Nuovo bollo: i lati oscuri che tormentano il Governo

novembre 23, 2018  |  Senza categoria  |  77 Commenti  |  Lascia un commento


Stanno girando nei corridoi romani diverse simulazioni sul come potrebbe cambiare a breve la tassa di possesso sulle automobili. Per tante ragioni il sistema attuale non convince più perché non è più considerato in linea con i tempi, ma tutte le soluzioni alternative paiono nascere e morire nel giro di pochi giorni. Qual è il fine che si vuole dare al cambiamento? Introdurre una nuova tassa più sensibile ai temi dell’ambiente senza però rinunciare agli oltre 6 miliardi che entrano ogni anno nelle casse dello stato. Ma non solo: semmai introitare qualcosa di più, nascondendo il tutto dietro il paravento di fare pulizia dei mezzi meno ecologici.
A oggi Il costo del bollo auto dipende sia dalla regione e sia dalla potenza del mezzo misurata in chilowatt tenendo peraltro conto anche di altri fattori, come la classe d’inquinamento (Euro I, Euro II, ecc.), dove tanto minore sarà tale classe e tanto più si pagherà di bollo, soluzione introdotta nel 2010. Inoltre per i veicoli di potenza superiore ai 185 kW – il famigerato “Superbollo” – si ha un aumento di 20 € per kW. Inoltre, le Regioni hanno anche il potere di aumentare o diminuire gli importi dovuti.
Questo a oggi. Ma che cosa potrebbe accadere? Per esempio un abbassamento in misura da definire per i veicoli a ridotto impatto ambientale che sarebbe pareggiato da un innalzamento a crescere per i veicoli più vetusti. Ma già qui sorgono grossi problemi: per esempio come quantificare il basso impatto ambientale? Fino a qualche anno fa era facile: si teneva conto della CO2 emessa – e così avviene quasi sempre in giro per l’Europa – ma adesso questo parametro mette paura perché se da un lato è facile da calcolare (chi consuma di più emette più anidride carbonica) dall’altro favorisce sfacciatamente le vetture a gasolio che oggi sono quelle più nel mirino degli ecologisti.
Un’altra soluzione sarebbe quella di tenere qualcosa di simile a oggi, dove la cilindrata incide tantissimo, arrivando a grossi sconti per le vetture ibride con l’azzeramento totale della tassa per i veicoli elettrici, pareggiando i conti con l’incremento dei costi per le vetture più vecchie e quindi più inquinanti. Parrebbe la soluzione ideale per l’ala gialla che oggi è al Governo e la cui anima attenta al clima è da sempre sbandierata con orgoglio.
Ma c’è però grosso come una casa. Può sembrare infatti un grosso favore a chi abita nei grandi centri urbani, dove i limiti di accesso e un uso intenso nel traffico cittadino giustificano i costi più elevati di acquisto, ma anche una sorta di ingiustizia per i tanti che vivono in regioni dove le grandi distanze e l’assenza di centri a elevata concentrazione di traffico che sarebbero soltanto vessati e ai quali un mezzo elettrico o comunque elettrificato può significare più problemi che vantaggi. Ma non basta: c’è infatti il tema dell’incremento della tassa per i veicoli più anziani e qui si va a toccare soprattutto un nervo sensibile che tocca entrambi i colori che sono al governo adesso, quello verde e quello giallo.
Mi spiego: l’ala movimentista, che da un lato plaude calorosamente all’idea per le ragioni sopra già dette, teme però di scontentare un elettorato che ha reso tantissimo in voti nella parte meridionale del Paese, là dove si concentra il più alto numero di vetture vecchissime; per contro l’ala leghista sostiene che del previsto aumento di entrate sui veicoli da Euro 2 in giù per pareggiare l’esenzione dei veicoli più innovativi non entrerà mai nelle casse statali perché è proprio al sud che l’evasione dalla tassa di proprietà è più diffusa. Ergo i conti non tornerebbero.
Morale, trovare la quadra pare molto difficile se non proprio impossibile. Ma siccome servono entrate in più, come verranno spennati ulteriormente gli automobilisti?



77 Commenti


  1. Ogni nuova legge,accontenta qualcuno e scontenta altri.Togliere il “bollo” e conglobare i mancati introiti aumentando il costo carburante intanto azzerebbe l’evasione e pagherebbero anche chi usa in Italia auto con targhe straniere e poi chi più consuma carburante + inquina e + pagherà.Chi ha auto datate in genere fa poche migliaia di km e forse inquinerà meno di chi percorre con una auto ultimo modello decine di migliaia di km anno.Chi usa l’auto come bene strumentale potrà detrarre i costi che ovviamente aumenteranno e per i dipendenti,un bonus fiscale in base alla distanza dal comune di residenza a quello dove lavori secondo una tabella dei km presi dalla distanza da comune e comune anche se poi c’è chi comunque dal suo comune a quello dove lavora,farà più kilometri di una altro che vive e lavora tra i confini di due comuni ma come detto,è impossibile accontentare tutti.Per poi evitare il “nero”,darei la possibilità ai dipendenti di detrarre una parte dei costi manutenzione auto esibendo fattura come si fa ora con spese mediche ecc.

    • Paghiamo già la benzina più cara, aumentare ancora il prezzo farà lievitare tutti i prezzi al consumo e i camionisti scenderanno per strada con blocchi pazzeschi. La rivolta in Francia dei giorni scorsi insegnerà pur qualcosa.

      • Ho premesso che nessuna nuova legge accontenterà tutti ma non so come si possa mettere una imposta in funzione di km percorsi o emissione inquinanti comunicati dalle case.Scatola “nera”? Già ora i camionisti che by passano il cronotachigrafo sino a che non li scopre la Polstrada.Anni addietro mi pare 4Ruote favorevole a conglobare il bollo auto nei costi carburante?

      • mia opinione personale (ma non solo mia) è che quello dell’aumento dei carburanti in Francia sia stato preso come pretesto. La volontà è colpire Marcon per il suo operato in toto.

      • Concordo con NascarMan che le proteste (non proprio “rivolta”) hanno anche altre motivazioni. In un paese come l’Italia dove l’evasione e’ dilagante, l’unico modo per assicurare che l’imposta venga pagata da tutti e’ quella di introdurre un prelievo indiretto, quindi sul prezzo dei carburanti.

      • Come scrive giustamente il direttore, un aumento del diesel farebbe lievitare subito i prezzi al consumo. Ma, soprattutto, provocherebbe uno (giusto) sciopero in Italia dei camionisti che vorrebbe dire la paralisi del nostro Paese. Vi vorrei solo ricordare quella del 2012.

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/sciopero-camionisti-paralizza-paesebenzina-alimenti-freschi-scarseggiano/186211/amp/

        In Francia il bollo non si paga e, nonostante, ciò i carburanti hanno un prezzo molto più basso rispetto ai nostri. Sembra che nella loro nuova proposta, ci sono agevolazioni su chi “deve” andare a lavorare con l’auto facendo più di 60km a giorno. E qui in Italia si pensa ai milioni di pendolari che, non essendo serviti dai mezzi pubblici, “sono costretti” ad andare a lavoro con la propria auto? Chi è contento dell’aumento del diesel, è solo un egoista perché non sa cosa vuoi dire “dover” macinare 30/40.000km all’anno solo per il proprio lavoro…e non parlo di camionisti. Io stesso, che ho “la fortuna” di poter andare a lavorare con i pullman della Regione (che saranno Euro sotto zero visto che hanno 2 milioni di chilometri e oltre 18 anni…e io dovrei fare oltre 120km/giorno), comunque percorro più di 20.000 chilometri annui e certo non ci faccio gli strusci per perdere tempo…
        Poi, le leggi italiane….da una parte ci sono deduzioni fiscali per le stufe a pellet (altamente inquinanti come i camini e le stufe a legna), dall’altra le di vietano

        https://www.ediltecnico.it/65809/stufe-a-pellet-e-camini-entra-in-vigore-la-legge-anti-inquinamento/amp/

        Perché “colpire” solo le auto, anzi i diesel che, gli ultimi usciti, sono arrivati ad inquinare veramente in modo minimo?
        Domani acquisterò Quattroruote nuovo e sono curioso di leggere (tra l’altro) l’articolo sull’inquinamento che provocherà la produzione di miliardi di batterie nel prossimo futuro….

        PS: vi ricordo che in Germania (dove le autostrade sono gratis) e in Francia, ad esempio, le spese per le cure odontoiatriche sono obbligatorie e GRATIS per tutti fino ai 18 anni. Io, tra mio figlio prima, e mia figlia dopo, ho speso oltre 8.500€ e non per “estetica” ma per le stesse cure che lì non avrei pagato nulla. Ma, soprattutto, lì paghi le tasse ma, ogni giorno, “vedi” anche quello che paghi, dai servizi alle strade. Qui si paga solo ma si sente sempre (e a tutti i livelli dallo Stato alle Regioni, dalle Province al Comune): “Non ci sono soldi”…

    • in effetti spalmare il bollo sulla benzina è l’unico modo per raggiungere l’obiettivo filosofico di essere una tassa “di inquinamento”. Certo ci potrebbero essere forme di esenzione per i mezzi di lavoro…analogamente come i bolli attuali diversi per i mezzi da lavoro; magari con una base “bassa” che rappresenta la tassa di proprietà. Infine se il sperbollo si vuol tenere e va bene…almeno che lo modulino meglio…o rapportarlo al valore dell’auto(cosa però complicata per lo stato) oppure se i KW devono essere il riferimento….almeno differenziare in fasce da 250-300cv, 300-400cv, e cosi via…

      • Complicato per lo Stato…. solo per lui visto che sarebbe una delle cose più facili di questo pianeta.

      • Se hai una vettura potente, in genere consumi piu’ carburante. Nel caso l’importo del bollo fosse spalmato sul prezzo dei carburanti, non ci sarebbe bisogno del superbollo. E lo stato guadagnerebbe qlcosa in termini di IVA, visto che ormai molte delle vetture in fascia superbollo vengono “acquistate” in leasing in altri paesi europei.

        • per recuperare un po’ di IVA dalle vetture in fascia superbollo è sufficiente… abolire il superbollo e lasciarlo proporzionale alla potenza tanto quanto prima.
          Non si consuma tanto se uno ha un’auto potente, ma se l’auto la si usa tanto (per lavoro, magari! Poi se vogliamo punire chi inquina per andare al lavoro e che non ha altra scelta…).

          • Non e’ una questione di punire chi usa piu’ l’auto. Trovo solo equo che chi usufruisce di un servizio, paghi per quel servizio. La costruzione e manutenzione delle strade non e’ a costo zero per lo stato. Perche’ dovrebbe pagare chi, per esempio, si muove prevalentemente in bici e usa l’auto solo per brevi tragitti o per andare in vacanza?

          • Ci risiamo, proprio non entra in testa che una tassa di possesso è differente da una tassa per l’uso. Per quest’ultimo caso mi sembra che di accise ne paghiamo già abbastanza, e soprattutto le paga chi gira di più.

          • @euge.86
            Il motivo è semplicissimo. Perchè i soldi per la manutenzione delle infrastrutture e delle strade provengono dalle tasse sul reddito che paghiamo ogni anno.
            E i servizi, a meno che non vogliamo un sistema dove si paga solo quello che si consuma, sono essenziali a prescindere da quanto uno utilizzi un bene,
            Se no dobbiamo fare pagare piu’ tasse per il SSN a chi è malato “perchè consuma di piu’”?
            Dobbiamo far pagare piu’ tasse per la scuola a chi frequenta il liceo “perchè consuma di piu’ la scuola rispetto a chi si ferma al biennio delle superiori”?
            Dovremmo forse metterci in testa che la società è anche qualcosa di solidale. E mi pare sacrosanto che tutti paghino qualcosa in piu’ indipendentemente dal consumo specifico. Se no risolviamo tutto: zero tasse e ognuno si arrangi come puo’ per qualunque cosa. Vuoi andare a scuola? Paghi. Vuoi essere curato? Paghi. Vuoi bere l’acqua? Paghi. Vuoi andare coi mezzi pubblici? No, ti arrangi e usi solo il mezzo privato se te lo puoi permettere.

          • e prevengo la critica secondo cui “ma l’auto non è un bene essenziale”.
            Se invece è l’unico mezzo che ti permette di guadagnare col tuo lavoro, allora diventa tanto essenziale quanto un ospedale. Perchè senza, semplicemente, non guadagni nulla.

          • Direttore comprendo la differenza tra una tassa di possesso e una tassa d’uso. Il mio problema di fondo e’: perche’ dobbiamo avere una tassa di possesso? In un paese dove l’evasione fiscale e’ dilagante, le tasse dirette e/o di possesso puniscono solo le persone oneste. In piu’, introdurre una nuova accisa sul carburante avrebbe il vantaggio che a pagare non sarebbero solo gli italiani, ma anche i furbetti con targhe straniere e gli stranieri che girano in Italia.

          • Qui abbiamo tutti ragione. Ma resto dell’idea personale che aggiungere un’ulteriore accisa sua carburanti sia una vera natura. Già abbiamo la benzina più cara, aumentarla ancora mia pare una violenza verso chi l’auto o il camion lo deve usare anche se magari non lo vorrebbe usare.

    • sulla faccenda del trasferire il bollo sulla benzina mi sono già espresso in passato e confermo la mia idea. E’ qualcosa di assolutamente iniquo in quanto non legato al reddito ma al consumo. E che penalizza in modo drammatico chi l’auto la DEVE usare per andare a lavorare, in quanto mancano alternative.
      Inoltre, proprio perchè colpisce chi usa di piu’ l’auto, colpirà molto anche le aziende di trasporti pubblici (con conseguenti aumenti dei prezzi dei biglietti).
      Last but not least, molti turisti potrebbero decidere di andare altrove. Già ora si confrontano con prezzi alti delle strutture e infrastrutture inadeguate. Dovessero pagare la benzina tre euro al litro, potremmo dire loro addio.
      Inutile girarci intorno, questa iniquissima idea piace solo a chi usa poco l’auto (e quindi ne avrebbe un vantaggio personale), al solito usando il tema ambientale come paravento.
      A questo punto, se proprio si vuole essere iniqui, che si sposti il bollo sull’IVA. Che almeno, soprattutto sull’aliquota massima, non colpisce i beni fondamentali e non verrebbe pagata di piu’ da chi usa il mezzo privato per necessità.

      • Condivido i vari interventi di “the blond surfer”. In generale, e per le mie esperienze lavorative passate. Son tranquillo da 6 anni, ma in passato mi toccò di lavorare per un certo periodo (3 anni complessivi) a Vigevano, che non è in capo al mondo, ma non è collegata adeguatamente con Novara e tantomeno con il mio paesetto, intendo mezzi pubblici. Erano 45 km ad andare e 45 a tornare, al giorno. Mica poco. Per 1200-1300 euro al mese di paga. In seguito feci il benzinaio per quasi un anno, a Gattinara. Più vicino a casa mia, ma senza collegamenti diretti: impossibile fare un lavoro simile optando per i mezzi pubblici. Circa 50 km al giorno, forse 55, complessivi. Per una paga ancor più bassa. Direi che non è il caso di gravare ulteriormente sui carburanti, trovino altro modo: c’è un mucchio di gente che vive nei paesi, in provincia, e per lavorare non può fare a meno di usare l’auto. Qualcuno ha resistito sino all’ultimo grazie ai treni delle linee minori, ma molte di queste sono state soppresse, per esigenze di contenimento costi e via dicendo. Se levi le infrastrutture piccole, perché non troppo redditizie, poi la gente per forza deve usare l’auto, la coperta è corta. Si vuole trasferire il bollo sulla benzina, portandola a 2,5 € al litro o 3? Ok: ma aumentino gli stipendi, in parallelo, perché con 1400euro al mese non è il massimo. E io sono tra quelli molto fortunati, visto che ho pure la quattordicesima.

        • se poi pensi che, statisticamente, chi è all’inizio della carriera è quello che deve fare piu’ km per raggiungere il posto di lavoro…
          come dici giustamente, NON si puo’ in molti casi fare a meno dell’auto. E il car sharing non è sempre fattibile.
          Certo, se PRIMA di fare una cosa simile rendessero il servizio pubblico efficiente e sicuro.. allora la cosa avrebbe anche senso. Ma in quel caso le spese sarebbero maggiori e molte persone prenderebbero appunto i mezzi pubblici, riducendo quindi il consumo di benzina o gasolio e di conseguenza gli introiti per lo stato…
          Oh, poi io ovviamente parlo da osservatore. E’ vero che ogni tanto vengo in Italia, ma potrei benissimo (e lo farei se la benzina rincarasse in questo modo) scendere in treno.
          Per ora prendere un frecciarossa mi costerebbe un po’ di meno che andare in auto (considerando il prezzo attuale del gasolio e i costi delle autostrade). Ma se arrivare da Chiasso a Pesaro mi costasse 30 euro di autostrada (già ci siamo) e 120 euro di gasolio… beh, l’Italia si potrebbe scordare le mie accise.
          Chi non se le potrebbe evitare è proprio chi DEVE usare l’auto.

          • Pochi minuti fa al GR1 Lombardia di Radio Uno Rai parlavano, come spesso accade (cioè male), di Trenord, e si è fatto cenno ad una stazione appena rimessa a nuovo – non ricordo la località- che però perderà, a quanto pare, il servizio per via della soppressione della linea. Vogliono rimpiazzare certe tratte con gli autobus. Già l’Italia è morfologicamente “difficile” e tante aree restano scoperte, se poi si buttano nel water le infrastrutture esistenti…(la Spoleto-Norcia, in Umbria, da tempo è diventata una bella ciclabile: ottima per un certo genere di turismo, ma intanto si è perso un collegamento). Vogliono caricare il bollo sui carburanti? Ok: ma il costo non deve salire; levassero le accise sulle guerre varie, missioni di pace, i contratti dello spettacolo (una roba del genere avvenne ai tempi di Prodi), terremoti di 20-30-50 anni fa ecc. Come giustamente fai notare, ci son poi i pedaggi carissimi e , come purtroppo si è visto, ingiustificati, da mettere nel conto per chi lavora.
            PS: off topic, o mi è sfuggito o mi che pare non ci sia il tempo sul giro della M8, sul numero di dicembre. Perché? Servirebbe l’immediato ritorno di Cavicchi in Direzione, ma subito…So che “ha già dato” e sta bene così, ma potremmo portarcelo a spalle…

          • Grazie! Ma sono troppo vecchio :-)

      • ma infatti vedrei più logico il bollo come patrimoniale calcolata esclusivamente sul valore del mezzo.

      • infatti io credo che aumentare la benzina sia una ca..ta…..ma è solo per far passare questa “tassa” come una tassa di inquinamento. Se invece deve essere, come in realtà è nata, una tassa di proprietà il kw come è sempre stato va bene cosi. punto. Il superbollo dovrebbe, per “proprietà dei redditi alti” dovrebbe essere o in funzione del reddito dell’acquirente o in funzione del prezzo di listino dell’auto.credo che la seconda soluzione, sebbene la più corretta apparentemente credo imponga un albo dei listini ufficiali statali ovvero mi sembra difficile da realizzare; il reddito dell’acuirente è invece nioto allo stato dunque potrebbe essere già più fattibile e cmq mediamente corretto.

  2. Il bollo, come tutte le tasse sul patrimonio è, come diceva giustamente la mia prof (comunista fino all’osso) di diritto delle superiori, del tipo più ingiusto, in quanto è quella che può essere abbondantemente slegata dalla capacità di contribuzione, quindi mettere in crisi seria il cittadino, capacità che ovviamente è legata al reddito. Pertanto, come alcune volte ha detto Quattroruote con dei bellissimi servizi di Mario Rossi, sarebbe opportuno eliminare il bollo e trasferire il tutto sulla benzina. Sarebbe infinitamente più giusto: più gas serra emetti più paghi, più prendi i mezzi pubblici e la macchina sta ferma meno paghi. E si eviterebbe l’aberrazione di dover pagare in base a emissioni previste e non effettive.

    • assolutamente falso. In quanto anche il consumo è slegato dal concetto di reddito e capacità di contribuzione. Soprattutto se parliamo di un bene che spesso è fondamentale per recarsi al lavoro.
      Secondo teha piu’ capacità contributiva un proprietario di una Ferrari che fa 2000 km l’anno e per il resto usa taxi o aereo o un operaio che abita in un paese non servito dai mezzi pubblici e che si fa 25 km al giorno per andare in fabbrica?
      Lasciamo poi perdere il discorso ambientale, è puro paravento. Basta vedere la querelle per il diesel cosa sta portando. Nata come tentativo di spingere le persone a preferire ibrido o elettrico, si sta rivelando solo un boomerang, in quanto la gente ora vira sul benzina, con conseguente aumento della CO2 globale emessa.

  3. un’auto più vecchia e con classe Euro inferiore inquina di più di un’auto recente?
    Sì, a parità di percorrenza.
    In realtà no, perché fanno molta meno strada.
    Ad esempio le Euro 2 sono auto che hanno tra i 18 ed i 21 anni.
    Se si fa molta strada (>30.000 km/anno), l’auto termina la sua vita prima (una Euro 2 da 30.000 km/anno oggi avrebbe percorso già almeno 500.000 km. Non credo ce ne siano molte con queste percorrenze, quindi sono tutte seconde/terze auto, con percorrenze limitate e/o uso occasionale.

  4. Mi sbilancio in una previsione: non se ne farà nulla. Per due motivi: il governo a fatica mangerà il panettone e, in seconda battuta, l’attuale sistema garantisce allo Stato una spremitura così accurata, al punto che abbandonare il certo per l’incerto sarebbe oltremodo autolesionista.

    • proprio questo è il problema. A loro interessa la spremitura. Altrimenti la logica sarebbe che il bollo non avrebbe senso di esistere come tassa.
      Ha senso “punire” qualcuno perchè utilizza un mezzo che gli dona libertà? Qua siamo nei matti.

      Allora se me la devi menare con l’inquinamento incentiva il telelavoro e vedrai che percorrerei solo 5000 km l’anno al posto dei 17’000 attuali.
      Si parla tanto di libertà e poi lo Stato deve inventare cose per restringerla? Tutte scuse per “incassare”.

      Un ipotetico “domani” con tutto elettrificato ci sarà da ridere a vedere cosa inventeranno per poter spillarci gli stessi soldi di ora con carburanti e bolli.

  5. Ci sarebbe da scrivere libri ma mi limiterò a poche parole.
    Se l’intento è di mantenere una tassa patrimoniale sull’auto allora la logica è di calcolarla sul valore della vettura da aggiornare ogni anno con il valore residuo.

    Se si tratta di rendere il bollo una tassa “ecologica” allora potrebbe essere calcolata sulla CO2 emessa (con parametri diversi tra benzina e diesel) o addirittura includere nel conto le polveri emesse.
    Sicuramente non banale ma fattibile.

    La cilindrata la trovo un parametro errato.

    Metterlo nei carburanti potrebbe essere la scelta più equa ma il problema è che in Italia abbiamo già i carburanti carissimi. Poi la tassa chi la riscuoterebbe? Lo Stato o la provincia? E chi lavora con l’auto?

    Sicuramente il bollo va rivisto ma quello che mi preoccupa è che conoscendo i miei polli ci troveremo a pagare mediamente un bollo più alto. Non mi aspetto per nulla che il bollo diminuisca.
    E alla base di tutto manca un parametro fondamentale: il nostro bollo è già alto. Per la mia pago una cifra paragonabile ad una 911 in Germania.

    Il superbollo? lo aboliranno?

  6. Aldilà del discorso economico sui bolli, quello che per me emerge dal suo post è il dubbio di cosa vada fatto: cioè in Italia manca sempre una chiarezza di fondo su che cosa si vuol fare e cosa si vuole raggiungere nel medio lungo temine.
    Si vuole privilegiare e quindi spingere sull’ambiente ? Bene, allora ci si deve dare una politica chiara che imposti e spinga le persone verso il modello + green (elettrico e gas naturale), tassando/disencentivando gli altri mezzi.
    Si vuole tassare “i + abbienti”? allora si corregge l’attuale sistema, aumentando le tariffe sulle auto + costose.
    Qualunque scelta (per carità, non semplice) si faccia ha dei pro e dei contro, ma se uno ha le idee chiare su cosa vuole che sia la mobilità privata in futuro, deve prendere delle decisioni chiare. Anche poi attivandosi nelle infrastrutture che deve garantire (penso all’elettrico per esempio).
    Noi viviamo sempre nel mezzo, nel compromesso … lasciandoci trascinare dagli eventi senza mai invece programmarli in anticipo (creando cosi forse le basi per una nuova economia)
    Saluti

    • il problema è che nessuno ha chiaro cosa succederebbe con una mobilità elettrica di massa. La politica sicuramente non l’ha chiaro. I costruttori? Per ora cercano di barcamenarsi tra i cavilli messi dai politici.

      • Verissimo, sulla parte elettrica nessuno dice o si pone la domanda se abbiamo una produzione elettrica sufficiente a coprirne la futura richiesta e in caso negativo cosa bisognerebbe fare.
        ripeto quanto scritto sotto in altra risposta: x me i costruttori ci han marciato sino ad adesso più che barcamenarsi.
        L’importante sarebbe avere un qualcuno che voglia dare una politica energetica, di trasporto, di infrastrutture, ecc a medio lungo termine, che abbia una visione di come debba essere l’Italia tra 10-20 anni, ma qui si naviga meno che a vista …

      • E li che il Grillo-man menziona la Nissan per l’utilizzo dell’auto come una sorta di Powerbank durante il giorno. Ma se sei fuori casa tutto il giorno, come fai?

  7. Scusi, forse voleva scrivere PLAUDE e non PALUDE.

  8. E’ una coperta corta che in qualunque direzione la si tiri qualcuno scontenterà. Certo com’è adesso è tutto tranne che tassa sulla proprietà, non è per nulla proporzionale al valore del veicolo. L’esclusività di un mezzo non si valuta più sul motore, relativa cubatura e potenza erogata bensì su estetica e dotazione tecnologica…è da cambiare. Come però…è dura formulare idee valide: solo co2 potenziale, co2 emessa cioè tassare i carburanti, co2+valore del veicolo….forse la terza è più fattibile, ma non dovranno esagerare.

  9. Mi ha sempre irritato la consuetudine di penalizzare le vetture più anziane; all’ epoca nella quale son state acquistate erano perfettamente a norma; che colpa ha commesso un possessore di auto euro 2-3-4 che non può sostituire perché il suo reddito non lo consente ?
    A cosa son servite le misure draconiane dei passati governi applicate solo per accontentare i parrucconi di Bruxelles ma che non ci hanno portato nessun vantaggio o miglioramento ?
    Chiedo scusa di questo excursus politico nazionalpopolare.
    Tornando al tema proporrei ( vista il nome “tassa di possesso” ) un pagamento proporzionale al valore dell’ auto. Come stabilirlo ? Ma meglio delle valutazioni di 4 R…

    • Certo si partiva da norme sbagliate (quelle che stabilivano le modalità per omologare un’auto) ma, visto quello che è successo con i vari scandali emissioni, direi che tutte le varie norme sono servite ai costruttori per fare guadagni

    • Concordo al 100%.Una vettura ha superato la revisione,controllo fumi ok e poi non potrai circolare da ottobre ad aprile dalle 8,30 alle 18,30 dei giorni lavorativi (almeno nella mia città)oltre alle domeniche “ecologiche” dove se circoli in 3 potrai inquinare?Se tutti cambiassimo”stile di vita” come detto dai politici della mia regione ovvero andare tutti a piedi,dove prenderebbero i soldi accise e IVA carburanti?Facendo pagare 10,00 € ogni kw/ora ogni auto elettrica che si ricarica?Aggiungo che nel mio comune,hanno incentivato l’acquisto di auto ibride con la promessa per TUTTI di accedere liberamente alla ZTL non pagando € 1,80 per la sosta.Dal 15 maggio scorso sosta gratis solo per i residenti del comune.Fregati quelli che abitando nei comuni limitrofi,pensavano di poter parcheggiare gratis nel capoluogo di provincia sobbarcandosi il costo non indifferente di una “ibrida”.

    • Io sono sempre stato contrario al bollo, in quanto tassa sul patrimonio. Certamente sarebbe più digeribile se fosse in base al valore effettivo, ma sarebbe anche un incentivo a tenere le auto più a lungo, cosa che molti non vogliono. Ricordiamo che per i fantocci al potere, passati e presenti, l’automobilista ideale è quello che cambia l’auto ogni 2-3 anni, non la fa circolare tenendola in garage in modo tale che non dia noia a nessuno, e acquista comunque carburante per un chilometraggio pari a 20000/anno almeno, in modo che gli introiti non calino.

  10. La soluzione più logica sarebbe includere IL BOLLO NELLE IMPOSTE SUI CARBURANTI, ELIMINANDOLO COME IMPOSTA A PARTE: così chi più circola, più paga. Ma è troppo semplice e quindi non verrà attuata.
    Per il resto utilizzare le emissioni di CO2 mi sembra assurdo, dato che i valori riportati sulla carta di circolazione sono “tarocchi” e, come ampiamente documentato, non rispettano le emissioni effettive. Proporrei una soluzione del tipo 50% in base alla potenza in KW e 50% in base al peso omologato, utilizzando per quest’ultimo, per facilità di calcolo, fascie ogni 100 kg e non peso effettivo (cioè un tot per ogni 100 kg o frazione). Ma visto il timore di scontentare qualcuno, alla fine le cose resteranno invariate, o magari con un aumento generalizzato (5-10%) dando la facoltà alla regioni di introdurlo o meno (il bollo viene incassato dalle regioni) così il governo potrebbe scaricare su queste la colpa dell’aumento

    • talmente semplice che avrebbe una serie di conseguenze a cascata piuttosto spiacevoli. Soprattutto sarebbe molto contento chi fa parecchi chilometri per lavoro e non puo’ fare altrimenti, ma anche le imprese di trasporti, rappresentanti commerciali.. con ovvie ripercussioni sui prezzi finali, visto che sarebbero proprio queste categorie ad avere un maggior esborso… ah si’ guarda, di una semplicità estrema!

      • È proprio così. In ogni caso aumentare il prezzo dei carburanti come sostituzione della tassa di proprietà annullerebbe proprio il senso della tassa che è appunto di proprietà e non di uso. In pratica aggiungerebbe un’accisa alle altre che già esistono e che ci portano al prezzo più alto alla pompa in tutta Europa. Vogliamo un’accisa in più? Mettiamola pure, ma lo scopo originale non è questo, bensì quello di pagare per la proprietà di un bene a prescindere dal suo uso. Infatti un tempo c’era la tassa di circolazione ( nel qual caso l’accisa in più avrebbe un suo senso) che è poi stata cambiata in tassa si possesso perché la pagasse anche chi teneva ferma l’auto in garage. Se si ha chiaro il concetto, poi cerchiamo pure tutti i rimedi. Ma non facciamo confusione.

        • Nulla da eccepire, se però dobbiamo pagare per la proprietà di un bene il relativo pagamento dovrebbe essere commisurato al suo valore, prevedendo ad esempio abbattimenti con l’aumentare dell’età e, al limite, l’esenzione una volta che abbia raggiunto un valore nullo.
          Se ben ricordo, nella Francia degli anni ’60 del 20° secolo, che aveva, come noi allora, una tassa (di circolazione) basata sui CV fiscali, anch’essa molto onerosa, era prevista appunto una riduzione per le auto più vecchie. Ma erano altri tempi…….ho letto oggi (non so quanto la notizia sia attendibile) che una sola nave portacontainer inquina più di milioni di auto messe insieme: fa comodo scaricare tutte le colpe sull’automobile

          • Forse ha letto il mio pezzo in ultima pagina su Quattroruote, e mi compiaccio. Io non so come sia più giusto recuperare in modo differente gli oltre 6 miliardi di oggi. Di sicuro non si può parlare di tassa di proprietà se si mette una tassa sull’uso. Tutto qui. E mi pare che sull’uso delle auto si paghi già abbastanza visto che da nessuna altra parte in Europa ci sono tante accise come da noi.

          • @Robby1954
            Vero, il problema di commisurare la tassa al valore dell’auto è purtroppo di difficile soluzione e si presterebbe comunque a qualche manipolazione. Ma per lo meno sarebbe davvero un parametro proporzionale alla capacità contributiva.

  11. più che il governo dovrei essere io ad essere tormentato,comunque vada sono sicuro che mi estorceranno dalle tasche quanti più soldi possibili guadagnati col sudore della mia fronte,sotto forma di tassa di possesso o chissà con quale altra trovata circense.

    • alla fine il problema sarà questo.
      Tutta questa manfrina, modificare una tassa per… incamerare più soldi.
      Ed inoltre utilizzando la vasellina del “lo facciamo per l’ambiente”.

      Forse non si rendono conto che così facendo lo fanno odiare l’ambiente alle persone.

  12. Quoto quello già scritto da altri, cercando di aggiungere qualcosa alla discussione.
    Nonostante abbiamo la benzina quasi più cara d’Europa, sono anche io favorevole all’introduzione come accisa sui carburanti. L’ammontare riscosso andrebbe come oggi alle regioni, con questo metodo l’evasione della tassa sarebbe azzerata con costi d’incasso anch’essi azzerati. Proporzionale al consumo e quindi all’inquinamento e non vessatoria nei confronti di chi ha l’auto vecchia. Capitolo autotrasportatori: come già oggi il bollo degli autocarri è ridotto, verrebbe formulata una forma di detrazione di questa accisa per i professionisti, naturalmente per chi fa la dichiarazione dei redditi in Italia, quindi tutti i padroncini e tir stranieri con targa bulgara, romena, polacca, ecc. verrebbe messa fuori gioco e darebbe più respiro alle nostre ditte di trasporto che sarebbero più competitive. Non contiamo poi la miriade di targhe straniere fittizie che finalmente pagherebbe per stare in Italia. Insomma, per me il gioco vale la candela.

    • già ora le spese del carburtante sono interamente detraibili per i trasportatori e detraibili in parte per i LP. Se il costo del bollo si trasferisce sul carburante, nè piu’ nè meno ci sarà un aumento non irrilevante dei costi per queste categorie. Se invece si decidesse per cosi’ dire di sterilizzare tali importi per le categorie suddette, l’aggravio per i comuni mortali sarebbe ancora maggiore e si sfonderebbe facilmente quota 3 euro/litro. A parte il fatto che per un’azienda medio/piccola anticipare una cifra che tornerà sotto forma di credito d’imposta dopo piu’ di un anno puo’ essere complicato… anche in questo caso, chi opera nel settore lo sa benissimo.
      Conseguenza immediata? Aumento dei costi per chi deve andare al lavoro e fare parecchi chilometri l’anno. Aumento intollerabile per i turisti che deciderebbero facilmente di cambiare destinazione. Nessun vantaggio dal punto di vista delle false targhe estere, perchè in quel caso il vero motivo per questo escamotage non è il bollo, ma i costi di assicurazione e contravvenzioni.
      Non esito a credere che tu faccia parte di un nutrito gruppo di persone che avrebbe un vantaggio personale da questa mossa. Se tu fossi un rappresentante ti metteresti le mani nei capelli solo all’idea…
      L’unico modo – e dico unico modo – per essere equi è formulare una tassa in base al reddito ante detrazioni. Tutto il resto è piu’ o meno iniquo. Questa idea sarebbe ancora piu’ iniqua, visto che – almeno a quanto ne so io – non sempre le auto che costano di piu’ consumano di piu’, e non sempre si usa l’auto solo per diletto la domenica mattina.

      • “Non esito a credere che tu faccia parte di un nutrito gruppo di persone che avrebbe un vantaggio personale da questa mossa.”…ci mancava la dietrologia…comunque si hai ragione. Posseggo una modesta cabrio (peraltro in vendita) che uso solo nei mesi estivi per cui pago il bollo per tutto l’anno, per il resto vado in macchina al lavoro come tutti senza avere alcuno sgravio o rimborso che ripeto, chi lavora con l’auto ha già e continuerebbe ad avere. Come fai a dire “Nessun vantaggio dal punto di vista delle false targhe estere” parlando di assicurazione e multe? Qui si parla di bollo, non cambiamo discorso e sicuramente loro pagherebbero. Come ottenere il credito d’imposta sarebbe chiaramente oggetto di discussione più approfondita, quello della dichiarazione dei redditi a fine anno era solo un esempio.
        Quella dell’accisa (il cui ammontare è da definire chiaramente) è l’esempio più pratico e IMHO di buon senso. Quello che temo invece è che si inventi un complicatissimo sistema di calcolo della tassa (in base al reddito ante detrazioni? Auguri) della serie la media ponderata della CO2 aggiustata per il parametro variabile legato all’inflazione calcolata tramite supercazzola…

        • Appunto come dicevo, l’idea ti piace perchè non ne saresti colpito. Nessuna dietrologia, solo una piccola e semplice osservazione. Perchè a nessuno di quelli che usano l’auto per lavoro questa idea piacerebbe. :-)
          Per quanto riguarda le targhe estere, mi pare proprio che tu abbia scritto che spostando la tassa sulle accise ci sarebbe un vantaggio perchè si farebbero pagare quelli che hanno fittiziamente una targa estera. Cito testualmente: “Non contiamo poi la miriade di targhe straniere fittizie che finalmente pagherebbe per stare in Italia.”,
          Ora, dirti che invece questo aspetto sarebbe di impatto zero non è cambiare discorso, è argomentare. Soprattutto basta guardare quali sono quelle auto e quanti km fanno all’anno per vedere che pagherebbero fino a un certo punto, e sicuramente meno dell’operaio che ho descritto nei miei esempi.
          In base al reddito ante detrazioni? Appunto come ho scritto, SAREBBE l’unico sistema veramente equo. Di difficile attuazione, ovvio. Quella post-detrazioni invece sarebbe comunque abbastanza equa e comunque non difficile.
          Con tutti gli aspetti negativi legati allo spostamento della tassa sulle accise, definirla “di buon senso” è quantomeno affrettato. Visto che mi pare che l’unica cosa interessante sarebbe togliere il patrimonio dall’imponibile…

          • “Perchè a nessuno di quelli che usano l’auto per lavoro questa idea piacerebbe”
            intendevo dire: a nessuno di quelli che usano l’auto percorrendo molti km per andare al lavoro….

          • Aridaje con ‘ste targhe estere…multe e assicurazioni sono un altro problema, ma il bollo in questo modo lo pagherebbero. Punto.
            Mi pare di capire che tu sia commesso viaggiatore o simile, immagino che se sei autonomo a partita IVA avresti i tuoi sgravi, se sei dipendente paghi con carta carburante e gli sgravi li avrebbe l’azienda.

          • Insomma una nuova accisa. Ma che cosa ha a che vedere con la tassa di possesso? Non bastano le accise che già ci sono sui carburanti? Si chiama tassa di possesso perché la deve pagare anche chi sta fermo così come le tasse sulla casa si pagano anche se uno non ci vive dentro.

          • Aridaje tu invece…
            ok, le targhe estere pagherebbero il bollo, ma RIPETO. Sono talmente poche rispetto al totale che il loro contributo al bollo sarebbe comunque basso, mentre il contributo al bollo dell’operaio di cui sopra (che ti ostini a non considerare perchè troppo distante dalla tua esperienza personale) lo sarebbe di piu’. E il loro fenomeno non diminuirebbe, perchè non è per il bollo che vengono immatricolate all’estero.
            Mi spiace deluderti, ma io non sono nulla di quello che dici. A differenza di chi si fa i conti in tasca, io li faccio in modo globale. Se io fossi un autonomo con P.IVA peraltro, la deducibilità sarebbe irrisoria. E se invece avessi la carta aziendale (gli sgravi ovviamente non possono arrivare ad annullare un tale aumento, o come si puo’ facilmente dedurre il costo per tutti gli altri sarebbe ancora maggiore), non mi solleverebbe sapere che la mia azienda dovrà far fronte a costi maggiori e magari rischiare di lasciare a casa personale perchè qualcuno non vuole pagare il bollo di un’auto che usa poco.
            Io abito all’estero e per quanto mi riguarda l’impatto sulle mie tasche sarebbe nullo. Per il semplice fatto che, se le accise aumentano per compensare il bollo, io semplicemente prendero’ il treno per venire in Italia e se voglio andare in auto scegliero’ altre mete meno esose del Belpaese. :-)
            Forse proprio per questo sono il piu’ oggettivo qui dentro e vedo senza pregiudizi vantaggi e svantaggi.

          • Per il direttore: secondo me le patrimoniali in generale sono sbagliate, meglio tassare i consumi (come tra l’altro suggerisce la UE da anni). Faccio presente che auto e case sono state acquistate con soldi tassati già due volte:
            1) alla fonte (busta paga)
            2) iva sul prezzo d’acquisto

            Quindi pagare per la terza volta ogni anno in misura fissa per me è osceno. E’ tassa di possesso, ma si può cambiare. Comunque so già come andrà a finire, la tassa fissa rimarrà, magari un po’ ridotta, e ci beccheremo pure la nuova superaccisa.

          • Sono d’accordo anch’io che si pagano già troppe tasse. Proprio per questo caricare ancora di più le accise mi pare una follia.

          • accenderei l’idea, come tassa di proprietà quale è sempre stata(ultimamente almeno), del bollo come oggi e per il solo superbollo, sempre oltre ai 185kw….con un importo al kw variabile con una formula dipendente dal dichiarato annuo in dichiarazione dei redditi nello stesso anno..o nel precedente…

          • Già con il superbollo lo stato perde 180 milioni l’anno per mancata iva e per le accise che non incassa dalle macchine più potenti che non vengono più vendute. Ma forse adesso lo hanno capito (in realtà lo sapevano anche prima ma per pura demagogia non sono intervenuti) e il superbollo verrà tolto.

          • ma poi avremmo certamente tutte auto intestate a nulla tenenti?…ahahahhah vabbè…

          • @Direttore: toglieranno il superbollo ?? Allora Giulia o Stelvio Quadrifoglio per tutti !

          • La vedo dura comunque, Statmaz. Sempre estremamente caro il bollo in Italia.

  13. Al di là del fatto che, come hanno detto altri, il modo più giusto di far pagare il bollo, e quindi di incassare i sei miliardi di Euro, sarebbe quello di suddividerli in quota parte per ogni litro di carburante venduto, in maniera da azzerare totalmente l’evasione e colpire chi utilizza l’auto anche più del dovuto, magari prevedendo agevolazioni per l’autotrasporto, io ho già venduto, nel 2015, un’auto che nel 2017 avrebbe dovuto smettere di pagare il bollo (piuttosto sostanzioso dati i 211 kW) causa l’abolizione delle esenzioni firmata Renzi, prendendone un’altra dal bollo più contenuto ma comunque importante, che ad oggi ha 23 anni. Se i “gialloverdi” dovessero fare aumenti del bollo oltremodo penalizzanti per la mia auto, io, che pago le tasse fino all’ultimo centesimo in quanto lavoratore dipendente, penso smetterò di pagarlo, confidando in qualche condono che, visti i precedenti, prima o poi arriverà….

  14. Credo che per rientrare nei parametri deficit PIL che la Ue “ci obbliga”,alla fine di tutto ci sarà un ritocco accise carburante sapendo che gli italiani non rinunciano all’auto neanche per andare in edicola e un ritocco alla tassa di possesso colpendo le auto più inquinanti che per il metro di valutazione di chi ci governa,sono ora anche le auto euro 4 vendute sino a una decina di anni addietro.Se potete:liberatevi dalla auto e dalle assicurazioni più esose forse,dell’Europa.
    P.S Ci sarà nel 2019 l’immancabile aumento pedaggi ben oltre l’inflazione certificata ISTAT complice gli “arrotondamenti” con la scusa che le concessionarie dovranno mettere in sicurezza i ponti.

  15. @the_blond_surfer alle prossime elezioni prenderebbero il 3%

    non credo visto dopo i guai combinati dai passati amministratori quelli degli “80€ al mese hanno preso ancora il 22%” alle ultime politiche nazionali.Una percentuale molto preoccupante che lascia capire solo con due numeri la lungimiranza politica del popolo italico.Certo anche l’altro partito senza un’idea in testa prendere dal nulla il 32% sulle promesse o,la parola data,è ancora più preoccupante

    • alle ultime politiche nazionali quelli del 60% hanno preso il 17.8%, partendo da un 40% abbondante… altro che 22%
      quelli di adesso si sono esposti troppo con Autostrade. Se ora ripetessero pedissequamente quanto fatto dagli ottantaeurini verrebbero tacciati di connivenza coi poteri forti, gli stessi che (anche se nessuno ha ancora capito chi siano) sono stati il loro besrsaglio preferito pre- e post-elezioni.

  16. Dopo aver letto i vari interventi qua, mi schiero – oltre che per una Quadrifoglio per tutti – senza più dubbi, per il mantenimento dell’attuale sistema di tassazione, senza superbollo ovviamente (sia per la ragione di cui sopra, sia per l’evidente, assurda e controproducente esosità di questo balzello), ma sempre fondata sulla progressività dell’imposta in funzione della potenza e della classe Euro: chi lavora con l’auto continuerà ad usare quella con la potenza commisurata alle proprie risorse. Di tante forme di tassazione patrimoniale mi sembra quella più ragionevole, o meno ingiusta. Eliminato il superbollo, è secondo me quasi ‘perfetta’ !

 

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