Multe in ritardo e quella pulce nell’orecchio

gennaio 23, 2018  |  Senza categoria  |  38 Commenti  |  Lascia un commento

Avete presente la ben nota locuzione “mettere la pulce nell’orecchio”? Ecco, nei giorni scorsi un vecchio conoscente che lavora nel posto giusto in un grosso Comune italiano me l’ha messa.
Ci siamo sentiti al telefono, essendo lui un addetto ai lavori, a seguito della lamentela di un lettore di Quattroruote che chiedeva perché gli fosse arrivata con molto ritardo la giusta contravvenzione per eccesso di velocità registrata da un autovelox installato pochi giorni prima della sua infrazione.
La risposta mi è parsa molto inquietante e provo a sintetizzarla, depurata anche dal suo evidente imbarazzo. Questa non è la regola – ha voluto chiarire – però la tentazione corre sul filo, che è quello di punire con severità i trasgressori perché imparino bene la lezione. Ovviamente ogni risposta si può leggere in più maniere, e quella che genera più sospetti è che se s’invia con un grande ritardo l’avviso di multa è più facile fare cassa. Già perché, una volta avvertito, magari l’automobilista ci sta più attento (che poi sarebbe la funzione della sanzione, atta ad aumentare la sicurezza) e non ci casca più, mentre se non sa che c’è un occhio elettronico che controlla potrebbe far scattare il tassametro più volte con grande gioia del cassiere.
Ecco, adeso la pulce l’ho messa anche nel vostro orecchio. Dite la vostra.



38 Commenti


  1. Nulla di nuovo da questo articolo.Se paghi in ritardo la tassa rifiuti,il “bollo auto” altre imposte ora con tutto nel computer,ti puoi accorgere già il giorno dopo la scadenza che non ha pagato:magari aggiungo qualche giorno come per i bonifici il cui esito si sa alcuni giorni dopo il pagamento.Non lo fanno perché più tardi ti avviseranno,maggiori saranno gli interessi per ritardato pagamento che potranno anche raddoppiare l’importo finale viceversa,se devi avere soldi indietro perché per errore magari hai pagato troppo o,non avresti dovuto pagare,ti pagano quando gli pare con interessi legali che con il costo oggi del denaro,saranno poco più di un +1-2% anno?

  2. Quindi i comuni tardano a notificare le multe sperando che tra la prima infrazione e la notifica l’automobilista ci caschi di nuovo?
    Non che la cosa non sia verosimile,però realisticamente quante volte un automobilista non vede l’autovelox?
    Quelli fissi sono segnalati,e quelli mobili generalmente si vedono,almeno quando gli passi davanti ed è troppo tardi per rallentare.
    Secondo me abbastanza spesso l’automobilista si rende conto di aver preso la multa,se ne accorge all’ultimo momento ma se ne accorge.
    E probabilmente vive con una certa trepidazione l’attesa della notifica.
    Forse i primi tutor e i velox nei tratti autostradali possono essere meno evidenti per chi transita a velocità da autostrada,oppure i velox appena installati ma la voce gira in fretta.
    Mi viene in mente che nella mia città,quando il centro storico divenne Ztl ma ancora non c’erano la barriere mobili,un corriere che conosco prese una serie di multe per essere entrato nella Ztl.
    Una al giorno per una settimana abbondante.
    Probabilmente avrebbe smesso se avesse ricevuto la prima immediatamente.
    Però allo stesso modo se avesse notato le telecamere e i cartelli probabilmente anche prima di ricevere la notifica avrebbe capito di essere stato pizzicato e avrebbe agito di conseguenza per evitare ulteriori infrazioni.
    A me capitò qualche anno fa’,in una strada in discesa proprio che non conoscevo dietro a una curva si materializzò un velox di quelli arancioni (credo di non aver visto segnali perchè in realtà si trovava dall’altro lato della strada quindi penso che immortalasse solo le auto che viaggiavano nella direzione opposta).
    La mia velocità era di pochi km sopra il limite e temetti di essere stato beccato stupidamente,sono stato in pensiero per settimane prima di rendermi conto che evidentemente dovevo averla scampata.
    Tra l’altro mi ricordo che percorrevo quella strada per concludere l’acquisto di un articolo che avevo visto online,era un ottimo affare ma sarebbe stato pessimo se al prezzo d’acquisto avessi dovuto aggiungere una quarantina di euro per una multa presa proprio nel tragitto.
    O il velox non inquadrava le auto che viaggiavano nella mia direzione oppure lo scarto del tachimetro mi aveva tratto in inganno e la mia velocità reale era inferiore.
    Anche il solo timore di veder arrivare il postino con una bella busta verde può essere sufficiente a far stare più attento un automobilista,con me ha funzionato.

    • beh, puo’ capitare anche 2 o 3 volte di non vedere l’autovelox. E’ vero che sono presegnalati, ma su tutte le strade è un fiorire di avvisi del tipo “controllo elettronico della velocità”, anche se di controlli non ce ne sono.
      E già due infrazioni sono meglio di una.
      Come diceva lo spot? Du gust is megl che uan!

      • Ma quelli mobili devono per forza metterli a bordo strada,mentre quelli fissi sono abbastanza grandi.
        Magari non li vedi in tempo ma almeno di giorno per me li vedi,quando ormai anche loro hanno visto te ma li vedi.

        • dove abitavo io erano messi (quelli fissi) invariabilmente sotto un ponte, in alto, dal lato dell’uscita, quindi nessuno li puo’ vedere. Certo, prima c’era un cartello bello colorato che ti avvisa che controllano la velocità. Ma appunto, lo stesso cartello lo trovi prima di ogni ponte o quasi.
          Se la prima volta passi distratto e non li vedi, non è impossibile che la seconda volta uno non ci faccia caso… ;-)

          • Forse hai ragione,il fatto che ci siano più cartelli che velox probabilmente induce gli automobilisti a non dar loro tanto peso.
            Mi chiedo però se i cartelli che avvisano della presenza di un velox che poi in realtà non c’è siano stati piazzati apposta per far rallentare le auto con un bluff oppure se servano proprio a rendere meno efficaci i cartelli che segnalano un velox che esiste realmente.

          • eh… questa è una buona domanda… ;-)

        • Anni fa (quando si andava gratis dal Giudice di Pace a contestare un’infrazione) fui multato di 165€ e 5 punti sulla parente. Presentai il ricorso con un plico cospicuo mentre loro mi fecero vedere le foto della postazione dell’autovelox. Con mia sorpresa gli chiesi se fossero quelle di quel giorno e loro mi risposero affermativamente. Allora feci notare che le foto non potevano essere di novembre (mese in cui avrei commesso l’infrazione) rispondendo grosso modo così: “Io di agricoltura non ne capisco nulla ma a novembre non penso proprio che gli alberghi sono pieni di germogli rosa…” Inoltre gli “ricordai” che l’autovelox era posizionato sull’altro lato della strada (“prendeva” in tutt’e due le direzioni ma lo vidi troppo tardi), era posto nascosto all’interno della curva nell’auto della Polizia Municipale (su statale) quindi non visibile ma, soprattutto, dal mio lato non c’era alcun cartello di preavviso. Morale della favola? La multa non la pagai, persi un giorno di lavoro ma…questa è solo la dimostrazione di come si “vuole far solo cassa”. Che poi la parte dei proventi che dovrebbero andare per la sicurezza stradale, “io” non li vedo affatto, anzi. Sono soldi che vanno solo ad arricchire i Comuni di pertinenza! Comuni, come quello dove abito io, che però ti mettono il limite di 40km/h e la segnalazione di passaggio pedonale rialzato poco prima dove, invece, devi franare, mettere la prima e passarci a 10km/h pena lo smantellamento dell’auto!

          • Storia esemplare, ma per capire che vogliono solo fare cassa, basta leggere i bilanci dei comuni dove vengono messi “a preventivo” gli introiti delle multe, come se fossero una semplice voce di entrate correnti.

            Se gli automobilisti di punto in bianco diventassero ligi a tutte le regole del codice della strada come farebbero a tenere insieme i bilanci comunali?

            A me era capitato, recandomi a lavoro in due giorni diversi, con due vetture diverse (al tempo avevo la Bravo e la 206, quindi marca, tipologia, anno di costruzione etc… diversi) che un autovelox su una strada di Torino, mi avesse pizzicato, guarda caso entrambe le volte a 51km/h (limite 50km/h).

            Cioè come facessi ad andare di tachimetro a due velocità tali che con la tolleranza sia dei quadri strumento che del velox si arrivasse ad esattamente a 51km/h in entrambi i casi, rimane un mistero ancora oggi.

            Pagai perché il ricorso avrebbe dilapidato soldi e ore di lavoro per probabilmente un nulla di fatto.

          • Ovviamente i velox nascosti non fanno testo,io mi riferivo ai velox fissi segnalati dagli appositi cartelli o a quelli mobili che essendo sul ciglio della strada,spesso con tanto di auto della municipale al seguito,si vedono.
            Quindi,secondo me,nella maggior parte dei casi l’automobilista si accorge di aver preso la multa e anche se la notifica tarda non ripete la stessa infrazione.

  3. In estrema sintesi, la differenza è proprio quello che dice lei Direttore:
    il nostro Stato vuole educare i cittadini o solo incamerare?
    e questo concetto nasce o si ripercuote sul nostro senso civico … che vediamo in tutte le altre faccende del bene comune.

      • Vero . Una stato scorretto non può pretendere cittadini corretti!

        • Ahimè … qui il problema sembra essere opposto ! (perchè lo stato siamo noi)
          Cittadini scorretti non possono pretendere Stato corretto :(

          • C’è una bella differenza fra responsabilità privata ( il cittadino che vota ) e responsabilità pubblica. A meno di ammettere che tutti i cittadini scorretti siano la maggioranza e votino solo e unicamente i loro simili. Se fosse così saremo senza alcuna speranza.

          • No non è questo a cui mi riferivo Pino.
            Semplicemente se la maggioranza dei cittadini pensa + a se stesso che a far parte di una collettività, allora è matematico che anche lo Stato (in quanto composto da cittadini) non pensi alla collettività ma + a se stesso.
            La responsabilità privata sta alla base di tutto; ovunque “tu” vada e qualunque cosa tu faccia (operaio, dirigente, impiegato statale o parlamentare) porti te stesso e il tuo modo di agire e pensare. Non ci si può aspettare sempre che gli altri siano corretti; bisogna che ognuno di noi sia il primo a dare l’esempio.

          • pino47: direi che lo possiamo ammettere senza problemi. Le stime parlano di >50% di analfabeti funzionali in Italia. E se chi fa il furbetto fa carriera (anche politica) ed è non solo tollerato, ma pure stimato, significa che la maggioranza è proprio come la descrivi tu. E.. si’, siamo secondo me senza speranze. E i 3 schieramenti che dovrei votare a marzo mi confermano questa pessima visione del futuro.

        • si’, il problema è proprio il fatto che ai posti di comando vanno persone elette dal popolo. Il quale popolo ha molta piu’ simpatia per persone di immagine anzichè di sostanza. Gente senza competenza ma che ha mostrato di essere “forte” e capace di arrivare dove è riscuote grande simpatia. Soprattutto se h la parlantina facile. Ecco, non dobbiamo poi stupirci del fatto che, se amiamo i furbetti, gli stessi furbetti ce la rigirino in quel posto una volta eletti.
          Del resto un popolo che giustifica reati e irregolrità dicendo che “i veri ladri sono altrove” ha già perso in partenza. Un popolo serio dovrebbe pretendere che sia i piccoli che i grandi ladri vengano puniti. Anche se ovviamente con pene proporzionali al reato commesso.

          • E’ vero, sono elette dal popolo, ma come ho detto altre volte io ho votato quasi tutti i partiti in passato, nella prima e nella seconda repubblica, a destra, a sinistra, al centro, di sotto, di sopra ecc., nella speranza di trovare almeno una volta qualcuno degno. Il risultato è sempre stato che attuavano la parte del programma più nefasta per i cittadini, lasciando intonsa quella più favorevole. Con rarissime eccezioni, me ne viene in mente una: la sospensione (purtroppo non l’abolizione) del servizio di leva, che qualche sciagurato vorrebbe rimettere, anche se con regole diverse. Insomma, come si dice, votavo quello che mi sembrava il meno peggio, senza essere preventivamente schierato. Perché ovviamente nessun programma elettorale ha mai avuto tutti aspetti positivi e questo è anche comprensibile. Il risultato è che alla fine di ogni legislatura ho pagato sempre più tasse per avere sempre meno. L’altro risultato è che da qualche tempo mi sono rotto e sono entrato a far parte della schiera di quelli che si astengono e che dicono ‘Not in my name’, ovvero faranno le leggi più nefaste e bislacche, ma non in mio nome. So bene che è uno schiaffo alla democrazia, oltre che a questi politicanti, e soprattutto ai padri fondatori della repubblica, ma d’altra parte non credo proprio che questi ultimi pensassero che ci saremmo ritrovati con una classe politica così incapace e meschina.

          • @Maurizio.
            Il tuo discorso ha ovviamente senso, ma se le segreterie di partito candidano nomi solo altisonanti come attori, personaggi dello spettacolo, gente “popolare” insomma che pur senza competenze catalizza i voti, la colpa è solo del popolo italiano. Se il popolo italiano premiasse la competenza e non fosse per gran parte analfabeta funzionale, le segreterie candiderebbero persone con esperienza e competenza, ben sapendo che in caso contrario non le voterebbe nessuno.

          • Mah, è un po’ come il dibattito su chi è nato prima tra l’uovo e la gallina. Limitandoci allo stato delle cose non vedo nessun candidato premier degno, quindi rimango fermo sulla mia decisione. Comunque formalmente non sbagli, perché anche i politici fanno parte del popolo italiano. Del resto anche all’estero non mi pare che brillino. Per esempio ci hai detto che nella tua amata Svizzera (da me per niente) alla gente conviene tenere la casa col mutuo in modo da far straguadagnare le compagnie assicurative, perché quando arrivano ad essere proprietari le tasse sono stratosferiche. Per me questa è una delle cose più allucinanti che abbia mai sentito in tutta la mia vita.

    • E’ proprio così, se lo stato non dà il buon esempio non si può sperare di avere cittadini con senso civico. Se lo stato e le amministrazioni tendono a fregare, anche il cittadino farà altrettanto appena può, è normale.

  4. Notificare la sanzione dopo lungo tempo rende pure difficile fare ricorso. Ricordarsi se il velox era regolare o se la segnaletica relativa la velocità da tenere era ben visibile e posizionata correttamente.

    Io penso che la patente a punti con l’obbligo di dichiarare chi era alla guida doveva anche obbligare le autorità allla contestazione immediata o perlomeno a notificare le sanzioni entro una settimana di tempo. Altrimenti libertà di non dichiarare chi guidava.

    • Infatti, l’ulteriore multa se non comunichi chi era alla guida esiste palesemente per fare cassa, o guidi l’auto solo te oppure è impossibile ricordarsi a distanza di settimane. Ci sono auto in famiglia che guidiamo in quattro o cinque persone, se ci arriva una multa che si fa? Si paga anche quella per mancata indicazione del conducente o si tira a sorte?

      • Già il solo aver posto una scappatoia pecuniaria piuttosto che decidere di togliere i punti solo in caso di contestazione immediata serve da incentivo a non contestare immediatamente le infrazioni e spedire le notifiche il più tardi possibile. Così in buona o cattiva fede, il cittadino può finire a pagare la sanzione accessoria.

  5. In questi giorni, sempre a proposito di multe, è stato pubblicato il decreto 18 dicembre 2017 che consente di notificarle via PEC.
    Bello.
    Però, lo scorso anno ho dovuto chiedere l’annullamento in autotutela di una multa e per poterlo fare avrei voluto richiedere il cosiddetto “verbalino”, ovvero quello che l’agente compila su strada al momento in cui accerta un’infrazione.
    Solo che.
    Solo che il verbalino si può visionare previo appuntamento.
    Visionare.
    Ovvero prendere un appuntamento per andare al comando in cui opera l’agente che lo ha scritto e prenderne visione.
    E basta.
    Non se ne può avere nemmeno una copia se non facendo accesso agli atti, cosa che si può fare prendendo un altro appuntamento e compilando un modulo.
    Cartaceo.
    Allora.
    Fico, adesso basta una PEC per ricevere una multa; i comuni risparmiano (bene!), hanno la certezza della notifica, la PEC assicura la non ripudiabilità, tutto MOLTO fico.
    Ma io per ricorrere contro Flash Gordon devo sempre prendere più giorni di ferie, fare traffico, inquinamento e chilometri, e cagionarli a mia volta per il trasporto della carta, per una cosa non commessa?
    Sono domande retoriche, eh.

  6. Ennesimo segno della decadenza italica, non ci allontaniamo più dalla macchietta portata sugli schermi da grandi attori italiani.

  7. ma io di pulci nelle orecchie in italia nè ho talmente tante che ormai non c’è più posto,e,non sono pulci nelle orecchie ma solo troppe coincidenze che coincidono.Autovelox taroccati(che lo sapevano tutti)solo che fino che non è arrivata la multa la figlio di(lei non sà chi sono io)nessuno diceva niente.Auto clonate,ma,il caso è venuto allo scoperto,solo quando un’amministrazione comunale si è vista recapitare una multa di un’auto di servizio,quando arrivava al cittadino comune doveva pagare.Patente ritirate all’istante alle amichette che dovevano incontrare i ministri ed il giorno dopo restituite con tante scuse,ovviamente il povero automobilista gli decurtavano pure i punti della patente.Le pulci continuano ad albergare nelle mie orecchie.Però non è possibile che si continui ad andare a votare rendendosi complici di certi personaggi,che si elogi il tale ministro o presidente del consiglio.Quella e malafede bella e buona.

    • Scusi, ma di quale multa al figlio parla? Del problema dei multavelox qui dentro se ne discute da anni ciclicamente, in compenso non sono al corrente di multe di mio figlio ( se ne avesse prese, se le sarã pagate come ogni cittadino di questo mondo) e il tono “lei non sa chi sono io” mi pare inappropriato e anche piuttosto minaccioso. Chi sono io lei lo sa, se vuole lanciare accuse dirette esca allo scoperto anche lei, oppure taccia per sempre. Così si agisce in un paese civile.

      • Credo di aver capito cosa intendesse dire stirlingo (non che fosse facile, eh..). Credo intendesse dire che salta fuori che gli autovelox sono taroccati solo se cade vittima un figlio o parente di politici (quelli che si presentano dicendo “lei non sa chi sono io”).
        Non so a che fatto si riferisca di preciso, ma credo fosse quello il senso del discorso, non penso che pensasse a suo figlio.

      • Direttore, credo intendesse al figlio di “lei non sa chi sono io” come figlio di ministri, parlamentari, o qualche amministratore della pubblica amministrazione con il potere di farsi togliere multe, ridare patenti etc…

        Non credo si sia riferito a Lei.

        Poi certo la punteggiatura non aiuta la lettura, mannaggia allo spazio dopo la virgola optional.. :-)

  8. @carlocavicchi.In un paese civile esiste una soggettività ed un ‘oggettività,che poi è il principio su cui si fonda ogni paese sviluppato,cioè che la legge è uguale per tutti.Non riesco a capire cosa c’entri suo figlio,me lo spiega per favore?mi dice dove ho tirato in ballo suo figlio?Mi pare che ben altri siano usciti allo scoperto prima di me ben più titolati del sottoscritto,quindi non c’è nulla di cui io debba uscire allo scoperto,la cronaca è piena di fatti riportati in questione.Vada a chieder conto ai suoi colleghi.Io non sò chi sia lei e nemmeno ci tengo a saperlo,ci mancherebbe altro,sò solo che è Carlo Cavicchi punto e basta.Di cosa l’avrei minacciata poi mi sorprende,il figlio di lei non sà chi sono io potrebbe essere quello di chiunque,anche del sottoscritto,è come dire gli italiani son tutti furbi,per fortuna ce ne son tanti sinceri,non mi pare di aver scritto nel post che era figlio suo.Ognuno risponderà senza dover dare spiegazioni in coscienza.

  9. @carlocavicchi la ringrazio direttore,anche io colto da stupore non ci avevo capito nulla

  10. Altro che pulce! Qui nell’orecchio ci sta un elefante. Direttore lei è stato anche troppo signore ( come si dice dalle mie parti riferendosi ad un galantuomo troppo perbene). Penso che si possa dire con certezza che la stragrande maggioranza degli autovelox e apparati simili usati dalla amministrazioni locali vengano impiegati esclusivamente per fare cassa. In tutta Italia è un fiorire di sistemi automatici di rilevamento della velocità piazzati su tratti di strada a scorrimento veloce e settati su limiti assurdi ( tipo 50 km/h su rettilineo di una statale magari prima di una curva appena più accentuata dove qualche imbecille si è ucciso schiantandosi a 150 km/h ….è la scusa più frequente per il limute così basso). Per non parlare delle vergognose trappole che continuano a fare i vigili urbani di tanti comuni ( non li chiamerò mai polizia locale) che si piazzano con le loro auto agli svincoli di statali o provinciali dove il limite ufficiale magari passa improvvisamente da 70 a 30 km/h insomma la multa garantita e il balzello riscosso. Sui tempi di notifica dobbiamo solo vergognarci, è inaccettabile che in un mondo iperconnesso la pubblica amministrazione si prenda mesi di tempo per comunicare un’infrazione con i sospetti ( per me certezze) da lei esposti.

    • Sul sito di Tiscali, in un articolo di Michael Pontrelli si dice che la burocrazia italiana è la terza al mondo per complessità dopo Turchia e Brasile (e ovviamente prima in Europa). Ovviamente questa complessità, che tutti i politicanti si guardano bene dall’affrontare, costa e un ottimo metodo per alimentarla è rapinare i soldi agli automobilisti.

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  1. PEC, aah ahh – eDue
 

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