Monitorare i ponti con i telefonini? Pare sia meglio che con i sensori

settembre 19, 2018  |  Senza categoria  |  24 Commenti  |  Lascia un commento


Dopo la tragedia del ponte di Genova lo scorso mese di agosto ormai una vera psicosi si sta impossessando di molti automobilisti, adesso timorosi ogni volta che devono affrontare un cavalcavia.
Come si è letto, si sta pensando di monitorare quelli più a rischio (ma bisognerebbe farlo con tutti, soldi permettendo) grazie a sensori capaci di misurare il numero e l’intensità delle vibrazioni. Eppure pare che ci sia un sistema a costo quasi nullo ed efficacia addirittura superiore: sfruttare i tanto criminalizzati telefonini che sono sempre al centro dell’attualità per i rischi conseguenti alla distrazione al volante.
Lo sostengono quelli del Massachussets Institute of Technology, il leggendario MIT di Boston, dimostrando che gli smartphone che stanno condizionando la nostra vita sono in grado, grazie agli accelerometri di cui sono dotati, di rilevare in maniera istantanea lunghezza, altezza e profondità e registrare il tutto, in particolare anche le vibrazioni di un punte che si sta attraversando.
Possibile? Certo che sì, assicurano quelli che se ne intendono (e al MIT non scherzano per nulla) arrivando a dire che i telefonini sono addirittura più accurati nei rilevamenti e soprattutto tanti di più rispetto ai sensori fissi che si possono montare sui viadotti. Addirittura chiariscono che ogni sensore mobile fornisce dati significativamente migliori in termini di risoluzione rispetto a uno fisso, ed è quindi da solo in grado di offrire informazioni paragonabili a quelle raccolte da oltre un centinaio di sensori permanenti. Mica male!
Il suggerimento sarebbe quello di creare una rete allargata di segnali, estremamente utile per evitare tragedie o possibile tragedie, proprio contando sulla diffusione capillare ormai raggiunta dai cellulari in giro per il mondo. A suo modo è poi quello che fa Google Maps che è in grado di riconoscere in tempo reale le condizioni del traffico (e quindi segnalare ingorghi o strade bloccate) proprio sfruttando i segnali che arrivano dai telefonini fermi sulle strade.



24 Commenti


  1. Premetto che la psicosi si sta impossessando anche del sottoscritto, spero che passi.
    Solo una domanda: come si fa a stabilire la soglia dei valori che definisce la pericolosità di un ponte? Non vorrei che ( noi italiani siamo maestri in questo…) vada a finire come i valori dell’ atrazina nell’ acqua: per allontanare il pericolo basta alzare la soglia…

    • E’ una questione complessa, ci sono tanti parametri.
      Ma io la vedo come per la medicina. I valori massimi di una certa sostanza nel sangue rimangono sempre tali e si basano su studi scientifici.
      Diversa è la soglia stabilita per legge di una sostanza che si trova nell’ambiente dove viviamo. In questo caso il superamento di un certo valore non coincide quasi mai con una certezza di malattia. Non so se mi spiego.
      Se io vedo un valore di globuli bianchi superiore a 20.000 sono certo che hai un problema serio (leucemia o linfoma in genere) e non è che se aumento la soglia tu sei meno malato. Ma se dico che se superi il pacchetto al giorno di sigarette ti ammali e poi alzo la soglia a 1 pacchetto e mezzo, faccio solo una stima sul rischio che hai di ammalarti. Che magari è esattamente la stessa nelle due situazioni.

  2. Intereressante però..ci dovrà essere qualcuno che poi farà i lavori.Quante volte ho letto di segnalazioni di cittadini per avvallamenti della strada diventate poi voragini,balaustre pericolanti con dopo qualcuno che è caduto ecc..!

    • aspetta. Un conto è una segnalazione (fatta da persone che non hanno competenza e quindi non per forza realistica.. guarda ad esempio quante segnalazioni per ponti “pericolanti” e in realtà solo con l’intonaco scrostato…) e un conto un sistema che trasmette dati fisici a una centrale e i cui esperti sono in grado di valutare in modo competente il rischio di crollo…

  3. Se ce ne fosse bisogno, confermo quanto detto circa la capacità dei telefonini di misurare parametri come l’intensità delle vibrazioni. Giä da qualche mese sono disponibili anche app che permettono di misurare la pressione arteriosa ponendo la luce della “torcia” a contatto col dito indice. E in effetti il futuro è proprio quello descritto, ed è la logica conseguenza di essere tutti parte di un circuito altamente integrato. Essere “connessi” significa esattamente questo. Se poi questa connessione porta anche vantaggi per tutti, ben venga. Per il resto mettiamocelo in testa, se qualcuno vorrà sapere cosa facciamo, lo scoprirà. Infrangendo la legge, forse. Ma lo potrà fare. Con buona pace dei cari, vecchi paparazzi.

  4. Cioè I telefonini sono arrivati persino ad essere dei sensori di vibrazioni meglio accurati di quelli specifici per farlo?

  5. Sinceramente resto dubbioso.
    Premetto che resto dubbioso che un economico sensore su di un telefonino sia migliore di quelli ultracostosi per l’industria (allora significherebbe che per l’industria ci prendono letteralmente in giro, cosa anche possibile).

    L’altra cosa che non mi quadra è il sistema di riferimento. Io, normalmente, se metto un sensore per misurare un movimento di un qualcosa lo piazzo in maniera che sia fisso rispetto a questo qualcosa. Ecco che lui avverte il movimento relativo tra il sistema di riferimento e l’oggetto. Oppure monto un sensore che è sopra l’oggetto e misura le vibrazioni e le accelerazioni direttamente da li (si parla di sensibilità pazzesche visti i mini movimenti in gioco). Ovviamente questo sensore deve essere fermo e solidale al corpo da misurare altrimenti non otterrei una misura vera.

    Ecco dove resto dubbioso: cellulare, ipotizzo sensore delle meraviglie montato nel mio telefono. Questo sensore però si muove e si sposta misurando anche le accelerazioni date dal mio veicolo e dalla mia guida. Come cavolo faccio ad ottenere un dato riguardo al ponte che percorro? Le accelerazioni e le oscillazioni sul mio veicolo sono ben maggiori e questo è inequivocabile.

    Quindi direi che l’idea è di utilizzare telefonini al posto dei costosissimi sensori ma vincolati al ponte, non della gente che passa. Un po’ come le camere per astronomia. Quelle dedicate costano uno sproposito, basta adattare una webcam e con meno soldi hai addirittura più resa.

    • Infatti ho gli stessi dubbi tuoi….se sto su un’auto che per quanto confortevole possa essere, ha “le sue oscillazioni”, come si può avere un dato attendibile? Ma poi tutte le strutture hanno delle oscillazioni “naturali” e previste in fase di progettazione. Ad esempio la punta della Tour Eiffel subisce delle mutazioni climatiche mentre il calore del sole, infatti, la fa allungare di circa 18 cm, mentre il vento la fa oscillare fino a 12 cm e lo stesso ingegnere Gustave Eiffel, suo creatore, calcolò un’ oscillazione di 70cm senza alcun compromesso per la sua stabilità. E questo nel 1889…Come si può essere certi dei dati dello smartphone? L’importante è che i sensori siano istallati e che ci sia una sala di controllo per il loro monitoraggio, non mettere ansia alla gente ad ogni passaggio su di un ponte!!!
      Poi…ci sono i vari dirigenti che hanno in gestione le migliaia di ponti in tutta Italia (forse lo Stato europeo con il maggior chilometraggio di ponti in assoluto) che “per pararsi”, stanno chiudendo ponti quasi a ritmo giornaliero. Dalle mie parti ne hanno chiuso uno per il quale ci sono voluti più di 20 anni per costruirlo, è stato aperto alla circolazione per 20/25 anni e ora l’ hanno chiuso solo dopo il crollo di Genova. Insieme ad una galleria di 2,5 km, permetteva di sfuggire dall’isolamento di migliaia di abitanti oggi costretti a riutilizzare la vecchia strada che, già prima dell’ apertura del ponte, era ridotta una schifezza e poi completamente abbandonata. Ora…i pullman di 10m non ci possono transitare perché “toccano” al centro e/o avanti e dietro per i dossi e le cunette!!! Hanno buttato solo del misto ma già con la pioggia risulta pericoloso per il fango, figuriamoci con neve e ghiaccio che tra poco sarà ricoperta. Se ci fossero stati i (solo) 400mila€ promessi dalla Regione anni fa, il ponte non sarebbe stato chiuso.
      Dalle mie parti già da anni su una fondovalle (che si attendeva da 30/40anni) “solo” sui viadotti c’è il limite di 30km/h (la Provincia non ha soldi per i giunti e la loro manutenzione)… è una strada a scorrimento veloce e per sua natura, essendo una fondovalle, vi lascio immaginare quanti ponti ci sono!
      Ho letto che il ponte che attraversa la diga del Liscione in provincia di Campobasso (due viadotti di 3,6 e 4,9 chilometri), dopo il terremoto del 14 e 16 agosto (per la cronaca lì ci sono oggi centinaia di sfollati per le case inagibili e tante scuole sono state chiuse ma di cui non se ne parla proprio…), vi hanno messo il limite di 50km/h e divieto assoluto di sorpasso (con tanto di decine di patenti già ritirate…), limite che rimarrà tale “a vita” perché è un ponte che dal 1967 (lo stesso anno del ponte Morandi…) non è stato mai collaudato!!!
      A 2 km da casa mia, c’è un ponte che si allega alla prima pioggia con il pericolo concreto di pericolosi aquaplaning e la Provincia ha pensato di fare? Ha messo il limite di 20km/h in caso di allagamenti e…non ha sturato i canali di scolo dell’acqua senza contare che il manto stradale è pieno di buche perché non viene asfaltato da 20 anni!!! Buche che creano oscillazioni alle campate ad ogni passaggio di un pullman o camion….
      Di certo ci vogliono dei controlli a tappeto dei nostri ponti e bisogna punire in modo esemplare chi ha dato l’autorizzazione al loro transito ma questo “prima” che crolli qualche altro ma, soprattutto, con dati certi e scientifici alla mano e non “a vista”.
      Si sta inculcando “inutilmente” una vera e propria “psicosi da ponte” ed è una cosa sbagliata..
      A questo punto ne sarebbe potuta esplodere un’altra, la “psicosi da galleria” perché, l’inverno scorso, in una galleria di una statale molto trafficata (che anche io ogni devo attraversare per andare a lavorare), è caduto un pezzo di cemento che per poco non ha preso in pieno il parabrezza di un pullmanino che riportava a casa Delle ragazzine reduci da una partita di pallavolo…. è caduto sul montante sinistro procurando la rottura parziale del parabrezza ma, soprattutto, la paura di tutti i passaggeri!!!

      • Con tutto il rispetto per i pareri e le convinzioni personali, posso dire che mi fido di più del MIT di Boston?

        • Sicuramente, Direttore. Ma sarebbe interessante avere qualche spiegazione in più sul metodo e sul sistema.
          E lo chiedo proprio perché non sono digiuno del settore.

        • Sì, pure io, se mi sto fermo a piedi su di un ponte ma se sto in macchina, no…Dovrebbero studiare un software che calcola le oscillazioni dei ponti “al netto” di quelle dell’auto.
          Un’ app che non scaricherò mai, comunque….

        • Però nel mondo scientifico la fonte da sola non basta, per quanto autorevole. Il sig. Ratti, da buon divulgatore, avrebbe potuto almeno accennare al motivo.
          Anch’io ho gli stessi dubbi. Se sono migliori, allora che mettano i sensori dei telefonini sui ponti, in condizioni meno caotiche di quelle dei telefonini (le cui misurazioni sono disturbate da x fattori e non sono continuative).
          L’unica soluzione che trovo è che sia più economico usare i cellulari viaggianti piuttosto che piazzare i sensori.

          Posso chiedere se lei ha capito il motivo per cui sono migliori i telefonini rispetto ai sensori?

          • Io non sono in grado di esprimere un’opinione competente al riguardo, ma la ricerca del MIT è stata pubblicata a marzo del 2018 sul proceedings della IEEE, l’Institute of Electrical and Electronic Engineers. Sulla rivista di questa associazione, che riunisce oltre 400mila professionisti tecnici provenienti da 150 paesi nel mondo, con base a New York e che ha come obiettivo favorire la conoscenza e l’applicazione delle nuove tecnologie lo studio è stato molto apprezzato.

      • “Come si può essere certi dei dati dello smartphone?”
        Nello stesso modo in cui si puo’ essere certi dei dati dei sensori omologati. Conducendo studi. Guarda i link che ho postato sotto.

    • “Le accelerazioni e le oscillazioni sul mio veicolo sono ben maggiori e questo è inequivocabile.” ma anch’esse misurabili. Ricordati poi che non viene inviata una singola misurazione che da sè basta per fare una diagnosi.
      Qui si parla di migliaia, decine di migliaia di misurazioni differenti che vengono elaborate centralmente. Guarda un po’ i link qui sotto. Essendo tu ingegnere li puoi capire bene

      • Posso discerenere le vibrazioni di un oggetto quando so cosa aspettarmi ma rimango stupito che sia possibile quando queste sono imprevedibili.
        Domani sera cercherò di leggere i link. Prima non sono a casa e da cellulare sono un po’ limitato nella lettura.
        Oltretutto mi stupisce la precisione degli accelerometri sui nostri telefonini. Sui ponti si parla di microspostamenti.

    • A parte che citare uno scritto del sig. Ratti per confermare quello che dice il sig. Ratti è scientificamente non corretto, mi pare che qua parlino di alternative: invece che posizionare sensori, si usano i telefonini. Non viene detto che le misurazioni sono migliori. Si tratta solo di un’alternativa metodologica valida dal punto di vista economico (i telefonini ci sono già, i sensori no).
      Inoltre, la vibrazione è un movimento lungo un asse, e quindi una misura certa, e non statistica, quindi la legge dei grandi numeri non vale: più misurazioni = dati più precisi.

      • innanzitutto citare un lavoro di un autore per confermare un altro lavoro dello stesso autore è ben piu’ che corretto. Anzi è prassi comune nel mondo scientifico, giacchè spesso uno studio è un passo avanti rispetto a un altro studio. Quindi la critica non la capisco proprio.
        Secondo punto: io non voglio confermare nulla. Ho messo a disposizione degli altri utenti del blog dei link per leggersi un articolo completo e non solo il riassunto citato dal Direttore.
        Riguardo all’ultima tua frase, non hai compreso il punto. Dire che una misura derivata da un sensore è precisa signifca avere tanta teoria, ma molta poca pratica. Senza offesa, ma con qualunque strumento se rifai una misurazione piu’ volte ottieni valori molto simili, ma con scarti percentuali che variano a seconda dell’accuratezza dell’apparecchio che misura il valore stesso. Questo vale per la vibrazione come per le radiazioni nucleari.
        E riguardo al punto del “mi pare che qua parlino di alternative”. E io che ho detto?? Ho forse sostenuto il contrario??? Sto solo rispondendo a chi dubita che i telefonini siano uno strumento adatto.
        Pero’ si puo’ sempre scrivere una mail ai ricercatori del MIT e provare a contestarli. Io non lo farei, pero’… ;-)

    • Ho letto velocemente integrando con pareri di alcuni ingegneri in rete.

      ok, nessun dubbio che i sensori degli smartphone, se in numero sufficiente, possono fornire delle rilevazioni attendibili. Alcuni articoli però parlavano di fissare gli smartphone in vari punti del ponte. Quindi sensori fissi (e questa mi pare la cosa più logica e semplice).

      Il MIT parla di smartphone in movimento. In pratica tutto bello ma lo scoglio è proprio quello: sviluppare una banca dati ed un software che riesca ad estrarre la curva dati del ponte dall’insieme di movimenti registrati dallo smartphone e dovuti al fatto di essere in movimento su di un veicolo.

      Prospettiva interessante ma certamente non semplice.

  6. Se lo dicono al MIT dovrebbe funzionare. Mi auguro che il governo prenda la palla al balzo, in modo che quello che risparmia per il controllo lo impieghi per la riparazione e costruzione dei nuovi. Certamente dalla teoria a tradurre in un sistema che raccolga, interpreti e traduca i dati dei telefonini il passo non è immediato.

 

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