Quella UP! nata in aereo

settembre 2, 2011  |  Senza categoria  |  190 Commenti  |  Lascia un commento

Nei giorni scorsi sono scappato in Germania per un primo test della nuova Volkswagen UP! di cui leggerete nel prossimo numero di Quattroruote. Al riguardo non vi posso anticipare nulla (dobbiamo pur vendere e guadagnarci lo stipendio) se non che, con il piccolo 3 cilindri mille da 75 CV, ho letto in autostrada oltre 170 all’ora sul tachimetro che fa sempre una certa impressione tenuto conto del micro-propulsore.
Sono però stato in compagnia dei soliti amici del Gruppo, Luca de Meo, Walter de Silva. Mario Guerrero e Ulrich Hackemberg, membro del board e responsabile dello sviluppo di tutti i prodotti (pratica il numero 2 dopo il grande capo Martin Winterkorn).
Proprio Hackemberg ha svelato, allora, un gustoso retroscena di cui vi vorrei rendere partecipi. L’episodio si riferisce ad inizio 2007, e coinvolge lo stesso Hackemberg, De Silva, Winterkorn e Ferdinand Piech, il presidente del Gruppo tedesco. I quattro viaggiavano insieme sull’aereo privato della Vw e tornavano dal Salone di Detroit. Lì, appena dopo il decollo, Piech se n’è uscito che forse era venuto il momento di pensare a una piccola utilitaria capace di segnare la storia come avevano fatto a loro volta sia la Golf e prima ancora il Maggiolino. Un’auto ben sotto i 4 metri ma con qualità assoluta, capace di essere un prodotto senza tempo. Soprattutto non doveva un’auto grande di piccole dimensioni, ma doveva avere nel carattere la sua grandezza. Chi conosce Piech sa che lui non aggiunge mai fronzoli al suo pensiero: esprime un’esigenza e poi taglia corto. Ma era un pensiero, almeno così poteva sembrare.
Sono quindi passate le molte ore del lungo viaggio e, poco prima di atterrare, Walter de Silva aveva già buttato giù tutta una serie di schizzi di questa mini utilitaria e li ha mostrati ai compagni di viaggio che li hanno guardati con l’attenzione di chi non considera mai nulla un gioco. Poi Winterkorn ha sentenziato: “Allora l’auto è già pronta. Facciamola!”.
Sono cose evidentemente possibili soltanto in quello che già adesso (con le vendite di agosto e grazie al terremoto in Giappone) ha i numeri per essere il primo al mondo anticipando di… appena 7 anni le stesse previsioni dei tedeschi. Ma quello che più diverte (o affascina, fate un po’ voi) è che De Silva sostiene che da quegli schizzi alla versione finale ci sono ben poche differenze!



190 Commenti


  1. Se dagli schizzi alla linea finita ci sono poche differenze significa che il lavoro di design è costato poco. Quindi prezzo basso :)

    La UP è un modello che non mi piace e non valuto minimamente come possibile acquisto. La trovo un modello interessante per l’ingresso di VW nel campo delle piccole utilitarie. La Fox fu solo un flop e, effettivamente, era proprio brutta.
    La UP la reputo brutta ma solo per il mio gusto personale. La Fox era brutta in assoluto e nata vecchia (infatti era un auto per il Brasile, se non erro).
    Mi soffermo, invece, sui 170 km/h. Un motore piccolo, su di un auto leggera, riesce a spingere bene. Ogni volta mi viene da riflettere se non sia il caso di alleggerire tutte le vetture.
    Però, tale velocità su di una “macchinina”, mi spaventa.
    Direttore, come le è sembrata la vettura a tale andatura? Le dava senso di sicurezza?

  2. Aggiungo.
    Se davvero l’aneddoto rispecchia la realtà tanto di cappello alla dinamicità e la concretezza dei vertici VW.
    Non si sono persi in fronzoli burocratici o gerarchici. Sono partiti da un’idea e hanno subito cercato di realizzarla. Le formalità sembrano state messe in secondo piano.
    Ottimo.

  3. Caro Dott. Cavicchi,
    staró diventando stupido, ma non riesco davvero a capire tutto questo entusiasmo riguardo alla UP (e hanno voglia ad aggiungere punti esclamativi). Cosa avrebbe di epocale quest’auto? Lo stile? la dimensione? l’abitabilitá? le qualitá dinamiche? i motori?
    Mi spieghi qualcuno perché dovrei preferirla alla Panda o alla Picanto: per il marchio VW? per il prezzo?!?
    Ricordo entusiasmi quasi identici quanto tirarono fuori la Lupo… ricorda? Non voglio dire, ma lo stile mi pare appena accettabile, la Picanto é millenni avanti e la Panda ha chili di personalitá in piú. Come motori, 3 cilindri per 75 cv é sicuramente un ottimo risultato ma non vedo la rivoluzione copernicana.
    Infine, mi permetta una nota sarcastica: che non ci siano tante differenze dai primi schizzi al risultato finale, si vede proprio… dal risultato finale!
    Infine, da appassionato, mi piacerebbe che VW mettesse in produzione il concept monoposto che presenteranno a Francoforte: questa sí sarebbe una scelta coraggiosa, azzardata forse, da “primo costruttore al mondo” che ha soldi, capacitá, VISIONE e che vuole lasciare un segno nella storia dell’auto. Quella si potrebbe essere un flop o un pietra miliare nella storia dell’auto… Invece a me la UP fa pensare solo ad uno spin-off del famoso cartone animato.
    Saluti

  4. Caro Direttore,
    Poche idee, ma chiare. Decisioni prese in tempi rapidi. Capacità di delega a collaboratori capaci e preparati professionalmente. Determinazione di chi paga il conto.
    Onore al merito. Se poi la UP! sarà anche un prodotto che soddisferà le aspettative di Herr Piech, questo lo vedremo in seguito; e allora……. VW uber alles!!!
    Saluti a tutti.
    Dario G.

  5. Già con la Citroen C1 (motore 1.0 da 68 CV) la velocità effettiva che avete realizzato nella prova contenuta nel fascicolo di luglio 2005 è stata di 164,506 km/h (ben superiore al valore dichiarato di 157 km/h…): pertanto non mi stupisce che con 7 CV in più (e tenendo conto che il tachimetro “gratta” qualche km/h) abbiate potuto vedere sullo strumento la velocità di oltre 170 km/h…Saggezza vuole che è bene non spingersi con tali vetture a queste velocità: con la mia 107 (gemella della C1) non mi sono mai spinto oltre i 140, che in effetti raggiunge in scioltezza, quasi senza accorgersene (il motore è più rumoroso in accelerazione alle basse velocità che a velocità costante in autostrada…). Diciamo che la Up!, per me che amo le citycar, è un’auto intrigante, anche se dal punto di vista estetico non è molto originale (il portellone/lunotto ce l’hanno già la C1 e la 107, ma la visibilità posteriore sulla Up! dovrebbe essere peggiore: attendo con ansia la prova su strada…). Dal punto di vista tecnico sarà sicuramente all’avanguardia, visto che ci sarà anche in versione elettrica, ma non credo che abbia particolari guizzi di originalità neppure da quest’ultimo punto di vista. Sarà sicuramente un’auto ben fatta, con buone finiture, con rivestimenti adeguati, che dopo decine di migliaia di chilometri non denuncerà scricchiolii della plancia, dei sedili e degli interni in genere (se è per questo: neppure la mia 107 con 76.000 km. sulle spalle li manifesta: sarà meglio la qualità Vw o quella Toyota? Mistero…), per di più con una linea più piacevole rispetto alla più ingombrante Fox (ennesimo fiasco commerciale della Casa di Wolfsburg nel settore delle citycar), ma non credo che farà aumentare di molto le vendite della Volkswagen a livello globale. Vendite, che riguardano soprattutto compatte e medie (Golf e Passat) e adesso anche le piccole (Polo). Se il prezzo sarà concorrenziale (come lo è attualmente quello della Polo) le vendite decolleranno (ma si manterranno al di sotto dei volumi di Golf e Polo), se invece adotteranno la politica “la qualità si paga”, i prezzi maggiori rispetto alla concorrenza ne decreteranno un parziale insuccesso: nel settore delle citycar la variante “prezzo” è troppo fondamentale, molto più che per gli altri segmenti automobilistici (anche se, con la crisi in atto, sta diventando fondamentale un po’ per tutte le categorie di auto, escluse le ammiraglie e le sportive di lusso).
    Cordialmente
    Salvatore

    • “sarà meglio la qualità Vw o quella Toyota? Mistero…”

      Nessun mistero Salvo, la qualitá VW la si trova nella tecnologia, assemblaggi quindi allineamenti non solo sempre paralleli ma anche minimi (il dogma di Piech il perfezionista), spessore uniforme della vernice, ecc. ma sopratutto nei materiali utilizzati per gli interni dove il cliente mette mano: sempre morbidi e che strillano valore… mentre la qualitá Toyota la si percepisce si nell’assemblaggio, ma sopratutto nell’affidabilitá.
      I dati Tüv/Dekra parlano chiaro, sono sempre scritti nero su bianco.
      Giuseppe

  6. bè in questi termini a me non affascina per nulla!!!..per lo meno, affascina che si decide una cosa e poi si fa!!! senza rimpianti o rimorsi e con coraggio!!! vedi gli innnumerevoli modelli VW… cosa che dalle ns. parti sembra impossibile…….ma mi fa un po ridere che gli schizzi del 2007 siano stati realizzati tali e quali?!?!??! 4-5 anni fa???….il risultato si vede un’auto, la UP,.. che almeno esteticamente(se si valuta gli schizzi)…. è già vecchia!!!……molto meno moderna delle nuove coreane……se poi tecnologicamente c’è di piu… questo non lo so….
    in ogni caso, a differenza sua, un 3 cil 1000 con 75 cv e 170…..non mi dice proprio nulla……segnava 185 la mia 500 sporting del 1995 con 1100 e 55 cv…..

    • Con 55 cavalli non si possono raggiungere i 185 km/h, ma a malapena i 150 effettivi…Ennesima conferma che la strumentazione delle Fiat lascia molto a desiderare…
      Cordialmente
      Salvatore

      • caro salvo ovviamente il mio era uno stimolo per rendersi conto che 170km/h per quel motore nel 2011 deve essere totalmente normale…..in realtà arrivava la 500 sporting arrivava a 170-175 ….e con piccoli falsi piani ricordo di aver toccato i 185….ma ripeto era solo una provocazione……e ti confermo che segnava la stessa identica velocità km+,km-…di amici con altre auto…nelle prove sui giornali faceva effettivi 160 ca…perciò l’errore contakm..è assolutamente come tutte……
        cavoli ti ha toccato cosi tanto che una fiat di 20 anni fa……forse è al passo con una VW del 2011?……scherzi a parte la 500 sporting…come confermato da prove giornali.. nonostante il classico fire 1100 di fiat..aveva una brillantezza e personalità sconosciute agli altri modelli fiat..con stesso motore..

    • Mantellis leggo i tuoi commenti da un po’…. ed ho notato che tutti quelli che scrivono qui hanno il nome in minuscolo al massimo l’iniziale è maiuscola… Tu no…. tu sei grande…. hai tutto grande compresa la tua 335i di cui vai tanto fiero e con cui fai 100.000km anno (ma non ti conveniva un diesel??).
      Insomma mi sembri un po (come si dice in romagna) suborne…. anche perchè la 500 sporting l’ho avuta anch’io e posso assicurare che non andava oltre i 160 di tachimetro (reali saranno stati 154)… Anzi a pensarci bene i 185 non li poteva proprio segnare, come dici tu….. perchè il tachimetro aveva il fondo scala a 180!!

      • ansolfa…….posso giurare che la mia di norma segnava 170-175…senza alcuna modifica(ops..filtro aria K&N)…….e per i suoi 55 cv aveva una grinta(ovviamente relativamente parlando) sconosciuta ad altri modelli fiat o ad un generico 1100..ma non sono l’unico a dirlo…….anche conoscenti che l’hanno avuta parlandone lo hanno sempre notato……
        Maioscolo.. forse perchè non bado molto alle cose.. avevo il Caps on quando mi sono iscritto semplice!!ahahhhhah…….mai detto che vado fiero del 335i….anzi.. ottima auto.. ma con i suoi problemini….sempre denunciati…..e poi non sono 100.000…ma 60.000/anno..
        Conveniva iun diesel??…io mi chiedo una cosa….c’è gente che compra auto senza conoscerle..ma per farsi trasportare….non è un appassionato…..e compra l’auto…..
        io mi ritengo un appassionato…sempre che lo sia anche tu ansolfa…per una passione se spendo 60.000 euro vicino ad un’auto…vuoi spiegarmi cosa me ne può fregare di spendere, nella vita intera di un’auto 5000?10000? euro in piu di carburante??..fermo restando che un’analoga auto diesel costa 2-3000 euro in più all’acquisto?!?

        • Sarà che la mia 500 sporting era diversa dalla tua… ma a quel tempo frequentavo un amico che aveva una Uno con lo stesso motore fire da 55cv e sul dritto, malgrado il maggior peso della sua macchina se ne andava via di slancio (faceva almeno 10/15km/h in più) poi appena arrivavano le curve, vuoi per le gomme strette della Uno, vuoi per l’assetto mollaccione e soprattutto per il baricentro alto dato dalla forma dell’auto alta e stretta le cose si ribaltavano… ma in autostrada o comunque sul dritto non c’erano storie la mia 500 le prendeva di santa ragione.
          Tornando alla distribuzione del pesi che so essere perfetta nelle Bmw… so anche che ai vecchi tempi sulle Alfa (pur col motore in linea) avevano ovviato con il sistema transaxle ovvero cambio e frizione montati in blocco al posteriore… magari non si raggiungeva la perfezione del 50-50 ma ci si andava vicini. Ad ogni modo il mio messaggio era per dire che forse un marchio generalista come VW che però ha moooolta liquidità potrebbe ridar luce all’Alfa….. perchè oggi mi fa male vedere un marchio come famoso e pieno di storia (ricordate la frase di Mr Ford… mi tolgo il cappello davanti ad un Alfa) ridotta a 2 modelli poco sportivi, poco aggressivi ed ancor di più vedere un’Alfa a 2 cilindri…. manco la pietosa Arna era arrivata a tanto.
          Aggiungo una cosa (facilemente riscontrabile in internet) Enzo Ferrari oltre che fondatore della Ferrari e pilota da giovane fu meccanico proprio nelle officine Alfa Romeo e le prime auto a portare il cavallino furono delle Alfa elaborate dal grande Drake….. detto questo un bicilindrico di origine fiat montato sulla 500 non vi sembra stridere un po’ troppo con cotanto glorioso passato???

          P.s Non so se l’ultimo messaggi di clacson7 era riferito a me…. non mi sembrava di essere stato offensivo nei suoi confronti (forse solo rispetto a Mantellis….. ma la parola sburone posso assicurare che in romagna non offende nemmeno le mosche… la usa spesso nei suoi monologhi il comico Giacobazzi) ad ogni modo se l’ho offesa mi scusi.

          • @d ansolfa
            Puoi darmi tranquillamente del tu.
            Io mi riferivo al tuo 2° commento, dove generalizzi sullo stabilimento campano.
            A Pomigliano ha fallito non il napoletano, ma la sistematica – quasi inesistente.
            Se assumo un’operaio, devo metterlo in modo da poter operare al meglio delle sue capacitá, far sí che egli stesso, di suo, dia sempre e solo il meglio.
            Comunque son certo che con la “cura Marchionne” anche a Pomigliano, vuoi o non vuoi, si righerá dritto. Quindi non esiterei ad acquistare la nuova Panda.
            Giuseppe

  7. Scrivo a Lei ma mi riferisco a tutti gli appassionati di auto…. provate ad immaginare… stesso aereo, stesse persone (aggiungiamoci De Meo se volete)….. il boss Piech ordina nuovi modelli per ampliare la gamma dopo la recente acquisizione dell’ultimo marchio…. De Silva disegna un po di bozzetti, De Meo studia le strategie di vendita e di li a 4 anni nelle concessionarie appaiono 2 o 3 nuovi modelli…. ALFA ROMEO…. belli perchè disegnati da un’italiano, prestanti perchè dotati di motori tedeschi, con qualità degli interni superiore perchè assemblati da gente coscenziosa e non da napoletani (scusatemi quest’ultima nota polemica) e…. cigliegina sulla torta, sfruttando i pianali del gruppo il tanto agognato ritorno alla trazione posteriore…. che sogno fantastico…. purtroppo per noi l’Alfa resta in mano a “Maglione” che toglie di mezzo la pur bella 159 riducendo a 2 soli modelli la gamma Alfa e giusto per dare “un po’ di pepe” mette nel cofano della Mito un bicilindrico….. ADDIO ALFA addio sogni di gloria

    • Ferdinand Piech renderebbe l’Alfa senz’altro perfetta. Ma non só quanto sia la perfezione lo spirito Alfa. Io penso zero. Oltretutto é piú probabile che l’Alfa torni alla TP con il FGA anziché con il VAG, in quanto in casa FGA la TP é quantomeno presente; vedi nuova Thema.
      Riguardo la 159 é si un peccato che venga a mancare, ma presumo non sia piú economico tenerla in programma, e a queste cose Marchionne ci tiene eccome.
      In quanto al twinair sotto cofano Mito, é la logica conseguenza che strizza l’occhio ai consumi, e son certo che fará meglio del 78cv oggipresente. Una lancia in tuo favore la si puó spezzare sul tema sound del bicilindrico. Peccato che non si stia attenti a questi dettagli in casa FGA.
      …e poi comunque vi é sempre la Mito QV con ben 170cv e addirittura, finalmente, con l’assetto a regolazione elettronica. Se non erro, la prima della classe ad introdurlo.

    • ehm? traz. posteriore? VW…..sbaglio o ho perso qualcosa…….per quel che ne sò i pianali VW sono a traz. anteriore!!!!!…a meno del “quattro” audi……..ma di base la traz. è anteriore!!!….forse ci si dimentica che quando si parla di VW si parla di un marchio generalista a traz. anteriore come è FIAT….ecc….
      Nulla da dire sulle capacità del gruppo e dei suoi uomini..e nulla da dire sul fatto che VW farebbe volare alfaromeno!!!..facile!!!…….ma tra le tedesche le pure traz. posteriori.. rimangono BMW e MERCEDES…..altri pianeti…

      • @ clacson7: produrre la 159 è economico molto più adesso che prima… più se ne vende e più si ammortizzano i costi di progettazione e delle linee di montaggio… toglierla senza avere nulla da proporre vuol dire uccidere il marchio e le concessionarie (a Padova concessionarie Alfa non ne esistono più da 4 anni…). Inoltre non credo che lo spirito Alfa sia nella perfezione come hai giustamente detto.. ma nemmeno in un pianale della punto con sopra il motore di una 500!! Quando avevo 7 anni mio padre lavorava in una concessionaria Alfa di Torino, erano i tempi di Alfasud ti, Giulietta (quella vera) della mitica Alfetta e del sogno di grandi e piccini… la GTV…. oggi l’Alfa cosa propone… la Mito QV??? Non vale nemmeno un bullone dell’alfetta o di una Gtv.
        @Mantellis i pianali VW, che poi sono anche audi e skoda sono studiati per la trazione quattro…. ovvero sono studiati per poter alloggiare un albero di trasmissione e portare la trazione al posteriore… oppure si può fare una AWD i cui l’80% della coppia va al retrotreno (come si era fatto sulla 156 Q4 crossvagon basata sul telaio della TEMPRA 4×4)

        • @d ansolfa
          in teoria hai ragione te, in pratica presumo che Fiat guadagni piú con Mito&Giulietta che con 159. Chiaramente in termini di numeri, ma anche per i prezzi realizzati (le 159 con le versioni super le stanno praticamente svendendo) nonché con i materiali impiegati (certamente piú costosi quella della 159), e poi se il cliente vuole un’Alfa sará costretto a ripiegare su Giulietta, il ché accellererá i tempi di ammortizzazione dei costi per questo modello. A me sinceramente la Mito, dopo averla provata, non piace. Peró bisogna dire che io vengo da 10anni e 300.000 fantastici km in 147, nonché 3anni e 67.000km in 159; e sicuramente non ho piú l’etá, tantomenoi la statura per una Mito. Io voglio esser fiducioso per il futuro Alfa, anche la Lancia ha sopravissuto anni interi con la sola Y a trainare il marchio, l’Alfa con Mito&Giulietta sopravviverá i prossimi 12/18mesi nell’attesa di SUV, 4C, e Giulia.
          Un’altro piccolo appunto: per quanto interessante la prerogativa di un integrale 80-20%, penso non sará mai come una pura TP. lo dico dopo essermi divertito, anzi emozionato con una serie 5 di un’amico. Hai presente i brividi lungo la schiena? Il sorriso inaspettato alla guida??
          Un caro saluto,
          Giuseppe

          • rileggendo il tuo 2°post ritiro il caro saluto.
            mi basta dover sentire le stupidate dette da sboccati politici alla tv, non voglio certo ri-leggerle su questo blog.

        • bah ansolfa…..i pianali VW non nascono per la traz. posteriore!!.. che poi si siano adottati alla traz. quattro ok!!..ma allora anche la 159 era a traz. posteriore?..io avevo la 159 3.2 Q4….traz. integrale…..c’era l’albero di trasmissione al posteriore..ma non era un telaio per traz. posteriore!!!..e cosi è anche per l’audi…..ok che da un po hanno cominciato a montare il motore longitudinale…solo su alcuni modelli 3.0tdi..3.0 tfsi..e adattato vani per trasmissione ecc……ma la base nasce da una traz. anteriore……non basta avere l’albero dietro……è una questione di pesi bilanciamento dell’auto ecc……audi essendo un’auto a traz. anteriore….sui modelli(nuovi a parte che non conosco ancora) hanno il motore molto avanzato comportando un peso molto maggiore sull’anteriore e inferiore sul posteriore..a svantaggio della dinamicità dell’auto..tutti difetti di telai nati per la traz anteriore…..e adattati alla 4……
          su bmw e mercedes..se noti lo sbalzo davanti è piccolissimo. lo sbalzo dietro è grande e il motore è quasi dietro alle ruote anteriori e il differenziale centrale(per le xdrive) è dietro alla trasmissione e c’è un albero di rinvio per portare la trasmissione avanti….. tutto ciò per la posizione estremamente arretrata del motore..questa è una vera traz. posteriore, che garantisce la distrubuzione dei pesi e la dinamicità tipica e famosa delle auto a traz. post…….non quella di audi…..

          • Le BMW sono in genere le miglior bilanciate.
            Di solito hanno un a distribuzione pesi 51/49 %.
            C’é da dire peró, che anche Audi con l’attuale A4 si é data da fare in questa direzione. Ció non toglie che resta una TA o al max quattro.
            Giuseppe
            PS: velocitá dichiarata da VW per Up 75cv é di 171Km/h
            PS2-OT: sorprendente il consumo medio rilevato da 4R per la DS4, 2.0HDi 163cv(!), di 15.2km/litro rispetto a quello Delta, 1.6 MJT 105cv(!!), di 14.8km/litro

          • Le Audi hanno sempre avuto il motore longitudinale (eccetto l’A3 che non è un’Audi, ma una Golf ricarrozzata) e grazie a questo hanno sempre menato vanto di avere 4 braccetti di uguale lunghezza nelle loro Quattro (interessante la ripubblicazione lo scorso anno di un intervista a Piech su Ruoteclassiche).
            Comunque, il motore (longitudinale) delle Audi e a sbalzo oltre l’avantreno (con cambio transaxiale, cioè motore e cambio sono separati da una linea immaginaria che coincide con l’asse anteriore), ciò mal si concilierebbe con un buon centraggio delle masse in una TP. Infatti, nelle TA il peso deve gravare di più sull’avantreno per garantire la massima motricità, specie in salita, nelle TP il motore dovrebbe essere quanto più “entrobordo” possibile

    • ..poi sinceramente se fiat avrà 105 cv con un bicilindrico 900…mi sembra dei tempi della pietra il 3 cilindri da 75 cv………adesso tutti daccordo sulle capacità VW..ma teniamo presenti che i motori piccoli migliori li facciamo meglio noi….o cmq sicuramente non peggio…

      • Il bicilindrico 900 Fiat ha 65 Cv ed è quindi inferiore…Applicando il turbo il discorso cambia: non si confronta un aspirato con un turbo di quasi uguale cilindrata…
        Cordialmente
        Salvatore

        • 900,1000…quasi uguale?il 10%..poi 2 e 3 cilindri….sono molte le differenze…..difficile il confronto…..ma direi che almeno in questo caso il fiat è già in commercio da piu di un anno.. ha già la variante turbo….il VW dov’è…..uscirà due anni dopo il fiat…..e non mi sembra caratterizzato da numeri molto superiori…

          • Vedo che si sta scatenando una querelle sulla velocità della UP!. Vorrei chiarire che io ho messo quel dato solo per vostra curiosità perché è quello che io e il collega Nascimbene abbiamo letto durante il nostro veloce test sulle strade tedesche. Non so però se quella sia la velocità massima, quella la scopriremo nella prova totale che faremo a tempo debito in pista a Vairano. Io ho citato quella lettura del tachimetro solo per accennare al pepe del 3 cilindri tedesco, ma era una considerazione del tutto a margine per introdurre l’aneddoto che poi ho riportato al fine che anche voi, che non eravate ovviamente presenti, possiate essere a conoscenza di curiosi retroscena, quelli di cui il grande pubblico è di solito all’oscuro.

  8. Bella storia…cosa avrei dato per esser presente!
    Ma almeno, il buon Walter, i bozzetti glié l’ha dati per pubblicarli su Quattroruote???
    Giuseppe

  9. Ehhh, peccato. Ci si poteva costruire sú una bella foto-story, anche a favore del Walter e quindi del gruppo che lui rappresenta. Avrei insistito, gliene avrei detto di tutti i colori, l’avrei confuso, fino alla sua resa… ;-)
    Giuseppe

  10. OT, l’opinione.
    “SantoCielo…” e allora invadiamolo il mercato con tantissimi modelli nuovi!!
    Allora vorrei ben veder il sorriso protrarsi sul volto il 15&16 settembre, dinanzi alla finalmente nuova e completa flotta dallo scudo blé, con addirittura una cabriolé(t)!! Altro che Poker…
    Giuseppe

  11. A proposito di Up!, un piccolo appunto:

    Dalle foto ufficiali uscite, mi hanno colpito negativamente molte economie che finora avevamo visto solo nel trio C1 107 Aygo, in particolare mi riferisco alla mancanza delle bocchette centrali regolabili, all’alzavetro a pulsante singolo lato guidatore, ai poggiatesta non regolabili, alla “maniglietta” per aprire il lunotto/portellone e all’uso esteso di lamiera a vista.

    Nelle prove di QR relative a C1 ecc. queste economie erano state adeguatamente stigmatizzate; spero vivamente che anche nella prova della Up! (che oltretutto nasce molti anni dopo le altre tre, e con un “blasone” superiore) queste mancanze siano sottolineate con imparziale severità.

    Perchè, se confermate, sono mancanze non da poco…

  12. Ehe UPlààà!!!
    Mi verrebbe da dire….
    Quando ci sono i soldi si possono realizzare un sacco di cose ed in questo caso in VW i soldi ci sono e possono realizzare qualsiasi tipo di automobile….anche la più banale!
    Infatti vedendo i prototipi quasi definitivi della VW UP non mi sembra che poi ci sia stata tanta fantasia nel disegnare un modello che tra l’altro si va ad inserire in un settore così agguerrito e che è tra i più prolifici del mercato automobilistico Europeo.
    Diciamo che è rimasto uno schizzo definitivo marchiato VW…e questo di per sè è già un vantaggio per il fascino che emette il brand VW.
    Per dirla breve possono vendere quello che vogliono………anche biciclette basta che ci sia da qualche parte del telaio o della carrozzeria la ” dicitura ” VW!
    Ora che le VW siano delle auto qualitativamente superiore siamo daccordo tutti, ma che stilisticamente sono così scontate, sempliciotte e banali lo siamo altrettanto.
    Un Designer come Walter De Silva che io considero fra i più grandi degli ultimi 20 anni che ci stà a fare in un gruppo automobilistico che mette in secondo piano l’estetica dell’auto?
    Ma dov’è finita tutta la sua proverbiale e straordinaria fantasia! Sembra che si sia ibernato nei restyling del Gruppo tedesco.
    Poi per quanto riguarda questo tipo di automobili mi sembra che gli italiani ci sappiano fare…. vedi Panda e compagnia bella!
    Ehe UPlààà!!!

  13. Beh, se vogliamo credere alle storie, crediamoci. Ma nel primo (?) gruppo automobilistico al mondo dubito che le decisioni si prendano seduti sulle poltrone di un aereo privato, magari sorseggiando un qualche bicchiere di vino, e non dopo serie, lunghe e precise analisi di mercato. Magari si sarà trattato di una boutade…
    Quanto alla up!, debbo dire che siamo in presenza di un miracolo del marketing, più che della tecnica o del design. Vettura valida, senza dubbio, da cui nasceranno interessanti varianti, ma non mi si dica che è rivoluzionaria. D’altronde, dal modello T in poi, di rivoluzionario c’è stato ben poco nel mondo dell’auto, anche se di innovazioni ce ne sono state molte! :-)

  14. Facile pensare ad una vettura nuova in VW, sono tutte uguali! Cambia il numero delle porte, la tipologia e la dimensione, per il resto…UPlà e il gioco è fatto! Ennesima noiosa variazione sul tema che mi fa chiedere a che serve un Da Silva quando è sufficiente un pantografo! Dai, C’è da dire poi che è facile fare le cose quando in tasca hai i soldi ma se non ci sono i “danè” o gli “sghei” che fai? Poi se hai i soldi ma sei talmente tirchio e avaro da girare con un lercio e tarlato e sudicio maglione blu pieno di forfora, allora ahime abbiamo chiuso.
    Comunque bella o brutta preferisco la Panda, più personale e vivace di questa replica in minimo ma qui da noi farà sicuramente sfaceli perchè come affermato più sopra, motore più performante perchè tedesco….( mi viene da piangere a sentire queste blasfemie quando la mia ex e mai rimpianta Passat aveva un 1800 e erogava a benzina a malapena 90 cv) Auto migliore perchè non costruita da napoletani, Forse se ai napoletani fosse stata data un’auto da costruire ogni 5 minuti e no ogni 5 mesi, la qualità sarbbe stata ben diversa e lo sarebbe stata se anche il progetto fosse stato diverso ma di quello non si parla mai, più facile gettare ulteriore fango sui napoletani, noi che da Torino a Venezia siamo bravissimi a lavorare e non evadiamo le tasse, Ma siamo seri nell’esprimere giudizi e non faziosi, ci bastano Bossi e Calderoli per questo!!

  15. oltre ai fari posteriori like Musa, portellone nero like Y10, vedendola di profilo ci trovo nella linea curva posteriore ai lati del portellone, l’ultima Y TI (Termini Imerese).
    motori a confronto:
    Panda 0.9 aspirato 65cv vs Up 1.0 3cilindri 60cv
    Panda 0.9 turbo 85cv vs Up 1.0 3cilindri 75cv
    Panda metano 80?cv vs Up metano 60cv
    peró la Up, per quanto piccola (corta) porta con se un bagagliaio di 250l !
    Nel sfruttare gli spazi interni, permettendo di far sedere anche spilungoni teutonici nella precedente Lupo, in vw son stati bravi, a differenza delle cinquecento e seicento.
    Di positivo la Panda ha la seduta piú alta, eccellente in cittá… insomma sará un’interessante sfida.
    Giuseppe

    • Caro Giuseppe aus Stuttgart!
      A me pare però molto ma molto fuorviante confrontare i motori sulla base della sola potenza! Ad esempio, ricoerdo benissimo una prova confronto tra la Lupo e la Y elefantino, dotata del vecchio 1100 da 53 cv. Ebbene, le potenze erano sovrapponibili, ma la prova su strada si risolse in una clamorosa incoronazione del vecchio Fire, nettamente più brillante del bolso VW.
      Altro esempio: quando ai tempi acquistai una Musa 1.3 Mjt 90cv ebbi non poco imbarazzo nel provare quella di un mio amico, dotata del 1.3 Mjt da 70 cv, notando che in realtà pareva più brillante quella meno potente….
      A mio avviso il 0.9 Twinair è vittima di un cannibalismo interno, un po’ come succede alla Gilette, che non riesce a piazzare abbastanza Fusion perchè la gente compra ancora il Mach3. Il progresso è evidente rispetto al vecchio motore 1.2, ma non abbastanza perchè le persone ritengano giusto il sovrapprezzo. E a ciò si deve aggiungere comunque la vocazione “economica” di queste auto.
      E poi purtroppo per la Fiat..il 1.2 Fire è veramente stato un progetto perfetto! Non si rompe mai, è brillante, consuma poco più dei motori più moderni.. sarà dura da scalzare! :-)

      • Carissimo Federico da…?
        proprio per questo motivo, per la 500, ho scelto il 1.2 69cv Fire.

        #ca.1.500€ in meno rispetto al twinair
        #piú silenzioso. Il rumore del twinair a me da fastidio, rammenta sí in qualche modo il suono del cinquino, ma a lungo andare é troppo rumoroso. Credo che sulla nuova Y la cosa non cambi, chissá sulla Mito? 4R ci fará sapere
        #forse, e dico forse, piú longevole

        Peccato non vi sia piú il 1.2 16v con 80cv (Punto2). Per me era la quadratura del cerchio. Aveva la giusta e necessaria spinta in piú anche in autostrada, dove si affrontavano 1.200km senza problemi anche in 3 con bagagli. Ed il consumo era pari al 8v/60cv. Averlo sostituito con il 1.4 8v 77cv, secondo me non é stata una bella mossa.

        Saluti, Giuseppe
        PS: approposito di Gillette…chi ha provato il Fusion Power, non tornerá mai piú indietro;-)

        @l Cavicchi: ho notato che sulla Up mancano le bocchette dell’aria sulla plancia centrale, quelle che di solito sono al di sopra/di lato alla radio. Sará efficiente/sufficiente comunque la climatizzazione?

        • provo a indoviná…Fede da Roma? “E cosa fá Fede quando non si allena?”

          PS: e poi per me tra Panda e Up non c’é storia.
          Stó seriamente valutando di sostituire il bisonte (159sw 1.9JTD, bisonte per via del peso) con la nuova Panda, rigorosamente a benzina. Ma forse é solo un colpo di sole / testa.

        • Eh, no, caro Joseph!
          Aus Brescia! Almeno per ora.. se le cose vanno bene tra un annetto o due potrei essere aus Muenchen…
          Il motore 1.2 16v che citi era una goduria..ma meglio ancora dell’80 cv era quello da 86 cv (euro 2): brillante, parco nei consumi..
          Li conosco bene entrambi, visto che ho posseduto due Y, una argento col motore da 86 cv e un a grigio scuro dotata del propulsore da 80 cv.
          A confronto il 1.4 da 77 cv è una vera ciofeca.. sarà stata colpa delle norme antiinquinamento EuroX+1?
          P.s. la mia compagna guida proprio una 500 come la tua… ehm…no, in realtà è la versione Pop, rossa.. ma sinceramente, ottima vettura!

          • Behhh, almeno potrai usufruire di un bel stadio…
            Ma non é ché in Germania ci sei giá stato?
            La 86cv non ho avuto modo di provarlo, ma se era una euro2, behhh allorra doveva andare benissimo. A tale proposito ricordo la 145qv euro2: estremamente reattiva ad ogni carezza d’acceleratore!

      • Giustissimo, Federico: pensa che io uso ancora il Gillette G II, il primo, l’originale, quello senza la testina lubrificata…è quello che rade ancora meglio: eh eh eh!
        Cordialmente
        Salvatore

  16. Egregio Direttore, sarà come dice Lei ma me lo lasci dire e Lei ci rifletta un pochino: i tedeschi con le loro auto sono come i francesi con il loro vino che sarà pure buono ma il nostro (italiano) è migliore!
    Allora non è che quel tachimetro fosse taroccato? Lei è pronto a mettere la Sua mano sul fuoco? Io ho esperienze con Audi (maledetta auto mi ha lasciato a piedi 4 volte) che segnava 20 Km. in più, e Opel (15 Km. in più). Noti poi i tratti di somiglianza con le Fiat 500-600. Vuoi vedere che a Wolfsburg si sono riempiti di Fiat per fare una citycar come ai tempi della Golf quando si erano portati a casa le A112 (fatti caro Lei non parole) per copiarla. La Fiat si è fatta l’esperienza sulla propria pelle con la Autobianchi Primula per cimentarsi con la trazione anteriore. Lei dovrà pure rapportarsi al Suo editore di riferimento ma possibile che tutto quello che fanno gli altri è eccelso (specie se è teutonico)? Casualmente ultimamente ho letto la prova della Audi A6. Anche se non lo dite apertamente (non potete) traspare il giudizio di una macchina come tante altre (fors’anche deludente) che costano molto meno. E mi raccomando a Lei affinchè la Sua redazione non sbrodoli eccessivamente con la UP perchè tanto sarà una normale citycar indubbiamente molto inferiore alla nuova Panda. E’ conscio del fatto che anche la Maggiolino era un’auto copiata?

    • @124spyder
      Mo che cosa legge? Io della UP! non ne ho minimamente parlato, proprio rinviandovi al giornale. Ho soltanto accennato a quello che ho letto sul tachimetro, tanto per dire qualche cosa per introdurre il divertente aneddoto che segue e che pensavo potesse interessarvi. Tutto qui, Dov’è che mi sono sbrodolato per la UP!?
      Il vero problema è che ognuno legge tra le righe e deve subito attaccare. Nell’opinione in video ho detto che la Lancia ha fatto un vero exploit arrivando a una quota di mercato (per la prima volta da vent’anni in qua) davanti a marche molto più grosse (Toyota, Peugeot, Citroen, Renault…) e subito qualcuno ha sciritto che Quattroruote è venduto alla Fiat, qui che sbrodoliamo per la Vw, in altri post che siamo venduti alla Citroen, e poi ancora che siamo stati comperati dai coreani e via cantando.
      Che cosa volete fare? Chiudiamo il blog e non parliamo più di niente?

      • Non se la prenda, Direttore: se uno si chiama 124spyder ci sarà un motivo…
        Persone “razionali” che sanno parlare di auto con un certo distacco e una certa competenza ce ne sono poche…La maggior parte sono tifosi accaniti o di marche italiane o della Volkswagen o di qualche altro marchio, che poco sopportano giudizi obiettivi e distaccati che vadano a vantaggio di marchi concorrenti rispetto a quello per cui viene fatto il tifo…
        Se ne faccia una ragione, Direttore: dopo tutto, anche questo è un segno che rivela la “passione” che molti nutrono per l’automobile…passione che, per sua natura, non può essere “razionale”!
        Cordialmente
        Salvatore

      • Direttore,
        l’ho vista… ha parlato bene degli acari della polvere.
        Tutto mi sarei aspettato ma non che si vendesse anche agli acari della polvere.
        :) , tanto per sdrammatizzare. E’ dal primo giorno che mi iscrissi al blog, con Tedeschini, che leggo che siete venduti a tutte le case. A questo punto, essere venduti a tutti, equivale a non essere venduti a nessuno.

      • Caro Direttore,
        E dalla TATA? Non siete ancora stati contattati???
        Dai su, dica la verità….una bella TATA in prima pagina e poi un servizio di 20 pagine con in mezzo un mega poster delle piccola Indiana da staccare a appendere sul muro della propria cameretta. In Redazione 4R immagino farebbero follie per aggiudicarsi il prezzo e poi a Vairano i tecnici si scannerebbero per poter provare la vettura. Eh sì, Direttore, mi sa che siete proprio dei venduti. Chissà quanto vi pagherà la TATA per il servizione. Peccato poi perdere completamente la faccia in tutta Europa e anche qualche milionata di lettori. Sarebbe un affarone. Scrivere un bel pezzo su un’auto mentendo spudoratamente ai vostri lettori/appassionati. Chissà perchè non lo avete ancora fatto. Bah.
        Buona guida a tutti.
        Dario G.

        • a ‘stó punto mejo un servizione sulla DR !!
          infondo é l’unico produttore ital-estero a produrre in Italia…non solo, ma é pronto a scommetere su un sito abbandonato al proprio destino, da una (oramai) multinazionale.
          Se non (o non ancora) per i prodotti, quantomeno per il coraggio, credo sia quasi dovere un maxi servizio… magari in concomitanza con l’avviamento della produzione a Termini Imerese.
          Giuseppe

    • Da quale auto è stato copiato il Maggiolino? Scusi la mia ignoranza…
      Cordialmente
      Salvatore

      • confesso anche la mia ignoranza….
        almeno se parliamo del primo Maggiolino, quello ideato dopo che nel 1934 Hitler lanciò l’idea di un’auto del popolo (una sorta di Tata Nano antesignana), progetto poi sviluppato da Ferdinand Porsche.
        Se parliamo del remake dei giorni nostri, forse qualcosa di copiato ci sarà..niente di scandaloso, intendiamoci. Ecco, forse l’ultima serie è un po’ troppo poco copiata, nel senso che (almeno a pare mio) perde molto del fascino originale del Maggiolino.

        Ps, Un mio amico ne ha appena comprato uno del 1959, restaurato e addobbato come Herbie.. favoloso! E ha pure il cambio automatico, una vera rarità!

        • Il Maggiolino è stata la prima auto di serie di grande diffusione a presentare la meccanica tutto dietro già negli anni Trenta: quindi è di un’originalità assoluta…
          Altri costruttori hanno copiato questa impostazione: per prima la Renault nel 1946 con la bruttissima, sgraziata (proprio il brutto anatroccolo) 4 CV, che aveva però, a differenza del Maggiolino, 4 portiere e, pertanto, era più versatile, poi anche con la Dauphine (su Internet qualcuno la fa rientrare fra le auto di m…., come l’Italia per Berlusconi, per intenderci), erede della 4 CV e leggermente meno brutta: fu venduta in Italia anche con il marchio Alfa Romeo…altri tempi!
          Infine da buona ultima, anche la Fiat con la 600, poi con la 500, con la 850, ecc.
          Com’è bella la storia dell’automobile!
          Cordialmente
          Salvatore

    • 128, non A112, lo disse Giuggiaro, e gli dissero pure “noi non vogliamo mica che la faccia così bene, ci accontentiamo di molto di meno!”

      • Caro Cherub, sapevo anch’io dell’esistenza della Tatra e deille sue vetture con motore posteriore a cilindri contrapposti, ma comunque il primo marchio che continua tutt’oggi a produrre automobili e che ha avuto larghissima diffusione con tale impostazione è proprio la Volkswagen. Sarebbe come dire che la Citroen (negli stessi anni più o meno) non abbia inventato la trazione anteriore perché si è ispirata ai progetti della tedesca Adler (marchio che pochi conoscono e che, ovviamente, non esiste più…). La trazione anteriore resta Citroen, che nel 1934 (ah, questi meravigliosi anni Trenta dell’automobile…) creò tutta una gamma di vetture che non poteva che avere un solo nome: TRACTION AVANT !
        Cordialmente
        Salvatore

    • Comunque, 124spyder, il tuo apodittico livore mi spaventa.

      • cherub, il mio non è livore ma ragionamento evidenziato da fatti: la A112 era a Wolfsburg quando mio fratello, che era uno dei responsabili della ditta fornitrice della similpelle, vi fece un viaggetto di lavoro. E di A112 ve ne erano parecchie. Ed infatti la formula della Golf non è a 3 volumi ma a 2. Provate a proporzionare la Autobianchi alla Golf. E comunque se la Suzuki ha detto che la tecnologia VW non è niente di che (non ne vedono sbocchi praticabili) lascio agli altri le conclusioni. E’ la VW che deve rincorrere la Fiat, specialmente in campo motoristico. Sono incapaci di fare motori piccoli, efficienti e robusti.

  17. Egregio Direttore
    forse se l’auto l’avessero concepita in ufficio probabilmente gli sarebbe riuscita meglio.Forse è la seconda peggior VW realizzata negli ultimi anni (la Fox è ak primo posto anche se è un progetto del Brasile riciclato per l’Europa).Hanno fatto le cose di fretta e si sono dimenticati dell’alzavetri passeggero sulla porta del guidatore!
    Mi sbaglierò ma la plancia sembra copiata dalla 500, con quell’ordine tutto teutonico.
    Peccato non assomigli al prototipo.
    un saluto
    Claudio da Cambiano (TO)

  18. Caro Direttore,
    il suo racconto può essere rivelatore della sindrome del primastista che, prima del gruppo VW, ha già colpito la Toyota (e in quanto a abnegazione e fede nella causa i Giapponesi non sono secondi a nessuno); nel caso specifico mi pare che ci sia un pò di supponenza nel voler realizzare tout court un prodotto d’assoluto valore. Quello che può funzionare per Audi, Golf o Polo non è detto che valga per una city car. Mi associo a tutti quelli che, al di là della proverbiale qualità costruttiva che sicuramente sarà confermata, trovano poca apeal nel pacchetto complessivo della Up!, davvero un pò priva di anima.

    Con simpatia Gian

  19. Rileggendo tutti i commenti fino a qui, almeno su un punto sembrano in maggioranza concordare: la VW UP dal punto di vista estetico non innova un bel nulla. De Silva da quando è alle dipendenze dei tedeschi sembra a me più un ‘ragioniere di concetto’ che un designer . A proposito, mi è sembrato curioso che Giugiaro in una recente intervista a Panoramauto, per ritagliarsi il suo spazio nella sua nuova grande e disciplinata ‘famiglia’, sia arrivato a dire di aver messo anche lui becco nella definizione della UP…!
    Me la sono riguardata dai tutti i lati, non trovando un solo aspetto estetico originale. Credo sia voluto: rassicurante e ben assemblata, avrà certo più successo dei rospi (Fox, Lupo, Polo 1° e 2° serie) che l’hanno preceduta.
    VW ha il vento in poppa e può permettersi il lusso di volare basso, tentando di fare credere il contrario grazie ai miracoli del marketing, ed uscire con un’auto che potrebbe esibire nel frontale lo stemma di qualsiasi altro marchio europeo concorrente senza suscitare alcuna sorpresa. L’unica curiosità che mi rimane sulla UP è di sapere come in VW possano menar vanto di avere ottenuto un bagagliaio capiente (250 litri) con la soluzione degli sbalzi ridotti al minimo, quando ad esempio nella Mini è proprio quella stessa disposizione degli assali a comportare un bagagliaio più che ridicolo.
    Forse il genio di De Silva lo vedremo in quello…Insomma, dall’Alfa156 al bagagliaio dell’Up!: il tempo passa anche per lui.

  20. che l’incipit della up sia venuto da una chiacchierata in aereo dà veramente l’idea della potenza, economica e non solo, che che in questo momento la vw ha, però c’è una cosa della up che proprio non mi va giù: un’auto che esce sul mercato nel 2011, progettata partendo da un foglio bianco da una casa che indiscutibilmente è tra le prime al mondo e non solo in termini di vendite..
    E’ troppo conservativa! nello stile (ma vi ricordate le show car degli anni 70, sembravano astronavi); nella formula, una classica 2 volumi 3 porte; nella tecnica (non mi dite che il 3 cilindri l’ha inventato la vw!).
    vero è che, chi si trova davanti di solito rischia poco o niente, è chi deve recuperare che deve farsi notare con qualcosa di diverso, però da una casa come la vw che acquista i migliori designer (ma che li acquista per farli lavorare o per toglierli di mezzo?) ed ha risorse umane ed economiche invidiabili, mi sarei aspettato qualcosa di più e di meglio.
    detto ciò andiamo all’ argomento che veramente mi preme..
    (non la fiat, su quella stendiamo un velo pietoso.. e un velo pietosissimo stendiamo anche sulla 500 sporting da più parti citata, che indubbiamente aveva un buon motore, il problema era tutto il resto..)
    il rasoio.. secondo me il migliore è il gillette quello bilama usa e getta, è leggerissimo e non ingombrante come il 3 lame col quale è impossibile fare bene le basette.
    saluti.

    • Mi è piaciuta la frase: “una casa come la vw che acquista i migliori designer (ma che li acquista per farli lavorare o per toglierli di mezzo?)”.

      Soprattutto mi chiedo a che gli servano, alla VW, tali designer se poi le Audi sono semplicemente un copia-incolla di se stesse.
      Se ti trovi dietro una A5, una A7, una A6, una A8 hai seri problemi a capirne il modello dal muso. Forse la A5 è l’unica ancora riconoscibile.

  21. caro direttore mi risponda per favore,
    ma non era stato Flavio Manzoni, attuale designer Ferrari, ad avere disegnato la Up!??
    Almeno questo è quello che ha detto lui stesso nella videointervista pubblicata su quattroruote.tv.
    So che De Silva è il capo del design dell’intero gruppo e che sotto di lui ci sono mille altri designer, ma quante persone ci vogliono per disegnare una scatola quadrata senza nemmeno il portellone?

    detto questo concordo con tutte le persone che leggono tra le righe una certa partigianeria nei confronti di questa nuova auto, ma cosa c’è di rivoluzionario? Io credo che la Up! abbia perso tutta la sua capacità di innovare quando si è rinunciato al motore dietro.
    Io guido da 10 anni una twingo del 2001 che con i suoi 3.43 metri e gli sbalzi cortissimi secondo me ha ancora adesso una linea moderna e piacevole per niente invecchiata e questa Up! un po’ me la ricorda…

    • Che cosa vuole dire con: senza nemmeno il portellone?

    • Io non leggerei partigianeria.. ma d’altra parte credo sia più evidente che al Direttore la Up! piaccia assai..
      Chiaramente è una sua opinione, assolutamente non criticabile nè contestabile dal punto di vista etico.
      Una cosa però effettivamente mi lascia perplesso (specifico: non è una critica a nessuno!):
      cosa ha di innovativo quest’auto? Perchè dovrebbe segnare una svolta epocale?
      - Linea: frontale pantografato dalla Polo, portellone posteriore mutuato da 107, C1 e Aygo (sostituito da un vetro per ragioni di costi), linea posteriore simile alla Y10 degli anni ’80.
      - Qualità: in scala anch’esse. Molti hanno fatto notare mancanze evidenti, dal sapore molto economico
      - Prezzo: forse ci sarà una rivoluzione qui? Costerà 6000 euro tutto compreso? Mi permetto di dubitarne
      - Motore: boh..un 3 cilindri da 75 cv è interessante, ma non ‘sta gran roba!
      - Elettrica: non è la prima.
      Questa è la domanda che vorrei porre al Direttore (se mai la rimandiamo dopo che è uscito il numero di ottobre..): secondo Lei, in cosa quest’auto si differenzia dalla concorrenza? Perchè dovremmo preferirla a Panda, C1, Kia Rio e chi più ne ha più ne metta? Oppure non c’è risposta, e chi la preferisce lo fa solo perchè è VW o perchè gli piace e basta?
      Grazie!!

      • Condivido in pieno questo intervento. Up! mi sembra ben fatta e sicuramente come tutte le VW sarà ben assemblata, con le saldature al laser e tutto ciò che comporta ad aumentare la qualità percepita. Probabilmente avrà anche un prezzo interessante, come del resto tutte le altre VW, le quali spesso e volentieri hanno prezzi “finiti” allineati alle italiane e francesi.
        Sul fatto che bisogni stracciarsi le vesti per un’utilitaria 1.0 75cv a tre porte… direi che è dai tempi della prima Twingo che ciò non avviene più. Oltre che, personalmente, ritengo quasi tutte le automobili dal segmento E in giù prive di qualsiasi guizzo di originalità stilistica che vada oltre lo sbadiglio.
        Sul fatto che ormai le VW abbiano tutte, dalla Up! alla Phaeton, dalla Scirocco al Transporter lo stesso uguale e identico frontale… e che ciò comporti una totale spersonalizzazione del singolo modello a favore di una fortissima identità di marca: è un dato di fatto.
        Sul fatto che il disegno originario di Up! sia stato partorito su un Gulfstream V piuttosto che in un carrozza della metropolitana o in un cubicolo al 30° piano di un palazzo qualsiasi… direi che è irrilevante.
        Quello che è rilevante è che in questo “parto” non è uscito nessun – e sottolineo nessun – elemento vero di novità: nè nel desgin, nè nella tecnica.
        Per dirne anche uno solo che sarebbe davvero una vera novità su un segmento A: mancanza del montante centrale,
        Con Up! Volkswagen è semplicemente riuscita a fare ciò che fa sul resto della gamma: prodotti razionali e ben costruiti, con un buon rapporto qualità/prezzo e con una fortissima immagine di marca (cosa che appunto non è servita a lanciare Fox qui da noi: un prodotto con interni da terzo mondo e una linea a dir poco goffa e banale).
        In termini di appeal e di forte personalizzazione del prodotto difficilmente VW potrà mai attirare chi vede l’automobile come oggetto di design, bensì piuttosto chi cerca rigore e razionalità senza dover aprire troppo il portafogli.
        In sintesi Up! non è altro che una Polo più piccola, o una Jetta ancor più piccola, o una Phaeton tascabile…
        In sostanza: Piech disse “facciamo una Volkswagen piccola e rivoluzionaria come il Maggiolino”… Il risultato è che è uscita la solita auto piccola in un mare di auto piccole e che di veramente innovativo è rimasto solo quel punto esclamativo dopo il nome….

  22. diciamoci la veritá,…
    la citycar teutonica piú bella fú la Polo fine anni’80, quella 2porte simil-familiare.

    • quella italiana piú bella fú:
      la prima 500, nonché l’attuale
      la prima Panda (30, color beige se ricordo bene in un film con Jerry Calá)
      la A112
      la Y10
      l’ Innocenti rossa, sempre con Jerry Calá in vacanze di Natale
      ecc
      ecc
      ecc

  23. Apparte la velocità (comunque sulla Uno 45 fire posso leggere tuttora tranquillamente 160, corrispondenti a circa 150 effettivi, con parecchi cavalli in meno), rispecchia la politica, giusta, della VW, ovvero riempire tutte le nicchie di mercato, anche se il segmento A, quello dove per ora hanno avuto più insuccessi, tanto nicchia non è. E bravi a passare velocemente dall’idea all’auto reale. Ora, prima di emettere qualsiasi previsione/giudizio è necessario attendere la prova di 4r e il prezzo. A me della qualità percepita, della distanza tra le lamiere e dell’assenza di scricchiolii, specialmente sulle utilitarie, non importa proprio nulla, per questo preferisco di gran lunga le giapponesi alle tedesche, perché all’affidabilità (in cui i giap sono il top) ci tengo ovviamente. Vediamo se anche la clientela di questo segmento, come succede per es in quello della Golf, si farà abbagliare dalla sfavillante qualità percepita e sarà disposta a pagare il solito sovrapprezzo del gruppo oppure no. Anche questo conterà.

  24. “Ho disegnato la nuova A4 seduto in bagno” questa non l’hanno detta?
    A me sembra tanto una storiella ad uso e consumo dei giornalisti , molto Holliwood,poco vera, figurarsi se una macchina così i 5 amigos l’hanno progettata sui tovaglioli dell’aereo,con Da Silva che usava come pennarello il rossetto della hostess ,De Meo che diceva :Mettici un po’ di cavalleria in più, Piech che telefonava al personale , così quando sarebbero atterrati ci sarebbe stata già la fabbrica pronta con gli operai assunti ,Hackemberg e Winterkorn che dicevano :” siamo in aria (forse per il troppo vino) chiamiamola Up”

  25. cmq inutile fantasticare.. nella “storiella” qualcosa non torna!!..se sono stati cosi bravi a definirla in poche ore in aereo…come mai 4 anni per ingegnerizzarla?….oggi si discute che per essere il piu al passo possibile è necessario che dall’avvio della progettazione all’ingegnerizzazione per un’auto normale debbano passare due anni circa………perciò ciò che possiamo percepire dalla “storiella”(4 anni di studio)…per un’utilitaria ha ben poco di realistico…….
    facile che non abbiamo raccontato la fine del viaggio…..scendendo si saranno detti tra loro!!… “vabbè abbiamo scherzato.. tra qualche anno ne parleremo”….. ecco allora il tutto diventa più realistico..

  26. ma infatti ‘sta storiella ricorda un pò la nascita (lavorativamente parlando) di Giugiaro che fu visto da qualcuno disegnare un’auto su di un tovagliolo e, novello Giotto, fece scalpore, clamore e meraviglia! Forse così il Buon Giugi ha contribuito alla nascita della Up, reinventadosi la storiella della nascita di una linea. Di originale ci vedo ben poco, ennesima variazione sul tema il frontale, fiancata alla Touran ristilizzata e posteriore un pò di Polo qui, unpò di quello la. Sarò fazioso, vedro solo Fiat anche se oggi c’è poco da vedere senza arrabbiarsi ma diamine lodare sempre la VW per la prevedibilità delle sue produzioni equivale a dire : che barba che noia, che noia che barba….

  27. La storia dell’aereo non è più strana di quella raccontata ai bei tempi dall’ingegner Garcea e di molte altre sul mondo dell’auto. Ma che sia vera o no, non cambia nulla: la up(!) c’è – anche se molto diversa da quella del 2009.
    Insensato mettersi a fare paragoni con le utilitare degli anni ’80 e ’90 che giravano con la Super, senza marmitta catalitica, senza restrizioni d’inquinamento, con rapporti del cambio diversi e che consumavano molto di più.

  28. La WV non fa altro che sfruttare il cattivo momento di Toyota. In queste situazioni non c’è niente di sportivo. La Toyota l’aveva già creata la vettura e la UP credo che non andrà tanto distante dalla Toyota. Non c’è niente di rivoluzionario e i 170 Km h con queste vetture vuol dire accettare il rischio, per fermarla ci vogliono i freni della Tiguan. Pubblicità di infimo livello. Da noi i motori piccoli, per le spese, contano poco perchè la tassa è sui KW. Dov’è il risparmio? Paghiamo di più facendoci abbindolare. Speravo che la nuova Panda avesse una linea, dopo che hanno toccato lungheza e larghezza, più bassa. Rimaneva più proporzionata e quello spazio in alto, in cm, a cosa serve? Altro è parlare della mentalità tedesca che ci sovrasta. Noi dobbiamo discutere i piani aziendali con i sindacati e ritardiamo sempre le uscite o dobbiamo modificare i progetti perchè la pausa caffè non si può evitare… Piech e DaSilva faranno un lavoro egregio ma in Germania a chi la vendono che la Golf è considerata la macchina di primo accesso? misteri a cui risponderà il mercato e fare uscire una UP ibrida già aveva qualcosa di rivoluzionario, siamo andati oltre la normalità. Un saluto.

    • Caro mboccomino, solo una piccola precisazione.
      Non credo che noi (FIAT?) dobbiamo discutere i piani aziendali con i sindacati.I vertici FIAT non hanno ancora comunicato se vogliono produrre in Italia in TUTTI i siti, hanno solo dato una certezza, la chiusura di Termini Imerese. Per il resto, le produzioni sono state pianificate e poi cambiate, non ultimo il SUV Alfa MAserata destinato a Mirafiori e ora altrove.
      Ti ricordo, inoltre, che nel board VW non solo sono presenti i sindacati con loro rappresentanti diretti e questo in base allo statuto della società, ma ci sono presenti anche dei rappresentanti dei Lander tedeschi dove hanno sede le fabbriche e che sono azionisti di riferimento della VW, quindi consiglieri di amministrazione di nomina politica. E con questo si spiega uno dei motivi della forza del sindacato tedesco dei metalmeccanici e soprattutto dell’automotive. Qui i piani aziendali non solo si discutono con i sindacati , ma si deve trovare un accordo perchè fanno parte del Consiglio di Amministrazione. I sindacati sono ben contenti di produrre meglio e di più perchè alla fine anche le tasche dei loro rappresentati diventano più pingui. Ma te la immagini la Sig.ra Camusso che discute con Marchionne durante un CDA di FIAT per decidere l’approvazione di un piano industriale di un nuovo modello? E poi al secondo punto dell’OdG c’è la quantificazione del premio di risultato….Fantascienza Italiana, realtà tedesca.
      Sì, la mentalità tedesca, in questo ambito, non solo ci sovrasta, ma ci surclassa e ci stacca di dieci lunghezze.
      Saluti.
      Dario G.

  29. tornando IT, dalle foto pubblicate su Quattroruote di settembre, la linea della Up! mi sembra pessima, ed il prezzo del tutto fuori mercato (piuttosto mi comprerei una GOLF VI usata di un anno o poco più, che dovrebbe costare uguale ad una Up! nuova);

    inoltre, se possibile (cioè se non mi vanno male le cose…) preferisco sempre i motori 4 cilindri (in particolare non mi piace il 3 cilindri dello Polo, meno che mai quello della AYGO, ed anche il Twin air 0,9 della FIAT 500 – LANCIA NUOVA YPSILON non mi sembra adeguato – insomma preferisco il 1.2 che per giunta costa molto meno…);

    restando in tema VW, non mi sembra male invece la linea della GOLF VII, che ho visto anticipata su un altro mensile, non so se in base alle regole del blog si può fare il nome delle pubblicazioni concorrenti…)

  30. Civile hai ripetuto quello che ho scritto io. La mentalità tedesca è altra cosa come lo sono i sindacati. Da noi i sindacati nel CDA sarebbero il provento di mosse politiche, voler ciucciare soldi ns per i loro progetti. Là, tutti, sono più lungimiranti. Non esistono beni settari ma tutti contribuiscono allo scopo generale, se le macchine vanno bene ne hanno, tutti, un beneficio. Noi veniamo da un substrato Agnelliano che ha rovinato l’industria, utili alla casa e debiti alla gente, grande pirateria. La stessa Marcenaglia si sa cosa vuole, lavorare con i ns soldi. Come dire, in Italia c’è qualcosa che funziona a dovere? La mentalità tedesca ha qualche pecca e lo stà dimostrando nelle dichiarazioni, ultima di Akermann, che cerca di parlare male degli altri, Italia compresa, per i loro benefici, parlo male degli altri così al ns interno stiamo tranquilli. Noi avremo il ns made in Italy e speriamo regga nonostante tutto quello che ho scritto. Leggo da qualche parte che la Giulietta è una Bravo ricarrozzata, è falso e chi lo scrive non sa di cosa parla, siamo in Italia paese di autolesionisti. Un saluto Civile.

  31. ho l’impressione che De Silva abbia dato il meglio di sè all’Alfa (156 e 147).
    Non credo che i modelli successivi, soprattutto alla Seat, abbiano lasciato una grande traccia nella storia dell’automobile.
    La Up? Un modello ben fatto, ma la linea sembra più frutto del computer che di un bravo designer.

    • @g.danneo
      De Silva ha cambiato la faccia all’Audi con la grande mascherona che all’inizio fu uno shock. Poi con la A5 ha compiuto un vero capolacvoro estetico riconosciuto da tutti i suoi colleghi che lo indicano , tutti indistintamente, come uno dei grandi del design. Con la Polo, poi, che ha fatto tanto discutere, a contribuito (se non piacesse non sarebbe stato possibile) a farla diventare prima nelle vendite nel suo segmento e seconda soltanto alla Golf in Europa. Di sicuro, però, lui ama le linee pulitissime, scevre di qualsiasi fronzolo, e questo ad ogni modello che esce lascia un po’ perplessi perché non si è mai preparati all’essenziale preferendo sempre ciò che meraviglia. Poi, strada facendo, si scopre che l’essenziale resta nella storia del design mentre l’eccesso stanca. Non a caso ai vertici design restano la lampada da tavolo Artemide, la radio Brion Vega, la macchina da scrivere Valentine dell’Olivetti, la poltrona di Cassina e via così. Tutti oggtti pulitissimi fino all’estremo.

      • Mi permetto molto sommessamente di dissentire su alcuni punti:
        1) la A5 non è stata universalmente riconosciuta come un capolavoro estetico. E’ vero invece che De Silva l’ha considerata la più bella che avesse mai disegnato. Ma proprio sulle pagine di quattroruote, il designer Mike Robinson dissentì, indicando la “Salsa” come l’auto più bella di De Silva
        2) che la Polo sia un successo è indubbio..ma di certo la linea non è stata l’aspetto più elogiato dell’auto. Chi la compra ha apprezzato invece la qualità e i materiali. Insomma, più che De Silva gli artefici del suo successo sono stati gli ingegneri VW! E mi perdoni una piccola battutina che spero non venga ritenuta offensiva: crede davvero che il design della Polo passerà alla storia come una lampada Arco di Flos?
        3) La “single frame” è stata una buona invenzione, ma solo un particolare. Non si può certo definire grande un designer per quest’opera di restyling, nè per “capolavori” come la seat Toledo. Nè tantomeno per un’auto come la Up! De Silva è stato un grande designer per capolavori, purtroppo male ingegnerizzati, come la 156.
        Anche perchè c’è una linea sottile tra linea pulita e banale. Sono sicuro che De Silva avrebbe potuto creare auto con linee pulite, ma che non sembrano dei meri restyling di modelli del passato.

        • @fedefournier
          Su una sola cosa non ha senso insistere: sull’estetica delle cose, perché ognuno ha il suo punto di vista. Se però De Silva è considerato tra i grandissimi non da me ma da da (quasi) tutti i suoi colleghi un motivo ci sarà. In quanto alla Polo è stucchevole insistere se sia bella o no: io sono sicuro che se non piacesse non venderebbe tanto. Per convincersene basta rifarsi a tante strordinarie automobili giapponesi che sono state frenate proprio dal fatto che molti possibili compratori obiettavano che saranno anche perfette, però a loro non piacevano. La Seat Toledo, per inciso, è nata prima dell’arrivo di De Silva e lui non c’entra per nulla. In quanto all’A5, può anche non piacerle (e ci sta) ma nel giro dei matitari è molto considerata. Poi Robinson aveva qui da noi il compito di andare un po’ controccorrente, e lo faceva benissimo, proprio per stimolare la discussione.

          • perchè non ha senso discutere sull’estetica?
            Io non ho detto “mi piace” o “non mi piace”, mi sono limitato a spiegare il mio punto di vista circa l’operato di un grandissimo designer.
            Anche sulla Polo, mi sono ben guardato da dire piace/non piace; la linea è rassicurante, ma non originale, tanto che dalla maggior parte degli acquirenti o potenziali acquirenti non è considerata il motivo principale dell’acquisto.
            Per inciso, la A5 mi piace e l’ho persino considerata per un acquisto.Ma da lì a definirla “un capolavoro” ce ne passa (ma questa, lo riconosco, è una mia personalissima opinione)
            Chiedo poi scusa se mi sono sbagliato sulla Toledo, ma se non erro è uscita dopo mla Altea, che a sua volta è stata la prima proposta di De Silva per Seat.
            Qui non si tratta di formulare giudizi “estetici”; si tratta solo di vedere come De Silva in Alfa abbia creato un’immagine di marca molto forte (156,166,147) che poi è stata colpevolmente distrutta con restyling non adeguati.
            Qui invece ha proseguito nel solco dell’immagine Audi, migliorandola quanto si vuole, ma non creando nulla di nuovo.
            E ciò non toglie assolutamente nulla alla sua capacità: semplicemente, in VW ha ordini diversi, perchè qui non c’è un’immagine da ricreare.

          • Condivido il pensiero di Fedefournier.
            In particolare Audi A5 è proprio l’esempio di macchina “furba” nell’interpretare il De Silva pensiero: linee semplici e pulite, proporzionate da coupè anni ’60 (andarsi a vedere le prime Camaro, per esempio) con un posteriore muscoloso e allargato.
            Una macchina “piaciona” dunque, oggettivamente bella e inattaccabile proprio perchè priva di elemnti originali nel design.
            Io stesso l’ho valutata molto attentamente nel possibile acquisto. Ma è stata scartata anche e soprattutto per il suo design.
            Ho preferito di gran lunga acquistare la Mercedes Classe E coupè proprio perchò offre un design più personale, più coraggioso.
            Inoltre Mercedes offre un dettaglio di stile fondamentale che Audi non ha: l’assenza del montante centrale.
            Se poi ci aggiungiamo la trazione posteriore… les jeux sont faits!

          • è vero … il design è troppo soggettivo per uniformare i giudizi e da da’ Silva non vedremo forse mai cose “esagerate” … però è innegabile che dal “suo design” si percepisce un “gusto stilistico”, dotato di equilibrio ed di eleganza … in una parola di “classe” … (dalla 147 e 159 all’Audi e VW)
            Unico neo (per me) è che l’essenzialità e la “pulizia delle linee” a volte porti ad estremizzare troppo il family feeling (vedasi A4-A6-A8).
            Però se i vari designer lo reputano tra i top … qualche motivo (tratti magari da aspetti legati al design di cui solo chi la ha studiati, forse li comprende e li apprezza appieno) lo avranno pure, no?
            A me colpì una risposta data alla presentazione dell’attuale Golf … cioè che con il restyling attuale si abbassava il costo di produzione di circa 1.000 euro …. o ricordo male, Direttore?
            Saluti

          • @dadry
            Non ricorda male, e non è un merito da poco.

      • Dissento, caro Direttore.
        De Silva, come tutti i designer, ha introdotto in Audi delle linee guida, come per esempio il Kinetic Design di Ford, o i contrasti concavo/convesso di Bangle.
        Le linee guida di De Silva si sono sostanzialmente limitate alla mascherona single frame e – per prima – all’introduzione delle luci a led come elemento distintivo di design “luminoso”. Punto.
        Per il resto De Silva si è limitato a fare un copia/incolla del medesimo concetto su tutti i modelli Audi a venire (cosa che sta avvenendo ora pari pari con VW) declinandolo secondo le varie tipologie di veicolo.
        Questo, unito alla innegabile qualità costruittiva, ha contribuito negli anni ad accrescere e consolidare la fama e il mercato di Audi, brand notoriamente senza una storia particolare alle spalle (fattore importante nel segmento premium).
        Però le automobili veramente frutto di design creativo sono altre: quelle di Bangle per esempio sono oggetti di design davvero innovativo e non solo frutto di freddi calcoli – e lo dico da assoluto detrattore delle “opere” di Bangle -
        Per quanto riguarda la sua frase “Poi, strada facendo, si scopre che l’essenziale resta nella storia del design mentre l’eccesso stanca. Non a caso ai vertici design restano la lampada da tavolo Artemide, la radio Brion Vega, la macchina da scrivere Valentine dell’Olivetti, la poltrona di Cassina e via così. Tutti oggtti pulitissimi fino all’estremo.” dissento completamente. E’ vero che gli oggetti da Lei citati sono sicuramente degli eccellenti pezzi di design, ma non sono certo gli unici punti di riferimento. Spesso e volentieri gli eccessi del design spuntano a livello internazionale (ripeto internazionale: non ragioniamo sempre e solo con lo sguardo rivolto verso il nostro Bel Paese) quotazioni di tutto rispetto e collocazioni in esposizioni di elevatissimo prestigio. Tanto per fare alcuni nomi i Jukebox Wurlitzer (che superano di gran lunga le quotazioni delle Brion Vega) o una poltrona Luigi XIV (vera) che certo non è da meno di una Cassina o uno qualsiasi dei tanti lampadari di cristallo Svarowsky (vero!) fine ottocento o primi novecento, o i tanti splendidi oggetti stile Liberty: tutto fuorchè semplici e minimalisti. Tornando al design automobilistico che è argomento che più ci compete è altresì evidente che ciò che “rimane nella storia” è anche e soprattutto uno stile elaborato e provocante (non solo, ci mancherebbe altro!). Basta solo vedere cosa viene esposto nel gotha delle manifestazioni di auto classiche per eccellenza: Villa d’Este e Pebble Beach, dove certo non c’è il trionfo del minimalismo e dell’essenziale.
        Ultima considerazione: come in tutti i campi dell’arte conta solo chi ha l’idea per primo e la sviluppa meglio. Facile per De Silva proporre il minimalismo 40 anni dopo Loewy. Facile per Lady Gaga raggiungere il successo dopo che le ha fatto da apripista Madonna per 25 anni. Facile anche per gli stessi Beatles raggiungere il successo dopo Elvis Presley (lo stesso Lennon ha dichiarato “before Elvis there was nothing”).
        Molto meno facile avere l’intuizione dei famosi “tagli” di Fontana, o le visioni di Kubrik (basti solo pensare cosa è nato dal famoso “Also sprach Zarathustra” di 2001 A Space Odissey) o le giacche destrutturate di Armani dei primi anni ’80 … tanto per fare alcuni esempi.
        Per quanto mi riguarda dunque, De Silva rimane un buon design “commerciale” che in Audi ha introdotto un bel griglione palsticone nero.
        Se poi i suoi colleghi lo appaludono…. non mi sembra che nessuno di loro abbia mai disegnato una Buick Riviera del ’71 o una Ferrari 250 California. Per quanto mi riguarda possono applaudire fino a spellarsi le mani.

        • concordo in pieno….e aggiungo..il successo audi…deriva da un gruppo mollto forte che ha potuto investire in motori tecnoloogia…..una discreto designer come Desilva……e un bel copia e incolla da BMW……dai motori….come cilindrate e tecnologie…….ai cambi +o- sino arrivare anche alla mitica plancia unica guidatore passeggero….. che ora bmw sta abbandonando audi la appena recepita e presto abbandonerà.. continuando a copiare bmw………..peccato che non ha il dna bmw…..ma ha la traz. quattro audi.. che non è stato altro che portare la traz. anteriore tipica audi ad una pseudo traz. posteriore.. sempre per inseguire.. chi?… bmw…

  32. direttore…cose giuste su De silva..sopratutto l’audi A5 riuscita molto bene!!(rispetto al resto pero!!!)……ricordiamoci certe A6 e certe A4 inguardabili.. o cambiate dopo 3 anni dal lancio……..perciò guarderei nel complesso, in generale a parte pochi modelli una certa mediocrità.. ma alla fine sono forse i pochi modelli che hano successo.. che ti danno il successo.. il resto si dimentica….non dimentichiamoci inoltre che che l’azienda per cui lavora VW…si è creata una fama importante!!..la golf mediamente nelle ultime versioni è sempre stata modesta, ma ha stravenduta per il nome GOLF…. non per il design di desilva…..questa up.. è essenziale secondo il suo stile.. ma una cosa è innegabile per chiunque la guardi!..in termini di stile e di linee ricorda molto una fiat 500(modello precedente si intende)ovviamente con dettali moderni…….un po come la fox qualche hanno fa……e sappiamo la sua storia…..poi al giorno d’oggi.. chi lo sa!!..certo che messe vicino.. anche la banalissima nuova panda…sembra 10 anni più nuova…della nuovissima up..

  33. Si dice che non sia costruttivamente utile concentrar osservazione, pensiero e riflessione sui dettagli: la mente – altrimenti: così agendo – spicca il volo verso l’infinito aereo e impalpabile galleggiare, nuotare, muoversi nella immaginazione più fantasiosa; addirittura rischiando di perdere – se non, sicuramente, con assolutezza perdendo – la direzione di un più sensato – ma… Davvero? – pestar piedi sulla terra.

    Eppure: v’è – come scrisse il Poeta – miglior alternativa direzione nel condurre l’animo verso l’infinita conoscenza propria al sapere del restar fermi in adorazione di “quel” particolare?

    * * *

    “Quel” particolare: solo, unicamente, selettivamente “quello”.

    È quell’unico particolare che “fa”. E che, da solo, afferma la genialità straordinaria e insuperabile di quanto più semplice esista sulla Terra.

    Afferralo, allora: avrai còlto l’essenza dell’Automobile; la sua anima che veleggia verso l’eternità, scansando – con l’autoritaria delicatezza di chi “sa” la superiorità di ciascuno su ciascuno – qualsiasi dettaglio tecnico, ora inutile come un calice senza pareti, un bicchiere privo del fondo: i tre cilindri, la scala del tachigrafo, l’effettiva velocità, lo schizzo iniziale, l’ingegnerizzazione finale, i cavalli, l’abitabilità, il bagagliaio…

    … Sfumature.

    * * *

    C’è un dettaglio – uno solo – della Volkswagen ¡UP! che la conduce sulla sommità dell’Olimpo, destinandola ivi a restar comodamente assìsa troneggiando, eleggendola icona suprema di genialità automobilistica, esempio paradisiaco di emozione senza pari, punto di verifica e virgola di svolta nella passione di ogni innamorato di automobili.

    Un dettaglio – un particolare, un segno, una interpunzione, una sospensione – che conduce la ¡UP! dall’Impero carolingio al pigro e quieto sole di California.

    Come il dialogare funk dei giri di basso di Flea con le pennellate di Josh, quel particolare della ¡UP! sale lento, lento, lento… Per poi esplodere finanche in allegria; senza mai, però, imporsi con violenza nell’attenzione di chi la osserva: un lento pellegrinare – come l’incedere dinoccolato e apparentemente disinteressato se non, addirittura, demotivato, di chi solca il lungo-spiaggia di Venice… Salvo, poi: affrettare il passo fin a correre scomposto sollecitato dall’imprevedibile – conduce la nostra attenzione e il nostro interesse verso la terrena missione di questo modello.

    E se questo modello avrà un futuro – “cosa” sarà mai ¡UP!; “cosa” ne sarà di essa; “cosa” sarà in grado di esprimere su strada; “cosa” saranno e, eventualmente si voglia a essi attenzione prestare, diranno i numeri di vendita – a noi: non interessa.

    Per nulla.

    Quel particolare ci ha condotto verso il tutto che esprime un infinito senza confini, magari persino eterno. Eterno, almeno, quanto il nostro vivere terreno.

    Perché abbiamo goduto: e di ogni qual volta ciò avviene – sebbene, grazie all’Automobile: assai frequentemente – mai ce ne dimenticheremo.

    E ciò è l’unica “cosa” che ci interessa e ci appaga, diverte, soddisfa. In veste di Appassionati.

    Francesco

  34. Gentile direttore, innanzitutto la ringrazio per averci reso partecipe del suo incontro con quattro grandi del gruppo VW, incontro al quale ogni appassionato avrebbe pagato per poter esserci di persona, magari piccolo piccolo e in un angolino…, e di ciò che ne è scaturito, al di là dei discorsi ufficiali e formali. I retroscena come quello da lei citato, fanno la nostra gioia, ci avvicinano per un istante al mondo che tanto sogniamo.
    Design della up!: sembrerebbe privo di spunti interessanti, ma a ben guardare, in un’epoca in cui le automobili nuove sono caratterizzate da frontali sempre più imponenti, proporzioni totalmente distanti dall’ideale, la piccola tedesca si caratterizza per sbalzi ridottissimi, a dimostrazione di un pianale studiato appositamente e un design consequenziale, e quindi grande forza del gruppo. Dite poco!? Inoltre, sempre a confronto con i tempi attuali, caratterizzati da un design sempre più urlato, dove c’è un abuso di nervature e passaruota esageratamente marcati, e il confine tra effetto simpatia e caricaturale è sempre più labile, mi riferisco in particolare alle piccole, le linee pulite della up! sono apprezzabili, e comunque tutt’altro che da disprezzare a priori. E potersi permettere linee pulite, al giorno d’oggi, penso sia, di nuovo, una dimostrazione di forza del marchio (certo senza abusarne, perché un tocco emozionale farebbe benissimo a certi modelli VW, troppo “sciapi”). Giusto l’esempio del direttore sul vertice del design, al cui esempio si può tranquillamente aggiungere il moderno i-pod. Con ciò non voglio assolutamente dire che la up! sia bellissima, e le rivali no, assolutamente, dico solo che il suo design non mi pare così banale, e che a ben guardare i suoi spunti d’interesse li offre.
    De Silva: si può dire quello che si vuole, però penso che se sia quasi universalmente riconosciuto tra i grandissimi, beh un motivo ci deve pur essere. E un bravo designer non si misura soltanto guardando il singolo modello, dove comunque diverse eccellenze non mancano, peraltro già citate, ma anche dalla personalità, necessaria per dettare le nuove linee guida di un marchio, una nuova immagine per l’intera gamma, con uno sguardo a lunga gittata. E questo è patrimonio di pochi, soprattutto oggi. De’Silva l’ha fatto in Audi, e prima in Alfa, tra cui la Nuvola e ancor prima la Proteo, manifesto tecnico-stilistico del marchio per gli anni venire, come avrebbe dovuto essere maggiormente, dal punto di vista del design, la prossima 4C.

  35. Francy, dov’eri finito ? E adesso che ci sei, spiegami qual è il particolare irrinunciabile dell’Up ! fuor di metafora, per la quale non sono tagliato…
    Neanch’io d’accordo col Direttore questa volta, ma appunto solo per un diverso giudizio estetico. C’era del genio nella 156 (Mal ingegnierizzata ? Se ne leggono di tutti i colori), molto meno nell’aver ideato il ‘nuovo’ muso dell’Audi: bastava farlo un po’ meglio di quello delle recenti Peugeot…
    Che poi De Silva goda dell’ammirazione dichiarata dei colleghi, è immaginabile (solidarietà di categoria ed adulazione): mi piacerebbe sapere che cosa in realtà pensi delle 156/147 2° serie firmate (sic !) Giugiaro e che cosa in separata sede Giugiaro pensi di colui che ne ha completamente offuscato immagine e ruolo.
    Scusate l’ardire, ma la prossima ‘mascherina’ dell’Audi (o del restyling dell’Up!) la disegno io.

    • @stamaz
      “Scusate l’ardire, ma la prossima ‘mascherina’ dell’Audi (o del restyling dell’Up!) la disegno io”.

      C’è molto dell’italiano medio in questa affermazione. Mi ricorda quelli che fanno le formazioni della nazionale di calcio, quelli che “come Prost guida anche mia nonna”, che Marchionne non capisce niente e io saprei fare molto meglio, e così via. Non è questione di ardire, ma proprio di convinzione. E qui sta il problema.

      • direttore mi scusi ma anche io mi allontano da certe tesi!!!…..che stamaz sia il miglior mourinho o il miglior marchionne o il miglior desilva della situazione….è chiaro….ma nella sua genuinità..mi sento di essergli vicino relativamente al design della UP……..non conosco de silva…..ha dato un’impronta importante in audi e vw e siamo daccordo……ma che sia questa “up” un’opera di design…bè non è difficile contraddirlo!!..è una normalissima utilitaria mediocre…..che…se messa di fianco a panda e kia picanto, per fare esempi di designer sconosciuti,….le fa sembrare auto da design sopraffini!!!……..è un po come l’opera di design del maggiolone…..fallimentare nei risultati……..in confronto all’opera di sconosciuti che hanno generato un successso dal revival della 500!!!………….
        Dove ci sono buoni lavori bisogna riconoscerlo…. dove le cose vengono fatte ed escono come escono… altrettanto…..

        • Mah il revival della 500 opera di sconosciuto proprio non direi.Dal 2001 Roberto Giolito di auto ne ha disegnate diverse:alcune interessanti come la Multipla 1a serie altre meno belle come la Punto evo e si portrebbe andare avanti

    • Vado a memoria:Se non erro avevo letto su 4R molto tempo fa che De’silva aveva definito la 147 rst “un tapiro”.
      ciao
      Claudio

      • tapiro?…nel senso di rompi…. ha rotto parecchio le scatole a vw.. ai tempi… come lo sta facendo ora giulietta??…..e con tutta la buona volontà..sebbene i gusti siano soggettivi.. se definisci tapiro la 147….come definisci una golf?scarafaggio?..ahaha no c’è gia il beetle!!ahahha…..ma dai se è vera la citazione di 4R.. De silva è un cretino!!!..scusatemi!

        • Ricordo vagamente che era un piccolo trafiletto, si riferiva chiaramente alla zona anteriore.Beh c’è da capirlo dopo che metti tutto il tuo impegno per fare una bella auto come la 147,poi vedi che ti cambiano il design forse un pochino ti arrabbi.

    • Caro Statmaz,

      questa volta – Questa… E tali sono gli affascinanti risultati verso cui ci conduce la nostra amata Automobile: questa volta che non è la prima, ma neppur la solita e nemmeno l’ultima – sono in perfetta sintonia con il nostro Carlo che le quattro ruote a raggi lignei dirige.

      Non so capire – no: “capire”, forse, non è termine precisamente appropriato; sciocco non dovrei essere… Per cui: se qualcuno mi spiega la “cosa”… Ebbene; capirò sicuramente. Da solo e, dunque, con le mie uniche e limitate forze, prive di guida esterna: sicuramente non afferro. Ecco: “afferro” entra in campo al posto di “capire” – se la bellissima Alfa Romeo 156 sia stata o meno mal “ingegnerizzata”…

      … So di certo che la piccola Stefania Germanotta ha dovuto sudare – ricorrendo a dosi di creatività e genio che ognuno di noi e noi tutti messi assieme neppur riusciamo a immaginare: figurati, te, riuscire malamente appena a esprimere… – settanta camice oltre le fatidiche sette poiché, prima ch’ella si misurasse con due delle sette arti, su quello stesso palcoscenico camminò, invero più “genuinamente impacciata”, la connazionale nostra e sua-di-lei Veronica Luisa…

      … E proprio per questo a Stefania va riconosciuto merito superiore rispetto a chi ha solcato la stessa via in anni precedenti. Così come a chiunque sia arrivato dopo: i secondogenito e successori son sempre più carichi di responsabilità, via via che la genìa si moltiplica nel tempo e nello spazio, nelle idee e nei fatti…

      … Come so, per certo, che nessuno di noi sarebbe in grado di disegnar lo stesso bozzetto o definitivo appena eseguito dal collega dello studio accanto: esperienza ormai carica di anni vissuti e migliaia di matite temperate mi ha insegnato che non si è in grado – noi – di replicar finanche la medesima intuizione pensata, ideata e disegnata il giorno prima da noi stessi.

      È l’attimo della genialità.

      * * *

      È un attimo. Infatti.

      Ma non un semplice attimo generato dall’intuito: da pressoché infinite circostanze mutevoli come sostanza eterea…

      Hai mai guardato un progetto realizzato dopo… Non dico dieci anni: dieci mesi? Lo faresti diversamente.
      Sempre. E sempre all’infinito diversamente.

      * * *

      Per questo: occorre, con attenzione immensa unita a emotività carica di sentimento, porsi umilmente al cospetto di una automobile.

      Scoprirai così cosa significa la vera Passione e il vero Amore per l’Automobile.

      In una “semplice” utilitaria lunga poco più di tre metri e mossa da un propulsore bicilindrico capace di erogare appena 85 cavalli ritrovi uguale emozione e soddisfazione di quando sei al cospetto di una lunga cabriolet dotata di un V8 sprigionante centinaia di cavalli e una carrozzeria lungo i cui tanti metri “spalmare” soluzioni miranti alla meraviglia degli occhi spalancati nell’osservare…

      … Anzi: un particolare che vive in poco più di tre metri “vale” decine di volte di più.

      Come disegnare con solo una biro su un semplice fazzoletto di carta.

      Come stampare a un solo colore donando all’unico inchiostro miriadi di sfumature come l’incanto psichedelico di un tramonto autunnale.

      * * *

      Solo che…

      Solo che ci vuole tanto, tanto, tanto Amore e vera Passione per…

      … No: non per trovarlo. “Quel” particolare.

      Più semplicemente: per cercarlo.

      * * *

      O grande Statmaz!

      Ero, semplicemente, in luoghi dove mente e cuore – certo: aiutati da funzionali circostanze – ti spingono a non cercar connessioni web, semmai le condizioni per attivar tali comunicazioni fossero state anche solo appena possibili…

      Esistono ancora, sulla Terra, simili situazioni?

      Si. Esistono.

      Semplicemente: occorre cercarle.

      Francesco

    • caro statmaz de Silva :-)
      adesso ti spiego il “mal ingegnerizzata”:
      la qualità degli accoppiamenti e degli assemblaggi non è mai stata alla pari della BMW serie 3 e questo è stato un problema.
      Se ti può far comprendere meglio il mio pensiero, ti svelo che la Sportwagon è stata uno dei miei sogni. Ma molti non la compravano perchè su 4ruote aveva 4 stelle invece che 5 alla voce finiture…
      Se avesse avuto una qualità pari alla BMW e uno schema tecnico analogo, ne avrebbero vendute 10 volte tanto..
      Aspetto con ansia la nuova mascherina Audi da te disegnata :-D
      Con affetto (sei anche un collega, credo…)

  36. Caro Francy un bentornato grande come una casa dalle coste di questa meravigliosa Maratea da me finora conosciuta solo per un malvagio accostamento ad una sw Fiat, se non erro una serie speciale di Tempra. Dissento però dal tuo scritto Francy e dissento dal Direttore che forse non sa che il verbo avere vuole l’acca :-) (Direttò battutaccia la mia…)
    Onestamente trovo nelle VW, nelle Audi una noia mortale, così come nelle Volvo e nelle Mercedes. Quelle linee ripetute, spalmate su tutta una gamma a me annoiano pazzamente e non reputo Grande uno stilista che ridisegna una mascherina. Pininfarina, Bertone, il primo Giugiaro, quelli si che hanno lasciato un segno. Le linee di un’auto sono come melodie e ci sono certe musiche oggi che ascoltandole hanno la freschezza, il sapore dell’attualità, forse ancora più belle e accattivanti di sempre. Poi ci sono le canzoni estive che le mastichi un’estate e poi l’anno successivo fai fatica a ricordarle. Ecco cosa sarà per me Da Silva domani, linee che potrei aver disegnato io, Pisione o mio figlio che sarebbe stato lo stesso, tanto non emozionano, tanto non mi dicono affatto nulla. Vedere una Volkswagen oggi o un’Audi vuol dire vedere nel complesso della ripetività, come sia stato risolto un passaggio, un particolare e forse questo vuoi affermare caro Francy ma chiaramente quel particolare tra 1 o 2 anni non lo noterai più. Apprezzo la validità delle finiture, la qualità percepita ma la mia esperienza Vw è stata tale che difficlmente ne riavrò una nel mio garage anche perchè continuando così, non ci sarà mai il fattore emotivo che invece mi farà cambiare idea. Dopo la seconda Alfasud avevo giurato che mai più Alfa ma all’apparire della 147 tutto questo si vanificò. Mi auguro, spero che un giorno possa accadere anche con la VW ma al momento la vedo molto ma molto dura

    • @multiplex
      Posso complimentarmi vivamente con lei, con suo figlio (e con Pisione se è d’accordo con lei) che siete in grado di fare lo stesso lavoro, anzi meglio, di De Silva. E mi chiedo come mai quei bacucchi della Vw, che puntano ad essere il primo gruppo automobilistico al mondo, stiano a tenersi ben stretto De Silva anziché pensare a voi. Davvero il mondo dell’auto è curioso. Ma ci vuole pazienza.

      • No caro Direttore io non sarei proprio in grado di disegnare una alternativa alla Up! (oppure alla Panda oppure alla Igo etc) dico solo che non è nulla di eclatante.Dico (come ho scritto in precedenza) che se l’avessero disegnata con calma in ufficio forse, forse sarebbe riuscita meglio.Comunque aspetto di vederla dal vivo per valutarla meglio.Ultima cosa gli interni mi sembrano risuciti meglio rispetto a nuova panda (arideie con sta panda) hanno un qualcosa di più ordinato che nell’altra non trovo,però sembrano tanto fiat 500.Poi è criticabile la mancanza del tastino alzavetro del passeggero sulla porta lato guida , la mancanza delle bocchette centrali, ma probabilmente avrà una elevata qualità percepita.
        un saluto
        Claudio da Cambiano (TO)

      • nonostante la plateale cavolata scritta da multiplex continuo a non capire il suo pensiero…..o cmq a credere che per simpatia o partigianeria sia dalla parte di Desilva….posso porle una domanda?ma secondo lei il successo del piu grande gruppo automobilistico mondiale è dovuto in particolare al design di Desilva?…secondo me per esempio se desilva avesse disegnato le stesse auto per alfaromeo e fiat e lancia avrebbero venduto”poco” ugualmente….perchè sarebbero mancati i motori i cambi e la meccanica all’altezza…….
        Direttore, senza estremizzare che tutti possono disegnare le vw ma in realtà è davvero quel design che ha reso grande la vw?..audi sono ottime auto “di lusso”..perchè offrono tutto all’altezza……”quasi”..indipendentemente dal design….secondo lei direttore?

        • @MANTELLIS
          Io non voglio convincere nessuno e De Silva non ha certo bisogno di avvocati difensori. Però so una cosa per certo: indipendentemente dal design è un concetto che non sta in piedi, e indipendentemente dal design le auto non si vendono. Perché se un’auto non piace fa poca strada. Questo non significa che deve piacere a tutti, naturalmente, ma se un prodotto è di successo non è mai indipendentemente dal suo aspetto. Le Toyota, pur perfette, non sfondavano in Europa, poi è arrivata la Yaris ed è stato un boom. La Punto Evo va bene come la Grande Punto, ma la prima piaceva mentre la seconda no. Così come è vero che oggi non basta più fare un’auto soltanto bella per vendere. Ma poi che cosa vuol dire bella? A un designer oggi si chiede di ottimizzare al meglio tutte le esigenze di una vettura sempre rispettando la Corporate Identity. Ogni marca ha la sua anima, un suo pubblico e una sua tradizione e quando si esce da questi binari si genera solo confusione nei potenziali compratori.

          • bè..direttore è indubbio che il design sia tra gli aspetti fondamentali.. e audi in particolare ha un design elegante semplice che mediamente può piacere, bmw e mercedes sono molto piu particolareggiati e coraggiosi…..ma quello che attira audi.. oltre al nome e la qualità è un bagaglio tecnico tecnologico…che io non considero pari a bmw…ma cmq di grande livello!….lei fa esempi di utilitarie dove la tecnica è un dettaglio trascurabile.. su un audi no! per me e credo per la maggiorparte è fondamentale..il solo fatto che la golf ha da parecchio a disposizione il cambio dsg… sa quanti giovani hanno optato per quell’aspetto sportivo?..anche io lo avrei fatto.. anche se magari avrei preferito esteticamente altro…..sulle auto premium tecnologia e tecnica fanno vendere…..se accompagnati da design decenti…..per questo che non mi piace enfatizzare un design non entusiasmante.. e legarlo al successo di vendite… tutto li

        • Caro Mantellis,
          ma che mi dici? Ribaltiamo il tuo ragionamento.
          Fai conto di prendere i motori BMW di ultima generazione, abbinarli a raffinatissime sospensioni come quelle della MC Laren in vendita attualmente, concepire un abitacolo con la raffinatezza delle migliori Jaguar, un autotelaio in alluminio e carbonio di un’Audi all’avanguardia, pensa al meglio che c’è. Ecco, ci sei? Lo hai ben in mente tutto questo ben di Dio?
          Ora imamgina che l’esterno sia una Daewoo/Chevrolet Tacuma, stessa linea, stesse proporzioni, stessa ciofeca. Potebbe averla anche disegnata Giotto in persona, ma dubito che anche con il marchio VW ne venderebbero molte.
          Ciao
          Dario G.

          • ..caro civile,
            il ragionamento è giusto…..ovvio che se estremizzi neanche una ferrari vende con l’estetica della tacuma…chiaro che audi ha un design elegante semplice che alla fine..non dispiace….senza entuisiasmare ..ma con tutto quello che c’è sotto..insomma il cliente decide per…..per lo meno un buon numero decide per…….io per esempio non ci penso nemmeno rispetto a bmw o mercedes…ecco per farti capire meglio…..
            immagina tutto ciò che hai detto con tutte le gamme e possibilità di motori cambi, piccoli grossi potenti parsimosiosi…e la relativa “qualità” costruttiva(immaginiamola come acquisita, anche se ovviamente ci va ben ben per acuisirla)…su delle alfaromeo mito giulietta 159 166(ipotetica)…..io sono certo che in italia con il design piacevole(in linea di massimia chi piu chi meno) delle alfaromeo in genere, farebbero grandi vendite come audi..e probabilmente in italia ancora piu di audi…..
            ribaltiamo?secondo te audi con il suo design….e deturpata della sua fama di auto costosa e quindi di prestigio e con motori 2.4jtd e 1750benz come top di gamma…o un 3.2opel(orafuoriproduzione)…….piacerebbe tanto quanto piace e vende ora?!?!???….la A4 sicuramente sarebbe già scomparsa come sta facendo la 159……indipendentemente dal design….discreto come lo è quello della 159…..
            civile, credo di essermi spiegato meglio.
            un design discreto(non eccelso o stupefacente) è condizione necessaria ma totalmente insufficiente!(relativamente ad auto “premium”…non ad utilitarie degli esempi del direttore)

          • ..e per estremizzare…secondo me si!!!ne venderebbero di tacuma cosi!!..non tante..ma ci sono stati flop normali che sarebbero stati susperati..secondo me si!

      • Direttore Carlo, non ho avuto l’ardire di affermare che avremmo io o mio figlio o Pisione fatto meglio ma semplicemente che sono linee tanto noiose e ripetute che chiunque potrebbe averle fatte. Detto questo Le comunico che non parlo tanto da inesperto ma i miei momenti di gloria anche se effimeri li ho avuti anch’io e ho avuto l’onore di essere pubblicato su diverse riviste, Quattroruote compresa.Qualcosina quindi di estetica di vetture, pur non essendo nel settore, posso dire di capirlo. Certo lo capirò adeguatamente alle mie idee ma se permette io nell’auto, come più volte affermato, cerco l’emozione che può venire indistantemente da chiunque, anche da una Hyunday o da una Kia se riescono a trasmettere vibrazioni al mio occhio prima e al mio cuore poi! L’UP! per carità sarà pure perfetta ma a me non dice assolutamente nulla e questo concetto di umana espressione di un parere, dev’essere da Lei rispettato perchè ognuno è libero di avere delle idee ed esprimere i suoi pensieri in piena libertà. Grazie a Dio siamo in un Paese ancora libero almeno in questo e non siamo ancora allineati in un unico modo standard di vedere le cose. Mi spiace essere contro i suoi concetti e le sue opinioni ma dispiace ancor di più essere avversati e bacchettati per questo. Essere Direttore di una rivista come Quattroruote è una grande responsabilità e vuol dire trovarsi di fronte migliaia di lettori con migliaia di teste che non possono non devono e non vogliono essere allineati. Tanto più in un blog dove si è liberi di esprimere le proprie opinioni. Per Lei Da Silva sarà un Grande, per altri Naviganti pure. A me continua a non piacere e non mi sento certo in colpa per questo. Poi se per ciò devo essere bollato, scuoiato vivo e girato nel sale è un’altra cosa. Sia chiaro questo però: qui si parla solo ed unicamente di linee, non di qualità!
        Intanto a nome anche di altri Blogghisti di Roma, se Lei sarà qui per la presentazione della vituperata da me UP!, se la sente di dedicarci 5 minuti per cnoscerci “de visu”‘?
        Al di fuori di tutto ciò devo però ammettere che questi “scazzamenti” (mi perdoni la turpe parola) sono quanto di più bello e piacevole ci possa essere perchè servono ad animare a far vivere, a riingorire maggiormente questo FANTASTICO blog!
        Amici come sempre? Mi auguro profondamente di si e grazie pe l’ospitalità
        Saluti
        marco

    • Qualcuno riattacchi subito le braccia al Direttore, perchè temo che siano non solo cadute, ma addiritura precipitate… meglio di Ricky Tognazzi nello spot dell’aceto balsamico… :-D
      Ragazzi, inutile girarci attorno: De Silva se lo tengono stretto perchè farebbe sfracelli ovunque, come ha fatto in Alfa.
      Quando qualcuno di noi sarà in grado di disegnare auto come la 156 o la 147 VW lascerà perdere il caro Walter e ci assumerà. E allora potremo pure permetterci di fare solo un bel restyling, oppure di progettare auto con l’intento di risparmiare 1000 euro in fase di produzione (che è un argomento molto commerciale e poco estetico, ma ha le sue indubbie ragioni di esistere).
      Ma finchè non lo dimostriamo… “no trips for cats” ;-)
      Rassegnamoci!!

    • Caro Marco Multiplex,

      tu, giustamente, nel tuo scrivere accosti la carrozzeria dell’Automobile – con le sue linee, misure, soluzioni estetiche e pratiche, modulari o uniche – a una melodia.

      Quanto di più vero: come lo scrivere e il leggere, il disegno e la sua trasposizione artigianale o industriale, che si chiami stile o design, è musica per tutti i nostri sei sensi di essere umano.

      Dunque: qualcosa fine a sé, capace di donar godimento già solo nell’estasi estetica, tralasciando qualsiasi fine, primario o secondario che sia.

      * * *

      Ma il disegno – oggi in qualsiasi produzione industriale generale e nell’automobile in particolare – è legato alla produzione.
      Soprattutto: alla sua riproducibilità tecnica e riconoscibilità estetica.
      Funzione e comunicazione.

      Riconoscibilità: non ripetizione.

      Riproducibilità: non anonimato.

      Ecco, allora, che la grandezza di un Walter de Silva e del suo stile – ma, anche, di altri suoi colleghi – è proprio in questa sua capacità.

      Semplicità e linearità che interpretano, meglio di altro e di altri, la lezione di Walter Benjamin affermando in particolari che sorprendono e non stancano – né mai stancheranno – il volo della genialità.

      Soluzioni estetiche che – paradossalmente? Forse; ma, forse, no – essendo apparentemente semplici richiedono maggiore attenzione e dedizione per essere lette fino in fondo e per trovarvi quei particolari che entusiasmano all’inverosimile accendendo la Passione dell’Amante di Automobili.

      Tu sai bene, Marco, che io non “impazzisco” per taluni modelli di automobile: ma, in essi, riconosciamo tanta grandezza stilistica. Anche se non sceglieremmo, forse mai, come nostre compagne.

      * * *

      Musica: la lezione di Walter Benjamin la troviamo nella indispensabile “Prometeo” di Luigi Nono.
      E, da un Walter all’altro, “Prometeo” assomiglia, davvero tanto, al design di de Silva: può non piacere, ma il merito gli va riconosciuto.
      In pieno.

      Sempre con stima e affetto immensi,

      Francesco

  37. @fedefournier, mi presento: aspirante designer Audi in prima battuta, italiano medio a tempo perso e medico ospedaliero a tempo pieno. A proposito della 156, preciso il mio parere: mi sembra che sia stato un felicissimo connubio di doti estetiche, meccaniche (sospensioni, motori et c.) e stradali, ha corso con successo, se ne sono vendute un sacco per lo standard Alfa in tutt’Europa (quasi 600000, se non ricordo male) come alle berline Alfa non capitava da anni, e non è stata soggetta ad alcun richiamo significativo anche se la qualità non era certo paragonabile, come dici bene, alla coetanea serie 3. Ce n’è abbastanza, secondo me, per non additarla ad esempio di cattiva ‘ingegnierizzazione’. Purtroppo è stata preceduta e seguita da modelli che invece lo erano a ‘miglior’ titolo (155 e 159).
    @Direttore: non ho ancora imparato a non muovere sommesse critiche ai designer più o meno affermati in presenza del Direttore di 4R. Lo scarso comprendonio deve essere prerogativa della categoria a cui lei mi ha assegnato. Infatti, mal me ne incolse già col suo predecessore per aver osato commentare criticamente la ritirata di Giugiaro sotto le protettive ali di VW. Non mi sembra proprio che lei usi astenersi dall’esprimere giudizi drastici e personalissimi su uomini ed auto – ed avrei diversi esempi da ricordarle – e non vi ho mai trovato nulla di male e non sono mai stato sfiorato dalla tentazione per questo di classificarla in un determinato girone più o meno infernale, come usava fare un italiano, quello sì grande, di nostra conoscenza. La rassicuro comunque, lascerò il design Audi/VW al suo destino (su serio ha pensato che abbia la convinzione di poter fare il contrario ?), ma lei, in cambio, dia l’esempio e sia meno suscettibile e più liberale di noi italiani medi se non vuole entrare a far parte a pieno titolo della compagnia…
    @ grazie, Francy: un po’ di ossigeno…

    • @statmaz
      Magico statmaz, apprezzato fedelissimo del blog: ognuno ha il diritto di criticare, figuriamoci di non essere soddisfatto, del lavoro di un altro. Quello che trovo invece non gradevole è quando si dice “io saprei fare meglio”. Lei è medico, io con la medicina ci capisco un tubo: se mi opera e lo fa male mi potrò lamentare, e ne avrò tutto il diritto. Non quello però di dire che io avrei fatto meglio, perché non è vero e tutti sanno che non è vero. Tutto qui.

      • @Direttore (prometto che passo e chiudo…solo fino alla prossima però).
        Capisco l’obiezione: giudicare l’opera altrui sì, ma attribuirsi competenze improprie no.
        Ma chi è immune da questa tentazione ? E’ immune 4R che, ad esempio, a suo tempo elogia senza riserve il design della nuova Scirocco, di cui mi risulta si siano perse le tracce, o che stronca la Delta (‘Bravo allungata’) salvo poi in parte ricredersi ? Gli esempi dei giudizi anche azzardati espressi da giornalisti di 4R in tal senso sarebbero infiniti e forse potremmo tutti contribuire ad elencarli.
        La madre di tutte le domande è: come e dove un suo giornalista ottiene la laurea di competenza nel giudicare lo stile di un’auto o l’opera del suo artefice ?
        4R ha smesso di valutare in pagella l’estetica da un pezzo, ma il giudizio soggettivo su quest’aspetto non l’ ha mai affatto omesso per altre vie senza alcuno scandalo da parte dei lettori.
        Possiamo fare altrettanto anche noi, senza che lei debba pensare, od insinuare, magico Direttore, che siamo dei ‘Napoleone’ con le fattezze di De Silva (cfr anche la sua piccata risposta a Multiplex) ? Converrà che possiamo essere d’accordo.
        PS: ultima sciocca provocazione (fino alla prossima, naturalmente): 4R prenda ‘sta benedetta UP!, sostituisca tutti i loghi esterni del marchio VW con quelli di uno coreano a sua scelta e poi intrattenga noi appassionati, tenuti alla distanza di venti metri, su come capire a prima vista che non di coreana trattasi. Lo capiremo quando potremo valutare la presunta millimetrica precisione dell’assemblaggio, la qualità delle plastiche et c., non prima. Il test potrebbe essere ripetuto con altri modelli di altri marchi, ma il De Silva, che molti appassionati rimpiangono anche qui, avrebbe saputo evitare l’inciampo.
        Cordiali saluti (e, soprattutto, immutata stima)

  38. @ quelli contro la UP! e De Silva
    Cari amici, poche balle, le VW (e le Audi) si vedono e nonostante costino più di:
    - FIAT;
    - PEUGEOT;
    - CITROEN;
    - FORD;
    - OPEL,
    solo per citare i costruttori generalisti che ogni anno cercano di rincorrere (ormai da circa un ventennio) i teutonici in numeri di pezzi di vendita.
    OK le linee anonime, OK De Silva che non è più capace di disegnare da quando è andato altrove, tutto quello che volete. Ma il core business di VW e del Gruppo è di progettare, produrre e vendere auto. Sembra lo facciano egregiamente e sembrano proiettati a diventare il numero 1 in numero di pezzi venduti.
    A me non piacciono, apprezzo solo la VW EOS e le Audi A3 cabrio e fastback oltre che la A5. Le altre possono tenersele. Ma io, come unico pezzo di questo immenso puzzle che è il mercato dell’auto, non conto un fico secco.
    Mettiamoci il cuore in pace, lasciamo che questo momento di linee, magari poco personali e troppo incentrate sul family feeling, passi e aspettiamo tempi migliori.
    Buona guida a tutti.
    Dario G.

    • bah il gruppo è ampio forte valido…. fa e vende buone auto……
      ..la up non lo so non prevedo il futuro…di certo posso dire che la lupo e la fox….. sebbene vw..siano sempre rimaste fuori dalle classifiche di vendita..per lo meno ..si parla delle prime 20 posizioni credo….percio non è vero che si vendono anche se costano piu di fiat e peugeot ecc…e inoltre golf e polo non mi sembra che costino cosi tanto di piu di mito e giulietta per fare un esempio…….

  39. Io non sono in grado di dire che De Silva sia bravo o meno nel suo lavoro. Sono un ignegnere e non un designer.
    Posso esprimere, però, un giudizio. Le Audi sono piacevoli e belle. A me piacciono ma… non sopporto che siano tutte uguali tra loro. Come ho già scritto, apprezzo la A5 in quanto la trovo l’unica distinguibile (TT a parte).
    Del gruppo VW non apprezzo la mancanza di originalità nel design. Anzi, non apprezzo la “piattezza” e la mancanza di emozioni dovuta al design. La Scirocco esce un po dagli schemi VW ed infatti la adoro. La Scirocco da chi è stata disegnata? Avevo visto dei concept (non belli) da parte di Giugiaro.
    DI De Silva ho apprezzato tantissimo la Leon II. Bellissima vettura un po rovinata nella parte anteriore dai vari restyling.
    Con VW ed Audi mi sembra di vedere un De Silva mozzato. Un De Silva la cui inventiva è limitata dall’imposizione delle linee guida del marchio e dal suo family feeling.
    Invece apprezzo (ancora devo vederla dal vivo) le linee originale e sportive della Mini Coupè. La normale non aveva mai attirato la mia attenzione…. la coupè ha quella coda e quel parabrezza appassato che me la rendono “interessante”.
    Chi è che ha tirato fuori tale disegno?

    • Caro Nascar,
      Condivido in pieno il tuo giudizio sulla Mini Coupé. Non mi dispiacerebbe per nulla parcheggiarne una nel mio box.
      Ciao
      Dario G.

      • “Condivido in pieno il tuo giudizio sulla Mini Coupé. Non mi dispiacerebbe per nulla parcheggiarne una nel mio box.”
        sostituendo quale? Forse la Spider?

        • MAI!
          La mia spider verrà usata per il trasporto dell’urna con le mie ceneri fino al luogo della dispersione.
          Poi spero rimanga in qualche museo.
          La coupè della Mini non sarebbe in sostituzione, ma in affiancamento. Una spider comoda e sorniona per i viaggi e una couperina pepata per “districarsi” nel traffico quotidiano e fare qualche “traversone” nel week-end.
          Che ne dici?
          Ciao
          Dario G.

          • “La mia spider verrà usata per il trasporto dell’urna con le mie ceneri fino al luogo della dispersione.”
            dico che dalle risate ho versato il caffé sul portatile, sul pantalone nonché sul divano(esso, fortunatamente protetto da una coperta)

            “Poi spero rimanga in qualche museo”
            e quí posso venirti incontro…avrei una mezza idea…idea di un museo con automobili di ogni genere, affiancate da un piedistallo ove posa in formato libro (aperto) la storia e aneddoti della tanto amata con rispettivo/i propietario/i, correlate da foto, oggetti ricordo. Un museo dove viene messo in risalto non solo l’automobile ma la storia che l’ha legata a noi umani, al possessore ‘pilota’. In alternativa, visto i tempi mediatici, schermi ove, la storia raccontata dalla voce di Carlo Lucarelli con videi clippini… Per i testi, nonché livree di arredamento, libri e quant’altro, behhh li il Francy avrá un bel da fare. Approposito del romanaccio acquario… da quando é tornato fra noi, ho dovuto innalzare l’attenSione alla lettura. Per un bel mesetto mi ero riposato…
            Comunque, tornando al discorso museo…lo piazzerei tra Stuttgart-Zuffenhausen(Porsche Museum) e Stuttgart-Bad Canstatt(Mercedes Museum), optando peró per una diversa tipologia…cioé un edificio tutt’altro che nuovo e hi-tech, bensí qualcosa di piú caratteristico, un’edificio storico!
            Succesivamente, potremmo aprire altri musei…dapprima in Italia, magari Londra…mmhhhhhhh gemellandoli e passandosi le automobili come opere d’arte…cosí da rimanere sempre interessanti…..Il tutto naturalmente con la supervisione del team4R.
            come direbbe quello che di schiena é addolorato: fantasie, fantasie volan libere…fantasie che a volte fan ridere….
            Giuseppe

          • un museo simile esiste ed è a Las Vegas, all’Imperial Palace. Oltre ad avere una collezione pazzesca ed eterogenea, di ogni auto c’è la storia. Alcune sono incredibili!

          • aZZ. Cpisco che ormai é tardi.

          • @ Dario G.
            cvosa ne dico? hemmm, Ni.
            Una Lotus Evora, interni a parte, la trovo piú affascinante e british.
            Peccato per l’inestistenza di una Fulvia, cosí come fú la concept…

  40. Spesso ho pensato che se alla VW sapessero anche fare belle macchine, oltre che qualitativamente perfette, per i concorrenti sarebbe tutto molto più difficile.
    Esempi di modelli a dir poco non riusciti dal punto di vista del design?
    La Golf SW, la Fox, la Seat Toledo (secondo me veramente brutta).
    Altri modelli non sono male come linea, ma certamente non esprimono una forte personalità: VW EOS, le varie Audi (non sempre è facile distinguere una A4 Avant dal corrispondente modello A6), la VW Phaeton (fallito tentativo di inserire VW nell’olimpo delle berline di lusso).
    Audi A5: non riesco a capire cosa abbia portato De Silva a definirla la più bella auto da lui disegnata.
    Il successo della Golf e della Polo a mio avviso è in gran parte dovuto alla forza del marchio, piuttosto che al design (certamente non disprezzabile, ma nemmeno entusiasmante).

  41. @l Cavicchi
    Caro Carlo, giusto per pareggiare i conti…a quando il crashtest Freemont vs Up ??

  42. Ma che stamaz e stamaz IO sono meglio di De Silva !!! La mascherina dell’Audi ? l’ha copiata dai miei schizzi l’ultima volta che è venuto a mangiare a casa mia, accidenti a lui, e si è pure bevuto tutto il mio porto di Madera riserva 1935 . L’A5 ? Mio figlio voleva che gli disegnassi un’auto da colorare e mi è venuta così … di getto, poi andando a scuola ha dato lo schizzo al figlio del bevitore di porto e lui ci ha fatto la macchina più bella del mondo, manco grazie mi ha detto , però a natale mi manda sempre una cartolina di auguri dove scrive che se per caso mi avanzano degli altri fogli con auto disegnate,devo inviargliele perchè ha un sacco di bambini che devono fare i compiti .
    Io mica ci credo però!!

  43. caro Direttore forse per fare un po’ di luce sulle reali capacità di Walter Dè Silva sarebbe utile che, occasionalmente, quando e come puo’, 4R spiegasse a noi lettori quali sono i vincoli cui deve sottostare un designer, vincoli che devono essere a dir poco mutevoli se è vero come è vero che la bellissima 156 e la orrida 146 sono state disegnate dalla stessa persona.
    (dr. jekyll e mr hyde??)
    Sul single frame audi vorrei dire che a mio parere non c’è stata alcuna invenzione o genialata, le audi dei primi anni 2000 avevano 2 mascherine orizzontali intervallate dalla fascia del paraurti in cui era applicata la targa, ebbene la scomparsa della targa anteriore in alcuni mercati usa, e la scomparsa dei paraurti sporgenti, rese di fatto inutile e antiestetica la striscia stessa che quindi col tempo scomparve (secondo alcuni per riprendere lo stile di alcune auto union da corsa) bella idea sicuramente, ma inventare significa creare qualcosa di nuovo…
    Geniale è stato per me il brancardo della serie 1 uscente che dalla ruota dietro spingeva in avanti per rendere “visibile” la trazione posteriore.
    per riprendere il mio precedente commento, la up non ha il portellone nel senso che non c’ è la copertura di lamiera…(dove non sono stato chiaro?) bassezze da “frapponesi” che sono incomprensibili in una Vw.
    4R nella prova di qualità delle berline di segmento b ha scritto che con la Polo non si rinuncia a niente, questa caratteristica è quello che porta i clienti nelle concessionarie Vw, togliere questo in una vettura Vw, significa toglierle la maggiore ragione d’acquisto perchè lei sembra essere l’unico a non capirlo?
    ps dopo il single frame Walter non ha saputo “inventare” niente altro, per caso Giugiaro è lì per sostituirlo?

    • @mimmopa
      ps dopo il single frame Walter non ha saputo “inventare” niente altro, per caso Giugiaro è lì per sostituirlo?
      Assolutamente no. In realtà Giorgetto è un… dipendente di De Silva, ma siccome il Walter adora Giugiaro, che considera giustamente il grande maestro del design mondiale, i due collaborano felicemente, anche se tutto il design del Gruppo, un migliaio di persone, fa capo a De Silva. Poi è anche vero che la stima di Giugiaro per De Silva è vecchia, e che per anni l’unico che Giugiaro ha lodato nelle sue interviste è stato De Silva, ecco che i due vivranno felicemente assieme finché entrambi non decideranno di smetterla con questo mestiere.
      @clacson
      Sul numero di ottobre leggerete di un primo contatto. La prova completa della UP! sarà (salvo contrattempi) sul numero di dicembre perché la presentazione ufficiale mondiale è prevista a Roma a fine ottobre. Comunque l’auto è silenziosissima per la sua categoria, in linea con i canoni della ditta.

    • Ottimo intervento. Il solo fatto che il grande Giugiaro sia un dipendente di DeSilva mi lascia semplicemente basito. Pero’ e’ indubbio: DeSilva ha saputo centrare l’obiettivo. VW e Audi si vendono perché offrono un design sobriamente uniforme, privo di guizzi di eccessiva originalità, perfettamente adatto alla maggioranza degli automobilisti di oggi: persone totalmente uniformate nel gusto proprio perché non ne hanno uno. Si limitano a cercare di non andare troppo oltre le righe cercando di camuffarsi dietro a un grigio metallizzato: ma con il single frame. E’ un po’ come per i prodotti Apple: che senso ha pensare di essere “di tendenza” quando tutti hanno ormai un melafonino in mano? Il vero potere delle aziende e’ quello di far percepire alla potenziale clientela che il loro prodotto e’ cool. La gente seguirà come pecore.

      • Wynn, parole sante!
        Ma il bello è che se poi tu non ti adegui, ti guardano come un marziano, come il Che Guevara della situazione, mentre magari a te delle rivoluzioni te ne frega poco come non te ne frega di essere “cool”; solo non vuoi spendere dai 500,00 Euro in su (per le auto si parla di ben altre cifre) per avere un telefono cellulare che la concorrenza ti offre a 10-20% in meno a parità di prestazioni.
        Ciao
        Dario G.

        • grazie Civile, ma il punto è proprio questo: chissenefrega di essere guardati come un marziano da un proprietario di una Giulietta/Golf/A4/Punto Evo/… grigiometallizzatocinqueportevetrinericerchidadiciassette.
          Aggiungerò di più: ormai per chi come me cerca un prodotto che rifletta uno stile elegante e per un certo aspetto antico, quell’eleganza pura che si respirava fino alla fine dei ’70, unito a un tocco di personalizzazione e di eccentricità, le cose si fanno difficili.
          In stock ovviamente non c’è niente: tutto secondo il volere dell’italiano medio.
          Auto nere o grigie o al massimo bianche, interni neri, inserti in alluminio pacchetti sportivi anche su berline e sw.
          Ovviamente la mia auto andrà ordinata su misura, e poco male.
          Faccio un esempio concreto: sto perfezionando l’acquisto di una Mercedes E coupè, auto che in base ai miei parametri rappresenta il miglior (nonchè l’unico) rapporto qualità/stile personale/prezzo/allure.
          Preferita senza tanti ripensamenti alla A5 o alla serie 3 per il suo frontale coraggioso (soprattutto per essere una Mercedes) e per la splendida linea del tetto, privo del montante centrale, requisito per me fondamentale.
          Altro requisito fondamentale per me è che si potessero avere inserti in legno, compresi pomello del cambio e soprattutto il volante.
          Per vedere un’immagine di come sarebbe stata questa combinazione (che da sola costa la bellezza di 1000 euro) sono diventato pazzo. Impossibile, anche sul sito tedesco di Mercedes Benz. Infine l’intuizione: Mercedes Benz USA. Inutile dire che in America il 90% delle Classe E coupè/cabrio hanno gli interni in legno totale.
          Per completare l’opera basta andare su cars.com, portale dell’usato americano, per vedere centinaia di E dei colori più disparati e con gli interni più variegati. E quindi sono riuscito a farmi un’idea delle combinazioni che vorrei: oro metallizzato o azzurro con interni beige e ovviamente tanto, tanto legno. E già mi va di lusso perchè il bordeaux metallizzato, o anche un semplice verde, è semplicemente sparito in luogo di quattro tipi di grigi e due tipi di bianco.
          Un piccolo esempio tra i tanti di come le Case in Europa ormai spingano all’ unisono per il prodotto “unico”, adatto al cliente unico.
          Lentamente stiamo ritornando agli albori dell’automobilismo, quando si poteva avere di qualsiasi colore purchè nera.

          • Quello che odio dei marchi premium è proprio questa mancanza di personalizzazione.
            So che in Mercedes ci sono, al limite, i pacchetti Designo. Li mi pare che il legno ci sia…. a prezzi stratosferici.
            Io penso che un marchio premium dovrebbe fornire qualità ed accessori tecnologici tutto di serie. Gli unici optional devono essere le personalizzazioni come il legno, l’alluminio, il carbonio ecc ecc. Plancia, sedili cofano ecc ecc.
            Invece ti ritrovi a buttare 10’000€ di accessori in una Premium per mettere: Xenon, navigatore, pelle, bluetooth e, vedi Z4 in versione base, pure il clima automatico.
            RIDICOLO e INACCETTABILE che una vettura da 40’000€ non monti di serie il clima automatico!!!

          • La E coupé mi piace molto; elegante, raffinata, originale, forse una delle più belle Mercedes degli ultimi anni, dopo la CLS 1a serie.
            Se ho capito bene, negli USA puoi scegliere tra diversi colori, in Europa i solite 6? E non c’è la possibilità del legno?
            Per un’auto di quel prezzo, direi che è un bel limite.
            Ti auguro di cercare quello che cerchi. Se poi la trovi, mi piacerebbe farci un giro. Immagino che la prenderai 350 a benzina? Oppure un V6 a gasolio……?
            Fammi sapere.
            Notte a tutti.
            Dario G.

          • Azzurra con interni beige? La possedeva mio padre: W123 ’82! Peró non era proprio azzurra, bensí celeste pastello.

            Sostituire una qualisiasi livrea con quattro tipi di grigi? Assurdo.

            Approposito, a me la 147 piaceva in azzurro met., con interni di pelle beige e volante di legno. Oggi il massimo delle emozioni in una Giulietta qv é il blúmet. con interni in pelle rossa.

            Giuseppe, degustibus.

            PS: un’pó di legno nella nuova Y non avrebbe guastato.
            PS2: e le Delta Integrale in azzurro met. con alcantara beige? Poche, ma belle

  44. @ Cavicchi
    va bene aspettare altre 2settimane per 4R di ottobre, ove leggeremo tutto sulla Up…quantomeno credo sia cosa fattibile un commento sulla silenziositá (o romurositá) di marcia, da chi l’ha spinta a 170km/h.
    Giuseppe

  45. @ Una riflessione per tutti.

    Per tutti: chi ama Walter de Silva e chi no, chi lo considera in qualche misura “relegato in panchina” – non valorizzato o mal utilizzato come fosse un Maurito nello spogliatoio giustamente sovranamente governato da Edy – nel gruppo Volkswagen e chi no…

    Per tutti: noi che pacatamente sottoponiamo ad analisi critica – ovvero: non semplicemente “critichiamo” – l’operato di chi disegna le nostre amate automobili, valutando ciò nel bene e nel male attraverso l’esperienza di chi – noi – osserva da anni e anni l’“oggetto automobile” e, dunque, potendo avvalersi del miglior strumento di confronto che ci possa essere.

    La memoria visiva.

    E… Allora: leggo spesso che un aspetto negativo dell’operato di Walter de Silva in Volkswagen sia il rendere tutti uguali i modelli dei marchi del Gruppo tedesco, Audi su tutti.

    Ma siamo sicuri che, per un designer, ciò sia un demerito?

    * * *

    Chi è un designer?

    È forse un artista?

    Oppure: è un comunicatore. Un professionista che deve tradurre in forma stilistica – e, dunque, più genericamente in “immagine” – quanto gli viene commissionato dal datore di lavoro / cliente.

    Disegnare liberamente su carta bianca senza alcun obiettivo, se non seguire la propria ispirazione: può essere arte. Ma non comunicazione, non dialogo con il pubblico.

    Disegnare come traduzione di una idea altrui (oppure propria) su carta (o in forma plastica) è riproducibilità tecnica: che sempre arte può essere. Ma, soprattutto e in primo luogo: è comunicazione.

    Una gamma di modelli di automobile dello stesso marchio che vada dall’utilitaria alla berlina di lusso e rappresentanza uno diverso dall’altro nello stile, singolarmente bellissimi e originali, creativi e innovativi: rappresenta un progetto di design e stile sbagliato, un lavoro realizzato male.

    Disegnare una gamma di modelli di automobile dello stesso marchio che vada dall’utilitaria alla berlina di lusso e rappresentanza che si possano definire “praticamente identici”: è quanto di più difficile – tecnicamente, stilisticamente, creativamente, fattivamente – ci possa essere. È la sfida più impegnativa per i designer, per il comunicatore.

    Vincere quella sfida: significa essere il più bravo designer.

    * * *

    Un designer non è un artista.

    Un designer bravo è colui che annoia.

    Più un designer è noioso, più egli è bravo.

    Più un prodotto è noioso: più è interessante, impegnativo da leggere, vincente nel tempo perché la sua scoperta e acquisizione impegnerà il fruitore anni e anni di applicazione nell’osservarlo.

    Un prodotto noioso lo ammiri. Poi lo riponi. Poi lo riprendi e lo rileggi. Poi lo riponi. Poi lo riprendi e ne studi un altro particolare. Poi lo riponi. Poi lo riprendi e inizi a osservarlo sotto altra angolazione. Poi lo riponi. Poi lo riprendi e cominci a chiederti se, forse, sdraiandotici sopra ne capirai qualcosa di più. Poi lo riponi. Poi lo riprendi e proverai a sdraiartici sotto per vedere se da quella posizione ne trarrai opinione diversa. Poi lo riponi. Poi lo riprendi e lo annusi per cogliere sfumature nascoste che…

    Potranno passare 75 anni: quella mascherina dell’Audi avrà ancora tanto da dirci, continuando ad annoiarci in eterno. E, così, non la dimenticheremo mai…

    Essere simpatici e piacevoli… No: è troppo facile e poco comunicativo.

    Francesco

    • In definitiva: perché un prodotto sia “vincente” e abbia “successo” non deve necessariamente essere “bello”.

      Anzi: più facile che a colpire, stuzzicare, interessare l’immaginazione collettiva, lo spirito di una comunità disposta nello spazio fisico e temporale, l’insieme di un pubblico osservante e, possibilmente, anche acquirente…

      … Non sia ciò che è bello e, persino, non sia ciò che piace. Ma, al contrario, ciò che contrasta quanto ci piace. Ciò, ovvero, che sia: drammatico, triste, cattivo, violento, malinconico, angosciante, macchinoso, contorto, enigmatico, criptico, patetico, labirintico… E, persino: noioso, ripetitivo, apparentemente insensato, illogico, chiuso, sterile…

      * * *

      Perché mai io dovrei acquistare solo ciò che mi piace?

      Quanti libri densamente interessanti, altrimenti, non avrei letto?

      Quante composizioni musicali, altrimenti, non avrei ascoltato?

      Quante immagini mi sarei perso?

      Quante “cose” interessanti che hanno stuzzicato mente e sensibilità, aiutandomi a “crescere”?

      Impegnandomi nel ragionare.

      * * *

      Dunque: è più costruttivo possedere – quindi: avere ogni giorno sotto gli occhi – una automobile che ci piace e che, conseguentemente, ci impegna poco evitando di porci interrogativi…

      … Oppure una automobile che non ci convince esteticamente e, conseguentemente, ogni giorno ci stimoli a pensare, ragionare riflettere, pórci domande?
      Una automobile che ogni giorno ci faccia chiedere: perché l’hanno disegnata così? Cosa vuol dirmi questo stile che non riesco ad afferrare, a capire, ad accettare? Cosa mi vuol comunicare?

      * * *

      Quasi quasi: la prossima automobile la sceglierò tra quelle che “non mi piacciono”…

      Francesco

      • Francy, te ne consiglio una?
        Una Daewoo/Chevrolet Tacuma?
        Oppure una Sanngyong Rodius?
        Ma perchè no una BMW X1?
        O una BMW 5 GT?
        Poi mi racconti quando, alla mattina appena sveglio, apri le finestre e vedi percheggiata in cortile la tua bella ciofeca quali profonde ed interessanti riflessioni ti ispira.
        La mia auto non è il massimo, è pesante, non è rifinitissima, ha poco spazio per i bagagli. Però ogni volta che la lascio parcheggiata e poi ritorno a prenderla e magari la trovo sola sulla via, la vedo da 20/30 metri, beh, nonostante sia trascorso più di un anno, mi emoziona ancora pensare che è la mia.
        Ciao.
        Dario G.

        • Caro Dario,

          anche anche a me la mia automobile ispira sentimenti struggenti e strappa sospiri infiniti d’amore incondizionato e carico di passione.

          Semplicemente perché “è mia”; perché ne sono innamorato, la amo ricambiato e non potrei vivere senza guardarla e accarezzarla – diversamente: potrei vivere anche senza guidarla e quasi ci riesco: quest’anno 2011 dovrei chiuderlo con una percorrenza non superiore ai 4.000 chilometri che conto di abbassare nel 2012.

          Semplicemente perché è mia. Non perché sia questo o quel modello. Se mi fossi “sposato” con una Tacuma: amerei la mia Tacuma. Trovando in lei mille e mille ragioni di vita.

          * * *

          Il bello, però e come ebbi modo di scrivere qui in “Via Mazzocchi” già in altre circostanze, è che noi si può godere di tutto il parco-automobili circolante sulle nostre strade.

          Che, in qualche misura, ci appartiene tanto quanto l’arredo urbano delle nostre città o la natura che ci attornia o le architetture che abbracciano il nostro cammino.

          Per cui: quando apro le finestre di casa o quando cammino per le vie dell’Urbe, guardo affamato di curiosità e ispirazione tutte le automobili che mi sono davanti e attorno, felice di soffermarmi su ciascuna di esse, in ognuna [ri]trovando emozioni vissute o da vivere, conosciute o sconosciute.

          E tanti motivi per riflettere.

          E, ancor di più: infinite fonti di ispirazione estetica.

          In tutte. In tutte, in tutte, in tutte: ogni automobile è nostra amica e indispensabile compagna!

          Ciao!

          Francesco

          • Ciao Francesco.
            Lo sai che io mi giro ogni volta che vedo passare un’auto, o nuova o molto vecchia. E non mi importa se è del segmento A, B, C, D, E o una supercar…
            Se però poi mi chiedi un giudizo, beh, allora il discorso cambia.
            Non riuscirò mai ad apprezzare un aborto come la Tacuma, una Rodius o una delle altre due BMW da me citate.
            So che hai avuto una Saxo, ma mi dispaice doverti dire che apprezzavo molto di più la AX. E quando ho visto la C3, ho esclamato: finalmente. Era un buon mezzo, ma davvero inguardabile. Infatti anche Salvo a proposito del premio ricevuto, ha scritto: “inaspettatamente”!
            Ciao e buona giornata.
            Dario G.

          • @ Civile [intervento del 8 settembre 2011, ore 8.37]

            Caro Dario,

            leggo solo ora quel che tu scrivi.

            E in quel che tu scrivi, trovo esattamente lo spirito che io stesso esprimo nel precedente intervento.

            Ovvero: non hanno minimamente importanza eventuali valutazioni, misure, impressioni; o, addirittura, giudizi. Non ha importanza se quella Tacuma o quella 5 GT ci piaccia o no, la si apprezzi o meno, ci appaia tal quale un aborto oppure un parto, ci sembri un obbrobrio o un capolavoro.

            Quel che conta, ciò che – addirittura – sancisce il successo di quel modello di automobile, mettendo in luce il compiere giusto e meritorio del suo vivere tra di noi…

            … È l’aver sollecitato la nostra attenzione.

            Aver comunicato, dialogato, interagito con noi.

            Qualsiasi opera d’arte – o, se vogliamo, qualsiasi opera dell’uomo – interagisce con noi, svolgendo la fondamentale azione di penetrazione intellettiva e sensoriale: indipendente, poi, se essa ci solleciterà un «Mi piace!» piuttosto che un «Non mi piace!».

            Essa, penetrando dentro di noi, ci avrà fatto riflettere, crescere, maturare, sollecitando in noi qualsivoglia ispirazione.

            Ecco perché ogni differente modello di automobile è intensamente interessante.

            * * *

            Piccola precisazione, caro Dario.

            Non ho mai posseduto una Citroën Saxo. Ho, però, davvero desiderato acquistare, all’epoca, una Citroën Saxo VTS Cup: ogni qual volta ne incrocio un esemplare – raro, ma non impossibile da vedere: divenuto icona quasi monumentale di bellezza, leggerezza e velocità sapientemente miscelate tra loro, oggi ogni esemplare è gelosamente conservato da chi ne acquistò uno e, conseguentemente, quella versione di Saxo, così armoniosamente aggressiva nella linea e nelle forme, ha felicemente vinto il tempo – vado letteralmente in visibilio, come dinanzi a un’opera di Georges Braque.

            Ho meno amato le versioni “normali“ della Saxo. A differenza della cugina Peugeot 106 seconda serie, che adoro follemente persino nell’allestimento base SN, soprattutto in livrea azzurro elettrico.

            E, sinceramente, tra le due piccole Citroën – AX e Saxo – preferisco nettamente la seconda, soprattutto nella seconda serie.

            Anche io ho accolto felicemente l’arrivo, all’epoca, della C3: più che con un «Finalmente!», esternando due «Bellissima!» intervallati da un «Carinissima!» e un «Geniale!»…

            * * *

            Come sempre, Dario, un caro saluto e un grazie per aiutarmi a riflettere…

            Francesco

          • Caro Rovigo,
            Penso tu abbia risposto a me. Si, ho una Brera, spider. Dopo un anno non ho ancora capito se il nome corretto sia Alfa Spider, Alfa Spider 2006, Alfa Brera Spider. Non era difficile capirlo, vero? Una bella auto, ti assicuro, ma i difetti anche s epochi ci sono.
            Ciao
            Dario G.

          • sì, dalla descrizione delle caratteristiche della tua auto avevo immaginato fosse una Brera, non sapevo se coupè o spider; erano le stesse conclusioni cui ero arrivato io quanto ne avevo valutato l’acquisto;
            infatti, tornando IT, ritengo che la Up! sia totalmente anonima, mentre la Brera la puoi riconoscere anche senza farne il nome… (e trovo che questo sia un dato positivo), anche se poi, a fronte di una linea che ritengo riuscitissima, l’handling IMHO è inaccettabile per una coupè (l’ho provata prima con il 5 cilindri 2.4 diesel, poi in pista ad Adria con il 3.2 benzina, su strada con il 2.2 benzina ed infine un km zero 2.0 diesel che avrei potuto acquistare per 23000 euro, compreso interno in pelle; alla fine l’ho dovuta scartare perche’, sempre IMHO e senza intento denigratorio, è troppo “pesante”, direi goffa)

      • Caro Francy,
        ti confesso che leggere la tua prosa prolissa è di grande difficoltà per me, anche perchè spesso, per non dire sempre, giocando con le parole riesci a ribaltare la realtà.
        Un caso lampante è questo, e ti cito testualmente:
        “Dunque: è più costruttivo possedere – quindi: avere ogni giorno sotto gli occhi – una automobile che ci piace e che, conseguentemente, ci impegna poco evitando di porci interrogativi…

        … Oppure una automobile che non ci convince esteticamente e, conseguentemente, ogni giorno ci stimoli a pensare, ragionare riflettere, pórci domande?
        Una automobile che ogni giorno ci faccia chiedere: perché l’hanno disegnata così? Cosa vuol dirmi questo stile che non riesco ad afferrare, a capire, ad accettare? Cosa mi vuol comunicare?”
        No Francy, io ho una visione della vita diametralmente opposta alla tua -che non voglio mettere in discussione -. A me piacciono le cose belle, e così come in vacanza non scelgo di andare a Rozzano (non me ne voglia la redazione di Quattroruote….) ma scelgo località di mare, monti o città che siano un piacere oggettivo per gli occhi, con panorami mozzafiato, servizi di alto livello, natura incontaminata, costruzioni fuori dall’ordinario, ordine e pulizia, a maggior ragione il denaro che investo in un’automobile deve corrispondere a un oggetto che io reputo bello, non controverso, non umile ma con un unico particolare fuori dalle righe, non palesemente banale. Certo, restando sotto i 50.000 euro è difficile – ma non impossibile – non cadere nella banalità, ovviamente sempre dal mio punto di vista. Però spesso un colore particolare, o anche solo un allestimento specifico possono fare la differenza.
        Perciò no, caro Francy, le brutture e l’ordinarietà già infestano il mondo: non ho bisogno di averne una anche in garage per sviluppare la mia mente.
        Non è costruttivo autoinfliggersi punizioni o imporsi limitazioni per meditare sulle sfumature della vita. E’ esattamente il suo contrario: è distruttivo.

        • Amen.

          Capisco e rispetto, caro Wynn, il tuo pórti manichèo e irregimentato in osservazione di quel che sulla Terra e in Vita ci circonda.

          Ma non comprendo, non afferro, non capisco addirittura: da quel punto in cui ti confini da te stesso limitandoti, l’orizzonte è assai vicino tanto da opprimere ogni libertà di veduta e pensiero, il campo visivo strozzato e privato di malleabilità nell’ampliare il grado di focale, l’azione castrata.

          Perché perdere – a causa di scelte limitanti e provinciali; attraverso l’incapacità di aprir mente, sguardo e anima; per la paura di provare emozioni e sensazioni – il senso, le motivazioni, le sfaccettature e i lati più belli e affascinati del nostro vivere: la conoscenza di ciò che ci sembra diverso?

          Facile e comodo vivere inquadrati in schemi mentali assegnati dalle convenzioni sociali – come fai tu, amico Wynn – rannicchiati nell’utero dell’immaturità, negando ogni forma di crescita culturale e di sapere, accontentandosi del proprio dogmatico nozionismo…

          … Dài: prova a fare uno sforzo, a rompere acque e placenta, ad affacciarti dal guscio, a correre deciso verso l’età adulta. Vedrai che ti divertirai!

          Francesco

    • Ciao Francy
      come tutti ti leggo sempre, ma per una volta non sono (parzialmente) d’accordo con te e penso appunto come diceva il Direttore in un altro post che potremmo star qui a parlare all’infinito di design, animandoci come ci si anima per le squadre di calcio :)
      Sono d’accordo con te per quanto riguarda che il design è comunicazione (con il rischio di essere un po ruffiani se si è sempre simpatici e piacevoli) e che trasmettere il family feeling lungo tutta la gamma di un marchio è un’operazione difficilissima … però …
      però per me il designer rimane un artista al servizio dell’ingegneria e in quanto tale deve saper animare una scatola di metallo, “comunicare” appunto sensazioni, sentimenti, sogni …. (della marca o suoi)
      Caratterialmente mi piace (sì) la semplificazione, mi piacciono le cose chiare, “comprensibili” … però penso che semplicità non voglia dire appiattirsi su un piano di banalità … e che cmq un pizzico di “sapore” (nel caso specifico del design … un pizzico di originalità) sia sempre necessario (come in ogni buon piatto) per non cadere appunto nella noia.
      Ciao Adry

      • Quanto tu affermi, Adry, è senz’altro giustissimo.

        Scriviamo pure così: una sorta di punto fermo della comunicazione – qui intesa in senso molto largo: comprendendovi anche il “vestito” delle automobili; “vestito” che non ha solo scopo funzionale, ma anche di comunicazione commerciale – è proprio quella necessità di colpire l’emotività di tutti e di ciascuno di cui tu scrivi.

        Colpire, come tu sottolinei, richiamando sentimenti, sensazioni, sogni che vivono dentro ciascuno.

        Ed è vero, anche, che attorno a tutto questo si può dialogare all’infinito: è materia molto labile ed eterea. Proprio per questo affascinante alquanto, ma anche alquanto difficile da “regolare”.

        Esempio lampante ne è il concetto di “noia” rapportato, appunto, alla comunicazione.

        E se la “noia” – immagini e forme plastiche noiose, banali, troppo semplici, eccessivamente pulite, appiattite all’inverosimile, insipide – rappresentasse, paradossalmente, l’azzardo?

        In un panorama, per esempio, merceologico in cui la stragrande maggioranza di modelli di automobile è bella, curata, creativa, originale, particolarmente disegnata, emozionante…

        … Il ‘troppo banale” diventa l’azzardo, il segno di distinzione, l’anticonformismo, l’originale, il diverso, l’insolito, il sogno, l’emozione del momento…

        … Poi, magari, diventa “moda”, fa “tendenza”, concupisce la “maggioranza” e… Torna a vestir panni di consuetudine.

        * * *

        Insomma: ci può essere sempre un pizzico di sale – magari anche di troppo – in ciò che sembra insipido.

        Soprattutto: c’è tanto di etereo, in questo campo affascinante perché impossibile da regolare razionalmente.

        Ciao!

        Francesco

  46. Caro Mantellis
    OK, ti sei spiegato meglio. E per me e per te che siamo due appassionati di auto, di tecnica e magari anche di stile (automobilisticamente parlando), valutare un’auto e il suo acquisto significa analizzare e comparare tutti questi aspetti; magari poi, a seconda dei gusti, giungeremmo a conclusioni diverse.
    Purtroppo però questo ragionamento difficilmente si confà all’automobilista/consumatore medio, questo le case lo sanno bene. Per questo investono in marketing risorse ingentissime.
    L’acquisto dell’auto è uno di quelli definiti “emozionali” per eccellenza. Che cosa crea questa emozione? A me l’impatto della carrozzeria. La Spikers elettrica mi fa venire i brividi molto più di una M5 ultima serie. Se poi guardo la tecnologia, sono completamente diverse, ma comunque ad altissimi livelli.
    Prendi invece un automobilista medio. 10 a 1 che acquista la M5. Il marchio in questo caso ha un peso del 90% sulla scelta.
    La forza di Audi e VW sta nella capacità che hanno avuto le aziende da metà degli anni ’80 in poi di acquisire fama di qualità, di affidabilità, rivendibilità dell’usato, alcuni modelli riusciti, ecc.
    Hanno creato un marchio che il “parco buoi” riconosce non per la sua storia sportiva( come Alfa Romeo), per i suoi eccellenti modelli del passato con soluzioni all’avanguardia (come Lancia o Citroen), per l’affidabilità dei motori e della meccanica (come Peugeot), ma per la “storia” recente rivendicata dal marketing, storia degli ultimi 20 anni. E quindi vendono.
    A mio parere, la forza del marchio è quindi superiore all’appeal del design.
    VW – Audi – SEAT – Skoda.
    Hanno modelli molto simili, quasi identici nella sostanza. Perché SEAT non decolla pur avendo Ibiza e Leon, due bei modelli? Perché ha un marchio debole e il consumatore medio snobba le concessionarie…
    Pensa all’abbigliamento, dove il marchio è tutto e un “DIESEL”, “D&G” o altro fa vendere delle porcherie con forme strane (spesso si hanno delle difficoltà oggettive anche nell’indossare certi capi) a prezzi stratosferici.
    Che ne dici?
    Ciao
    Dario G.

    • bè..insomma si stanno avvicinando molto i pensieri credo………certo che la “fama”….cmq la si crea con l’eccellenza qualitativa ma anche tecnica…in effetti certa tecnica la offrono davvero in pochi nel mondo.. e guarda caso sono i piu forti al mondo…audi mercedes bmw ..e diciamo forse a modo loro lexus(toyota) e infiniti(nissan)..come vedi le cose sono molto legate e vanno di pari passo…….e personalmente proprio per tali ragioni considero audi ancora un passo sotto ai big mercedes e bmw..quest’ultima per tutti i motivi sopracitati ha e sta facendo strada alle altre due…che copiano in gran parte dietro le soluzioni innovative…

    • Ne convengo con te.
      Oramai conta più la moda che la realtà. Altrimenti Apple non venderebbe i suoi prodotti a tali prezzi.

      • Ni esiste sicuramente gente che puo’ permettersi certe scelte, ma in soldoni se desideri una certa cosa che funzioni , abbia stile ed un supporto post vendita nell’ambito informatico le marche sono poche. Nell’ambito motoristico trovo strano ad esempio che , panda a parte, le piccole utilitarie non siano apprezzate ed abbiano ammiratori come una volta…

  47. Rettifica al mio post precedente: ho scritto SPIKERS, ma intendevo FISKER, scusate.

    • non sono un fan de parenti degli Agnelli, Pero’ dai ammettilo ci vuol coraggio ad andare in giro su una jeep con quei colori…

      • “è tornato ed i passanti lo hanno insultato”
        e ci credo parcheggi male un “camion” blocchi diversi tram per almeno 30 min, L’azienda trasporti deve mettere degli autobus in sostituzione, non gli hanno rimosso l’auto (se era un povero cristo state pur certi che dopo 10 min l’auto era già rimossa).Il minimo erano gli insulti.E’ già tanto che non gli abbiano messo anche le mani addosso.

        • una lancia a favore di Lapo:
          incredibilmente tutti i mezzi per la rimozione erano impegnati (non siamo un pó tutti Lapo?)
          via San Gottardo é molto stretta, il suo Suv molto largo, e chi conosce quella strada dopo aver parcheggiato attende sempre il passaggio del primo tram per accertarsi che ci stia…ma certe cose bisogna saperle. Non era mica in seconda fila!

  48. Tanto casino per nulla.
    Totyota e gruppo PSA non hanno già in vendita un auto uguale-uguale da un po’ ???
    C1-Aygo ecc…. ????

    e dov’è l’idea rivoluzionaria partorita in aereo ????

    …che grandi manager !!!

  49. Buonissime notizie
    la Up! avrà anche l’alimentazione a metano (presentata al salone di francoforte la Eco-Up!)
    1.0L 3 cilindri 68cv 3.2 kg/100km co2 86 g/km in versione bluemotion (S&S e recupero energia in frenata) scende a 2,5 kg/100km e 79 g/km
    mini serbatoio benzina da 10 L e 2 bombole sotto scocca per un totale di 11 kg.
    Ciao
    Claudio

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  1. "L'Audi A5 resta la mia creazione più bella"
 

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