto accaduto in Germania, ad esempio). Ma se tornassimo alla lira adesso? Già mi immagino gli arrotondamenti al rialzo, i tassi di interesse alle stelle, gli stipendi che comunque non si adegueranno all’inflazione (come dopo il blocco della scala mobile del 1992 o giù di lì). Risultato: almeno all’inizio, miseria crescente e nuovamente ricchezza sempre più polarizzata nelle mani di chi ha già.

      Con sempiterna stima,
      Federico

      • Caro Federico,
        Mettere i conti in sicurezza potrebbe voler dire molte cose. Il default si poteva creare per assenza di liquidità per l’inceppamento del meccanismo di indebitamento attuato dal Ministero del Tesoro. Quindi niente più pensioni, stipendi del Pubblico Impiego, sospensione dei servizi di Pubblica Utilità come Forze dell’Ordine e Ospedali, altre amenità. Un bel casino.
        Con il drenaggio dalle nostre tasche di accise, IVA e imposte varie il Governo ha semplicemente messo i conti in ordine nel breve, la “struttura” Italia va avanti. Ma ora chiede che si faccai chiarezza sui tassi, che la Germania collabori al Fondo salva Stati in maniera che quelli più indebitati abbiano un prestatore di ultima istanza (BCE) e i mercati con i loro speculatori possano tornare a investire altrove.
        ***
        Quella dei negozi è una barzelletta. Io liberalizzerei gli orari sì, ma di quelli con al massimo 2/3 addetti in maniera tale che il piccolo commerciante possa offrire un servizio più esteso, diverso della GDO e quindi fargli concorrenza.
        Limiterei assolutamente le aperture strarodinarie dei grossi centri commerciali. Non hanno senso. Invece i negozietti devono esere aiutati lasciando loro molta più libertà. La GDO ha poteri contrattuali di gran lunga più forti del negoziante di paese.
        Ciao
        Dario G.

      • Dici giusto Federico.
        Se Berlusconi pochi mesi fa avesse implementato le sue manovre con uklteriori 30 Mld non sarebbe servito a nulla “ufficialmente”.
        Monti è ben accetto perchè è li per fare quello che i plaudenti europei si aspettano da lui: privatizzare i gioielli di famiglia.
        Qualcuno ha fatto presente come alcuni tra questi gioielli siano in perdita, esattamente come tante aziende parastatali del passato.
        Ineccepibile ragionamento che peraltro viene sempre messo innanzi al pubblico dei mass media per giustificare il taglio della zavorra.
        Un economista, padre di un mio caro amico, autore di articoli su quotidiani nazionali e che è stato ai vertici delle controllate statali (con Prodi all’epoca IRI), ha fatto una considerazione postuma sugli effetti delle passate liberalizzazioni: a conti fatti costano ormai molto di più i disoccupati prodotti dalle messe in efficienza delle ex-statalizzate di tutto quel che serviva a risanare i conti. In più i compratori hanno smantellato vari settori italiani in cui comunque eravamo in concorrenza con le loro nazioni di origine (siderurgia ad es.). Insomma le privatizzazioni sono sempre e solo un affare per i compratori.
        Nessuno di noi valuterebbe conveniente vendere casa propria per pagare l’affitto dal mese successivo, oltretutto senza un canone predefinito ma a piacere del futuro padrone. Lo stesso ragionamento deve essere applicato per i servizi essenziali a rete (elettricità, acquedotti) e servizi essenziali (assistenza sanitaria su tutti).
        Per rispondere alla veloce senza dilungarmi ulteriormente sulla questione Euro vs Lira sollevata da molti dirò che io ero uno di loro, uno di quelli entusiasti della globalizzazione, dell’euro… poi ho approfondito i dettagli ed ho scoperto la fregatura grossa come una casa.
        Dire he rimpiango la Lira sembra grossa anche a me, ma l’euro mi da la certezza della nostra impossibilità di risollevarci; non colmeremo mai il gap con Francia e Germania utilizzando la medesima valuta ma vedremo sempre questi paesi avvantaggiarsi nei nostri confronti, strappandoci quote di esportazione e comprimendo ulteriormente le nostre possibilità.
        QUesto fatto è chiarito da una proiezione di alcune banche che stimano di quanto una eventuale lira perderebbe se uscissimo dall’euro in seguito al default: dal 30%al 60%.
        Cosa significa questo? Che la nostra economia, per tipologia, efficienza, e quel che volete può esprimersi con una valuta che abbia quella potenza. Finchè giochiamo con la valuta calibrata per i pesi massimi siamo condannati ad arretrare sempre di più. Sono sogni quelli di chi ipotizza un nostro miglioramento dal livello in cui siamo a quello dei competitori più forti. Non ce l’abbiamo fatto prima, quando le distanze erano minori e l’economia “tirava” ed offriva denari da investire… non ce la potremo assolutamente fare ora, periodo in cui fatichiamo semplicemente per stare a galla.
        Metafora automobilistica in onore a 4R: l’Italia è come una trazione anteriore con 100HP, la Germania come una Integrale con 200Hp. Fino ad un certo punto abbiamo gareggiato su percorsi misti che se in globale hanno comunque visto primeggiare la vettura tedesca, hanno visto alcune tappe favorevoli alla vettura italiana in virtù di un minore peso e, diciamo, un passo più corto favorevole nelle curve strette.
        Ad un certo punto interviene un regolamento che impone alla vettura italiana il medesimo peso ed il medesimo passo della vettura tedesca… ovviamente la differenza di prestazioni aumenta ed il distacco cresce in tutti i contesti, anche in quelli un tempo favorevoli. Mantenendo queste regole (euro) la vettura italiana non ha speranze di recuperare il distacco. In più ad ogni vittoria di tappa la vettura tedesca ha diritto ad aggiornamenti tecnici, viceversa l’Italiana paga pegno con una zavorra ulteriore. Il Jean Todt ingaggiato nella scuderia italiana ultimamente (Monti) ha proposto di invertire la tendenza alleggerendo la vettura gettando via i sedili, l’aria condizionata, la barra duomi e tutto il possibile. In alcuni tratti di accelerazione sembrerà che la vettura italiana sia meno distante di prima da quella tedesca ma a prezzo di un confort pessimo per i propri piloti e minore efficienza globale della vettura, tuttavia ad ogni tappa le regole (che prevedono zavorra a chi perde e migliorie per chi vince) annulleranno l’apparente recupero. Le ultime fasi di gara vedranno l’auto italiana costretta a vendersi il motore ed a fare la colletta tra l’equipaggio per pagare il traino.
        Scritta di getto ma abbastanza vicina alla realtà dell’area Euro per noi.
        Ciao

        • Non sono per nulla d’accordo: è un’analisi troppo pessimistica per il futuro e svolta secondo criteri che prendono ancora come riferimento l’interesse nazionale, quando è evidente che la Germania non ha alcun interesse ad indebolire l’euro indebolendo gli altri Stati che l’hanno adottato come valuta nazionale. La terapia Monti è servita a mettere a posto i conti pubblici, perché il rapporto deficit/PIL italiano era salito troppo a causa della crisi economica internazionale. Ma ora che si stanno manifestando i segnali di una nuova crescita economica sia negli USA sia nella stessa Germania (con i favorevoli dati economici sull’occupazione), con la progressiva estensione di tali effetti, con opportune modifiche dei Trattati UE e con il possibile ampliamento del ruolo svolto dalla BCE, credo che il futuro dovrebbe essere, dal punto di vista della “tenuta” dell’euro e della crescita economica di tutti gli Stati che l’hanno adottato come valuta nazionale, molto più roseo rispetto all’analisi svolta dall’amico Gjpin.
          Occorrerebbe qualche intervento dell’amico Borges, che è un pezzetto che ha smesso di partecipare al nostro blog…
          Cordialmente
          Salvatore

          • L’ottimismo è il profumo della vita…
            e proprio perchè il profumo di benessere e tranquillità ci guida, qualcuno ci ha condotti per il naso, sapientemente ed ammirabilmente, fino a farci ritenere che tutto si aggiusterà.
            La Germania ha un solo interesse: la Germania e le sue esportazioni, verso chi non importa, e se nel frattempo avrà l’occasione di fagocitare con la scusa del debito assets strategici Greci, ITALIANI. Irlandesi e Spagnoli tanto meglio. Il Reich diverrà realta senza muovere un cingolo.

            La manovra di Monti ha aggiustato i conti? Ah Ah
            Scusa.
            Vediamo un pò con quale miracolo il 5/7% di interesse su un capitale di 1900Miliardi (equivalente a 130/140Miliardi di Euro/anno) verrà compensato da una manovra da 30/40 Mld con contemporaneo calo del PIL.
            Ti aspetti che l’interesse sul debito scenda? Forse un pò nei primi mesi, ma aspetta che Monti abbia terminato di fare dismissioni e quanto richiesto dall’europa e che si indicano nuove elezioni e vedrai che bella sorpresa saluterà il nuovo governo democraticamente eletto.
            Io dico che arriva una patrimoniale secca, da aggiungersi a tutto quanto abbiamo già visto, per almeno 100Miliardi oltre ad altri tagli.
            Anche quelli ovviamente saranno definitivi e finali… fino ai successivi.
            Occhio a c/c, titoli, fondi pensione, etc…

            Per quanto riguarda la crescita tedesca (?) ti allego un semplice stralcio de Ilsole24ore del 6 gennaio:

            http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-06/forte-calo-ordini-industria-132945.shtml?uuid=AaYliLbE

            “Gli ordini all’industria tedesca nel mese di novembre sono scesi del 4,8% su base mensile, un dato nettamente peggiore delle attese, a causa del forte calo degli ordini in arrivo dall’estero. Lo ha reso noto il ministero federale dell’Economia. Le attese erano per una flessione dell’1,7%, Il dato di ottobre è stato rivisto al ribasso al 5% dal 5,2% precedente. Gli ordini dall’estero sono crollati del 7,8%, quelli dalla Germania scesi solamente dell’1,1%. Il calo è stato più evidente per i beni di investimento, che hanno perso il 6,5%, con un calo del 10,6% per gli ordini dall’estero.
            Nel periodo ottobre-novembre, rispetto ad agosto-settembre, i nuovi ordini all’industria tedesca sono aumentati dello 0,2%. “Anche senza considerare gli ordini di grandi dimensioni, la dinamica della domanda é attualmente bassa. In linea con le previsioni, questo significa per la produzione industriale uno sviluppo limitato durante i mesi invernali”, ha concluso il ministero.”
            L’occupazione si adeguerà di conseguenza.

            Vorrei tanto sapere dove hai letto della ripresa economica…

            Auguri comunque.
            Quanto vorrei che avessi ragione tu.

            P.S.: Borges manca anche a me, soprattutto perchè avevamo interrotto un discorso sulla probabilità che la Grecia facesse Default ed il tema è più rovente che mai visto che di fatto lo è già.

          • Borges, chissá dove sei…

        • Caro Gjpin, forse qui sta l’arcano.
          “Dire he rimpiango la Lira sembra grossa anche a me, ma l’euro mi da la certezza della nostra impossibilità di risollevarci; non colmeremo mai il gap con Francia e Germania utilizzando la medesima valuta ma vedremo sempre questi paesi avvantaggiarsi nei nostri confronti, strappandoci quote di esportazione e comprimendo ulteriormente le nostre possibilità.”
          Domandiamo perchè un Brasiliano, un Americano o un Cinese acquista un impianto o un macchinario in Gramnia invece che da noi. Il prezzo? O la tecnologia, l’affidabilità, ecc. In Italia ci sono primarie aziende che hanno saputo investire in ricerca e tecnologia che i tedeschi e i francesi se le sognano: sono poche. La maggior parte sono (soprav)vissute per decenni grazie al lavoro nero, all’evasione fiscale e alla reiterata svalutazione della lira. Mentre per le prime due dobbimao arrangiarci da soli, almeno la svalutazione della lira non si può più fare e qui saltano fuori le magagne delle aziende italiane e della classe imprenditoriale: per oggi andiamo avanti, domani vedremo. Il “protezionismo” portato avanti dallo Stato nei confronti di queste aziende ne ha fatto die malati. L’errore dei Governi post-Euro è stato quello di non valutare il “pericolo giallo” e di vedere solo l’apertura di nuovi mercati senza prevedere il dumping che ne è conseguito. Inoltre le aziende non hanno sfruttato l’Euro per i bassi tassi di interesse (le aziende italiane sono storicamente dipendenti dal denaro delle banche che hanno sempre pagato a caro prezzo, sempre sottocapitalizzate e spremute dai proprietari) e la stabilità della moneta, ma hanno colto al volo il rapporto di cambio “allodola” 1 Euro = 1000 Lire per raddoppiare i prezzi e svuotando le tasche ai consumatori che si sono trovati in un attimo in brache di tela. Inoltre il credito al consumo è stato spinto irresponsabilmente e questo ha aggravato ulteriormente quanto ho scirtto prima, non solo pagavo il doppio un bene che fino a 12 mesi prima aveva un altro prezzo, ma mi incitavano a indebitarmi per acquistarlo. Ecco dove sta la cavolata, il passaggio di ricchezza, il drenaggio di risparmi e attitudine esasperata al consumo.
          Se Francia e Germania hanno costi del lavoro uguali e più alti dei nostri ed esportano di più pur pagando le materie prime come noi, non capisco (lo capisco benissimo….) come mai ci abbiano sottratto quote di esportazioni….
          ***
          Il discorso della vettura può essere invertito. L’alleggerimento può essere considerata la svalutazione che darebbe un vantaggio solo parziale con conseguente spostamento ulteriore della ricchezza a svantaggio di chi ha reddito fisso. Cornuti e mazziati. Immaginati i milioni di Italiani che hanno mutuo (con tassi che diventerebbero della vecchia Lira…), finanziamenti vari a tasso varibile, prezzo del carburante che lieviterebbe dal 30% (1,7 + 30% = 2,21 al litro) al 60% (1,7 + 60% = 2,72 al litro) e conseguentemente la maggior parte della merce che come sappiamo in Italia è moviemnta per oltre il 70% su gomma, e via di conseguenza. Inoltre non essendoci più la Scala mobile da circa 20 anni, tuti i redditi fissi verrebbero drenati da un’inflazione che è prevedibile essere a 2 cifre (10%? 15%?) e se l’economia si riprendesse solo in parte e nel giro di un paio d’anni, sarebbe veramente un suicidio.
          Non credi?
          Ciao
          Dario G.

          • Ciao Dario,
            avevo scritto una risposta ma è rimbalzata. Per non correre lo stesso rischio ti ho scritto meglio su una mail privata cosa penso su alcuen cose che mi dici.
            Ovviamente con un’inflazione vecchio stile occorrerebbe ripristinare i vecchi sistemi di aggiustamento dei redditi. Mi pare ovvio.
            Così come insieme al debito pubblico ridenominato in Lire occorrerebbe fare lo stesso con i debiti privati.
            Non sarebbe semplice, sono d’accordo, ma è l’unica possibilità.

          • approposito di svalutation…
            il molleggiato in buona compagnia.
            http://www.youtube.com/watch?v=4xagQrnwcnA&feature=related

  12. Mi permettete di lasciare un commento ai commenti? Troppo lunghi…..a volte piu dell’articolo stesso! A me piace leggere i commenti,ma qui a metà mi viene sonno……Senza rancore.

    • É vero hai ragione, inizialmente faticavo anche io…oggi non piú, o in alcuni casi meno – anche perché molti commenti sono davvero interessanti, a volte sono il preciso riassunto (o riflessone) di ció che oggi accade.
      Credimi, chi si dilunga spesso non lo fá senza motivo, per perdita di tempo, ma per complementare/completare il proprio pensiero. A me personalmente serve anche per schiarirmi le proprie idee, pensieri.
      Si posso leggere articoli sul web, quotidiani, giornali o libri. Tutto ha un senso, un’utilitá. Occorre solo ritrovare se stessi, il tempo per se stessi, darsi tempo/prendersi tempo per la propria ‘vita interiore’, pazientarsi e sfuggire per un pó ai tempi predeterminati dagli altri. Sfuggire alla superficialitá.

      …spero di non essermi dilungato troppo;)

      Giuseppe

    • Caro destino,
      Il nostro Direttore caccia il dito nella piaga, qui si sono autoselezionati dei personaggini che hanno molto da dire, spessissimo cose interessanti.
      La colpa della lunghezza di molti nostri commenti è da attribuire esclusivamente al Direttore Cavicchi che sa come aizzare i suoi leoni. Ogni argomento proposto è degno di un trattato politico, sociologico, antropologico, economico, ecc. Io sono un comune mortale che cerca di esprimere il proprio pensiero, ma ci sono molto altri qui che volano alti. E mi fa piacere leggerli.
      Se ti viene sonno, senza rancore, prendi un caffè o una bevanda a base di taurina…
      Ciao
      Dario G.

      • Caro civile,
        prendo già abbastanza caffè purtroppo…..e non vorrei abusarne per leggere commenti a volte interessanti,ma il piu delle volte noiosi,da pseudoeconomisti, sociologi ecc. Partendo dal presupposto che non conta la quantità ma qualità di ciò che si scrive,esiste anche il dono della sintesi…..e mi riferivo ai commenti kilometrici ovviamenti,o anche testi di canzoni con il ritornello incluso da copia incolla per non perdere tempo a modificarlo. Basta che mi sto dilungando e poi mi tocca autocigarmi ahahahah.scherzo

        • non era solo un copia incolla,
          per una ventina di volte circa, ho modificato la lettera i di Italia, mutandola dal piccolo al grande Peró é vero, per la prima volta nella fretta ho omesso di cancellare i ritornelli.
          Solo dopo l’invio me ne sono reso consapevole. Non accadrá piú.
          Ció non intacca comunque minimamente (per me) l’interessante testo.

  13. mhhh, manca un commento “civile”.

    • Giuseppe, qualche commento l’ho scritto….
      Stasera è tardi, sono stanco. Prossimamente posto qualche commento un po’ più centrato su quanto proposto dal Direttore.
      Ti dico solo che a Marzo sono stato a Torino e ho indossato un po’ per scherzo la coccoarda tricolore per le vie della città nel giorno dell’inizio delle celebrazione del 150°.
      Non sono un campanilista nazionalista, ma quel piccolo oggetto con il trocolore che vedevo appuntanto al petto di tanti altri che incrociavo sorridenti, beh, mi ha un po’ emozionato. Mi ha coinvolto. Mi ha fatto sentire orgoglioso di essere Italiano. Unitariamente Italiano.
      Ciao
      Dario G.

      • …a Marzo sono iniziati i festeggiamenti per i 150° dell’unità d’Italia?!?!! Sapevo che un certo Galimberti…Garimboldi o qualcosa del genere ci aveva provato assieme a qualche migliaio di amici e ad un Re avo di un presentatore televisivo amico di Pupo ma poi non ci sono riusciti….. perchè fatta l’italia si son dimenticati di fare gli italiani!

  14. Vorrei avanzare una altra Ipotesi, anni di mercato “Drogato” da incentivi e sconti hanno anticipato molti acquisti, che ovvio ora mancano all’appello; poi si aggiunga la crisi.
    Quando si ha problema a pagare il mutio di casa, di certo non si cambia macchina;
    se anche si hanno 2 soldini, si aspetta nella paura di perdere il lavoro; si sta alla finestra,
    Meno immatricolazioni, meno IPET meno IVa, risultato più tasse col risultato che il mercato di comprime ancora, tecnicamente è “deflazione”…se volete vedere il futuro andate in Venezuela…..

    • Caro Lucio,
      Condivido appieno.
      Venezuela? Strana scelta…..e con Chavez come la metti? Ci vai d’accordo….?
      Ciao
      Dario G.

      • La verità è che bisogna smetterlaa con questa rincorsa a chi vende di piu,perche non si vende come una volta ecc. L’auto non è un paio di pantaloni che cambi ogni sei mesi.Al di là del prezzo alto delle vetture,a volte sproporzionato a quello che sono e che danno.Dovremmo cambiare tutti mentalità, e pensare non alla moda dell’auto piu bella,e quindi piu venduta,ma un auto solida,ecologica,economica e duratura nel tempo.

  15. Difficile non cadere nei luoghi comuni; le differenze fra le varie zone della nostra nazione iniziano a spiegarcele ( o meglio raccontarcele ) dalle elementari per terminare alle superiori.

    Spero solo che certi sedicenti intellettuali ( appartenenti alla categoria dei “trinariciuti” come li chiamerebbe Guareschi ) la smettano di parlare o meglio berciare di “profondo e ricco nord”;

    è dal 2009, anno nero nel quale molte aziende dopo un fatturato in molti casi pari a – 70%, decisero di chiudere o ridurre il personale che tutto il nord sta soffrendo.

    In tale situazione chi ha voglia di sostituire l’ auto ?

  16. Buongiorno.
    Come sappiamo, sul numero delle immatricolazioni pesano motivi fiscali che fanno spostare ingenti quantità di targhe da una zona all’altra del paese.
    Che poi generalmente il Sud sia più depresso del Nord è perfino banale sottolinearlo.

    Che cosa si può dire?
    Leggo in molti commenti una nota direi di speranza nelle tanto sbandierate liberalizzazioni, parola magica con cui si crede arriverà un impulso spaventoso alla nostra crescita.

    Come faccio di solito, beccandomi poi gli strali del Direttore, invito tutti ad essere meno superficiali e ad usare la propria memoria e capacità di ragionamento: per limitarci al mondo dell’auto, sono state liberalizzate le attività di concessionaria (la famosa normativa Monti e non è un omonimo…), le tariffe dei carburanti, le tariffe assicurative… Qualcuno ha visto qualche vantaggio?

    Solo per i costi proibitivi dei locali nelle grandi città, qualche casa madre, obtorto collo, accetta che nello stesso salone ci siano più marchi, pena perdere il concessionario di zona…
    In teoria potremmo effettuare i tagliandi da chi vogliamo, ferme restando alcune clausole di salvaguardia (tipo l’utilizzo di ricambi originali o equivalenti e la certificazione ISO dell’officina): chi osa farlo durante il periodo di garanzia? E se qualcosa va storto, arriva subito Pierino l’Ispettore della casa che ti dice che con la tua garanzia puoi farci l’aeroplanino…

    Sulle assicurazioni e sui carburanti ogni parola di disprezzo è talmente ovvia da risultare già detta.

    Entriamo nel merito di edicole, farmacie e taxi?
    Non è che se il quotidiano si trova anche dal salumiere, allora ne compro due… L’editore prende però il controllo sulla parte terminale della filiera di distribuzione, cosa che oggi gli manca quasi completamente, ma non per colpa dell’edicolante. Semmai per colpa dei distributori locali che, dovendo assicurare consegne consistenti a cifre irrisorie, inevitabilmente risparmiano sulla qualità del servizio. Intanto uccidiamo gli edicolanti, poi si vedrà…

    Farmacie… Non mi pare sia il farmacista a fare il prezzo. Ci dimentichiamo che fino a poco tempo fa la moglie del ministro della Salute era Direttore Generale di Farmindustria ed era dentro la commissione ministeriale che determina i prezzi dei farmaci. E il problema sarebbe il farmacista? E la scusa del laureato in farmacia che non può aprirsi la farmacia? E il laureato in architettura il giorno dopo la laurea diventa forse Renzo Piano? O quello in Economia può forse aprirsi lo studio da commercialista? Ma dai…

    Taxi. Capitolone. A partire dalla direttiva europea 2006/123/CE, i taxi vengono riconosciuti come servizi di rilevanza pubblica e per questo motivo non assimilabili ad altre attività per cui possa valere un principio di semplificazione dell’accesso alla professione (idem per le ambulanze, i servizi portuali ed aeroportuali, ad esempio). Detta normativa europea viene recepita in Italia dal D.Lgs. 59/2010 che aggiunge gli NCC con pari dignità. Dunque cosa c’è dietro alla liberalizzazione, visto che non è certo l’Europa che ci chiede questo?
    C’è che è una torta che vale in tutta Italia svariate centinaia di milioni di euro lordi e qualcuno (le cooperative da una parte e i due gruppi Marcegaglia e NTV dall’altra) vuole infilarci i dentini dentro. E allora uccidi il tassista, poveraccio che si impegna la casa per acquistare la licenza, sperando di arrivare alla pensione tranquillo, ma che ha il torto di arrivare tardi dal cliente se piove e nessuno gli procura (e gli tiene libere) corsie riservate come qualsiasi paese civile provvede a dare ai mezzi pubblici. Dopo averli uccisi scenderanno le tariffe? Ma le determinano i comuni, non i tassisti. E che arma di pressione avrebbe sui comuni stessi una cooperativa con 500 macchine nel momento in cui la benzina sale per farsi adeguare le tariffe?

    Chiudo e mi scuso per il sermone: l’informazione non è libera. Ci vengono date per Verità informazioni parziali e inesatte che, ad una banale verifica che oggi chiunque può fare dal proprio PC, crollano come castelli di carte. Eppure su queste totali boiate vengono costruite leggi che determinano la vita o la morte di intere categorie di lavoratori autonomi o dipendenti.

    E allora su le antenne e attenzione.

    Cordialmente.

    • @benassistefano
      “Come faccio di solito, beccandomi poi gli strali del Direttore, invito tutti ad essere meno superficiali…”
      Ma quali strali, amico nostro? Questo è un bar e si chiacchiera tra appassionati…

    • Sono d’accordissimo con te, Stefano !
      So che può suonare come un controsenso, ma vanno bene le liberalizzazioni solamente se sono sufficientemente e chiaramente regolamentate … altrimenti si passa da un estremo ad un altro.
      A livello puramente teorico, la liberalizzazione produce concorrenza … ma questa dipende anche dai settori e dal livello di investimento necessari per entrarci: se il livello è alto o altissimo … la concorrenza sarà quella che si vede adesso … cioè con poche aziende e una sorta di tacito accordo sulle tariffe …
      Forse oltre alle liberalizzazioni, andrebbe fatta contemporaneamente un’altra cosa … semplice semplice: ridurre le spese dello stato (che ovviamente non sono quelle strutturali o di carattere sociale).
      Prendo l’esempio di un pneumatico: se si continua a gonfiarlo (tasse) … ma non si va alla ricerca e alla riparazione dei buchi o delle perdite (sperpero e spese alte di denaro pubblico)… prima o poi il pneumatico cede del tutto e si rompe … ed il risultato è sempre negativo … aumentando solo l’agonia.
      Concordo … che eventuali cambiamenti di mentalità delle italiche persone … necessito purtroppo di anni se non decenni … boh … speriamo.
      Saluti

    • non si può che essere d’accordo. Ma queste “liberalizzazioni” hanno lo scopo di catturare l’attenzione dell’opinione pubblica dando loro in pasto certe categorie che sono impopolari.
      Per esempio, non si sente dire dappertutto che le tariffe dei taxi sono alte? (quindi, per l’italiano medio, i tassisti sono ricchi). E chi non sa che essere farmacista rende ricchi? Salvo poi accorgersi che le farmacie che guadagnano sono quelle poste solo in certi luoghi.
      Parliamoci chiaro: a parte ridurre il reddito di queste categorie professionali, avremo dei vantaggi sui prezzi?
      Faccio un esempio: in farmacia si possono comprare farmaci (il cui prezzo è stabilito dal ministero per quelli mutuabili e dal produttore per quelli non mutuabili, su cui il farmacista può applicare uno sconto già ora). Tutti i vari cosmetici si trovano già adesso anche in profumeria. Mi spiegate per cortesia come la liberalizzazione può ridurre questi prezzi?
      Non parliamo poi dell’esilarante teoria secondo cui liberalizzare gli orari di apertura dei negozi incentiva l’acquisto: se io non ho soldi da spendere, puoi anche tenermi aperto il negozio fino a mezzanotte, ma non compro nulla lo stesso! Tanto per confermare, non mi pare che di auto se ne vendano di più, nonostante ormai ci siano “pote aperte” quasi tutti i weekend!

      • Le farmacie hanno dei margini elevatissimi che derivano dai prezzi gonfiati dei farmaci che arrivano dalla malagestio degli utlimi 40 anni.
        Se liberalizzazione dev’essere, che sia possibile acquistare farmaci direttamente anche da altri paesi UE dove i principi attivi di uso comune venduti in GDO costano anche l’80% di quelli venduti nelle nostre farmacie. In caso contrario assistestemo alla crisi delle farmacie e al trasferimento dei loro cospicui guadagni alla GDO e ai grossi gruppi.
        Ciao
        Dario G.

  17. Semplicemente a Roma ci sono i ministeri che comprano tantissime ” auto blu”( che poi sono grige) e poi ci sono molti dipendenti pubblici che possono facilmente comprare a rate. Nel resto d’Italia ci sono pochi soldi e pochi posti fissi e quindi poco accesso al credito

  18. Che la zona Roma sia quella che abbia risentito meno della crisi, potrebbe essere dato dal fatto che è quella con la più alta densità di dipendenti pubblici per via della presenza di ministeri etc. Gli unici a cui la crisi non ha fatto ne caldo ne freddo……… Per quandto riguarda il sud, credo che il problema sia la mentalità diversa, che in una sfumatura degradante va cambiando verso il nord.

  19. Ritengo che nessuno stato europeo, Germania compresa, possa fare a meno dell’Europa perché sarebbe troppo piccolo, figuriamoci come la penso sulla divisione dell’Italia. Auguriamoci piuttosto che i politici italiani ed europei si diano una mossa, o vengano sostituiti, sull’integrazione completa, questa, a livello economico, penso sia l’unica speranza che abbiamo. Le differenze tra nord e sud Italia? Ma siete mai stati a giro per gli USA? Non mi direte mica che tra New York e New Orleans ci sono solo differenze impercettibili. Io più che altro in Italia ho visto allargarsi la forbice tra ricchi e poveri, grazie a dissennate politiche filo Reaganiane e qual è l’unico tipo di tassa che può riportare più equilibrio? Ovviamente quelle dirette se sono progressive, ma guarda caso l’IRPEF non è stato toccato nella sua progressività, perché le addizionali vanno a diritto su tutti. Quindi, inevitabilmente la forbice si allargherà ancora.
    Il mondo dell’auto? Premesso che:

    1) le auto degli ultimi decenni, se ben tenute, durano una vita;
    2) da nuove costano cifre esorbitanti;
    3) dopo pochi anni, magari avendo solo 50000 Km, diventano obsolete per circolare in alcuni luoghi, perché l’integralista sindaco di turno ha messo qualche divieto di circolazione;
    4) costi impropri come bollo e assicurazione aumentano sempre di più;
    5) la benzina sappiamo che tutti i giorni aumenta;
    6) ci sono sempre più limiti e divieti;
    7) gli inviti a non usare l’auto sono sempre più pressanti, non solo verbalmente, ma anche indotti a forza di norme assurde (vedi Pisapia), avendo come effetto collaterale che quando l’auto diventa normativamente obsoleta, meccanicamente è ancora nuova;
    8) la comunità ormai vede gli automobilisti come inquinatori, delinquenti e assassini;
    9) il futuro retributivo è sempre più un’incognita;

    secondo lei direttore, a chi può venire voglia tra le persone normali (quindi non i fanatici come noi, né i ricconi, che comunque, anche messi insieme, sono una netta minoranza) di comprarsi un’auto nuova?

  20. OT
    ho appena visto il trailer di (nuova)Panda.prova a prenderla.
    La fantasia al potere! Divertentissimo, se si coglie l’ironia. Evidenti doppisensi.
    Vi riporto la trama:
    “Una nuova Panda viaggia tranquilla in città, ma all’improvviso ecco degli strani e agguerriti avversari lanciarsi al suo inseguimento.
    Sono i due gemelli giapponesi Akira e Satoshi a bordo di una stravagante auto a forma di sushi, il vanesio francese Jacques a bordo di un’auto baguette e il corpulento tedesco Hans a bordo di un’auto a forma di wurstel.
    Inseguimenti, sorpassi, colpi di scena, adrenalina e tanto divertimento.
    Chi vincerà la sfida? Chi riuscirà a battere la nuova Panda?”

    Giuseppe
    ps: peró, peró han dimenticato (volutamente?) l’avversario coreano…

    • Dunque, dunque, dunque…

      Proviamo a immaginare, allora, qual gastronomico tipico, italico e patriottico prodotto potrebbe prestar la propria immagine alla nostra Fiat Panda…

      … Forse, forse, forse:
      un decisamente tradizionale e “italianissimo” Mc-hot-dog “Made in Italy” provvisto di meritoria e [in]opportuna benedizione del MiPAAF?

      Francesco
      For a pessimist, I’m pretty optimistic.

    • chissá se tale trailer verrá proposto anche oltr’alpe?

      io comunque la nuova Panda la configuro color sabbia, pensando alla Land e alla Dakar…….

      • …color sabbia, cosí come la bellissima ed essenziale Bianchi Pista Via Brera, con il suo tocco glamour. Vista ieri in rete me ne sono innamorato. O mi stó rimbecillendo io, o qualcosa stá lentamente ma decisamente cambiando…mi viene da sperare nella prima che ho detto. Certo che la parte del nome che evoca una nota zona di Milano e non solo, fá anche la sua parte dello sporco gioco…

        Giuseppe

  21. Il Bel Paese – sotto la pressione di tasse già arrivate e in arrivo e soffocato dal “credit crunch”- è imploso. Tutto prevedibile ed annunciato (ma Cassandra non viene mai ascoltata). Il sistema Italia ci dava l’illusione di poter uscire da qualsiasi crisi, ma il sistema Europa ci ha preso a schiaffi per un doloroso risveglio. Per il cittadino l’auto oggi è un problema, un costoso problema perchè la nostra classe politica l’ha sempre usata per trovare i soldi necessari a coprire le spese correnti dello Stato. Bisognerebbe provare a non usarla per qualche giorno, magari tutti o quasi insieme, e vedere cosa succede. Chi se la sente?

  22. Concordo con Lei direttore non è colpa del suv ma in questo caso è una semplice fatalità…però purtroppo la fama dei suv è diventata negativa perchè spesso chi li ha si comporta da incoscente forse perchè si sente molto sicuro e forse perchè spesso hanno motori allucinanti che li fanno volare letteralmente!!!mi viene un pò in mente la differenza scooter- moto se succede un incidente con il primo nessuno ne parla mentre se succede un incidente con la seconda titoloni e titoloni…purtroppo è così in italia le notizie non vengono date e basta ma vengono purtroppo farcite da altre cose che hanno poco a vedere con il mero racconto di un fatto….

  23. mi sono meravigliato del fatto che su 4ruote non si parla della sentenza che fa pagare ad un giornalista 7 milioni di € a favore della Fiat.
    E pensare che si basa su una prova comparativa tratta da 4ruote.
    Cosa vi manca per reagire ?
    le .alle ?

    Mi avete deluso profondamente.

    Vi rendete conto che con questa sentenza risultrerà impossibile dire quello che si pensa sia negativo di una macchina ?
    Avete pensato che se lo fanno anche gli altri costruttori potete chiudere bottega e cambiare mestiere ?

    Non vi ribellate a questa censura a pagamento ?

    Secondo me come contromisura dovreste CANCELLARE dalla rivista qualsiasi riferimento a FIAT. Da oggi la parola FIAT, Alfa Romeo e Lancia non verranno più citate nel giornale.

    Così dovrebbero far tutti i giornali nei confronti di tutti i costruttori che seguono le orme di Marchionne.

    Mi piacerebbe leggere la vs risposta , ma dubito che abbiate le mani libere per scriverla.

    saluti

    Alessandro Zambelli

    • @zambellia
      La nostra risposta la trova un poco più sopra: se prima di strillare avesse avuto la pazienza di leggere avrebbe evitato di infilare una dopo l’altra tante stupidaggini. E stia sicuro che criticare le auto lo si potrà fare sempre e persino con violenza inaudita. Ma prima si legga la sentenza per intero (sul sito di quattroruote tre giorni fa è stata pubblicata per intero, tutte 64 le pagine) poi parli.

 

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