Troppe ibride ed elettriche. Il centro storico non le regge più

luglio 5, 2017  |  Senza categoria  |  57 Commenti  |  Lascia un commento

Quello che molti di voi temevano si sta materializzando. Dopo i bollini blu senza i quali non si poteva entrare nei centri storici, poi seguiti dalle marmitte catalitiche, dalle vetture Euro 3 poi Euro 4 quindi Euro 5 e così via, in un crescendo di vetture nuove da comperare oppure da aggiornare per entrare in città, erano finalmente arrivate le ibride e poi le elettriche (già molte le prime e ancora poche le seconde) e in molti hanno pensato che si fosse arrivati alla fine di nuovi divieti.
Invece no. Nei giorni scorsi Irene Priolo, assessore alla Mobilità di Bologna, una delle città considerate più all’avanguardia sui temi dell’ambiente, ha lanciato questo allarme: «Il centro è preso d’assalto dalle auto ibride ed elettriche e stiamo ragionando se e come intervenire, perché si sta palesando un fenomeno che va letto attentamente».
Che cosa intende l’amministratrice? Lo ha chiarito con queste altre parole: «Il Comune ha fatto una politica lungimirante di accesso al centro delle auto elettriche e ibride. Dico lungimirante perché si colloca in una leva alta della sostenibilità, però adesso stiamo avendo il paradosso dell’effetto contrario».
Prego?
«Sì, è stata data la possibilità di entrare e parcheggiare gratuitamente alle vetture meno inquinanti perché in città si contano 1900 veicoli per così dire verdi, ma all’atto pratico hanno chiesto il permesso di entrare 6300 vetture, perché sono tanti anche i mezzi per così dire in regola che arrivano da fuori Bologna, col risultato che il centro storico è preso d’assalto da chi sulla carta è conforme, ma col risultato che il beneficio ecologico è annullato dall’incremento di traffico»
In sintesi? Bisognerà mettere un freno anche alle vetture ibride ed elettriche. E chi per l’ennesima volta è andato in tasca per aggiornare la propria auto con una giudicata a norma? Beh adesso un po’ preoccupato lo sarà perché credere agli impegni degli amministratori riserva sempre amare sorprese.



57 Commenti


  1. E’ quasi una barzelletta ! La dice lunga sulle infinite risorse della razza italica che si adegua ed aggira i divieti con ineguagliabile prontezza: ‘moltitudini’ convertite all’ibrido pur di parcheggiare – senza faticare – sotto la torre degli Asinelli. Nello stesso tempo la vicenda dovrebbe insegnare qualcosa agli innamorati sostenitori di ibride ed elettriche, mi riferisco ai pochi che frequentano il blog ed ai molti che ne decantano le virtù – fino alla nausea – dal pulpito dell’attuale versione ‘eco-friendly’ di 4R. Ma prima di rassegnarsi all’idea che la scelta più opportuna sia non fra tipi di propulsione, ma fra modelli di mobilità, costoro dovranno appunto battere il naso, espulsi dai centri storici con la loro Yaris Hybrid Cool manco fosse una proletaria Panda 30. Insomma, avremo ancora molte occasioni per sorridere di notizie del genere.

  2. Esatto, alcuni di noi lo temevano/ne erano certi. Questa è l’ennesima dimostrazione che ormai da decenni politici e amministratori hanno abbandonato la loro funzione, quella di migliorare e facilitare la vita dei cittadini. Ciò che stupisce è che, nonostante le continue mazzate che ci danno, tante persone, compreso qualcuno di questo blog, seguano il flusso accettando senza fiatare tutto quello che ci propinano, spesso non rendendosi conto della lenta e continua perdita di diritti e libertà.

  3. Prima o poi ci saremo arrivati. Visto che le auto ibride sono ormai piuttosto diffuse ( le elettriche molto meno) e che certamente possono essere accusate di inquinare , almeno in città, resta il fatto che comunque sono automobili e quindi generano traffico e occupano parcheggi. E la cosa in molto centri storici è oggettivamente un problema. Che si fa? Ovviamente si inizia a pensare a limitazioni anche per questo tipo di auto causando tremendi travasi di bile a tutti quelli che si erano rivolti a ibride ed elettriche per poter circolare liberamente in città senza inquinare. I nostri amministratori si distinguono sempre per l’incapacità di pianificare e realizzare reti ti trasporto pubblico veramente efficienti e brillano per la velocità nell’imporre divieti e sanzioni ai cittadini. E se questo succede a Bologna che è sicuramente una delle città meglio amministrate d’Italia figuriamoci cosa potrà succedere in altre parti e al sud in particolare.

  4. A Novara il piano della sosta,che ha aggiunto più di un migliaio di parcheggi a pagamento per la gioia degli abitanti,risparmia soltanto le elettriche e le auto alimentate a metano.
    Perchè?
    Per favorire chi guida vetture ecologiche e invece tenere lontano dal centro le vetture più inquinanti?
    Non penso proprio.
    Perchè di elettriche ce ne sono pochissime,ipotizzo ma direi che si parla di poche decine di veicoli elettrici.
    E di auto a metano,nonostante ci siano vari distributori,ce ne sono molte meno che a gpl,e infatti le auto alimentate a gpl e le ibride pagano il parcheggio.
    Quando sono andato a richiedere l’abbonamento per vetture ecologiche mi pare che avessero emesso in tutto 250 abbonamenti gratuiti (tra elettriche e metano).
    La differenza con Bologna sta nel fatto che il piano della sosta non ha minimamente influenzato gli acquisti di nuove auto,comprensibile perchè non si parla di Ztl ma solo dei parcheggi.
    Io per un po’ ho temuto che potessero diffondersi le vetture a metano e che il comune ritrattasse esattamente come è successo in Emilia Romagna.
    Ma la mia paura era infondata.
    Riassumendo circolano e parcheggiano gratis solo alcune categorie di vetture,poco inquinanti e in numero molto contenuto perchè altrimenti le casse del comune piangono.
    Se le auto ecologiche diventano troppe non conta più il fatto che siano ecologiche,conta solo il fatto che per ogni auto ibrida o elettrica che viene immatricolata il comune perde soldi e non gradisce.
    Per circolare e parcheggiare liberamente bisogna o essere molto facoltosi e potersi permettere un’auto elettrica come seconda vettura,oppure bisogna che la propria auto appartenga a una nicchia di mercato talmente piccola da non risultare interessante per i comuni in cerca di soldi.
    E l’ambiente…bè l’ambiente in questi discorsi centra poco o nulla.

    • Beh è anche vero che Novara non è una città enorme: si vedono diverse Toyota ibride, ma elettriche poco e niente. Alla fine, non essendo una sorta di centro del mondo come possono essere Milano, Bologna ecc., la gente a seconda dei km compra a gasolio o a benzina. Perché è quasi inevitabile spostarsi spesso, per lavoro, e perché è difficile, in qualche caso (vedi collegamenti con vigevanese e Lomellina) farlo con mezzi pubblici. A Novara ho visto, tempo fa, una Zoe della Renault, ma mi pareva fosse aziendale, e una Tesla (visto il costo, è fuori categoria…). Stop…

      • Sicuramente nelle città medie o piccole le “rivoluzioni” arrivano sempre tardi rispetto ai capoluoghi di regione.
        In effetti circola qualche Yaris,poche Prius,pochissime Honda Insight.
        La Tesla di cui parli per caso è una Model S nera?
        Credo che sia di un farmacista,o del proprietario di una farmacia,l’ho vista una sola volta.
        La cosa che mi sorprende è che vedo molti diesel,troppi considerato il chilometraggio in certi casi,e molte meno auto con doppia alimentazione,anche in passato,pur essendoci i distributori.
        Poi secondo me Novara è anche penalizzata dall’epidemia che ha colpito i concessionari che stanno man mano sparendo lasciando la città sguarnita.
        Qualche anno fa’ chi non voleva spostarsi poteva scegliere praticamente tra tutti i costruttori al momento di acquistare un’auto.
        Adesso molti autosaloni hanno chiuso,oppure sono stati accorpati e secondo me,almeno quando il cliente è indeciso,va a finire che compra quello che c’è disponibile.
        Ottime auto in certi casi,ma quanto a varietà mi sembra che non ci siamo.
        Volvo e Skoda sono praticamente estinte,mentre Ford e Citroen abbondano.
        Anche di Honda se ne vedono poche,idem per Mazda.

        • E’ una Tesla bianca, l’ultimo modello (non ricordo il nome, l’ultimo provato da 4R). In provincia ne ho vista un’altra scura, una Model S. Forse quella che hai visto pure tu. Ed è vero che ci sono in giro molti TD, più di quanti “servirebbero”, visto che diverse Mini modaiole come la Countryman che girano in centro son state prese più per immagine che per necessità, da quel che si vede. Sui concessionari: vero, alcuni sono spariti, in qualche caso è cambiata la sede. Avevo accompagnato mio padre a vedere la Tipo in quello nuovo del gruppo FCA e mi son trovato bene, gentili (mi han fatto salire e fare bruum bruum come un ebete sulla 124 Abarth…) e con le Giulia a disposizione per i test, per riallacciarmi ad una discussione precedente. Honda vende pochino, qualcosa si è visto tra 2013 e 2015 con la “mia” Civic, ma quelle che girano sono tutte concentrate in queste 3-4 province (Honda ha concessionari a Biella, Novara e Vercelli), i suv attuali della casa non vendono, e finora di Civic nuove in giro nisba. Anche perché a gasolio non c’è ancora, e un’auto da 4,5 metri a benzina non la prendi per fare i tragitti urbani, ti prendi al limite la Jazz….

          • Quella bianca non l’ho mai incontrata.
            Mi dispiace per Honda perchè esteticamente mi sono sempre piaciute.
            Non so se sia così dappertutto ma io sento moltissime persone che scelgono l’auto in base alla disponibilità immediata,cosa che sfavorisce Fca.
            Per carità se ti rubano la macchina o va a finire distrutta in un incidente avrai bisogno di una sostituta subito,però nella maggior parte dei casi le auto vengono cambiate dando in permuta o rottamando la vettura precedente per motivi di età.
            In quei casi,secondo me,è più saggio girare i concessionari e scegliere modello,allestimento e colore in base ai propri gusti,invece di farsi tirare da 500 euro di sconto su una km 0 che magari non è del colore che vorresti,ha un motore diverso o accessori di cui faresti a meno.
            Ho conosciuto diverse persone che sono andati in un solo autosalone intenzionati a comprare un’auto a benzina e sono usciti con un modello diverso per giunta a gasolio perchè conveniva.
            Io tutta questa convenienza non la vedo,non è che se ti propongono un modello da 20000 euro a 15000 è per forza un affare,si lo sconto sarà maggiore ma se non si tratta del prodotto che avevi in testa di acquistare perchè devi cambiare idea?
            E’ come se un vegano andasse al supermercato e siccome c’è il prosciutto in super offerta decidesse di tornare a essere onnivoro.
            Se io voglio una vettura a benzina perchè le mie percorrenze non giustificano la spesa maggiore per l’acquisto di un diesel il venditore può mettercela tutta ma non mi convincerà mai che il gasolio fa per me.
            E qui va ancora bene perchè non ci sono restrizioni alla circolazione per i diesel,ma in Romagna conosco alcune persone che hanno scelto il gasolio e un anno e mezzo dopo avevano già restrizioni per circolare,e magari per fare 10000km all’anno.
            Questo è masochismo.

  5. Ha ragione la sig.ra Irene Priolo quando esterna tali dichiarazioni. I centri storici, soprattutto quelli italiani, non sono fatti per le auto, ma per procedere lentamente a piedi o in bicicletta, godendosi le meravigliose ricchezze artistiche di una città come, ad es., proprio Bologna, prodiga di bellezze medievali e rinascimentali.
    Se in passato sono state realizzate politiche di incentivazione all’acquisto di auto elettriche o ibride, questo non può che andare ad ascriversi fra i meriti dell’amministrazione felsinea. E se adesso tale amministrazione fa (per così dire) un passo indietro e pensa di togliere alcuni benefici che riguardavano proprio le auto elettriche ed ibride, tutto ciò non deve suscitare reazioni troppo negative.
    Un conto è l’inquinamento ed un altro è la congestione dei nostri centri storici. Ben venga la sempre più diffusa estensione ad auto elettriche ed ibride del trasporto privato, ma i nostri centri storici è bene che vengano riportati al loro splendore originario senza continuare a considerarli garage collettivi. Pertanto non trovo assolutamente irragionevoli le dichiarazioni di tale assessore ed auspico, viceversa, che questi orientamenti vengano fatti propri da altri assessori alla Mobilità sparsi per il nostro splendido Paese.
    L’auto è nata per gli spostamenti intercity, non intracity: ovviamente chi ha problemi di deambulazione o comunque necessita del mezzo privato perché molto anziano godrà sempre delle esenzioni al divieto di circolazione in tutti i Comuni italiani, che rilasciano a tali soggetti il libero accesso ai centri storici e la possibilità di parcheggiare all’interno delle mura cittadine anche se in possesso di auto non all’ultimo grido dal punto di vista della riduzione dell’inquinamento.
    Cordialmente
    Salvatore

    • Però come la mettiamo con chi abita in provincia e lavora in città (e viceversa) visto che l’automobile te la chiedono ad ogni colloquio di lavoro? Cioè allora io, se abitassi in provincia di Bologna (magari verso l’appennino ovvero sui famosi colli
      menzionati da Cesare Cremonini quando era ancora nei “Lunapop” con la canzone “50 Special “) dovrei cambiare la mia Clio 3 DCi 86 del 2007, rimanendo fedele a Renault-Nissan con una Zoe o Leaf che, rispetto alla Clio, hanno un’autonomia ridicola oppure, con il classico colpo di fortuna, comprarmi una Nissan-Infiniti Q50-Skyline o una Q70-Fuga. Dammi i soldi allora se lavorassi in centro magari come segretario.

    • Salvo, purtroppo non tutti hanno il tempo per ammirare le bellezze artistiche delle nostre città se….devi andare a lavorare e i mezzi pubblici o non ci sono oppure non hanno orari o quando li prendi, rischi di essere chiuso tra le porte perché dentro non c’è spazio. E poi tali “bellezze” una volta che le hai viste 50/100 volte…
      L’Italia è piena di città dove in bici non ci puoi andare “facilmente” un po’ perché ci sono “anche” belle salite, un po’ perché scarseggiano le piste ciclabili e quindi è pericolosissimo andarci…
      Piuttosto penso che gli assessori alla mobilità si stanno rendendo conto che…forse non è l’auto l’unica “fonte di inquinamento”. E poi le ibride sì inquinano meno di un’ auto normale ma relativamente; se il traffico “è scorrevole”, dopo 2/4 chilometri entra in azione il motore benzina…Sto parlando di ibride no di elettriche che, secondo me dovrebbero essere “solo” loro a poter entrare ma….chi “sponsorizza” Guastatore per una Zoe che parte da un minimo di 26.000€ per arrivare a quasi 36.000€ al posto della Clio?

      • Caro Pic, vedo che non sei un appassionato di arte e di architettura in particolare, sennò non avresti usato le parole: “E poi tali “bellezze” una volta che le hai viste 50/100 volte…”!
        A parte il fatto che le bellezze devono restare immortali per le nuove generazioni, ma l’arte non ci si stanca di ammirarla neppure 500/1000 volte!
        Per quanto riguarda tutto il resto ripeto quanto ho già detto: se uno ha le gambe buone ed è in buona salute può parcheggiare tranquillamente in periferia ed usare i mezzi pubblici…Le ibride in città vanno per la metà del tempo in modalità elettrica, facendo anche 25/27 km/l., quindi sono molto ecologiche proprio in città, come la piccola Toyota Yaris. Ma il problema non è l’inquinamento, ma la congestione: pertanto sarà necessario impedire la circolazione in centro a tutte le vetture, comprese le elettriche (quando queste ultime si diffonderanno potendo avere maggiore autonomia rispetto ad oggi e prezzi sensibilmente più bassi).
        Cordialmente
        Salvatore

        • La prima parte la condivido in pieno, ma deve “piacere l’argomento”: la facciata del duomo di Lucca (che ho visto in più occasioni) la puoi osservare anche 300 volte, ma non finirai mai di scovare dettagli nuovi. Giusto per fare un esempio, ma il concetto vale anche per molte emergenze monumentali minori. Sul resto, beh, ci sono anche centri grandi, capoluogo di provincia, che non hanno molto da offrire come mezzi pubblici. Trovare una “quadra” non è semplice.

          • Personalmente l’ Italia ho girata parecchio ma…da turista e di bellezza architettoniche ma anche paesaggistiche ne ho ammirate davvero tante. Ma, quello che intendevo era semplicemente che se vai va lavoro, non è che ti puoi fermarti ad ammirare tali bellezze a meno che non hai il problema “del cartellino”….
            Le ibride nello stop & go possono fare ottime medie ma se il traffico scorre, dopo 2 chilometri vanno a benzina (o diesel nel caso di PSA) e consumano pure di più di una “più leggera” mono alimentazione.
            Sì ora il problema è ora nel far trovare i posti nei parcheggi di tali città. Non vorrei sbagliare, ma in tante città che hanno adottato le ZTL, prima di entrare, devi avvertire prima che vi entri sennò ti fanno una contravvenzione come un’ auto “tradizionale” qualunque. Quindi il Comune dovrebbe anticipatamente conoscere le auto che vi entrano e quindi quelle che dovranno sostare. E se i posti non bastano, è lui (il Comune) a costruirne dei nuovi e farli comunque pagare.

  6. Ma come? Non si era detto che in città ibride ed elettriche (soprattutto le ultime) non inquinano? Stiamo forse scoprendo che in realtà non è l’inquinamento il problema che vogliono eliminare, ma il traffico? E stiamo forse scoprendo che, al solito, anzichè incentivare la mobilità alternativa si punta a disincentivare quella tradizionale?
    Si attende urgentemente la stessa encomiabile attenzione per eliminare le caldaie a gasolio che inquinano ciascuna come 1000 Auto messe assieme (se non di piu’). Ma mi rendo conto che non fa ugualmente figo colpire l’80% della fonte di inquinamento di una città come Milano. Molto meglio, molto piu’ politically correct dare sempre addosso all’auto, pure se, come le elettriche, almeno in linea teorica non apportano sostanze inquinanti alla città in cui viaggiano….

    • fanno così perchè trovano anche il popolo bue che le beve tutte.

      Se un Paese resta indietro nella sue evoluzione infrastrutturale… beh… si fotta. Peccato che ci vivo, almeno io. Ma come cittadino quale soluzione posso apportare? Più che andare al voto o discutere sui forum o pagine facebook cittadine non posso fare. Ed anche li meglio evitare spesso perchè se critichi alcune scelte poi hai qualcuno contro che sarebbe meglio non avere.

    • Concordo, il discorso caldaie finisce sempre nel dimenticatoio: l’auto è sempre il miglior bersaglio per ricavare quattrini.

      • Sembra che se ne siano accorti,purtroppo o per fortuna,si parla di adeguamento entro il 2020 per tutte le caldaie non a condensazione.
        Peccato che alcuni installatori cerchino di scatenare l’isteria dicendo ai clienti che rischiano di ritrovarsi senza riscaldamento in inverno se non cambiano la caldaia subito.
        Io fino al 2019 almeno,che diventa 2020 coi sei mesi di tempo dal rapporto di efficienza energetica di tipo 1,mi tengo la mia vecchia caldaia,che non è a condensazione ma è piuttosto recente,funziona bene,è sempre stata sottoposta a manutenzione,e infine viene utilizzata con parsimonia.
        Specialmente questo inverno,che è stato piuttosto mite,non ho mai superato le 4 – 5 ore di riscaldamento al giorno,mentre ci sono caldaie molto più vecchie,specie nei condomini dove c’è il centralizzato o negli edifici pubblici tipo le scuole,che stanno accese fino a 13 ore al giorno d’inverno e erano ancora accese a maggio,mentre io l’ho spenta a fine marzo.
        Non vorrei che a farne le spese fosse chi ha una caldaia non nuovissima ma la usa cercando di sprecare il meno possibile,come per le auto magari fanno le pulci al pensionato che ha solo un’euro 3 e fa 5000 km l’anno e poi lasciano circolare dei diesel molto più inquinanti che percorrono 10 volte più km.

        • mi sa che quindi, al solito, puntano il problema “alla pene di segugio”. Perchè il problema non è tanto condensazione/non condensazione (peraltro, parecchi tecnici da me interpellati riferiscono che al di sotto di una certa cubatura la condensazione non apporta alcun beneficio, anzi..), quanto il fatto che esistono caldaie condominiali di dimensioni pari a un tir che funzionano a nafta pesante.
          E sono le maggiori determinanti delle polveri sottili che si riscontrano nelle grandi città, guarda caso, d’inverno!
          Questo significa essere ecologisti solo per tornaconto.

          • A sentire alcuni sembra che invece siano previsti controlli a tappeto su tutte le caldaie.
            In realtà informandomi direttamente presso l’ufficio competente della mia provincia mi hanno detto che per ora non hanno nemmeno stabilito le modalità per effettuare i controlli.
            Quindi per ora gli unici che cambiano una caldaia funzionante sono i privati che hanno il riscaldamento autonomo e che si fanno prendere per il naso da chi fa la manutenzione che finge di non conoscere le norme per proprio tornaconto.
            Il problema sta anche nelle canne fumarie che devono essere adeguate e spesso costringono i condomini a cambiare la caldaia contemporaneamente,e magari ti capita il vicino che non ha problemi a spendere 3000 euro e cerca di spingerti a sostituire la tua caldaia funzionante e che inquina molto meno di altre.
            Io ne ho uno così che non ha fatto che tirarmela,secondo lui le caldaie hanno un’obsolescenza programmata e quindi dopo 15 anni di vita devono essere buttate,mentre ce ne sono in giro alcune che a livello di emissioni non sembrano del secolo scorso ma di due secoli fa’.
            Come al solito le caldaie più inquinanti sono quelle centralizzate o degli edifici pubblici che sono spesso molto vetuste e vengono utilizzate moltissime ore al giorno d’inverno,e quelle per me nessuno le andrà a toccare.

          • Si’ appunto Zinzanbr… è quello che temo pure io (o meglio, quello di cui sono convinto). E se ci facciamo prendere dalla dietrologia, temo che si tratti del solito provvedimento “tampone” per sovvenzionare una categoria (i produttori e installatori di caldaie) ma con beneficio limitato sull’inquinamento. Onestamente, pensare solo da lontano che siano le caldaie a metano le inquinatrici e non quelle a nafta denota malafede negli amministratori. Il classico “fumo negli occhi” (è proprio il caso di dirlo)

  7. E’ evidente, anche a mio avviso, che le auto nei centri storici vanno limitate al massimo, pure se elettriche, perché l’urbanistica e le architetture sono del tutto inadatte.
    L’importante è che ci siano mezzi pubblici che funzionino bene (possibilmente su ferro) e mobilità ciclistica. Poi, pochi parcheggi solo per i residenti.
    L’auto va usata fuori dai centri.

    • “’importante è che ci siano mezzi pubblici che funzionino bene (possibilmente su ferro) e mobilità ciclistica. ”
      Non potrei essere piu’ d’accordo. Infatti dove vivo io (a Basilea) i mezzi pubblici cittadini sono efficientissimi e molto ben integrati con la mobilità regionale, cosi’ che (costo a parte) si puo’ benissimo fare a meno dell’auto anche per spostamenti a medio raggio.
      Non parliamo poi delle piste ciclabili che collegano persino paesini molto distanti tra loro.
      Non è un caso infatti se io uso la mia vettura solo e unicamente per 1) fare la spesa una volta ogni 3 settimane e 2) per tornare in Italia ogni tanto nel weekend o per le vacanze.
      E come me fanno moltissimi altri utenti.
      Il problema è appunto che in Italia non esiste in molti casi una vera alternativa all’auto, se non (come denunciato anche da Cavicchi tempo fa) prevedendo di impiegare anche 4 ore per percorrere 40 km…

    • Sì, ma è vero che negli ultimi 2 decenni alcune città hanno fatto grandi passi avanti. Io vivo a Firenze, e pur con ritardo, le infrastrutture stanno arrivando (una rete cittadina su ferro ancora parziale ma in forte espansione, un aumento lento ma costante delle ciclabili, un’integrazione con i treni locali), parcheggi interrati e scambiatori.
      Diciamo che ci stiamo pian piano arrivando, e volendo per molte esigenze si può fare tranquillamente a meno dell’auto, per prenderla solo quando si esce dalla città.

      • meno male! Il ricordo che ho di Firenze è di una città in cui i mezzi pubblici sono una catastrofe, ma mi fa piacere che la situazione li’ stia cambiando.
        Ma Firenze resta un caso. Bologna, ad esempio, non è allo stesso livello. Brescia (dove abitavo) non parliamone. Milano ha intere zone sguarnite dal punto di vista della metropolitana. E ho provato personalmente a prendere un collegamento ferroviario dal nord della città fino a Treviglio. Un tempo infinito per un percorso che in auto si fa in un’ora…

      • Anch’io vivo a Firenze, anzi in provincia ormai. In realtà Firenze aveva si bisogno, come si dice, della cura del ferro, ma di quello sotto terra, cioè una metropolitana che non togliesse il già pochissimo spazio alle auto. Ma da sempre gli amministratori fiorentini, come tutti mi pare di capire, hanno avuto il braccino corto quando si è trattato di facilitare la vita ai cittadini e hanno capito subito che scavare costa molto di più che modificare la superficie rubando spazio al resto. Firenze avrebbe bisogno anche di una circonvallazione che ormai hanno anche i paesini più insignificanti, che eviterebbe di intasare l’autostrada e le vie fiorentine. Ma anche questa è costosa e si torna al braccino corto. Per quanto riguarda i parcheggi scambiatori veri, cioè gratuiti (vista l’immensa quantità di denaro che ci rubano in ambito automobilistico, quelli a pagamento non sono da prendere in considerazione), io non ne ho visti.

  8. Ma questa cosa qui non era successa a un amico del signor Cavicchi che, per andarlo a trovare in tutta tranquillità senza limitazioni, si era preso un’auto ibrida?

  9. -Troppe ibride ed elettriche. Il centro storico non le regge più-ben gli stà a chi si è adeguate ed ha dato retta a gente miope,incapace,mediocre,boriosa che pensa solo a far cassa estorcendo forzosamente soldi dalle tasche dei poveri cittadini,che pur di pagarle si ipotecano anche la casa sotto forma di tasse.A bologna avete votato questa tizia assessore alla mobilità?bene ora tenetevela.Non conosco la situazione di bologna ma di milano.Nessun sindaco in campagna elettorale da dopo la sciura Letizia ha parlato di togliere l’ingresso a pagamento in centro,praticamente come nel feudalesimo,il problema è che siamo abbiamo già passato da un pezzo il 2000,mi divertiva vedere con quanta foga la gente diceva vota questo,vota quello,vabbè che io non voto per nessuno perchè ho ancora una dignità e perchè non voglio essere complice di chi arreca danni ai ceti meno abbienti.Perchè il ricco se nè fotte e cambia auto,o,comunque riesce sempre ad adeguarsi,il povero no.Bene dopo letizia moratti,giuliano pisapia,beppe sala l’ingresso a pagamento in centro permane.Le opinioni destra,sinistra,centro stanno a zero l’unica cosa che conta è estorcere soldi cioè il dato,il resto son chiacchere da marciapiede che quindo non contano nulla.Comunque al di là di tutto sono divieti che nessun cittadino con un’educazione civica tale dovebbe rispettare perchè di fatto la zona a traffico limitato o centro città chiuso è semplicemente anticostituzionale,limita di fatto la libertà di circolazione.Dalla mia ingoranza sò che niente può andare contra costitutionem.La magistratura,dovrebbe processare i malfattori,condannarli e mandarli in galera,visto che gli amministratori locali che partoriscono queste idee geniali non godono nemmeno di immunità.

    • Purtroppo di cittadini che cadono nelle trappole infiorettate di politici e amministratori ce ne sono a iosa, ma non per questo sono contento delle loro disgrazie, anzi, mi dispiace ancora di più perché non riescono minimamente a capire come li stanno fregando.

  10. Visto che siamo una nazione che ama il gioco d’azzardo perché non stabilire un numero massimo di veicoli che possono accedere ed estrarre a sorte i fortunati ?
    Lo facciamo già per l’ assegnazione delle case ai terremotati…

    “Cristo si è fermato a…Bologna”….

  11. Cavicchi non si lamenti; qui a Roma non entrano quelli con le euro 6b, ma entrano i mezzi d’opera, tipo quelli che vanno a consegnare il legno ed il carbone per il riscaldamento delle case del centro storico, con il loro bel Lupetto OM.

    D’altro canto non è che se un giorno tutte le auto saranno elettriche saranno autorizzate a parcheggiare a castello nei centri storici perché non inquinano.
    È solo risibile che invece di dire una volta per tutte che al centro non si va in auto e punto, si sposti sempre l’asticella per poterci entrare.

    • Le ultime righe centrano il tema.

    • aggiungerei a quanto detto da Roam.
      Ed è ancor piu’ irritante vedere come ad ogni innalzamento dell’asticella non si faccia altro che rendere la possibilità di parcheggiare dove si vuole un privilegio per ricchi e basta. Utilizzando questo pretesto per far cassa anzichè appunto basarsi sul principio secondo cui il centro città dovrebbe essere appannaggio dei mezzi pubblici. Insomma, sembra con le dovute proporzioni che la legge valga in proporzione al reddito, con un approccio simile a quello delle multe, che colpiscono piu’ il portafogli che non altre cose (e che quindi impattano in modo molto diverso a seconda di chi commette l’infrazione)

    • Si, le ultime due righe sono perfette.

  12. L’auto sarà sempre una fonte inesauribile di tasse grazie anche noi italiani che prendiamo la macchina per andare all’edicola se è più distante di 100 mt da casa.Ora leggo che una ricarica di batterie costa meno dell’equivalente carburante fossile:escludendo il costo “astronomico”di un veicolo elettrico di ora.Quando l’auto elettrica avrà numeri interessati,sarà vietato ricaricare l’auto con la presa di casa perché ci vorranno contatori elettrici per la ricarica dove il costo del kw/ora sarà 3-4 volte o più di quello di una utenza domestica poi,tasseranno anche la potenza delle batterie installate così più autonomia avrai più pagherai.Come dicevano una volta le frange estremiste “pagherete caro,pagherete tutto..”Mai fidarsi delle promesse dei politici come quando leggo che stanno nuovamente aumentando le auto blu.Ma non avevano fatto una legge per tagliarle?

    • micheleciro@gmail.com

      Attenzione, alcune elettriche (peraltro top di gamma) costano ben meno delle controparti a benzina/gasolio. Mi riferisco alle Tesla. Ovvio che rimangono auto di lusso, come le controparti a benzina/gasolio.

      • eh insomma…. dipende. Prova a configurare una Tesla e metti a confronto alcuni accessori che hanno le dirette concorrenti. Nonchè la qualità degli assemblaggi (purtroppo lo devo ammettere, tipica americana e al di sotto degli standard europei). Ogni accessorio Tesla costa una pacca di soldi. Ho configurato una Model X con parecchi accessori (ma alcuni presenti sulla concorrenza non sono disponibili nemmeno a richiesta) e il conto finale è stato di 165.000 franchi, quando una X5 la porti a casa full con 120.000

  13. micheleciro@gmail.com

    Purtroppo la politica cerca di fare gli interessi della comunità con il minor danno. O almeno dovrebbe. Credo l’idea di fondo fosse quella di ridurre le auto in centro, e lo si è fatto sfruttando la scarsa popolarità di determinati modelli di auto, cercando anche di dare una immagine ecologica alla manovra. L’errore secondo me è stato quello di accomunare le ibride alle elettriche, come se fossero la stessa cosa. Le ibride ormai hanno prezzi di partenza apparentemente bassi a fronte di una ecologicità opinabile, e ciò ne ha permesso la diffusione, a tutto vantaggio delle autofficine di marca che dovranno ripararle e controllarle periodicamente a caro costo.

  14. le comiche.

    Spero vivamente che il problema non sia nel fatto che ora hanno i parcheggi pieni di auto che hanno il diritto di non pagare…

    A parte questa parentesi la cosa ha del ridicolo. Se il problema è il traffico nei centri storici allora chiudano questi al traffico e festa finita, senza inventarsi balle come quelle dei gas di scarico.
    Il problema è il sovraffollamento delle città sommato alla mania della gente di parcheggiare davanti al luogo di destinazione e sommato al fatto che non ci siano (non conosco a riguardo Bologna ma parlo per altre città) parcheggi validi nei pressi dei centri storici in grado di ospitare migliaia di veicoli e con servizio continuo di metropolitana.

    L’Italia è fatta di città vecchie ed antiche che non sono mai state adeguate all’aumento del traffico e della popolazione. Beh, ovvio che poi si incorra in questi problemi.

    • esatto.
      Dire chiaramente che il problema è avere macchine in centro probabilmente nei loro sondaggi fa perdere voti (perchè alla fine l’unica cosa che interessa agli amministratori è questa: avere voti. Vedi per esempio il cambio di direzione di Renzi sull’immigrazione. O meglio, l’aver finalmente riconosciuto che esiste un problema, finora negato a suon di “razzista chi crede che il problema esista”. Non ci vuole un genio per notare che il cambio di rotta sia avvenuto appena dopo la debacle elettorale del PD alle amministrative…).
      Piu’ semplice è sempre trovare una scusa accettabile. L’inquinamento (fa niente poi che le vere fonti di inquinamento non vengano toccate, troverai sempre chi si considera il salvatore della Patria e urlerà ai quattro venti che hanno ragione), l’Europa che è cattiva e non accetta i migranti (come se fossero obbligati a prendere migranti “economici” e non profughi: la Germania si vede bene come di profughi siriani abbia fatto incetta…), ecc.. ecc…

  15. Gentile Direttore, dobbiamo sgombrare il campo da un equivoco: i centri storici delle città europee, ma soprattutto italiane, NON sono adatti alle auto, di qualunque tipo. I nostri amministratori sono stati a mio avviso estremamente scorretti a dare l’illusione che con l’auto elettrica si sarebbe andati ovunque, e di questo dovranno rispondere ai loro elettori (spero). Nelle città ci vogliono innanzitutto metropolitane, tram e simili: le auto vanno bene nei tragitti sub urbani, per raggiungere la più vicina stazione metro od un centro commerciale. Una mia figlia, che abita da anni a Milano (prima per studio, poi per lavoro) non ha voluto con sè la propria auto, osservando che avrebbe rappresentato un impiccio e non un’utilità. Diverso è il discorso per altri utilizzi: da Bologna a Mantova certo l’auto è insostituibile (ricordo un suo intervento su questo), ma poi va parcheggiata ai margini del centro storico. Del resto, come sareb bero le belle vie porticate di Bologna (Zamboni,Galliera, Strada Maggiore) occupate da file chilometriche di auto elettriche? Glielo dice uno che ha iniziato ad 8 anni a leggere 4R e che pensa di amare profondamente l’auto

    • Ottimo intervento. Condivido in pieno.
      Cordialmente
      Salvatore

    • 92 minuti di applausi. Condivido pienamente.

    • Caro Robby,
      hai ragione da vendere. Ma appunto da decenni l’unico obiettivo delle amministrazioni è stato fare cassa senza (in molti casi) offrire una mobilità alternativa. Io ad esempio sarei ben lieto, quando vado a Brescia, di andare in centro senza usare l’auto. Purtroppo questo è possibile, se si viene da fuori città, solo se si prendono i mezzi dalla parte nord-ovest o dalla parte sud-est. In tutti gli altri casi occorre attraversare la città con le tangenziali, trovare un posto nei parcheggi di corrispondenza (piccoli, presidiati da questuanti a tutte le ore e ad alto rischio di trovarsi un danno all’auto… non impressione mia, ma statistica di danneggiamenti). Insomma, diventa un problema immenso, soprattutto per chi per lavoro deve essere molto mobile. Chiaro che invece chi ha orario ben fisso, stipendio fisso e contratto a tempo indeterminato dovrebbe dare il buon esempio e prendere comunque il bus, anche a costo di impiegare un’ora per fare 2 km.

    • Esatto, metropolitane e, aggiungo, circonvallazioni, ma gli scopi degli amministratori sono altri.

  16. Se non sbaglio, Direttore, già tempo fa aveva esposto nel blog qualcosa del genere riguardante l’amministrazione della sua città: e già allora avevamo percepito lo spirito di cassa, invece di quello ambientale. Solo che, forse, i cittadini hanno aderito più del dovuto agli inviti di passare a veicoli ecologici: e ora si è quasi da capo…La sua ultima frase, purtroppo, dice tutto: “credere agli amministratori”….

  17. Ah, il famoso trasporto pubblico con le aree di scambio… Altro che euro 5, 6, 7,…n, n+1… Nei centri storici le auto non ci stanno, questo e’ il punto, e la gente devi farla spostare con i mezzi pubblici.
    Una nota sull’auto green. Le ibride tutto sono meno che green, il motore elettrico aiuta quello termico ma da questo deve essere ricaricato, aggiungi il peso aggiuntivo ed e’ presto fatto. Si dira’ che in citta’ il bilancio e’ comunque positivo ma vorrei vedere di quanto e soprattutto su quali tragitti (piu’ il cammino e’ lungo e veloce, meno l’aiutino elettrico ha rilevanza). E l’elettrico puro? Non emette nel punto d’uso ma finche’ la corrente continui a produrla bruciando combustibili fosslli inquini da qualche altra parte. Con in piu’ le perdite di rete che dissipano una quota non trascurabile dell’energia prodotta e senza introdurre i discorsi importantissimi sulla disponibilita’ del litio oltre che sull’impatto ambientale della sua produzione. Dovremmo essere tutti un po’ piu’ onesti e dire che il trasporto verde ancora non esiste

    • “Si dirà che in citta’ il bilancio e’ comunque positivo ma vorrei vedere di quanto”…
      Di molto! Basta leggere, con il dovuto approfondimento, le prove sul consumo urbano rilevate da 4R!
      Cordialmente
      Salvatore

    • Il bilancio energetico complessivo, che sarebbe quello che conta, di elettriche e non, ancora non l’ho visto pubblicato da nessuna parte e quindi non si può dire con certezza quale sia meglio o peggio. Se Quattroruote ci riuscisse sarebbe veramente grande, ma mi rendo conto che considerare tutti gli aspetti è tutt’altro che banale.

    • “Si dira’ che in citta’ il bilancio e’ comunque positivo ma vorrei vedere di quanto e soprattutto su quali tragitti”
      E’ stato condotto uno studio recentemente (HAJDERI et al. Interdisplinary Journal of Research and Development Vol (IV), No.2, 2017). Ci sono alcune limitazioni al presente studio, ma globalmente qualche conclusione puo’ essere tratta.
      Prendendo in esame una media di inquinamento proveniente dalle vetture in ambito cittadino, gli autori hanno calcolato una riduzione del 22% dell’inquinamento nel caso in cui il 5% del parco vetture diesel fosse sostituito da un numero pari di vetture ibride. Gli autori notano infatti come una ibrida consumi il 38% in meno di carburante in città e circa il 20% in statale.
      C’è pero’ da notare come gran parte di questi “inquinanti” in realtà inquinanti non sono. La maggior riduzione si verifica infatti nell’emissione di CO2 (che non è un inquinante ma un gas serra). La riduzione dei NOx si attesta sul 5% e quella del PM è minima. Un rapporto del 2004 nel Connecticut era meno ottimista e parlava in generale di una riduzione delle emissioni del 10-15% massimo utilizzando una ibrida in città se confrontate con quelle emesse da una vettura tradizionale (fonte: General Assemby of Connecticut, 2004).
      Per quanto riguarda invece il discorso globale sull’emissione di gas serra o inquinanti, occorre considerare come viene prodotta l’elettricità.
      Uno studio ha mostrato come, con l’attuale composizione delle centrali elettriche ancora in gran parte alimentate a carbone, l’impatto globale di una vettura ibrida è persino sconveniente rispetto a una tradizionale. Infatti, ad esempio negli USA il 45% dell’elettricità è prodotta da centrali a carbone (fonte: EIA). Se una vettura ibrida plug-in viene ricaricata con energia prodotta da questo tipo di centrale, il risultato netto sarà un’emissione di CO2 incrementata del 10% rispetto a un veicolo convenzionale e circa il 60% in piu’ rispetto a una ibrida pura. (www.afdc.energy.gov/afdcpdfsargonne_phev_evaluation_report.pdf).
      Il che tradotto significa che un’elettrica pura diventa meno inquinante (considerando l’impatto globale) di una ibrida solo se l’energia elettrica viene prodotta in modo pulito. Con la situazione attuale, elettriche e ibride plug-in fanno risparmiare inquinamento in città a spesa di un aumento dell’emissione globale di gas serra.

  18. Pensate ai progressi di civiltà compiuti nell’arco degli ultimi decenni. Mezzo secolo fa (io avevo 8 anni) a Pistoia si poteva parcheggiare tranquillamente in Piazza del Duomo, una delle più belle piazze della Toscana e dell’Italia! (Per inciso, c’è da dire che Pistoia, pur essendo stata eletta “Capitale della cultura 2017″, non vanta grandissimi capolavori artistici, se si eccettua appunto il complesso urbanistico di Piazza del Duomo ed il celeberrimo pulpito di Giovanni Pisano nella chiesa di Sant’Andrea, raffigurato in tutti i più importanti libri si Storia dell’Arte, compreso il manuale di Giulio Carlo Argan su cui, al tempo del liceo, ho cominciato ad apprendere qualche nozione relativa all’arte italiana…).
    Si dirà: sì, ma negli anni ’60 non c’era il traffico di oggi…Vero, ma comunque le auto erano già in numero tale da creare ingorghi e disagi alla tranquillità dei cittadini.
    Chi possiede un’immagine fotografica di Piazza del Duomo di Pistoia di quell’epoca, vede tale piazza letteralmente invasa da automobili parcheggiate al centro con i monumenti (Palazzo del Comune, Palazzo Pretorio, la Cattedrale di San Zeno e il Battistero di San Giovanni in Corte) a fare da cornice a quello squallido garage all’aperto!
    Se non ci credete procuratevi il 9° volume dell’enciclopedia Universo (una delle più diffuse in quegli anni nelle famiglie medie italiane) dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara nell’edizione del 1969/70 e cercate alla voce “Pistoia” (è la pag. 502, la penultima di quel volume) e vedrete che spettacolo si presenta davanti ai vostri occhi! Per un appassionato d’arte, ma anche per il semplice cittadino che vuole godersi una passeggiata tranquilla nel centro storico della città di Giano, è veramente uno spettacolo orripilante!
    Spesso si cita a sproposito il vecchio proverbio: “Si stava meglio quando si stava peggio!”…In questo caso (ma intanti altri, ovviamente!, compreso l’inquinamento idrico, del suolo e atmosferico), viceversa, è proprio vero il contrario!
    Viva il futuro, viva il progresso!
    Viva l’auto elettrica e viva le auto ibride! (da non parcheggiare comunque all’interno delle prime cerchie di mura delle nostre splendide città…).
    Cordialmente
    Salvatore

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  1. Meglio una ibrida di una endotermica? – OneWedge
 

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