Se a un comportamento corretto in auto deve pensarci l’auto stessa

agosto 10, 2018  |  Senza categoria  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

La Commissione Trasporti della Camera ha approvato il disegno di legge che prevede l’obbligo di montare sulle auto seggiolini salva bebè equipaggiati con dispositivi che ricordino la presenza del bambino a bordo.
Se soltanto questo provvedimento servirà anche a salvare una sola vita umana ben venga, ma quello che mi suggerisce questo intervento dall’alto è che siamo arrivati all’ultimo stadio della protezione degli individui a bordo.
Un tempo c’era poco e niente, poi si è cominciato a multare chi aveva comportamenti scorretti, quindi sono state inasprite le sanzioni con risultati diciamolo pure deludenti.
Ecco che adesso per eliminare i problemi non si pensa più di ricorrere agli automobilisti, bensì alla tecnologia.
Il caso dei seggiolini dei bambini che ricordano ai genitori distratti che a bordo si sono dimenticati un loro figlioletto è soltanto una faccia del problema. Ormai all’industria automobilistica si chiede di trovare un modo per disattivare i telefoni cellulari nell’abitacolo (almeno quello di chi guida) oppure di impedire la messa in moto se il guidatore è alticcio, quindi pericoloso per sé e per gli altri.
Ben vengano tutte le trovate possibili e immaginabili, ma bisogna ammettere che questa è una resa, perché comportamenti che dovrebbero essere normali vengono troppo spesso ignorati al punto che si chiede a elementi esterni di provvedere. Anche perché chi telefona mentre guida viene multato in un caso su un milione e chi alza il gomito viene pizzicato con grande difficoltà e quasi sempre dopo essere stato coinvolto in un incidente.
Evviva l’elettronica di bordo, quindi, e che sia benedetta. Però dovremmo anche chiederci in che mondo viviamo se dobbiamo affidare a comandi esterni il nostro comportamento civico.



10 Commenti


  1. In generale si assiste alla resa del nostro vivere civile, che è composto di regole (e sanzioni) che andrebbero rispettate (e fatte rispettare). Ognuno di noi si de-responsabilizza e appalta a qualcun altro (o a qualcos’altro se si tratta di macchine) di imporre il rispetto delle regole. Eppure ci consideriamo tutti adulti consapevoli, spesso perfino in grado di esprimere giudizi su cose che non conosciamo per nulla.

  2. nel Paese di Beccaria dovremmo sapere,ce lo spiego’ tanto tempo fa,che il miglior deterrente non e’ l’entita’ della pena ma la sua certezza:occorre controllare e sanzionare(non e’ il caso di chi dimentica un bambino in auto:qui si tratta di patologia,nessuno sano di mente lo farebbe..)piu’ che inasprire le multe,classica scorciatoia italiana.va detto che stiamo diventando,in tutto il Primo Mondo,una massa di oche giulive prive di senso della responsabilita’,di senso comune,di senso della realta’.

  3. Concordo in pieno sul fatto che stiamo assistendo a un’inversione dei ruoli che mira sempre di più a sopperire alle mancanze degli automobilisti facendo ricadere questo onere sui costruttori.
    Certamente se è l’unico modo per prevenire altre disgrazie è giusto,però secondo me si sottovaluta il pericolo dipendenza che sta dietro a tutte queste reti di sicurezza.
    Se i seggiolini saranno tutti a prova di dimenticanza temo che alla lunga si potrà arrivare a pensare che ricordarsi del proprio bambino non è necessario,tanto ci pensa il cicalino ad avvisarci.
    E’ come se per assurdo i guidatori smettessero di frenare in città perchè tanto ci pensa la frenata automatica.
    Non vorrei che tutta questa assistenza desse vita a una generazione di guidatori ancora più distratta che sa di non correre rischi perchè sarà l’auto a sopperire a ogni dimenticanza.
    Secondo me sarebbe stato anche sufficiente un biglietto sul cruscotto oppure in un altro posto ben visibile che ricordasse al guidatore la presenza di un bambino sul sedile posteriore,un po’ come i vecchi magneti che invitavano alla prudenza.
    Ma la soluzione deve essere hi tech altrimenti non serve a nulla.

  4. E’ il frutto dei nostri tempi dove si è perso il buon senso e i genitori affidano:ieri alla tv oggi agli smartphone,lo svago per i figli invece di passare il tempo con loro ed educarli come una volta su ciò che si deve fare,e su ciò che non si deve fare o per maleducazione o perché è un pericolo e da qui,i commenti che leggo quando uno va sotto un treno perché attraversa i binari in stazione senza usare i sottopassaggi o perché attraversa un passaggio a livello nonostante le barriere abbassate”ci sarebbe dovuto essere un ferroviere..questi sono i risparmi che fanno le ferrovie sulla nostra pelle..”

  5. Grazie direttore per questo post, su un tema davvero interessante e attuale. Sono sicuro che le opinioni dei frequentatori di questo blog si divideranno tra quelli che le daranno ragione e chi le dara’ torto. Io adotto una posizione piu’ “provocatoria”. Personalmente ritengo che la circostanza che questi strumenti rappresentino una “resa” alla tecnologia o un “aiuto” a ridurre la mortalita’ e l’incidenza degli incidenti sulle strade dipende prevalentemente dal guidatore. Il compito dello stato, della vostra rivista, delle case automobilistiche e di tutti coloro che lavorano nel mondo dell’auto sara’ cercare di far passare il messaggio che la tecnologia dovrebbe assistere e non sostituire la persona che si trova dietro al volante.

  6. Ben venga la tecnologia, ma di questo passo si allontana sempre più il senso di responsabilità di noi tutti; un po’ come i correttori automatici degli errori di ortografia, il cui risultato è non saper più scrivere o parlare correttamente, le enciclopedie on line che ci trasformano tutti in “tuttologi” e chi più ne ha più ne metta.

    Ricordo con tenerezza il mio insegnante di Lettere delle medie inferiori che nel 1975 affermava che “il fumetto uccide la parola”…riferendosi al successo dei giornaletti dell’ epoca a discapito dei libri.

  7. Ha ragione, Direttore. Una resa. Basta fermarsi qualche minuto a osservare buona parte dei guidatori, in città. Da pedone, è meglio farlo. Provate pure voi di 4R, a mettevi nei panni di pedoni e osservatori in incognito dai marciapiedi, è inchiesta che si può fare senza investire troppo tempo e con pochissima spesa.

  8. Ecco uno dei motivi per cui sono arrabbiato con questa tecnologia imperante e la guida autonoma: Invece di responsabilizzarci ci fa da balia e nessuno ormai ha la coscienza di dire, dopo uno sbaglio, che quella cosa non la farà mai più.

  9. So che le dà fastidio il mettere link esterni nei commenti; se vuole le faccio copia e incolla di quanto appresso, che riporta sommariamente gli estremi di una mia conversazione sull’argomento con Vincenzo Borgomeo, in merito ad un’iniziativa che poi non si fece (mai capito perché), per evitare gli abbandoni in auto:

    https://edue.wordpress.com/2017/06/24/bambini-abbandonati-in-auto-o-in-redazione/

 

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