Panda o non Panda noi arriveremo a Roma

marzo 8, 2019  |  Senza categoria  |  51 Commenti  |  Lascia un commento


A Torino avranno le loro buone ragioni a sostenere che l’originalissima Fiat 120 non sarà l’erede della Panda, non fosse altro perché nascerà sulla nuova piattaforma che internamente chiamano “new mini” e che sarebbe una via di mezzo tra i segmenti A e B, ma siccome su quella nasceranno anche l’erede della 500 e la piccola Jeep (in gergo interno Renegade jr.) come si può negare che non si tratti allora della erede della Panda?
Il progetto tanto avveniristico in realtà ha già almeno quattro stagioni sulle spalle e io ebbi la… sfortuna di vederlo appena nato, esaltandomi per l’idea nel suo complesso. Direte perché la sfortuna? Perché per un giornalista non c’è niente di più frustrante di apprezzare una cosa in anteprima con il vincolo di mantenere il segreto. In quei casi bisognerebbe rispondere di no, ma poi la curiosità che fa parte della professione finisce spesso per prendere il sopravvento e ci sono cascato come peraltro è già successo molte altre volte anche se mai con lo stesso fastidio perché qui il parto è stato davvero ritardato oltre ogni umana immaginazione.
L’idea che ha un papà preciso, il francese Olivier François capo del brand Fiat e anche capo del marketing di FCA, ha trovato in fretta molta ostilità per via di guerre interne che ora parrebbero risolte. Un peccato perché la proposta di una vettura che ci si può creare a piacimento, spendendo poco all’origine ma poi arricchendola di tutto ciò che si ritiene più adatto ai propri gusti e al proprio modo d’intenderne l’uso, è piena di fascino e rimane una soluzione che nessuno come la Fiat può proporre stante un dominio nel campo delle utilitarie che tutta la concorrenza riconosce da mezzo secolo in qua.
Le felici linee tradiscono peraltro una mano felice, quella di Roberto Giolito che la Panda 3 l’aveva già disegnata così come era successo con la nuova 500 – per restare soltanto ai suoi due più recenti successi – e lui ci aveva proprio lavorato per creare l’erede della Panda attuale come da ordini superiori.
Quello che conta è che comunque questo progetto abbia visto la luce perché è ancora anni luce davanti a tutti i competitori, e quando arriverà nelle concessionarie (se l’industrializzazione non ne stravolgerà i punti fermi, ma non dovrebbe succedere) riporterà sicuramente la Fiat ai livelli di sempre tra le vetture più accessibili. Se poi invece di Panda la vorranno chiamare Gingo…



51 Commenti


  1. Salve Direttore
    aspettavo con ansia il suo post sulla Panda, alla luce delle anticipazioni che ci aveva gia dato !!
    Sul campo utilitarie, le altre case (specie le coreane per me) si sono fatte sotto tantissimo e, si, con la nuova 120 alzerebbe nuovamente l’asticella.
    Capisco il suo colpo di … sfortuna :) … + che il non parlare, penso sia stato + frustrante dover aspettare cosi tanto tempo per vedere il parto di questa vettura, con il rischio che non venisse mai prodotta.
    Il problema è capire quanto tempo ci vorrà prima di vederla commercializzata, visto che il Gran Capo ha detto che la vecchia Panda fa ancora buoni numeri.
    ps: grazie per aver condiviso l’info
    saluti

  2. La dichiarazione di Manley riportata nel sito è stata per me una vera doccia fredda dopo l’effimero “scoop” di 4R. L’ho trovata geniale ed ho subito pensato agli accenni da lei fatti negli anni sul concetto rivoluzionario che ne stava alla base. Ora mi sembra tutto ridotto ad un esercizio di stile e l’attenzione mi sembra essersi sgonfiata con la stessa rapidità con cui si è creata. Se non ho interpretato male le parole di Manley, nel 2020 (fine) o 2021 la Panda di Giolito, l’attuale, sarà “ringiovanita” e, auspicabilmente, dotata di sistemi di sicurezza adeguati: tutto lì. Lo stesso Francois in un’intervista pubblicata ieri altrove è stato molto vago e mi sembra confermare che, se non è un bluff, quasi ci assomiglia. Starò a vedere – anche per la Tonale – e spero di non essere nuovamente deluso. Sicuramente la duplice presentazione di prototipi è stata una scossa di vita nel secondo anno consecutivo di letargo, ma, appunto, una scossa, una boccata di ossigeno per un Gruppo che rimane in evidente affanno sul piano del prodotto e sembra in grado di gestire solo l’ordinaria amministrazione con la presentazione a raffica di serie speciali (vedi le ultime di Stelvio e Giulia), che rasenta ormai il ridicolo. A colpi di serie speciali, intervallati qua e là da quelli che appaiono appunto solo esercizi di stile (quello della Kamal insegna) non si va da nessuna parte.
    PS: la Panda 2 si sarebbe dovuta chiamare Gingo (con la G); pensi Direttore che ne conservo pure l’opuscolo diffuso nell’imminenza del lancio, ovviamente di valore inestimabile… ; ). Poi si misero di mezzo, come al solito, i nostri insopportabili cugini francesi, diffidando Fiat dall’utilizzarlo per l’assonanza con Twingo e così ebbe luogo la provvidenziale retromarcia.

    • Stefano, la 120 (che per me alla fine verrà chiamata ancora Panda…) arriverà nel giro di un paio d’anni e a parte il montante delle porte sarà così. Quattroruote ha dovuto cambiare qualcosa nell’estetica perché se no sarebbe scoppiato il finimondo.

  3. Credo che questa auto per le soluzioni e costi come porte ad “armadio” si posizionerà nel segmento “A” però ad un prezzo più elevato della auto che dovrà sostituire la Panda un po’ come la Audi A1 che nasce dal pianale Polo ma con costi ben più elevati.Ci vorrà comunque una nuova segmento “A” con prezzo di attacco.Spero FCA la metta in produzione in tempi ragionevoli prima che diventi”vecchia”.Ricordo il precedente Alfa 6 che rimase in stand by a metà anni ’70 e quando uscì era superata pur avendo il favoloso V6 “Busso”.

    • La 120 partirà da un prezzo d’attacco bassissimo, nell’idea originale addirittura senza i sedili posteriori, senza i vetri elettrici e così via. Poi il cliente se la personalizzerà a piacere e il costo salirà in proporzione, seppure il concetto di spartanità verrà sempre mantenuto.

      • Allora si ritornerà alla prima “cinquecento” anni ’50 dove al posto del sedile posteriore c’era una panchetta o la Panda con il quinto posto da ordinare a pagamento?

        • Nessuno la vorrà così, ma di base potrebbe essere.

          • Allora un prezzo”civetta” come il climatizzatore da pagare a parte che ora hanno tutte le utilitarie tranne auto destinate a paese nel nord dove il termometro raramente supera i 25°C ?
            Boh..mi sentirei preso in giro.

          • No, l’idea non è quella di un prezzo civetta ma della massima libertà di personalizzazione. Proprio perché c’è gente che si lamenta della troppa roba che deve accettare a pacchetto. Poi si sa che comunque uno fa c’è sempre chi non è d’accordo, ma trovarla pari è impossibile.

          • se l’idea è copiare l’IKEA, è vincente. Non mi pare che molti si sentano presi in giro quando vedono una configurazione base IKEA a 99 euro, che diventano 799 nella configurazione personalizzata aggiungendo accessori su accessori.
            Il futuro è la flessibilità. E se vanno in quella direzione, fanno il botto.

          • A me per esempio del condizionatore non me ne importa niente.

    • Da alfista obiettivo devo dire che la prima versione del V6 Busso montato sull alfa 6 uscita nel 1979 era alimentato con 6 carburatori mono corpo piazzati in mezzo alle teste; questa poco felice soluzione provocava il fenomeno del vapor lock ; in pratica dopo una sosta in autostrada e/o comunque a motore caldo il successivo ri avviamento risultava impossibile; questo grave difetto ( poi sparito con l’ iniezione elettronica nelle varie declinazioni ) contribuì non poco all’ insuccesso della vettura.

      Per tornare alla 120 personalmente non ci trovo molto di così futuristico in quanto si ravvisano le linee della KIA Soul.

      Comunque spero tanto che i prototipi presentati da FCA a Ginevra si traducano in realtà e non siano solo esercizi stilistici “per non presentarsi a mani vuote ” al salone più importante d’ Europa. Lo spettro KAMAL aleggia ancora.

      • Grazie.Non ne ero al corrente.Ho fatto esempio Alfa 6 che sarebbe dovuta uscire dopo Alfetta fine 1973-inizio 1974 ma poi la crisi petrolifera posticipò il tutto al 1978 con una linea,superata.Anche la Montreal fu messa in vendita anni dopo la presentazione ma era una auto per pochi.

      • mah, non so quanto questo inconveniente tecnico abbia pesato sulle immatricolazioni o quanto piuttosto sull’immagine del marchio. Immagine che ancora oggi, all’estero, recita qualcosa come: “auto bellissime, sportive, ma sempre in officina e inaffidabili”.
        L’Alfa 6 è uscita con una linea che definire vecchia era fare un complimento (solo il particolare dei paraurti era qualcosa di ridicolo.. ma del resto era un’auto concepita un paio di lustri prima…). Credo che anche con il motore migliore del mondo non se la sarebbe filata nessuno, come non si filava nessuno la 164 dopo il primo restyling, vista la concorrenza che aveva.

        • Personalmente ho avuto 3 Alfa Sud:dalla 5 marce alla TI 105 cv percorrendo oltre 120.000 in 3 anni prima di venderle e meccanicamente non ho mai avuto problemi o rimasto a piedi:forse per i tagliandi fatti regolarmente?Certo come finiture non era il massimo ma come anche le FIAT dei tempi e ricordo possessori della Tipo anni ’80 con il rivestimento interno del tetto caduto per scollamento o acqua che entrava dalla guarnizioni cristalli porte bloccando se c’erano,gli alzacristalli elettrici.

  4. wiliamspreafichi@alice.it

    Cavicchi buonasera…..spero che questa Centoventi andrà veramente in produzione perchè a me piace davvero un sacco e non solo per certe soluzioni originali degli interni e di personalizzazioni ma anche esteticamente la trovo davvero bellissima.La ringrazio per i suoi scoop…..!!!

  5. Auto davvero innovativa, per certi aspetti geniale, razionale ed emotiva allo stesso tempo, e che dimostra come anche in tempi in cui i vincoli per i progettisti sono molto stretti, è possibile inventare qualcosa la cui originalità rimandi ad utilitarie del passato, concepite da grandi progettisti che però avevano anche la possibilità di muoversi con libertà molto molto maggiore. Se solo una parte delle soluzioni presentate si ritrovasse nel modello di produzione, sarebbe comunque un’auto che si stacca dal panorama del suo segmento, che peraltro sembra in via di abbandono da parte della maggior parte dei costruttori. Spero bene, e sono incoraggianti le parole del Direttore sulla possibilità di una produzione in tempi ragionevoli e senza stravolgere le caratteristiche del progetto. Tuttavia la tempistica del gruppo FCA nella presentazione di nuovi modelli (e a quanto sembra, anche delle stesse concept, essendo passati 4 anni dal progetto iniziale) qualche dubbio lo lascia. La nuova Panda peraltro fa parte di un gruppo piuttosto folto di possibili nuovi modelli FCA nei segmenti inferiori di cui si parla per i prossimi anni: ci sono anche le evoluzioni della 500, anche Giardiniera (e le relative versioni elettriche, su diversa piattaforma), e poi la mini Jeep, le evoluzioni della Lancia Ypsilon (che sarebbe logico riportare in Italia se si ritiene che il marchio debba comunque sopravvivere limitatamente al nostro paese)…e poi si parla di una B-SUV “razionale” da produrre in Serbia assieme alla 500L, che non verrebbe comunque abbandonata, e poi le parole di Francois su una crossover di segmento C anche a 7 posti….insomma, un numero di progetti che sembra avere un orizzonte decennale più che quello dei 4 anni di un piano industriale. Mi aspetto che ci possa essere molta selezione e cannibalizzazione interna . Spero che l’idea innovativa che è stata presentata a Ginevra possa superare questa selezione.

  6. Buonasera Direttore. Non le sembra che questo “dico o non dico” sia l’effetto di una sbagliata strategia? Pensavano forse che il pubblico e gli addetti ai lavori si sarebbero soffermati più sulle soluzioni riguardanti la modularità dell’elettrico piuttosto che focalizzarsi sulle nuove forme, le quali sembrano in tutto e per tutto quelle della di una futura Panda? Grazie.

  7. al netto del fumo sparso dai vari manager(Manley che dice si tratti di una segmento C…),chissa’ poi perche’,speriamo di vederne presto la veste definitiva e,soprattutto,la produzione,visto che la gamma e’ ridottissima e sta invecchiando,altre novita’ non si vedono all’orizzonte,piani industriali ancor meno(generiche dichiarazioni su investimenti e modelli ma senza tempi definiti:e’ pur vero che Marchionne cambiava piano quinquennale ogni sei mesi,ma la situazione era ben diversa e cosi’ il suo compito,portato a termine in modo assolutamente straordinario).francamente sono pessimista…

    • veramente sui tempi e modi l’investimento di 5 miliardi di euro in Italia è stato appena confermato. Piu’ che confermare, cosa devono fare? Hanno anche già detto i modelli che verranno prodotti nei prossimi 2 anni.
      Capisco il pessimismo cosmico, ma non ci si puo’ lamentare che manchino conferme quando le stesse ci sono. Se poi si vuol fare come San Tommaso, va bene. Ma allora prima di fasciarsi la testa occorre prendere il colpo, ovvero aspettare il 2021 e vedere cosa non è stato mantenuto :-)

  8. Gentile Direttore,
    dica la verità, se la Fiat non avesse presentato ufficialmente questo progetto, a cui, si capisce, era molto appassionato, avrebbe fatto qualcosa di simpaticamente irrazionale, tipo pubblicare la foto del capo Fiat con disegnati barba e baffi finti e 2 orecchie da asino.
    Nei suoi interventi mi aveva passato così tanta curiosità da essere stato tentato di scriverle una mail: manterrò il segreto, ma mi dica.

    Passando ad altro, non è che hanno intenzione di creare una famiglia di prodotti? Come detto altrove, modelli marcati 500 modaioli e modelli marcati Panda (o altro) per le soluzioni pratiche. Olivier ha detto che è l’ora di ricominciare a lanciare nuovi modelli, ma non ha detto quanti e quali, e quindi si resta sul piano “minimalista” di Marchionne.
    Divago un attimo. Ma presentare una 500 solo elettrica (all’inizio) non suona come rincorrere la Smart, che sarà solo elettrica? Sono d’accordo che attuare una strategia di scrematura (marketing) si presentino per prima le versioni più ricche, ma non so quanti numeri possa fare e poi non sono proprio sovrapponibili (nel senso: voglio essere tra i primi ad averla e per farlo la compro elettrica). Ma non sono un esperto.
    Tornando alla 120, sarebbe interessante se arrivasse sul mercato e se ripetesse la formula anche in segmento poco sopra. Magari in tempo per quando sostituirò la mia Tipo..

  9. Il progetto, per quel che posso capirne – mi pare ancora piuttosto “tecnico” come argomento di discussione – è interessante.

    Ma, più in generale, mi pare sia molto cambiato l’approccio di FCA al mercato, rispetto alla recentissima era Marchionne. Con dei pro – un ritorno ad un ruolo importante di Fiat, la non scomparsa di Lancia – ma anche l’impressione di qualche passo indietro.
    Principalmente su Alfa Romeo, che Marchionne voleva riportare agli antichi fasti; adesso mi pare si stia tornando a sinergie che, se si limitano al modello d’ingresso possono starci (peraltro, bellissima la Tonale), ma non vorrei riportassero indietro il marchio al recente passato.
    Sfondare nella fascia alta è un percorso lungo e duro, che richiede oltre a impegno e investimenti, coerenza nel tempo: dopo i grandi sforzi fatti per la piattaforma Giorgio, i nuovi motori, la nuova organizzazione del marchio, sarebbe davvero un peccato rimettere tutto in discussione.

    • Beh, Marchionne era uomo di finanza, Manley è un puro car guy. Diciamo che si stanno muovendo come previsto. Ma non è un caso se FCA dopo la nomina di Manley ha perso quotazione in borsa. Perchè i car guy che sanno anche creare profitto si contano sulle dita di una mano… e questo spiega anche il dividendo dato dopo la vendita di MM. Giusto per far capire agli investitori che anche con il cambio della guardia loro possono guadagnare

    • Mah, ho molti dubbi su questa divisione.
      Io credo che Marchionne, parrtito come uomo di finanza, abbia sviluppato nel tempo una vera passione per Ferrari e Alfa Romeo, e più di ogni altro in FCA abbia voluto il rilancio di quest’ultima.
      Mi auguro per Manley sia lo stesso.

      Mi piacerebbe, dopo mesi, sapere se si è saputo qualcosa di preciso circa la scelta di Manley, piuttosto che Altavilla. Quali fossero le differenze in termini di indirizzi industriali, se c’erano – e tenderei a pensare di sì.
      Altavilla ha rilasciato interviste?

  10. Il prototipo presentato in questi giorni è davvero molto innovativo tanto che io ritengo sia davvero una occasione persa quella di non aver giocato graficamente con il suo nome e, dunque, di non aver creato un logo specifico.
    Il suo nome, da quanto ho potuto vedere nelle foto in cui la si vede esposta, è CENTOVENTI: a lettere, tutto in maiuscolo.
    Pare che questo appellativo non riprenda la tradizione del “nome – numero di progetto” come accadeva in passato – dopo 103 che poi continuò a chiamarsi 1100, 110 che continuò a chiamarsi 500 con l’aggiunto di “Nuova”, negli anni 60 si giunse a quella lunga tradizione: 124, 125, 128, 127, 130, 133, 126, 132, 131… – piuttosto faccia riferimento ai 120 anni di vita della Fiat: gran bel traguardo, giusto rimarcarlo con un nome; ma allora l’appellativo numerico sarebbe stato più consono.

    L’occasione persa, quindi, sta nel non aver giocato con il doppio significato che si cela, neppur poi tanto, in questo nome: CENTOVḖNTI, come gli anni della Fiat; centoVḔNTI come la forza di uragano appunto da 100 venti composto e splendidamente rivoluzionario; quel che è, in fin dei conti, questa autovettura.
    Ecco, allora, che comporre un bel tipogramma, giocando con i caratteri tipografici in modo tale da facilitare la doppia lettura del nome: sarebbe stata una eccellente mossa di marketing, come si dice usando termini antipatici.
    In modo più corretto: sarebbe stata una bella e vincente trovata a livello di immagine.

    Perché, piaccia o meno, questa automobile è una bella rivoluzione, un gran bel passo in avanti: discutibile, come tutte le automobili di gran carattere.
    Trascinare ancora negli anni questo progetto lo sminuirà: aver aspettato già quattro anni è stato troppo, andrebbe immessa nel mercato prima dell’estate per sfruttare positivamente i suoi caratteri innovativi.

    Francesco

    • Aggiungo, a titolo “cronachistico”, che in effetti questa nuova autovettura avrebbe potuto chiamarsi Centoventi solamente a lettere, giacché un progetto Fiat 120 è già esistito: è quella che poi si è chiamata 500 Giardiniera, con il motore 499,5 cc a sogliola.

    • L’augurio è che la vettura di serie venga lanciata con attenzione somma anche all’aspetto grafico del nome. Per una concept, in effetti sarebbe stato un plus, ma non tale da spostare in alcun modo l’attenzione sulla vettura. Tanto che molti addirittura sui social la chiamano semplicemente “Panda”…

  11. Direttore mi permetta ma vado un po’ fuori tema. Che lei sappia, il nome “Tonale” e’ definitivo? Lo chiedo perche’ qui in UK gli inglesi lo pronunciano come “toenail”, e l’associazione non e’ proprio delle piu’ piacevoli…

    • No, non è certo. Resta comunque molto logico dopo la Stelvio.

      • Certo che pero’ ce ne sono di passi sulle Alpi (e sulle monagne italiane in generale) dai quali poter scegliere…

          • No Fede: Mortirolo anzitutto è troppo ciclistico, poi per assonanza fonetica il nome suona male; inevitabilmente fa pensare, nella migliore delle ipotesi, al romanesco “mortacci”.

            Se colle, passo o valico dev’essere: che sia Maddalena.
            In tal modo si prendono almeno 5 fave con un sol piccione (è così che si dice?): il colle; l’isola; una bella fonetica; il nome femminile; la Santa (immagina: la comprerebbero come auto aziendale in ogni istituto religioso, ovvero laddove oggi girano soldi anche se tempo di crisi, sicché questa nuova Alfa Romeo diverrebbe il “pulmino delle suore” 4.0, rinverdendo i fasti della 600 Multipla e della 850 familiare). Si fa il botto, insomma: boom… di vendite.

            F

          • ma perchè, secondo te dicevo sul serio? :-D :-D :-D
            L’ho detto apposta per indicare un possibile nome ben piu’ triste di Tonale ;-)

          • Comunque la Maddalena, per chi abita a Brescia, è un colle dove le coppiette la sera si imboscano. Vedi un po’….
            Se poi pensi a chi era Maria Maddalena… ecco, forse diventerebbe la mignotta delle SUV. E via di sfotto’ su quanto ci puoi caricare…

          • e a tal proposito, parlando di uccelli, fave, fare il botto… insomma, direi che col tuo suggerimento siamo entrati in zona youporn. Altro che far venire un colpo al Direttore col ritardo nella messa in produzione della 120…

          • :D :D :D Grandissimo Fede! ;)

    • magari cambieranno il nome nei Paesi anglofoni.. non sarebbe la prima volta. Dubito infatti che Manley (inglese) non pensi all’assonanza delle unghie dei piedi :-)
      In paesi germanofoni sarebbe invece bellissimo, perchè suonerebbe simile a Tonhalle, ovvero la sala da concerti…

    • La chiamino Brennero, evitino di dare pretesti agli anglosassoni…

  12. Non so se la “120″ prefiguri davvero la nuova Panda oppure no però finalmente dopo anni di immobilismo pressoché totale la Fiat presenta un prototipo di futura utilitaria ricco di soluzioni davvero innovative. L’idea di proporre una versione base dell’auto addirittura senza i sedili posteriori e senza vetri elettrici per venderla a un prezzo irrisorio mi sembra francamente troppo estrema ma nulla vieta di concedere ai clienti più attenti al discorso prezzo anche questa possibilità. Speriamo che entro un paio d’anni al massimo si passi alla produzione in serie e non si debbano aspettare i soliti tempi biblici …altrimenti al direttore Cavicchi gli piglia un colpo …

  13. Finalmente una novità nel piattume delle utilitarie, e almeno per me linee pulite e senza ghirigori e tagli con “l’accetta” che a vedere le auto mi sembra di guardare un cartone animato giapponese.
    Certo che se è un progetto di 4 anni fa era troppo “avanti” forse 4 anni fa non sarebbe stato capito, già solo la possibilità di poter variare i sedili ed addirittura il tipo di tetto apribile (in vetro o in tela), ma soprattutto la foto messa in copertina che da bene l’idea di personalizzazione della vettura è molto interessante, rispetto a quello che propone il mercato.
    Poi non volerla chiamare panda, ma mettere nel portaoggetti del cruscotto un panda (pupazzo) un significato lo dovrà per forza avere.

  14. Non la faranno mai.
    Anche nell’intervista scritta nel sito di Quattroruote è scritto che ci devono pensare.
    https://www.quattroruote.it/news/concept/2019/03/06/fiat_centoventi_non_sostituira_la_panda_e_un_segmento_b.html

    • La faranno, la faranno.

      • premesso che credo anch’io che questa vettura verrà messa in produzione, non foss’altro perchè ha ricevuto commenti parecchio positivi (con l’eccezione dei soliti che criticherebbero Fiat anche se producesse una Porsche facendola pagare come una Dacia).
        A questo punto pero’ mi chiedo il senso di negare tutto da parte di Manley, dopo che tantissimi indizi fanno pensare non solo a una produzione prossima, ma pure al fatto che sarà la nuova Panda (tra le altre cose, le dimensioni e il pupazzetto). Insomma, di solito ci si nasconde se c’è un affare da tenere segreto per non far alzare il prezzo, ma qui? Non è che se Manley dice che non sa se andrà in produzione questo possa significare un vantaggio nei confronti della concorrenza. Se lei, Direttore, sa che si farà, presumo che anche i CEO delle altre Marche lo sappiano benissimo, ma non possono certo in poco tempo offrire contromisure efficaci. Insomma, mi sembra un po’ uno schermarsi fine a se stesso, nonchè una netta rottura con la comunicatività di Sergio Marchionne. Personalità, tra l’altro, che dovrebbe iniziare a mancare a molti, visto che evidentemente sia Tonale che 120 sono opera sua. O meglio, hanno avuto il suo avvallo.

        • Devo dire, molto onestamente, che Manley si sta muovendo molto più di quanto potevo immaginare.

        • Trovo anch’io un non senso nel “tenere” questo segreto di Pulcinella, però penso che Manley avrà delle ragioni per farlo (che ovviamente a noi non sono conosciute e per questo forse incomprensibili). Spero solo che non impieghi “secoli” a metterla in produzione perchè prima arriva e prima spiazza la concorrenza. Se arriva tra 4 anni x es … Buona notte … tutto il vantaggio si azzera.
          L’unico dubbio, visto che parla di segmento B, è questo: non è che da questa prototipo o dalla sua piattaforma riescono invece a fare un Mini Suv del settore B appunto?
          Certo si snaturerebbe l’idea di auto estremamente low cost da personalizzare ….però bisognerebbe sapere cosa hanno pianificato

        • Difficile interpretarne la causa: e se la prudenza di Manley fosse più semplicemente dovuta alla corrispondenza di amorosi sensi con PSA “pigliatutto” di cui si è letto proprio in questi giorni dopo le dichiarazioni dei due AD ? Facciamo vedere quanto siamo bravi, come a suo tempo con Giulia e Stelvio (e ora, oltre che con la 120, anche con Tonale, che inaugura finalmente un nuovo corso dal pdv stilistico, a differenza delle due incomprese, rispetto a Giulietta) e poi … poi ci penseranno i francocinesi ! Ma se la spiegazione è un’altra, non so cosa darei per conoscerla. Insomma, anch’io, come Federico, non capisco.

 

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