Schillaci per il dopo Altavilla?

luglio 31, 2018  |  Senza categoria  |  23 Commenti  |  Lascia un commento


C’è un nome che nei piani alti di FCA gira senza fare troppo rumore, peraltro perfettamente in linea con chi lo porta addosso: Daniele Schillaci. L’uomo sarebbe perfetto per il dopo Altavilla in EMEA e in prospettiva anche per il ruolo di numero uno del Gruppo. Ha l’età giusta (54 anni) e un curriculum straordinario alle spalle. Oggi è vice-presidente esecutivo di Nissan mondo, capo delle vendite e del marketing e responsabile di tutta l’area dei veicoli elettrici, pertanto ricopre una carica in assoluto più alta di quella che aveva Altavilla. Però è italiano, siciliano per l’esattezza, con studi universitari al Politecnico di Milano e all’università di Warton in Pennsylvania, quindi una carriera furiosa nel suo crescendo che qui provo a riassumere: Renault Italia, Renault in Francia, direttore marketing e vendite Alfa Romeo, General Manager di Lexus Europa, presidente e amministratore delegato di Toyota Francia, vice-presidente di Toyota Europa e poi la chiamata da parte di Carlos Ghosn come suo delfino in Nissan.
Può uno così in carriera accettare un livello più basso come sarebbe quello di responsabile EMEA? È difficile che acconsenta, anche perché Nissan è un marchio in grandissima ascesa e molto avanti anche sulle vetture elettriche però, per come lo conosco e lo stimo, è anche un italiano che sente il richiamo della foresta. Dietro un aspetto molto riservato e quasi timido nasconde grandi certezze e niente gli fa tremare i polsi. Potrebbe accettare soltanto per un motivo, poter tentare la scalata a capo assoluto del Gruppo FCA dimostrando sul campo di poterne essere in grado.
Il presidente Elkann ha poco tempo per decidere e non deve commettere errori; c’è da sperare che un tentativo lo faccia. Riuscisse nell’intento darebbe un segnale forte da queste parti (di nuovo un italiano nelle posizioni che contano in seno al Gruppo) e darebbe una scossa ai mercati. In più Schillaci è un car guy, forse il solo tra i possibili papabili a un ruolo che è delicatissimo e dove non ci si può permettere il primo che passa. Staremo a vedere, e incrociamo le dita.



23 Commenti


  1. Sarebbe davvero un bel colpo, l’uomo ideale per il curriculum di cui lei scrive, che affermerebbe la volontà di restare nel settore auto più di mille sterili dichiarazioni d’intenti. Il Corriere parla di Gorlier, ma siccome in quel giornale le giornaliste che hanno da anni – incomprensibilmente – l’esclusiva su FCA sono la Polato e la Carretto note più che altro per le cantonate che sono solite prendere appena smettono di scrivere schiocche amenità, mi associo senz’altro ed incrocio anch’io le dita.

  2. Incrocio le dita anch’io e spero con tutto il cuore. Da tempo FCA ha bisogno di persone che sappiamo fare auto, belle auto, e non solo finanza.

  3. Sarebbe ora che scegliessero un car guy, poi anche italiano…meglio. Mi piacerebbe capire se il baricentro essendosi spostato definitivamente oltreoceano questa opzione può essere cavalcata oppure una semplice malinconica suggestione….

  4. sarebbe un segnale importante,non solo da noi,e,soprattutto,mostrerebbe l’intenzione di tornare a fare quello che Fca dovrebbe fare:costruire e vendere automobili.

  5. Ammetto di non conoscerlo, ma se il curriculum è quello riportato dal Direttore, si tratterebbe sicuramente di una scelta di primo livello.
    Comunque, anche per rispondere agli altri amici del blog, mi pare che con la designazione di Manley a capo del gruppo FCA abbia dato un segnale inequivocabile: lui e Altavilla erano, tra i papabili, quelli cui meglio si addice l’appellativo di “car guy”. Mentre una nomina del terzo candidato, Richard Palmer, avrebbe significato un’inequivocabile segnale di continuità in una gestione piu’ attenta alla finanza che al prodotto. Non che SM di prodotti non ne abbia fatti, ma non credo che in futuro ci si ricorderà di lui per alcuni prodotti “iconici”, forse 500 a parte (pero’ con paternità condivisa), o per aver reso l’immagine di FCA alla pari dei marchi di lusso piu’ in voga, quanto per essere riuscito a resuscitare un morto e a fargli correre il mezzofondo…

    • Manley rappresentava la parte Usa che porta 80% dei soldi di FCA, Altavilla il 20% da li la “lociga” scelta, noi che siamo dei romantici e ragioniamo ancora come se ci fosse fiat ovvio che non siamo daccordo con la scelta.
      Schillaci è Italiano ma visti i trascorsi è più “internazionale” di Altavilla….secondo me rimarrà tutto così, Italia sempre più marginale, ma sperare non fa mai male.

  6. Dopo il dispiacere per la mancata incoronazione di Altavilla (qualcuno sa in cosa ha deluso e perché Manley gli è stato preferito?) e visto che i conti sono a posto, sarebbe davvero il momento di un car guy. Speriamo.

    • ma Manley tutto sommato gia è un car guy. Altavilla pure, quindi mettere un altro car guy alla guida dell’area EMEA significherebbe comunque solo continuare sulla stessa linea nela gestione della regione, in un quadro comunque di mutato interesse, piu’ rivolto già ora al prodotto che non alla finanza pura.
      Del resto, in un carto senso avevo previsto (ci sono i commenti ai post di 4R a dimostrarlo :-) ) che la “fretta” di Marchionne di azzerare il debito avesse uno scopo ben preciso: liberare il suo successore da grosse difficoltà di bilancio, in modo da potersi concentrare sul prodotto.

      • La tua conclusione richiama il solito dilemma fra il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno: ha avuto doverosamente ‘fretta’ di raddrizzare i bilanci, ha quindi risparmiato pure i “cent” nel piano industriale (tre nuovi modelli, più la 4C , in 14 anni – – ed il vuoto pneumatico fino al 2020 o 2021 o 2022 – mi sembrano davvero pochino per uno che voleva rilanciare il marchio, solo per rimanere in Alfa, perché per gli altri marchi ‘europei’, ad averli, c’è solo da mettersi le mani nei capelli). Quindi ? Ecco Elkann nelle migliori condizioni per potersi concentrare sulla vendita di FCA; al prodotto ci penserà chi l’avrà rilevata. Insomma, la scommessa è lanciata, dobbiamo solo stabilire i tempi e il premio (o la penalità). ; )

        • sono assolutamente disponibile a fare la scommessa. A mio avviso infatti una vendita non è nemmeno lontanamente ipotizzata. Soprattutto non adesso. Perchè se è vero che secondo alcuni un indebitamento pari a zero è attrattivo per gli azionisti, è anche vero che chi investe vuole vedere utili (leggasi dividendi) e nessuno è cosi’ ingenuo da credere che con debito zero gli utili siano proporzionalmente maggiori. Vero è inv ece che zero debiti libera risorse importanti che permettono di concentrarsi sul prodotto, cosa che è evidenziata dalla scelta di Manley e non di Palmer (quest’utlimo avrebbe invece ai miei occhi dato segnali piu’ in sintonia col tuo pensiero).
          Quindi su! Che tempo ci diamo? E cosa scommettiamo? :-)
          Come minimo una cena! Almeno abbiamo l’occasione di rivederci, visto che il CivilDario è ormai piu’ latitante di un boss di Corleone…

          • Hai di sicuro maggior dimestichezza di me con i temi economici. Ma dal pdv, ad esempio, di VW, quale momento migliore per mettere le mani su FCA ? Un AD sicuramente “innocuo” a confronto di Marchionne, debito zero, un potenziale di fuoco enorme (problema dei cassetti con nuovi prodotti semivuoti ? Risolto quasi all’istante: il bel marchio Alfa su una variante Audi e il gioco è fatto, per non parlare dell’ingresso in USA dalla porta principale). Premesso che mi auguro di perderla, diamoci tutto il 2019 (il 18 è quasi andato), ma non per la cena, facciamola prima: sono disposto a pagare pegno a scatola chiusa !

          • oddio… proprio cosi’ innocuo Manley non mi pare, con Jeep non ha fatto propriamente la comparsa. Certo, il paragone con Marchionne sarebbe impetoso per molti (forse solo Goshn ora potrebbe reggere il paragone). Ma la proprietà è sempre la stessa, ed è lei che decide se tenere o meno l’azienda in mano. E’ per questo che sono abbastanza sicuro di cio’ che dico: la proprietà non mi pare proprio che abbia interesse a vendere in questo momento. Anche perchè avrebbe potuto farlo 14 anni fa facendo un bellissimo spezzatino che li avrebbe riempiti di soldi. O ancor meglio all’epoca dell’Avvocato, quando tutti (Umberto incluso) lo spronavano a vendere a Mercedes, e lui ha invece concluso con GM uno dei piu’ grandi esempi di “pacco napoletano” ai danni di Wagoner.

            Per la cena, ben d’accordo!!! Facciamo venire anche Carlo? E ovviamente chi si vuole aggregare. Tanto saremo sempre io, te, Luca, Lucio e Maurizio :-D

          • Se mi escludete vi tolgo il saluto…

          • Io ci sono.

          • Per non mischiare troppo il sacro (Fca) con il profano (cena) ho appena scritto una mail (ma non ho l’indirizzo di Lucio) ai possibili interessati per individuare il periodo; per ora non al Direttore, che dovrà ovviamente avere la parola definitiva su sede e data.
            Per il resto i termini della scommessa ormai sono definiti, dobbiamo solo attendere. ‘Car’ di settembre spara la nuova 8C ibrida in copertina…ma nel 2021, se su base Lamborghini o Ferrari staremo appunto a vedere…

          • Lamborghini?

          • Beh Stefano, stai pur certo che una Alfa su base Lamborghini non la vedrai mai. Dovesse per puro caso VW comprare Alfa, di certo non si farebbe concorrenza interna, in compenso avremmo tante belle Arona, Ateca, Toledo ecc… rimarchiate Alfa.

          • Nel caso deprecabile in cui VW si comprasse FCA (e io vincessi la scommessa con Federico) per l’8C immaginerei una base Lamborghini o Audi R8, che poi, se non ricordo male, è la stessa cosa.

  7. Credo che il problema non sia il responsabile EMEA, ma il vertice. La “soluzione interna” avrebbe avuto senso con Marchionne ancora in vita, in altro ruolo, ma sempre pronto a sostenere i suoi ex riporti.
    Oggi temo che i nuovi vertici si limiteranno ad eseguire i compitini scritti per loro da altri. Troppo accentratore, troppo vulcanico, troppo presente Marchionne, al punto da essere confuso con la proprietà, perchè i suoi sottoposti di un tempo siano pronti per essere autonomi.
    Meglio una soluzione esterna, difficile senza dubbio, perchè avrebbe dovuto inizialmente guidare il gruppo con la stessa forza di Marchionne, pianificando però allo stesso tempo lo sviluppo di un gruppo di primo riporto realmente autonomo e pronto per il futuro. Tanti auguri

  8. Non conosco il nome citato, come molti del resto.
    Un brutto colpo, invece l’uscita di Altavilla.

    Mi auguro, chiunque venga, ci sia la stessa volontà di investire su Alfa Romeo; temo fosse Marchionne a crederci come nessun altro.

    • Il profilo professionale tra i due è imparagonabile, ma il problema è che Schillaci sarà difficile da convincere considerando le sue ambizioni da successore di Goshn a capo del Gruppo numero uno al mondo.

      • gli si puo’ sempre far notare come anche Altavilla nutrisse speranze (ben motivate) di diventare numero uno di un grosso gruppo. E che la quasi certezza di diventare prima o poi numero uno di FCA (che nel frattempo potrebbe sicuramente crescere mentre l’altro gruppo potrebbe scendere) sarebbe un incentivo nulla male.
        Certo, d’altra parte uno vorrebbe anche godersi i frutti del suo lavoro e scalare posizioni all’interno di un gruppo che PER ORA è il primo al mondo. Tuttavia magari proprio mettergli la pulce nell’orecchio di un rischio di qualcuno che gli “faccia le scarpe” (oltre a garantirgli autonomia totale) potrebbe sortire qualche effetto.

      • giusto per fare un esempio in un altro ambito… Roberto Baggio ha accettato di buon grado di finire la carriera al Brescia, Totti di rimanere alla Roma. Insomma, casi di italiani per cui l’essere nella squadra prima al mondo non era cosi’ importante ne abbiamo…

 

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