Strisce pedonali luminose o in 3D, arriveranno mai?

Strisce pedonali luminose o in 3D, arriveranno mai?

settembre 26, 2018  |  Senza categoria  |  16 Commenti  |  Lascia un commento


Ormai si parla con sempre più insistenza di introdurre nelle città italiane strisce pedonali di ultima generazione. Quelle più costose a led oppure anche quelle disegnate in 3D che servono per impressionare gli automobilisti invitandoli a rallentare con decisione come se si trovassero davanti un ostacolo invalicabile.
Sono la soluzione giusta per impedire la strage che continua implacabile? Magari capaci di ridurre cifre che fanno paura: dal 2001 al 2015 sono morti quasi 11mila pedoni e 291mila sono rimasti feriti a causa di incidenti stradali.
Di sicuro tutti gli studi sostengono che con pitturazioni adeguate e meglio ancora se luminose si può mettere un freno importante alla terribile carneficina, il problema è però uno solo: le zebre intelligenti costano molto, quelle luminose addirittura 10 mila euro cadauna, che per le casse delle amministrazioni comunali sono balzelli impossibili.
Si dirà: ma i soldi delle multe che dovrebbero servire per la manutenzione delle strade? Già, ci vorrebbero quelli; se non che anni di assoluta negligenza e l’uso dei quattrini dirottato altrove hanno fatto sì che adesso i lavori sono tanti, sicuramente troppi da affrontare tutti assieme. Ci sono i ponti da controllare, l’asfalto da rimettere in regola, guardrail malridotti, semafori malfunzionanti e spesso coperti dai rami degli alberi, strisce a terra di ogni genere da rivitalizzare e tanto ancora. Un piano lavori per cui non solo non si capisce come intervenire per posizionare zebre all’avanguardia, ma nemmeno ci sono i denari per le vernici al fine di rigenerare le strisce esistenti – e spesso diventate quasi invisibili – in presenza di incroci, oppure davanti alle scuole, agli ospedali, ai cimiteri o in ogni posto più a rischio.
E all’estero come fanno? Non lo so, ma qualcuno riesce a modernizzarsi, soprattutto nel nord Europa ma anche in Spagna, con Germania e Francia subito dietro. Se però nel 2017 i pedoni che sulle nostre strade ci hanno lasciato le penne sono cresciuti di oltre il 5% rispetto al 2016 qualcosa andrà fatto. E pure in fretta.



16 Commenti


  1. Mah. Oltre al numero di vittime in aumento, vedo, soprattutto dalla stampa locale, in aumento anche i casi di incidenti inspiegabili: auto che vanno fuori strada sul dritto, non necessariamente con conseguenze gravi (i casi legati ai cinghiali ci sono ma non sono così numerosi). Troppa gente guida con una mano sola, troppa, l’altro arto è impegnato al telefono. L’avevo già suggerito, lo ripropongo: è un’inchiesta che costa poco, basta mandare un inviato sul marciapiede nei pressi di qualche punto cittadino o periferico a controllare le auto che passano. E già che è lì, che controlli pure i passanti che attraversano senza guardare, e che sbucano dagli angoli in modo del tutto improvviso e imprudente. Ancora pochi minuti fa, per raggiungere il centro di Novara, dove lavoro (causa costo parcheggi mi sparo un km a piedi per evitare salassi) e che a quest’ora, con le scuole, è semibloccato, ho visto parecchi ragazzini fiondarsi sulle strisce, in bicicletta (che non sarebbe nemmeno corretto), senza guardare minimamente. Commentavo con un mio collega, concorde: “questi sono aspiranti suicidi, e se ti capita di toccarli sei finito”. Non so che dire, è un problema generale educativo e di buon senso, più che di necessità di segnaletiche 3d: per carità, ben venga tutto, ma sono decenni e decenni che ci sono le strisce pedonali e si deve far attenzione, e siamo arrivati nel 2018, con tutta la tecnologia possibile sulle auto e con potenzialità informative assai maggiori rispetto a 50 anni fa, a rivedere numeri pessimi legati agli incidenti e a sperare di cavare qualche risultato con le strisce 3d. Il progresso tecnico c’è, ma c’è pure il declino umano, qua. C’è talmente dipendenza dai telefoni che si possono osservare persone prendere in mano quel coso senza nemmeno essersi fermate del tutto ai semafori (lo si nota, da fermi, con quelli che sopraggiungono a fianco. Ho provato a farci caso qualche volta tra Novara e Varese, è inquietante). PS: ricordo bene o uno o due anni fa si era già parlato di cose simili legate agli attraversamenti semaforici (con video “bruschi” da trasmettere o qualcosa del genere)?

  2. Sorvolando sulla mancata manutenzione riguardante la segnaletica orizzontale, che sicuramente aiuterebbe, la mia idea è che l’aumento degli investimenti pedonali sia più causato dalle distrazioni da smartphone…. e su quello temo che le strisce pedonali a led non farebbero una grande differenza.
    Sempre più spesso vedo da un lato automobilisti e motociclisti chattare alla guida(tanto che prima di attraversare una strada guardo cosa stanno facendo gli autisti), e dall’altro pedoni che attraversano la strada con gli occhi fissi sullo smartphone senza neanche controllare cosa gli sta intorno..

  3. Caro Direttore,
    Lei si domanda: “all’estero come fanno?”; bè, in base alla mia esperienza, viaggiando settimanalmente in Svizzera – Francia – Germania, in città e all’approssimarsi delle strisce pedonali, gli automobilisti rallentano (e consideriamo che già in partenza RISPETTANO i limiti di velocità di 50km/h o di 30km/h). Se poi vedono un pedone nelle vicinanze, si fermano; in anticipo beninteso! Non aspettano che il pedone mostri l’intenzione di attraversare la strada. Semplicemente si fermano e permettono in tutta sicurezza l’attraversamento. E per quello che ho visto, non è che le strisce siano così tecnologiche. Sono come le nostre: pitturate.
    La diversità, sta nel SENSO CIVICO di chi guida le automobili.
    Purtroppo, come già Lei altre volte in questo blog ha raccontato, senso civico che giorno con giorno nel nostro paese viene sempre meno.
    Con stima infinita, col piacere di leggerla sempre,
    Fabio

  4. Visto che oggi il sito di Quattroruote ha i commenti disabilitati (purtroppo da 10 anni a questa parte ogni giorno ce n’è una diversa di disfunzione), allora mi permetto di venire a disturbare con la mia presenza questo che normalmente è un circolo chiuso.
    La questione strisce pedonali secondo il mio modesto avviso va oltre la loro visibilità, certamente aumentare la percezione visiva della loro presenza è il primo passo visto che molte di esse hanno la vernice talmente sbiadita che persino un automobilista ligio al C.d.S. fa fatica al loro rispetto.
    Ritengo però che la base da riformare sia l’educazione di comportamento sia degli automobilisti che dei pedoni,
    i primi a ricordarsi che sulle strisce la precedenza è dei pedoni, e questi ultimi ad attraversare solo su di esse e non dove capita, persino nelle strade a scorrimento veloce a cui accedervi (ai pedoni) sarebbe totalmente vietato.
    è stato citato lo stato delle cose all’estero, sicuramente in Svizzera e Germania basta mettere un piede giù dal marciapiede e le auto che sopraggiungono si fermano all’istante per permettere l’attraversamento, in Francia non so quale località è stata presa in esame per elencarla tra le virtuose, io vivo a Parigi e posso testimoniare che li la situazione è tale e quale all’italia, nessuno si ferma in prossimità delle strisce ma anche i pedoni sono ben lungi dall’attraversare solo dove queste sono presenti,
    in Spagna (parlo da turista occasionale) mi pare più o meno sia la stessa cosa e comunque già immaginare uno spagnolo ligio al rispetto delle regole fa abbastanza ridere di per se.
    Ovviamente in questa “deregulation” generalizzata chi ne fa le spese è il soggetto fisicamente più debole.

    • I Paesi citati sono quelli dove già in diverse città è partita la sperimentazione a tappeto. In Spagna la città pilota è Cambrils, non lontana da Tarragona, e al momento pare proprio all’avanguardia così come lo è Ísafjördur in Islanda. Normalmente si parte da centri più piccoli dove si può operare su tutta la rete stradale e non con interventi spot.

    • Ciao Vin!
      Invece sarebbe meglio che invece che passare il tempo a litigare con GSI e a fare la spola tra i troll pro- e contro VW venissi qui piu’ spesso. I tuoi commenti tecnici qui sarebbero apprezzatissimi!!!

    • non mi pareva un circolo chiuso…benvenuto,comunque,e spero seguirai ancora.il problema della segnaletica orizzontale deteriorata e’ tipicamente italiano:fai benissimo a sollevarlo perche’ queste imdicazioni sono le piu’ importanti.

    • Ringrazio Cavicchi per la precisazione,
      in effetti un progetto pilota su piccola scala è più attuabile che non dispersivi interventi a macchia di leopardo su un vasto territorio, sia per la possibilità di tenere monitorati i risultati (immagino con delle telecamere) ma anche per l’impegno economico dell’operazione, aspetto quest’ultimo da considerare inevitabilmente.
      Nel caso della Spagna, restano i miei dubbi espressi nel commento precedente (se e quando questo sistema verrà esteso a livello nazionale), che al di la della maggiore visibilità delle strisce poi corrisponda un’effettivo rispetto di esse.
      So’ “Latini” come e peggio degli italiani.

      Ringrazio pure Carletto e Blond (beato lui che “surfa” sulle onde) per i saluti, che ovviamente ricambio a loro….

  5. Porto anche io la mia esperienza di italiano che vive all’estero.
    In Gran Bretagna in molte autostrade sono stati installati a distanza ravvicinata tra loro dei catarifrangenti sull’asfalto. Bianchi tra le corsie di marcia, gialli vicino allo spartitraffico, rossi per delimitare la corsia di emergenza e verdi in prossimita’ delle uscite. In assenza di illuminazione, aumentano enormemente la visibilita’ e la sicurezza. Di giorno, invece, servono a contrastare potenziali colpi di sonno o distrazioni alla guida.
    Trovo questa soluzione un esempio di approccio cost effective ed estremamente efficace per risolvere piu’ di un problema. Ho visto che anche in Italia alcune amministrazioni stanno mettendo dei catarifrangenti per delimitare le strisce pedonali. A mio avviso, si tratta di una soluzione piu’ che sufficiente per aumentare sicurezza e visibilita’.
    Non esistono soluzioni per rimediare all’assenza di buon senso e di rispetto civico di un automobilista che non rispetta il diritto di un pedone ad attraversare sulle strisce. Le strisce luminose o in 3D mi sembrano piu’ adatte ad accrescere i profitti di alcune aziende che a salvare vite.

  6. Qualche considerazione sparsa.
    Le strisce pedonali 3D le trovo bellissime, almeno sono decorative ed attraggono l’attenzione (e magari uno si ricorda a cosa servono).
    In Austria e Svizzera si fermano davanti le strisce pedonali. In Baviera un pochino meno (per quanto ho visto) e ci sono pochissime strisce pedonali nei piccoli centri.
    Qui le strisce in punti particolari hanno delle lucettine annegate nell’asfalto. Non credo che sia una soluzione costosissima).
    Se chi guida sa che in generale ci sono le strisce, queste non devono essere necessariamente visivamente chiassose. Semplicemente è attento alla loro presenza.
    Poi arriva una mia amica, che, passando davanti ad un pedone in attraversamento, alle nostre osservazioni ha risposto convinta: sì, i pedoni hanno la precedenza, ma solo quando non passano le macchine (?).
    In una trasmissione hanno fatto un test. Hanno disegnato strisce molto particolari, ma è bastato un piccolo disturbo (pannello pubblicitario) ed alcuni non si sono accorti delle stranezze pitturate. Niente corpi femminili, era un test per maschi e femmine. Per quelli bisogna percorrere la tangenziale di Bratislava. Una volta ne ho contato 3 di nudi femminili sui megacartelli pubblicitari (un night-club, una spa ed un prodotto per la salute). Ok, ma sulla tangenziale non ci sono pedoni e normalmente è intasata.
    Problema dei pedoni con il telefonino. Ho letto che in Germania le stanno provando tutte per evitare i troppi incidenti nelle città: allarmi sonori e luminosi, semafori ripetuti sul pavimento, e così via. La gente si abitua e non li bada più.
    Scusate il disordine.

  7. presso Como,abito nei dintorni,un comune ha installato un passaggio pedonale con strisce che si illuminano quando qualcuno si avvicina:ma si tratta di un ente che ha grandi guadagni dal parcheggio dell’ospedale piu’ importante della provincia.funziona,specialmente quando la luce e’ poca:ma quello che e’ davvero efficace e’ l’attenzione a quel che si fa,si tratti di guidare o di camminare.

  8. Le strisce 3d spero si notino da lontano a facciano frenare le auto non all’improvviso. Altrimenti sai che botti.

    Gli investimenti in Italia sono nella media europea? Perchè visto il mal costume dei pedoni di attraversare ogni dove e quello degli automobilisti di non fermarsi verrebbe da pensare che dovremmo essere messi maluccio. Mi chiedo come mai gli automobilisti non abbiano la minima educazione di far passare un pedone (come nemmeno di utilizzare gli indicatori di direzione).

    I soldi mancano? Ma guarda un po’. Eppure di soldi gliene diamo tanti alle istituzioni.

  9. i soldi ci sono eccome,i soldi della tav la politica li ha trovati, i soldi per le banche idem, i 30 o 35 € per il costo di sono sbarcato ci sono sempre stati,multe o non multe e l’elenco sarebbe lunghissimo sul fatto che i soldi ci sono,non corrisponde assolutamente al vero che i soldi non ci sono.Solo il politico non li spende se non ha un tornaconto personale.State tranquilli che appena un’imprenditore amico,o,un consigliere di amministrazione siede o si mette a fare le strisce pedonali 3d o luminose appaltano subito i lavori.

  10. L’argomento, al di là dei commenti più o meno demagogici, è molto sentito da tutti.
    Sulla pagina Facebook della mia azienda abbiamo pubblicato oltre un anno fa la notizia, ed il video è stato di gran lunga quello più cliccato, immagino sia da pedoni che da automobilisti.
    A Trieste, in ogni caso, stanno già iniziando la procedura per installarle.
    Poi si vedrà, ma trovo la cosa sicuramente utile.
    Saluti a tutti,
    Giuseppe L

  11. Nessuna scusa o pietà per i comuni o enti che lamentano mancanza di soldi, perché ai cittadini ne rubano a bizzeffe, come spiegato ampiamente su Quattroruote di ottobre. Peraltro gli stessi sfruttano a volte leggi fatte ad ok per estorcere ulteriore denaro, come da esempio capitato al lettore di p 50 sempre dell’ultimo numero, confermando in tal modo la ben nota meschinità del legislatore. Ciò premesso, che si dia inizio ai lavori senza ulteriori indugi, prevedendo il commissariamento per chi non procede adducendo motivazioni relative a mancanza di soldi.
    Detto questo, nella mia esperienza, che piuttosto frequentemente mi trova nelle vesti del pedone, sento di non aver mai corso nessun rischio. Ho attraversato anche in punti dove non si potrebbe (certamente non in autostrada, ovvio), ho portato in passeggino mio figlio quando era piccolo in strade senza marciapiede e tuttora ci cammino (ovviamente a sinistra e non a destra come usano in tanti) percorrendo anche rotonde (ai margini, s’intende) attraversandone le corsie. E sinceramente attraversare sulle strisce mi sembra la cosa più facile del mondo: mi affaccio, accenno mezzo passettino e le macchine mi si fermano sempre; quelle due o tre volte in 50 anni che non si sono fermati, con un cenno della mano mi hanno chiesto scusa. Che sia di giorno, di notte o all’imbrunire, anche andassero piano o ad andatura sostenuta. Pertanto mi riesce anche difficile capire le motivazioni di tutti questi morti. E’ vero che l’automobilista per definizione ha sempre torto, però nello scontro con un pedone ci rimette di più quest’ultimo, che per questo dovrebbe porre molta attenzione a quello che fa e non spippolare al telefonino.

 

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