Una SUV Volkswagen a meno di 10 mila euro? In Cina, però

Una SUV Volkswagen a meno di 10 mila euro? In Cina, però

aprile 5, 2019  |  Senza categoria  |  54 Commenti  |  Lascia un commento


È ancora fresco l’annuncio che la Vw ha deciso di lanciare in Cina il nuovo brand Jetta, e lo farà dopo l’estate con tre modelli: il VA3 (la Jetta Vw rimarchiata), il VS5 (di chiara derivazione dalla Seat Ateca) e il VS7 (dalla Seat Tarraco).
Quello che desta più interesse, e diciamolo pure anche un po’ invidia, è il VS5 perché si dice che verrà venduto a soli 10 mila euro che sono davvero pochi per una vettura di grande interesse anche da noi come la Seat Ateca.
Perché così poco? Perché verrà prodotta in loco presso gli stabilimenti della FAW con cui Vw ha da tempo una solida partnership per la produzione di vetture VW e Audi mentre la Seat non è presente sul mercato cinese. In realtà il Gruppo Vw ha anche un solido accordo anche con la SAIC, ma in questo caso si producono soprattutto modelli di derivazione Skoda.
La VS5 dal prezzo così accattivante verrà importata anche in Europa? Pare proprio di no e non perché i costi di trasporto sono troppo alti (al di là della Via della Seta…), ma perché farebbe una concorrenza troppo sleale alla gemella versione spagnola che ha costi di costruzione pare più che doppi. D’altronde l’impianto cinese farà fatica, anche lavorando a pieno regime, a soddisfare tutte le richieste locali e quindi non ci saranno voglie di uscire dai confini; però, diciamolo pure, un po’ di delusione fa capolino.
Che cosa si compra da noi con 10 mila euro? Di auto nuove, piccolissime e pur con tutti gli sconti possibili (ma con un minimo di dotazione a bordo) ben poche. Se poi pensiamo che la VS5 uscirà nella versione col quattro cilindri con turbocompressore TSI da 2.0 litri, meglio non fare troppi conti: per un modello di pari caratteristiche il doppio della cifra non basterà. E il fegato, a pensarci, s’ingrossa.



54 Commenti


  1. In Europa (ed anche negli USA) abbiamo, oltre al fegato, anche un portafogli più grosso: abbiamo cioè (almeno penso sia così) stipendi medi ben superiori a quelli cinesi, come del resto lei steso riconosce quando dice che la gemella spagnola ha costi di costruzione più che doppi. In un mondo perfetto (che non ci sarà mai) i costi di costruzione di un medesimo modello tenderebbero alla parità indipendentemente dal luogo in cui viene assemblato. ma non potrà essere così perché ciò implicherebbe la chiusura di tutti o quasi gli stabilimenti europei e nordamericani per importare le auto da Cina, India e simili. Ovviamente ciò scatenerebbe reazioni da parte dei governanti e dei governati perché centinaia di migliaia di dipendenti si troverebbero disoccupati dall’oggi al domani, e, come logica conseguenza, ben pochi a quel punto potrebbero acquistare le auto importate. Si tratta di scelte inevitabili per non destabilizzare le nostre società ed il nostro benessere.
    Del resto, mi sembra che sia stata attribuita al Prof. Valletta la frase “ora aumentiamo un po’ gli stipendi degli operai, così che possano acquistare le nostre auto” all’atto della presentazione della Fiat 600.
    Piuttosto, mi fa ingrossare il fegato che un’auto come la 500L assemblata in Serbia, quindi con costi certo più bassi, sia venduta in Italia ad un prezzo simile ad una 500X di simile allestimento e motorizzazione ma assemblata a Melfi, Italia.

    • non capisco perchè ti si debba ingrossare il fegato. Le Case automobilistiche non sono mica ONLUS, se risparmiano sulla produzione lo fanno per massimizzare il guadagno, e il prezzo dipende da dove si vende, non da dove si produce. Dal momento che le gamme sono composte da piu’ modelli, questo permette anche di produrre in siti “pregiati” con margini piu’ risicati.
      A parte questo, non è molto vero che i prezzi delle due vetture siano cosi’ simili, soprattutto dopo gli sconti.

  2. Qualora una di queste economiche (per noi) vetture venisse importata in Europa – chiaramente si tratta di fantamercato, mi si passi il termine – suppongo che il suo prezzo sarebbe prontamente rincarato, al netto dei costi di trasporto.
    Comunque, se non sono male informato, anche per le auto vendute negli USA vale un po’ lo stesso discorso, pur trattandosi di cifre differenti.

    • non avrebbe molto senso riportare in Europa una vettura “gemella” di un modello già prodotto in Europa. O lo si importa tout court o lo si lascia dov’è. Bisogna poi vedere i contenuti della vettura cinese. Perchè le normative non sono propriamente le stesse…

  3. direttore che in Cina costi tutto meno e inoltre tutto sia poco o niente tassato è noto….Il problema è che il nostro continente sta implodendo nella maniera in cui vengono accresciuti i costi in funzione del prodotto….e ci ritroviamo con prodotti alla fine immensamente tassati e al prezzo spropositato rispetto al costo puro di produzione. Insomma da noi comunque i prodotti sono migliori ecc…ma certo è che il nostro modo di essere è evidentemente sempre meno sostenibile.

  4. questi si inventano un marchio riuscendoci e noi che li abbiamo li lasciamo marcire.

  5. Presumo che i contenuti non saranno gli stessi della versione Europea, analogamente a quanto accade per le versioni indiane (ad esempio) di vetture europee li’ vendute a prezzi molto piu’ bassi. Non parliamo poi della normativa di inquinamento da rispettare in quei paesi… non mi stupirei se il diesel in questione fosse lo stesso con il defeat device ancora installato e con emissioni pari – nella migliore delle ipotesi – a una Euro2. Per il resto, la tassazione e il differente costo del lavoro fanno la differenza.
    Ma bisogna anche notare che i prezzi spesso sono parametrati al potere di acquisto. E i modelli in questione non sono certo premium, anzi. Ricorda un po’ l’esempio Svizzera- EU, dove i prezzi in Germania per alimentari e altri beni di consumo sono anche un terzo piu’ bassi che in terra Elvetica. Si’, ma gli stipendi sono meno della metà…

  6. A proposito di quanto commentato dopo il precedente articolo, ecco un altro esempio di quanti e quali multiformi fattori entrino in gioco nella determinazione dei prezzi: saranno “svendute” le gemelle cinesi di modelli che in Europa appartengono al marchio che – secondo lo spudorato (in senso letterale, oltre che, naturalmente, benevolo) De Meo – avrebbe tutte le carte in regola per fare la concorrenza ad Alfa Romeo ! Definirei la situazione oggettivamente molto imbarazzante se non fosse che VW ha dato prove ben più fulgide sotto quest’aspetto nel recente passato.
    PS @Fede: come immagini saranno i “giochi” delle portiere delle “ Seat “ al di là della grande muraglia ? Se commisurati al prezzo già rabbrividisco (perdonami, ormai sai che se mi tocchi su quel che rimane del mio amor patrio, divento molesto…).

    • Stefano, ma perché mai i giochi delle portiere di una vettura gemella di un’altra devono essere peggiori se questa è costruita in Cina? Nessuna Vw che nasce là è peggiore, perché i protocolli di costruzione sono gli stessi. La Panda-due, quella fatta in Polonia non era perfetta? E la 500 che nasce ancora in Polonia? E le coreane fatte in Slovacchia sono peggio di quelle di Seoul? L’industria cinese oggi è matura: offre prodotti scadenti (sempre meno) destinati al mercato locale e prodotti evoluti quando replica modelli nati all’estero. L’iPhone che nasce in Cina non è forse identico a quelli americani? E le Nike che qui strapaghiamo non sono forse fatte là?

      • Lei ha ragione, ma non è tutto oro quel che luccica.
        Non è automatico il fatto che i protocolli – e gli standard di produzione – siano identici tra fabbriche dello stesso Costruttore. Lo sono generalmente se – e solo se – i mercati di vendita sono in comune. Ma una vettura fatta per un altro mercato avrà probabilmente specifiche diverse (e puo’ anche essere che i controlli di qualità siano ben diversi, nonchè che le nacchine impiegate abbiano tolleranze maggiori).
        Senza volermi dilungare, posso fare qualche esempio “extra-automobilistico”: la Steinway & Sons e la Mövenpick. La prima produce pianoforti di ottimo livello sia ad Amburgo che a New York, ma i due modelli, teoricamente simili, differiscono parecchio in quanto a suono e regolazioni, proprio perchè si rivolgono a due mercati (nordamericano ed europeo/asiatico) con requisiti differenti. La seconda produce gelati confezionati, con una qualità molto maggiore per quelli destinati alla Svizzera (quasi sembrano artigianali) e quelli destinati alla Germania (in quel caso, sono tipici gelati confezionati). Insomma, non è sempre detto che una vettura prodotta in due Paesi diversi per due mercati diversi (anche se condivide tutti i componenti) sia assemblata con gli stessi standard. Dipende molto dal mercato sul quale i prodotti vengono piazzati.

        • Mah…
          Non si può confodere il capitolato di produzione di un gelato con una linea di montaggio di autovetture concepita in Europa e “re”-industrializzata tale e quale. Non è che per produrre in Cina la “peggiorano”. Costa di più modificarla in peggio che farne una nuova.
          La differenza viene fatta dai costi di produzione, materiali e lavorazioni meno raffinate ma comunque ugualmente di qualità, non da processi di produzione più sbrigativi.
          In Occidente non ci si rende conto che il nostro complesso di superiorità verso la Cina ci sta rovinando perché non ci porta a capire le vere dinamiche del “fenomeno Cina”.
          La Cina ci sta già davanti. Al di là del folklore del personaggio, nessuno da queste parti si chiede se Trump abbia un minimo di ragione nel combattere una Guerra commerciale con la Cina?

          • Ovviamente i miei erano esempi non esaustivi. Il punto è che le specifiche di un prodotto variano a seconda del mercato di riferimento. Se anche la carrozzeria è simile, il motore è simile ecc… le auto che provvedono all’assemblaggio possono avere differenti specifiche e tolleranze. I contenuti possono essere diversi (molti meno accessori, materiali molto meno costosi, ecc…). Insomma, ci sono molti motivi oltre ai costi di produzione che possono modificare anche di molto il conto finale. Io penso sempre ad esempio alla Clio prodotta per l’India e ai suoi disastrosi crash test, mentre la versione Europea prese 5 stelle.
            Sulle tue ultime due frasi mi trovi perfettamente d’accordo. Aggiungo che la Cina gode ancora di vantaggi enormi dal punto di vista commerciale in quanto ancora beneficia di particolari condizioni garantite ai paesi del terzo mondo. Quando è evidente che ormai non lo sia piu’. Quindi Trump fa non bene, ma benissimo a fare la voce grossa, finchè è ancora in tempo. Persino un comunista come Rampini, su Repubblica (!!) gli ha dato ragione. Il che è tutto dire. Poi ovviamente il clima da perenne campagna elettorale impedisce di dare a Cesare cio’ che è di Cesare. Bisogna sempre e comunque dar contro a prescindere.

      • Ne sono convinto, saranno rifinite più che decentemente, ad ulteriore dimostrazione di quanto le case costruttrici lucrino sotto quest’aspetto al di qua della grande muraglia. Era solo una frecciatina rivolta a Federico – cui ho già risposto dall’altra parte – che nella precedente discussione ha contestato alla Tesla un livello di finitura inferiore a quello delle solite tedesche. Come se il giudizio sulla qualità di un’auto non dovesse finalmente tornare a “volare” leggermente più in alto anche fra chi non vive solo di questa passione: non giudico la Tesla per le finiture, e nemmeno le Seat cinesi per il gioco delle portiere, ma nemmeno mi entusiasmo per quelle di nuovo all’altezza della nuova serie 3 provata ad aprile. Mi scandalizzo però se la stessa serie 3, con tutte le cosine a posto (al punto che forse le BMW sotto quest’aspetto torneranno ad eccitare Viola quasi quanto le sue Audi), rimedia due – dico due – misere stelle nel test del doppio cambio di corsia sul bagnato, come le progenitrici “bare viaggianti” degli anni ‘60 e ‘70. Questione di gusti… ; )

        • non è questione di gusti,,. la qualità si paga, punto. E se la qualità è inferiore alla concorrenza, io mi aspetto di pagare di meno. O dovrei pagare uguale per due prodotti di fattura differente? Poi se mi dici che preferisci spendere meno e avere una qualità comunque buona ma non eccelsa, ti do anche ragione.
          Ma io una vettura che costa come una Mercedes ben accessoriata ma ha le finiture di una (ad andar bene) Octavia, non la compro. Come non compro una vettura anche di qualità eccelsa ma che costa come due appartamenti, ma questo è un altro discorso, no? Si chiama value for money.

  7. In Cina entrano in ballo i costi di produzione.
    Ma senza scomodare la Cina basta vedere i prezzi di vendita delle auto in America.

    Del resto da noi quasi 1/3 del costo al cliente di una vettura è fatto di tassazione.

    • in America c’è anche un altro tipo di concorrenza sul mercato interno, nonchè differenti costi per la logistica, e le tasse sono sempre ovviamente “non comprese” nel prezzo di listino. Del resto, gli USA non hanno mai e poi mai pensato di limitare o disincentivare le vendite di automobili.

  8. Tutta l’elettronica di consumo che è made in Cina,Vietnam Corea ecc,in ogni paese è venduta in proporzione ai salari del posto altrimenti con i prezzi europei,non venderebbero quasi nulla nei paesi dove sono fabbricati.Quanto al fegato,mi si ingrossa al solo pensare alle nuove imposte che ci attenderanno perché se il paese va male,non è per colpa mia,sua o di tutti noi quanto ai SUV,non mi interessano e non morirò certo”suvvista”.La mia macchina dovrà essere…bassa con basso baricentro per sentire il piacere della guida e magari trazione posteriore.Poi rispetto chi acquista gli autoblindo per andare al supermercato e non certo in mezzo alla sabbia o agli sterrati come ci dice la pubblicità perché ti sentirai più libero !

    • Hai praticamente annunciato che comprerai la Giulia?
      Sarebbe un’ottima scelta.
      Il mio autoblindo lo uso in autostrada prevalentemente (ed è comodissimo, dopo 1600 km sono ancora fresco come un sorbetto al limone), ma concordo con te sul fatto che la stragrande maggioranza compri auto simili piu’ che altro perchè “fa figo”.

      • Prenderò la MAZDA MX5 perché mi basta una 2 posti per fare qualche giretto in fine settimana.Non metto in dubbio la comodità dei SUV anche perché ho fatto viaggi con amici ma non fa per me una auto”alta” e poi entrerebbe con fatica nel box fatto per le auto anni ’60 dove la Giulia di quei tempi era larga forse poco più di una Panda di oggi.

        • eh beh, io di problemi con il garage non ne ho… non ho nemmeno il garage, ma solo un posto auto. E qui da me non rischio di vedermelo rigare ogni giorno :-)
          Fosse per me comunque io avrei il mio carro armato per i viaggi lunghi e… una 4c spider per divertirmi il fine settimana :-)

          • A parte il prezzo che è forse il doppio,è una macchina “dura” senza servosterzo dove non si possono passare ore in macchina poi…c’è chi corre,fa i raid ma bisogna avere un fisico preparato.Un minimo di comodità ci vuole.

          • si’ si’ assolutamente. E’ un’auto senza compromessi. Ma che accende una passione incredibile! :-D Tanto quando si sogna non serve fare i conti con la realtà, no?

  9. bhe veramente anche in usa un wrangler sahara unlimited,stipendio americano,costo di produzione americano costa 38mila dollari,da noi circa 58mila,chi parla di stipendi bassi in cina,costo di produzione,di mercato,di economia non capisce nulla,che vada a studiare,o,a credere a quello che qualche cialtrone gli propone ogni giorno in tv o sul web del perchè in cina un suv vw costa 10mila euro da noi 40mila.Ah per non parlare poi del modello premium di casa jeep,il grand cherokee,lì il divario di prezzo è veramente imbarazzante,e non certo perchè i cinesi o gli americani hanno minor potere di acquisto rispetto a noi,o,perchè siano paesi del terzo mondo.Il terzo mondo siamo noi.

  10. Mi vengono in mente alcune considerazioni:
    1. Questi sono solo prezzi di lancio o rimarranno sempre cosí bassi.
    2. Il costo della manodopera non é poi cosí basso da giustificare questi prezzi. Inoltre su un’auto i costi di manodopera incidono circa il 5% (dati piú precisi non ne ho)
    3. Va bene il riuso di progetti giá ripagati (come per Dacia, che peró un po’ di riprogettazione la deve scontare), ma qui si tratta di progetti nuovi ed attuali. Queste auto non si accollano nessuno costo di progettazione/industrializzazione?
    4. Quanto grande é la “mano” che arriva dal governo cinese? Questa politica aggressiva ha una forte valenza politica interna, quindi non credo proprio che il governo sia stato a guardare da fuori.
    5. Non provo neanche a credere che Volkswagen faccia questo solo per aumentare le vendite e rinforzare la sua posizione globale (o anche solo cinese). Dal mio punto di vista sarebbe un suicidio economico. Idem per l’idea che lo faccia per ingraziarsi il governo cinese per ottenere altro.

    • Aumentare le vendite a livello globale non è un traguardo da poco, e non a caso la Cina rimane il primo mercato al mondo per Vw.
      Escluderei una mano del Governo cinese.
      Non credo che le Jetta si accollino nessun costo di progettazione/indistrialòizzazione essendo sempre in famiglia.
      Escluderei il suicidio economico perché non è proprio nella filosofia del tedeschi.
      In quanto alla voglia di ingraziarsi il Governo locale non ha proprio senso perché semmai in loco copiono e producono da soli.

    • Attenzione: costi di produzione non significa solo manodopera a prezzo più’ basso. Nei costi più’ bassi ci sono normative molto meno severe per inquinamento, sicurezza sul lavoro, smaltimento rifiuti, costo dell’energia elettrica e delle infrastrutture ecc… Questo fa la differenza, molto più’ appunto che il costo dei lavoratori, che incide appunto per il 5-8%. Che comunque sono bei soldini.
      Del resto, anche in Italia lo si è visto bene, quando FCA ha dismesso Termini Imerese perché produrre li’ costava circa 1000 euro in più’ a vettura. E i contratti dei metalmeccanici sono uguali in tutta Italia, no?

    • Quando parlavo di suicidio economico era una esagerazione. Pensavo al mercato del vino, dove gli italiani, pur di superare la Francia hanno abbassato i prezzi ed rubato mercato alla Francia, la quale, per difendersi, ha alzato i prezzi e con una quota inferiore guadagna molto più dell’Italia. Una specie di primato a tutti i costi.
      Condivido l’opinione cha sono altri i costi che incidono. Non ci avevo dato importanza.
      Ma con le informazioni che ho, davvero non riesco a giustificare il divario di costi.
      Per questo volevo capire qual era la fonte miracolosa (sempre che non sia un segreto aziendale).

      PS. Io vivo in mezzo ai tedeschi. Non credo che siano così razionali come li vediamo noi. Potrei anche parlare del caso Bugatti (fare le macchine più potenti, ma in perdita) o di Vettel..

      Ma appunto, immagino ci sia un ragionamento dietro (perché sono professionisti e non perché tedeschi), ma non l’ho ancora capito.

      • a quest’ultima domanda posso rispondere io.
        I tedeschi sono appunto molto razionali, ma hanno un difetto: sono bravissimi a pianificare tutto nei minimi dettagli, poi pero’ se una cosa non va come prevista, sono presi dal panico e non sanno reagire velocemente. Esperienze provate sulla mia pelle. Quando qualcosa va storto, inizia la trafila di riunioni, conversazioni, scambi di opinione, preparazione di protocolli approfonditi ecc… quando magari basta avvitare meglio una vite per sistemare tutto subito e senza perdite di tempo.
        Gli italiani hanno il problema opposto: sono bravissimi a tamponare le situazioni e a vivere nell’emergenza, ma non sanno fare uno straccio di programma a lungo termine.
        Credo che la lingua stessa sia responsabile di questa mentalità. La grammatica tedesca in pratica impone di sapere già cosa si vuol dire prima di iniziare la frase. Questo perchè alcune strutture vanno divise nella frase (una parte all’inizio, una parte alla fine), ma devi già sapere cosa dirai, perchè le altre strutture vanno inserite al posto giusto. La lingua italiana è molto piu’ flessibile, e si puo’ iniziare a dire una cosa e finire con un’altra senza che si facciano errori grammaticali.

        • Confermo. Gli italiani che conosco sono quasi tutti nei reparti “soluzione problemi” e “ricerca nuove soluzioni”. Io stesso faccio il jolly. Il lavoro non è noioso, ma a volte mi sembra di essere il bidone della spazzatura dei problemi..
          Riguardo la lingua, combatto ancora con i verbi separabili, dimenticandomi di aggiungere la seconda parte dei verbi alla fine della frase e lasciando in attesa chi mi ascolta. Schalten… , machen…, schreiben… (per chi non mastica tedesco, questi verbi non hanno senso se dopo non completi il verbo, il quale alla fine assume significati diversissimi: schalten..an = accendere, schalten..zu = spegnere)

          • pensa che io invece userei einschalten e ausschalten :-) Comunque sia machen che schreiben un significato ce l’hanno anche da soli. Certo, è diverso dire machen o ausmachen, zumachen, anmachen e cosi’ via… Divertente è comunque vedere come alcuni verbi siano separabili o non separabili a seconda del loro significato. Se tu usi ad esempio durchziehen, è separabile se significa “tirare attraverso”, ma inseparabile se significa “solcare” (ich ziehe den Wagen durch – ma : die Falten durchziehen seine Gesicht). Bella lingua comunque. Ma tranquillo che è una cosa comune per i non madrelingua dimenticarsi la preposizione alla fine. Cosi’ spesso chi dice: cominciamo con questa cosa finisce per dire “afferriamo con questa cosa” (Fangen wir doch damit an – Fangen wir doch damit).
            :-D

  11. @the_blond_surfer vai a studiare i costi di produzione economia insieme agli industriali,stai dicendo una cosa fantasiosa,in vw in germania un’operaio guadagna più di un operaio italiano,eppure,vw vende,vende,vende…@carlocavicchi,non è tanto il costo di produzione che influisce sul prezzo di un prodotto fatto in catena di montaggio quanto piuttosto il costo di ingenierizzazione,andate a studiare.

    • Grazie per il suggerimento.

    • mi associo al Direttore per i ringraziamenti. Magari invito pure Bill Gates o Elon Musk o Manley stesso. Anzi, visto che spesso millanti conoscenze con i grandi guru dell’industria, perché non estendi direttamente anche a loro l’invito di andare a studiare? Perché da come si comportano, mi sa che di economia non capiscono un tubo, no?

    • “in vw in germania un’operaio guadagna più di un operaio italiano,eppure,vw vende,vende,vende…”
      Mi spieghi come questa frase dimostrerebbe che non è vero che il costo di produzione è piu’ basso in alcuni Paesi rispetto che in altri?
      Forse non ti sei reso conto, ma mi stai confermando che il costo di produzione in alcuni Paesi è piu’ alto. E il fatto che uno venda di piu’ c’entra come i cavoli a merenda, anche perchè le auto piu’ economiche del gruppo VW NON vengono prodotte in Germania. Guarda caso…

  12. Io in Cina ci ho vissuto e lavorato. C’è ancora la credenza popolare che si vada a produrre la perché costa poco: non c’è niente di più falso. Un telefono, un frigo, un appartamento, un’auto che non siano una “cineseria” costano quanto, e in molti casi più, che in Italia. E’ vero che la mano d’opera a bassa qualifica ancora è pagata meno ma il costo della vita in città come Shanghai, Beijing o Guangzhou è a livello occidentale, così come i salari del personale qualificato (che si conta sempre a milioni da quelle parti). In Cina si va a produrre perché ha una popolazione doppia di Europa e Stati Uniti messi assieme e perché il suo mercato interno è fatto da decine di milioni di ricchi e da una classe media che si espande a ritmi vertiginosi invece che contrarsi come da noi.
    Perché, allora, un’auto che, forse, costerà così poco? Beh, perché un Dacia ha lo stesso powertrain di una Mercedes Classe A e costa un terzo? Bisogna vedere cosa offrirà quell’auto, soprattutto in termini di immagine, e come si posizionerà il marchio in quel mercato. Gli stessi Cinesi tendono ad attribuire ai marchi domestici un valore basso e, se possono, spendono molto di più in un marchio occidentale, anche se la base è la stessa. Ricordiamoci sempre che il valore, quindi il prezzo, è in gran parte dato dal marchio, non dal prodotto in se

    • “C’è ancora la credenza popolare che si vada a produrre la perché costa poco”
      Mi perdoni, ma se tutti i grandi brand vanno a fabbricare i loro prodotti là (Apple, Microsoft, Dell, e Sony, Puma, Nike, Timberland – costo 45 centesimi a paio di scarpe poi vendute in Europa a 150 euro – Luxottica con 26 milioni di paia di occhiali prodotti ogni anno in Cina…) lo fanno per spendere di più che a casa loro?

    • la quadra del cerchio è che prodotti di alta gamma prodotti in Cina forse includendo i trasporti costano non troppo meno che se prodotti in Europa, anche perché fanno parte di una fascia di prodotti ad alto margine.
      Ma il discorso cambia per la fascia medio-bassa, che in epoca di consumismo costituisce la gran parte del venduto. Li’ è innegabile che i costi di produzione (e non si tratta solo di stipendi, dice nulla la normativa noi-inquinamento con i suoi costi annessi?). La Cina paga molto bene l’alta qualità, ma la massa fa la fame. O non si spiega perché la Jetta anni ’80 fino a poco fa era la vettura
      più’ venduta.

    • proprio perchè ci ha vissuto e lavorato non mi aspettavo tali discorsi.
      Il costo della vita in certe città è alto (nelle parti centrali) ma come per Mosca in Russia, infatti non ci abita la massa da 150€ al mese di stipendio.
      Il costo della manodopera è basso, la progettazione la costruzione e la messa degli impianti rimane più bassa che da noi. Sicuramente anche minori restrizioni (ma qua azzardo).
      Chi produce laggiù lo fa perchè costa meno e può vendere direttamente ad un mercato enorme.
      Sul lusso ovvio che tutto cambia ma li è anche un altro discorso per tutti.

  13. Direttore, lei sta facendo mischiando prodotti a basso valore aggiunto e alta intensità di mano d’opera con altri ad alto valore aggiunto. Le assicuro che un’auto o un computer prodotti in Cina non costano tanto di meno, perché quello che costa sono gli impianti. All’opposto, industrie come il tessile si stanno già trasferendo in paesi come Vietnam o Cambogia. Detto questo, se lì vuoi vendere lì devi anche produrre altrimenti a quel mercato non accedi e i tedeschi e tutti gli altri, al solito, ci hanno stracciato. Ma è ormai da almeno un decennio che in Cina non ci vai perché costa poco. Le assicuro che il suo iphone lo trova a meno qui (o meglio in USA) che li, per quanto strano le possa sembrare

    • Ma io non parlo di prezzo di vendita ma di fabbricazione. La lascio comunque della sua idea se crede che realizzare un’auto in Cina costi come farla a Pomigliano oppure a Stoccarda. Diciamo che a me quelli del mondo dell’auto dicono il contrario.

      • La differenza ancora c’è ma non è quella che comunemente si crede e si riduce a vista d’occhio. Quello che molti spesso si dimenticano di dire è, ad es. come crescono i salari anno su anno. Al giorno d’oggi non si può più considerare la Cina come paese low cost, soprattutto in ottica di investimenti a lungo termine come quelli per l’auto, e questo non lo dico io

        • beh grazie… non è un mistero che ADESSO non convenga piu’ partire da zero e delocalizzare in Cina solo per motivi di risparmio. Ma qui parliamo di aziende che GIA’ sono li’ e che sottostanno a normative innegabilmente meno restrittive (per ora) che non negli altri Paesi. Aggiungiamo i favori enormi fatti dal punto di vista doganale e abbiamo il quadro della situazione.
          Ma appunto perchè le aziende GIA’ sono li’, i costi che stanno divenendo pari all’Europa sono già ammortizzati, e i salari PER ORA sono ancora piu’ bassi. Certo che ormai la Cina ha acquistato tanta di quella tecnologia che si potrà permettere in un futuro prossimo di divenire un Paese ad alto valore aggiunto, con in piu’ un mercato interno enorme. Di questo bisogna ringraziare chi ha voluto massimizzare i guadagni, chi si è chiuso gli occhi dal punto di vista poilitico, e i consumatori che per avere “+tutto e subito” finiranno presto per non avere piu’ nulla.

        • Comunque giusto per contestualizzare, il reddito pro-capite cinese era nel 2017 16.624 dollari, il che pone lo Stato al 79° posto nel mondo (fonte: FMI, non Ruoteclassiche). La tanto bistrattata Italia è al 33° posto con 37.,970, piu’ del doppio. Ora, considerando anche la polarizzazione della ricchezza è parecchio accentuata (come in Russia), credo non serva molto per dimostrare che il potere d’acquisto è in Cina (per ora) molto inferiore rispetto ad Europa e USA. Che poi le cose si stiano eviolvendo rapidamente è un altro conto. Ma per ora questa è la situazione.

  14. @carlocavicchi prego mi permetto di consigliarle anche un buon libro lasci perdere quello che gli dicono quelli del mondo auto,non conta nulla,ognuno può dire quello che vuole senza pagare di tasca propia https://www.amazon.it/Capire-leconomia-Dummies-Roberto-Fini/dp/8820363267/ref=sr_1_1?adgrpid=56361136041&gclid=CjwKCAjwhbHlBRAMEiwAoDA345w_QRS5V9juV2dkbsEoeDjWMcBp7NkJbzYdR7_be7dH46F79uqbBxoC600QAvD_BwE&hvadid=255222964688&hvdev=c&hvlocphy=1008463&hvnetw=g&hvpos=1t1&hvqmt=e&hvrand=16339470907491472592&hvtargid=kwd-318883703189&keywords=capire+l+economia+for+dummies&qid=1554842018&s=gateway&sr=8-1
    @the_blond_surfer comprati anche tu il libro,ogni volta io come tanti che fanno il mio lavoro espongo le mie idee a quelli del mondo auto e non solo,poi loro fanno come vogliono,sbagliando puntualmente.Per fortuna in questo forum c’è qualquno come @anster18 che non parla per sentito dire o per quello che gli riferiscono

    • Lei ha troppe certezze per le mie modeste capacità. Non se ne abbia male se io mi fido di più di chi i soldi decide di metterli lì invece che da altre parti, abbia pazienza.

    • @stirlingo
      I suggerimenti sono sempre graditi. Permettimi comunque di farti notare la similitudine tra cio’ che fai tu e cio’ che fanno gli insegnanti di composizione.
      C’è chi per insegnare ad orchestrare (cioè scrivere per un’orchestra, assegnando a ciascuno strumento la relativa parte) consiglia libri scritti da altri su come fare, e chi consiglia di prendere le partiture dei grandi compositori, analizzarle e vedere cosa loro hanno fatto.
      Ecco, se io guardo alla storia degli ultimi 20 anni, vedo una massa enorme di industrie spostate in Cina, i cui prodotti poi vengono importati in Europa e negli USA. E niente, credo basti questo.

  15. @the_blond_surfer una volta che hai in mano il debito pubblico del mondo fai quello che vuoi tieni tutti sotto bastone,le aziende non si spostano di certo perchè costa meno produrre là,poi in alcuni lavori,il costo è uguale all’europa o al nordamerica o non influisce sul costo finale del prodotto.Come ha scritto e spiegato bene ANSTER.
    @carlocavicchi io certezze non nè ho,però,non si fidi mai di chi mette i soldi,è una regola non scritta dell’economia,bond argentini,antonveneta,etruria,mps docet

 

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