Sorpresa: la passione pare che esista ancora!

Sorpresa: la passione pare che esista ancora!

gennaio 18, 2019  |  Senza categoria  |  42 Commenti  |  Lascia un commento


Ermete Tombolini vende automobili in una concessionaria multimarca di un centro della bassa padana dove la pianura va a sbattere contro le prime colline. L’ho contattato qualche giorno fa riguardo l’argomento della pazzesca multa sanzionata dall’antitrust per il cartello sui finanziamenti. Volevo capirne un po’ di più da uno che lavora sul campo, e nel corso della lunga conversazione si è parlato anche di acquisti in contanti in calo. Ma quello che però vi vorrei trasmettere è il suo stupore quando nei primi giorni di quest’anno si è visto entrare in concessionaria uno sbarbato cliente che cercava come usato una vettura divertente da guidare. Queste, più o meno, sarebbero state le parole che hanno stupito il venditore: «Non mi interessa la potenza assoluta, anche perché ho un budget sui 15 mila euro, ma vorrei un’auto che mi trasmetta il piacere della guida perché attorno a casa mia ci sono delle strade magnifiche su cui godermela.»
Ecco qui la meraviglia di Tombolini che, a suo dire, erano anni che non si trovava davanti un giovane con addosso la voglia di godersi una macchina per quello che la caratterizza come DNA e non per quello che c’è sopra. Non voleva i gadget, l’infotainment, la tinta, le comodità quanto l’handling, la frenata, il cambio ravvicinato o comunque ben scalato.
E lì il venditore, per sua ammissione imbarazzata, si è sentito preso in contropiede perché non è più allenato sulla materia per mancanza di abitudine. E mi ha trasmesso il suo imbarazzo insieme alla sua sorpresa.
Dunque, confinato in una provincia meno alla ribalta dove l’eco delle vetture per forza rispettose di tutto è meno pressante, c’è ancora qualcuno fresco di patente che chiede all’automobile quello che è stato centrale per quasi un secolo: non soltanto l’esigenza primaria di spostarsi ma anche il gusto di guidare. Mi pare una bella notizia. Anche voi vi siete imbattuti in casi simili, o proprio più niente, come peraltro sostengono i grandi produttori di vetture generaliste rigurado le esigenze dei nuovi automobilisti?



42 Commenti


  1. Direttore, sono del 1986 quindi non proprio fresco di patente, ma neanche un consumato automobilista, diciamo. Mi considero della vecchia guardia, per me auto e moto significano passione e piacere di guida, la prima auto che ho comprato col mio stipendio è stata una Fiat barchetta (con la “b” minuscola come ogni appassionato sa), l’auto che da sempre mi ha affascinato da quando uscì nel 1995. Avevo 9 anni. Questa estate ci ho fatto il tour della Sicilia scendendo da Torino, ma sono stato anche in Germania, Austria, Croazia…niente voli aerei, solo strada. Purtroppo gli anni passano e per future esigenze di spazio ho appena acquistato una Giulietta, auto molto valida nonostante l’età del progetto, ma sicuro non emozionale come la barchetta che ho messo a malincuore in vendita.
    Certo se il confronto con i miei amici è desolante, uno addirittura non sapeva cosa fossero i cavalli…ma non tutti hanno perso il gusto dell’automobile.

  2. Sì Direttore, mi sono imbattuto in un caso abbastanza simile.
    Il mio. ;-)
    Percorro, per lavoro, diporto, esigenze familiari, eccetera, molti chilometri all’anno; diciamo sui 40.000 e rotti “spalmati” sulle vetture di famiglia (mia moglie, mio padre ed io).
    Il grosso del chilometraggio annuo lo sostiene ovviamente il “muletto”, la “daily car”.
    Nel 2011 acquistai a tale scopo una Toyota Prius.
    Nel giugno 2016, dopo aver percorso 234.000 km, l’ho data in permuta per una 124 Spider.
    Era bellissima, la prova di Quattroruote aveva evidenziato consumi assolutamente ragionevoli, desideravo da tempo l’esperienza di una cabrio, piaceva a mia moglie, non abbiamo figli, viaggio quasi sempre da solo, le altre auto di famiglia possono subentrare quando c’è l’esigenza di un’auto “normale”, il concessionario mi fece un buon trattamento per l’usato…. cotta e mangiata.
    Una scelta passionale, e pazienza se i km/litro sono 15-17 anziché i 20-21 della Prius.
    Ne sono felicissimo, e i chilometri accumulati dal 23.06.2016 sono, ad oggi, 81.000 (ottantunomila).
    La ricomprerei domani.

  3. Patente dal 1972, ho anch’io il mio “muletto” per le necessità di tutti i giorni ma il ruggito di un bialbero mi fa ancora percepire un sottile fremito lungo la schiena. Ed anch’io ho la fortuna di abitare in provincia, (proprio quella emiliana del sig. Tombolini: sarà un caso o dipende invece dal clima della motor valley?) dove limiti e traffico sono meno pressanti, se pur presenti.
    Ormai in in pensione, penso che ora mi metterò alla caccia di un’Alfa GT, quella carrozzata da Bertone su base 156/147, ma rigorosamente benzina! Temo però di appartenere ad una sparuta minoranza, spero non destinata all’estinzione: per questo poco interessante per i produttori, che (giustamente, dal loro punto di vista) giudicano poco conveniente offrirci prodotti di nostro gradimento. Comunque, grattando grattando, qualcosa che “ruggisca” si trova ancora, per fortuna.

  4. Nuove leve appassionate, no, purtroppo non ne vedo. Toh, forse uno, ventenne, che sta provando a sistemare un’Alfa 75. Ho visto però qualche cinquantenne ben messo economicamente usare per lavoro, in settimana, la station automatica, e girare nel fine settimana con TT roadster e Cayman manuali…Mi fa piacere che qualche ragazzotto si sia reso conto del divertimento che offre la guida, su certe strade (sperando non esageri!). E mi fa piacere leggere di nuovo dell’esistenza del mondo extra città: troppi articoli, troppe prove, troppe discussioni negli ultimi anni sono state fatte pensando soprattutto a ztl, città grandi, traffico assurdo ecc.. Sono anni che dico che c’è un universo, fuori Rozzano e gli incasinati paraggi milanesi, fatto di paesi, città piccole, e parecchie strade tranquille ma con buone curve, piacevoli (pure nelle piattissime pianure novaresi e vercellesi): concetti che ho sempre tirato fuori di fronte alle balle della indispensabilità della trasmissione automatica, data per scontata sempre (ma per favore…), ora vedo che certi discorsi van bene per le questioni benzina-diesel-elettrico, e per il piacere di guidare lontano dal caos. Meglio tardi che mai, anche se un certo cambio di mentalità lo si deve purtroppo a certe cose lette ovunque negli anni. E al drastico calo di interesse giovanile, che ha toccato un po’ anche quelli più vecchi (ricordo, Direttore, quando raccontò di alcuni suoi conoscenti che non sapevano nulla di macchine): qualche giorno fa al bar parlavo con amici di queste cose, delle vecchie moto o motorini che giacciono nei garages e che nessuno di noi, pur non potendo spendere chissà cosa per sistemarli, vuole vendere o rottamare. Si sono illuminati gli occhi di un paio di amici quando ho citato gli esperimenti per far andare un po’ di più il cinquantino a carburatore, vedasi il “getto”, ormai avevano rimosso. Hanno letteralmente cambiato espressione, e siamo andati avanti mezz’ora a parlare solo di carburatori e marmitte…Sembra adesso, eppure sono passati 20-25 anni…anche 30, per alcuni. Per mio conto, la prossima auto per forza di cose sarà a gasolio, ma di quelle che “vanno”, e non mancherà adeguato allestimento-assetto sportivo, o almeno sportiveggiante.

  5. Proprio questo è un problema dei politici. Ci considerano tutti come se vivessimo in grandi città. Invece in Italia abbiamo ancora un mucchio di posti e strade in cui è piacevole guidare.

    Ho un amico che ha passione. Si, ha un diesel ma è un’Alfa GT.
    Peccato che rispetto a quando ero ragazzo la mia attuale compagnia sia piuttosto amorfa rispetto ai motori. Solo un paio ci fanno caso ma poi si fanno stregare dal marchio e dalla moda (suv con più tablet possibile).

  6. Colgo l’ occasione di questo argomento per chiedere al dott. Cavicchi se mi sa dire come rintracciare una bellissima canzone scritta e cantata dal grande Bobo Cambiaghi ed uscita se ricordo bene nel 1981 che aveva come titolo “Nivola”; era la sigla di chiusura di una bellissima trasmissione dedicata alla Mille Miglia presentata da un altro grande volato via troppo presto: Beppe Viola.
    Ricordo ancora con emozione le parole finali: ” sulla strada è rimasto un bambino che con gli occhi aperti sogna un giorno che, come Nivola avrà una Ferrari tutta quanta per se”.
    Per me la dedica più bella che si può fare ad un pilota ( Nuvolari ) ed a una macchina. Senza togliere nulla ad un altro grande : Lucio Dalla.
    Uomini così ne nascono max. 5 ogni secolo.

  7. non sono casi cosi’ infrequenti,anche se molto dipende dalla zona in cui si vive(il traffico soffocante,le strade noiose e diritte)nemmeno tra i giovani,anche se ne conosco parecchi e certo la passione e’ molto meno diffusa di un tempo(il NOSTRO tempo,direi,Direttore,in cui l’auto aveva una grande importanza per molti motivi:ora spesso si riduce ad una commodity costosa cui si rinuncerebbe volentieri…).e difatti le proposte dei costruttori ci sono eccome,anche se i numeri di vendita non sono spettacolari.avendo sempre avuto moto verso i primi anni Duemila ho dovuto,per motivi economici e personali,limitarmi ad una piccola enduro 400cc. dall’aspetto molto specialistico e,quando con gruppi di amici si faceva qualche gita,notavo che i gruppetti di adolescenti,maschi e femmine,guardavano attentamente la mia tra tutte le piu’ grosse e vistose motociclette degli altri:come succedeva negli anni settanta a noi.e notandolo pensavo;c’e’ speranza,ancora.

  8. Appena patentato nel 1976 mio padre mi comprò una Fiat 500 di “centesima mano,ultra usata per ‘farmi le ossa’ diceva lui.Ma io ho avuto la fortuna di avere un papà alfista e con un duetto Alfa e una Giulia Super 1.3 in garage che mi tentavano…..il passo è stato breve .Da lì ho conosciuto ed apprezzato il piacere di guida e l’inconfondibile rombo dei motori Alfa che un bravo carburatorista aveva ancora più esaltato” giocando con un cacciavite ed a orecchio”sui doppi carburatori che le Alfa avevano in dotazione.Mi ricordo ancora che mi piaceva farle sgommare nel passaggio tra una marcia e l ‘altra ,provocare la sbandata del posteriore e l’orgoglio di sentire il rombo Alfa .Vuoi mettere poi l’adesivo verde sul parabrezza della Giulia con la scritta “aria condizionata “che attirava l’invidia e sguardi di curiosi che sbirciavano all’interno dell’auto?Insomma guidare le Alfa era qualcosa di iimpagabile ,già solo a vederle ti emozionava.Oggi purtroppo guido le solite comuni auto banali e fredde ma il ricordo delle Alfa è in me ancora vivo.

  9. Io mi imbatto ogni giorno in me stesso! Possiedo da 4 anni una goduriosa Fiesta ST del 2015, e anche il solo tragitto per il lavoro, mi mette di buon umore. Penso che me la terrò fino a totale usura perchè auto così non ne fanno più. Mi viene da sorridere a vedere le mamme fuori da scuola che caricano i figli nei loro SUV barconi e mia figlia invece che sparisce nei supporti laterali dei sedili Recaro ^_^
    Peccato non avere mai il tempo di andare per strade belle.

  10. Raccontata così mi dà l’idea dell’ultimo superstite…. Qualche giovane c’è ancora a cui piace la bella guida, ma noto che anche loro sono parecchio attratti da infotainment, dal marchio di moda ecc.. Però, meglio che nulla.

  11. Ho settantadueanni ho posseduto quasi tutte le auto più significative di quasi tutte le marche ,facevo anche 100000 e più chilometri al giorno ,oggi se non faccio i miei cento chilometri al giorno sto male! Ho capito una piccola cosa : la passione della bella guida al volante di auto che le senti col culo è sparita con la globalizzazione ( se non sei grande non puoi vendere a tutti ) vedi quegli aborti di suv , carrozzerie fatti per gente a cui la bellezza non sa cosa sia,aiuti alla guida …! ma non esistono i taxi o i trasporti pubblici? patenti date a tutti ,il pil deve crescere ! carrozzieri,ospedali ,ecc e la bella guida in sicurezza, fatta con passione ? Sono fortunato mi sono comperato una Corvette rossa con un motore che è una stufa ma che fa un bel casino ,costa poco molto poco per quel che da, e trovo un sacco di vecchiette e vecchietti e di bambini che mi sorridono ,fanno domande ,mi dicono di sgasare, e sono felice perchè la mia passione è ancora contagiosa , passione di nostalgici e passione spero non smorzata da genitori ottusi che si son fatti la macchina elettrica …….accetto scommesse : ancora pochi mesi e giù tasse anche sulle elettriche ,può lo stato che si mantiene con le accise sui carburanti vedersi togliere la manna ? e chi se ne frega se per far muovere le macchine elettriche occorre energia data da materiali fossili o comunque da energia non pulita?

  12. scusate all anno non al giorno!

  13. La passione per i motori nasce da bambini/ragazzi. Negli anni ’90 in Italia si vendevano più di 600.000 ciclomotori, nell’anno record si immatricolarono oltre 680.000 cinquantini.
    Nel 2017 23.000!!! Credo ci sia poco da aggiungere.

    • 680.000, di cui buona parte truccati! Hai perfettamente ragione, ai miei tempi (che non sono poi cosi’ remoti, si parla di 25 anni fa) per un quattordicenne significava essere un figo assoluto il fatto di avere il MBK Booster truccato. Come eri figo quando a 18 anni esibivi l’auto nuova, magari cabrio…
      Esattamente, il motore era una volta il simbolo della libertà e dell’apprezzamento sociale. Prima che anni di battaglie contro il mostro ne fiaccassero prima la passione e poi la necessità.
      Di certo l’esempio del direttore mostra a chiare lettere che NESSUNO investirà piu’ di tanto in auto che trasmettano passione. Anche perchè nell’esempio citato appunto, chi ha passione non ha i quattrini :-(

    • Esattamente. Molto poi deriva dalla famiglia. Io son cresciuto con Autosprint, Quattroruote e Milleruote, l’enciclopedia degli anni 70 uscita con 4R, ce l’ho ancora. Mio padre era appassionato. Ma quante copie vendevano, ai tempi, Autosprint e 4R? E quante, oggi, pur tenuto conto di internet?

    • che tristezza.

      Ricordo quando avevo 16 anni e già con amici più grandi eravamo sempre a sfogliare Quattroruote, Auto ed Elaborare.

      I ragazzi di oggi non li capisco proprio. La loro massima esaltazione è lo smartphone. Viaggeranno più di noi allora, sapranno anche le lingue… ma il mondo lo guardano dal cellulare. A me sembra molto triste.

      • Forse centra anche il fatto che noi cinquantenni e passa 30-35 anni fa lavoravamo già e non avevamo molti problemi economici; per cui la Uno Turbo piuttosto che la Supercinque turbo con qualche sacrificio la potevi comprare; ora con la glo-”balizzazione” ( da balle… ) è dura la vita…
        Scusate la licenza “poetica”….

  14. Mmm, non tira una bella aria. Ma non vedo come potrebbe essere altrimenti…l’auto è stra-tassata e spesso criminalizzata. In più i limiti di velocità sono presidiati ben oltre la giusta logica della sicurezza…è difficile “divertirsi”, ripeto nei limiti della logica, senza rischiare la patente. I giovani si sono rivolti ad altro…triste ma comprensibile.

    • I controlli ci sono ma vi sono molte strade poco trafficate e poco controllate, in collina ed in montagna, in cui ci si può ancora divertire. Basta conoscerle. Anche perchè magari il limite è di 90 km/h ed il divertimento è nel “fare le curve” non nello spararsi un rettilineo a 150.

      • Mmmsì, ok; sono d’accordo che il divertimento sta in curva, magari parlando di guida “matura”, a 20 anni è (era) già diverso. Però il limite 90 in quelle strade li vedo raramente, ed in mezzo alle curve fare i 120 è un attimo con le auto moderne, anche con 100cv. Però dibattiamo…i giovani sono out dalla passione perché? Il richiamo dello smartphone è superiore all’adrenalina dei motori? E’ solo moda? Sono più morigerati delle vecchie generazioni in tema di ambiente e sicurezza?

        • gli hanno cambiato i gusti. Ed ora per loro è più adrenalinico essere “social”. Oramai è una malattia sociale.
          Se scoppia un incendio, una rissa, una guerra… prendono il telefono e filmano trasmettendo in diretta sui vari social. Se gli muore uno davanti lo stanno a filmare. Oramai si son venduti il cervello.
          Come ho già detto girano il mondo e si vantano di conoscere le lingue ma tutto ciò che vedono lo filmano col telefono e lo guardano dallo schermo. Pazzesco. Meglio non si muovano e che guardino le cose direttamente dal PC, a questo punto.

          Non sono tutti così, per fortuna, ma tanti, troppi per come la vedo io. Lo vedi anche con i tatuaggi. Oramai son tutti pieni, soprattutto le ragazze. Basta che sportivi ed attori comincino a fare qualcosa e gli vanno tutti dietro come pecoroni (cosa sempre successa).
          Ricordo di una sciatrice americana. Rimasi stupefatto quando vidi che trasmetteva in diretta social quando gli facevano le infiltrazioni al ginocchio. Cioè… abominevole.

  15. Onestamente non ho mai sentito un giovane dire non mi interessa la potenza ma il piacere di guida.
    Non ne conosco tanti ma quelli che conosco badano in primis all’immagine che l’auto conferisce e poi alla potenza,tutti appassionati schiacciatori di pedale sul dritto.
    Allo stesso tempo non ne ho mai sentito uno dire che era intenzionato a frequentare un corso per imparare,tutti professori che non corrono in F1 solo perchè gli manca la licenza.
    L’auto deve essere nuova e bella,vade retro macchine vecchie su cui magari ogni tanto bisogna mettere le mani sporcandosi per fare da soli qualche lavoretto.
    Però magari è solo la mia zona in cui la passione manca e la puzza sotto il naso avanza.

  16. Che cosa gli ha poi venduto ? Ci sarebbe da complimentarsi con lui, se fosse la Subaru della foto. Nel Club federato all’Asi della mia città, che ha un sacco di soci, i giovani sono pochissimi. Tralasciando anche le ‘youngtimer’ e riferendosi solo alle superstiti sportive o sportivette ancora in listino, mi sembra che i giovani se ne stiano accuratamente alla larga. Riviste del settore, che pure fanno di tutto, pure troppo, per lusingarli, non cavano un ragno dal buco. Siamo una razza in estinzione, rassegnamoci.

  17. Certo che esiste ancora la passione.
    Quello che manca è l’offerta e il far sognare.
    Con il far sognare non intendo auto dal valore a 5 o 6 zeri, ma proprio vetturette divertenti, agili e accessibili.
    Purtroppo la società attuale non aiuta a far scoprire questa passione.
    Un tempo le gare di F1 erano visibili a tutti, in Rai o Mediaset, ora solo a pagamento. Un tempo di vedevano anche le Superturismo in TV, ora?
    Ora in TV si vede solo spazzatura o riferimento ai social. Che poi social di cosa? Che quando vai al bar vedi che attorno ad un tavolo ci stanno tutti ragazzi con il cellulare in mano e la bocca chiusa.

    • mah… ci ha provato Toyota (e Subaru) con la GT-86… teoricamente vetturette agili e accessibili sarebbero pure le segm B sportive, tipo la 208. Ma pure quelle, chi se le piglia ormai? Per forza che manca l’offerta, la passione c’è solo quando si superano certe cifre…

      • Oramai ti fanno sentire in colpa ed a molti questo da fastidio.
        E comunque tirare fuori 500€ di bollo per una vettura da 23mila euro è una discreta tassa. Scommetto che in Germania ne vendono molte di più di segmento B pepate.

        • mah, occhiometricamente non ne ho viste molte nè in Germania nè in Svizzera. In Germania comunque, pur con meno tasse sull’auto che da voi, si lamentano del costo dei carburanti e delle limitazioni al traffico. E poi c’è il costo all’acquisto, piu’ alto rispetto a una canonica segmento B. Insomma, la situazione mi pare simile all’Italia. Semplicemente, chi vuole una segm B vuole un’utilitaria. I fighetti della Uno Turbo sono ormai dinosauri…

    • Sul far sognare sono d’accordo. Sull’offerta no…di modelli ce ne sono a decine su decine, anche economicamente abbordabili e dai costi di gestione umani. Mancano gli acquirenti. Che però ritorno al tuo “sognare”, hai ragione, non vengono stimolati come venivamo stimolati Noi. Sono altri tempi, forse con gli occhi dei genitori sono migliori….più sicuri. Anche se le statistiche parlano di allarme droga e alcol tra giovani e giovanissimi….perché alla fine l’essere umano vuole divertirsi, noi avevamo il motorino poi le macchine /moto…..ora hanno altro.

  18. la passione di guidare esiste ancora,non esistono purtroppo più macchine che appassionano.Oggi gli unici che si appassionano sono i fanatici dei computer montati sulle auto.Un’amico,puntualmente si compra ferrari d’antan,l’ultimo che si è regalato è un testarossa del 90,alla mia domanda sapendo che è uno che ha un portafolgio che è come il pozzo di san patrizio:”perchè non una 488 o altro”.La sua risposta che poi è sempre anche la mia è stata lapidaria:”non spendo 200mila euro x far divertire i computer,non mi interessa emulare vettel,non devo fare nè la pole nè il giro veloce,mi voglio divertire io quando guido”.Vale per ferrari ma anche per tutte le altre.

    • Vero, purtroppo (per l’appagamento di chi guida) si va verso l’automazione completa. E poi c’è da dire che in un mondo globalizzato si sono moltiplicati i nuovi ricchi che si prendono la Ferrari o la Lambo….una volta non sarebbero mai stati in grado di guidarle; adesso tra sbandate assistite, launch control e compagnia bella il Cinese di turno può andare in giro con la Rossa….questo significa tanti soldini. Chiaro che poi li vedi su YTube disattivare i controlli e fare incidenti tragicomici…

  19. Una storia come altre che testimonia al Dott. Cavicchi come il fuoco arde ancora sotto la cenere (almeno fino a quando ci saremo noi!).
    Una storia che vede protagonista una persona più che novantenne, una Fiat 131 Special 1300 color bordeaux del ’79 ed un mio amico da poco in pensione.
    Il primo, ormai senza patente da qualche anno per motivi di salute, aveva percorso in 40 anni circa 150.000 km con la sua fidata e curatissima 131, ormai ferma in garage.
    La seconda, annoiata e ancora desiderosa di uscire.
    Il terzo, indeciso su quale auto regalarsi per il raggiunto traguardo, non si capacitava come mai, dopo tanto peregrinare per concessionarie, non riusciva a sentirsi appagato da ciò che di nuovo gli proponevano.
    Non mi dilungo su come i tre si sono incontrati (anche se pure questa storia meriterebbe di essere citata), ovviamente in un luogo dove l’euro zero conta poco.
    Fatto sta che oggi il mio amico, spendendo un quarto del suo budget (tra acquisto, molle e ammortizzatori, rifacimento interni, lucidatura di carrozzeria e cromature, batteria, cinghie/cuscinetti, candele, cambio olio e filtri), è felicissimo e definisce la 131 la sua auto ideale (non un fulmine di guerra ma comoda, spaziosa e pure elegante).
    Io, dal canto mio, lo invidio un po’ per la pensione raggiunta e un po’ per la 131 che, testimonio essere in uno stato di conservazione incredibile.
    Meno male che nel mio garage ho ancora la A112 di famiglia del 1983, oggi “ritoccata” Abarth, con cui sono perfettamente “connesso” quando mi ci diverto sui tornanti delle colline vicino casa…
    L’ho convinto, Dott. Cavicchi?

  20. Forse è perché la passione per la guida non può morire che, a 74 anni, mi sono comprato, insieme, una 595 Abarth Competizione e una Toyota MR 2 MK III del 2000.

  21. Giusto, e’ un’auto che si compra con il cuore e nient’altro. Perchè se si va nel profondo, ci si accorge che costa più di una Polo a parità di allestimenti. Poi ci si accorge che non monta nessuno dei dispositivi ADAS che oggi quasi tutte le concorrenti (chiamiamoli così ma la 500 non ne ha) dal prezzo molto inferiore, li montano. E per una cittadina è grave. Cavolo almeno la frenata di emergenza. Poi ci si accorge che, attualmente monta due motori già superati tipo il 1200 fire che va ad olio e consuma come un TIR ed il bicilindrico twinAir che la FIAT ha già sostituito con il nuovo tre cilindri. Quindi dove sono i contenuti? Ma se si vende, va bene così.

 

Lascia un commento

Devi essere registrato e loggato per lasciare un commento. Accedi al Club Motori.