Viaggiare a 150. Allora?

Viaggiare a 150. Allora?

novembre 16, 2018  |  Senza categoria  |  35 Commenti  |  Lascia un commento


Ciclicamente si torna a parlare di portare il limite a 150 orari sui tratti di autostrade con almeno tre corsie per senso di marcia e asfalto drenante.
Si può fare? Certo che sì, è una norma già prevista dal codice della strada all’articolo 142 comma 1 dove si legge che in presenza di buone condizioni atmosferiche, con traffico adeguato e un tratto con almeno tre corsie di marcia e asfalto drenante, se ci saranno gli adeguati cartelli stradali e un sistema Tutor che controlli la media effettiva, si può marciare a 150 all’ora purché quel tratto di strada abbia avuto una incidentalità bassa nell’ultimo quinquennio.
Quindi la proposta del presidente della commissione Trasporti della Camera, il leghista Alessandro Morelli, è già attuabile senza che ci sia bisogno di nessuna norma speciale. Il solo problema, al di là dell’ostilità del Movimento 5 Stelle che è comunque al Governo, è che a decidere se metterla in atto o no deve essere per forza il concessionario della strada, quindi le varie società che hanno in gestione la rete autostradale e pure l’ANAS che è diventata a sua volta una concessionaria.
Perché quindi questo limite, da molti chiamato a gran voce e da altrettanti molti osteggiato con impeto, non entra in vigore? Sono i gestori delle strade a non decidersi perché in caso di incidentalità cresciuta perderebbero molti quattrini statali. Infatti, quando io ero ancora direttore, pubblicammo su Quattroruote quella famosa formula complessa da cui si sapeva esattamente come sarebbero girati i quattrini negli accordi tra lo Stato e le concessionarie e lì una variabile era legata al numero di sinistri, più era alto meno si incassava. Quel famoso accordo segreto denunciato dal Ministro Toninelli dopo il disastro di Genova, sconosciuto al nostro uomo di Governo ma portato alla luce del sole già sei anni fa grazie a una ricerca giornalistica molto efficace dell’ottimo collega Emilio Deleidi.
Dunque temo, per chi ci spera, che questo limite dei 150 non verrà mai adottato, seppure nulla di legale lo impedisca.



35 Commenti


  1. L’intreccio di regole e di interessi tra governo, concessionari ecc. è quanto di più sciagurato si sia potuto partorire. E dire che sarebbe bastato (…) che lo Stato rubasse di meno, fosse riuscito a fare un po’ di utili e probabilmente saremmo stati meglio, con regole meno da scarica barile.
    Detto ciò, per uno che i limiti in autostrada non li vorrebbe proprio, tranne casi particolari, la differenza tra 130 e 150 la sente certamente ma non è che ci sia tanto da gioire, comunque tutto fa. Tanto poi all’atto pratico, come detto dal direttore, non cambierà nulla.

  2. Caro Direttore, putroppo sai che sono un mal pensante, che mi fido di piu`dei cani randagi che di qualsiasi politico o amministratore pubblico o rappresentanti di categorie che lasciano il tempo che trovano, che vivono su questa terra.
    “L’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stadale” afferma che spostare il limite da 130Kmh a 150 e`”inutile,costoso e inquinante”. Inutile e`molto discutibile, costoso non ho controprove per negarlo, inquinante??? ma questi miserabili pensano che I cittadini Italiani siano tutti co***ni? Quanti sono coloro che viaggeranno a 150Kmh? Quanti sono I Km dove si potra` viaggiare a 150Kmh? Cosi coloro che in queste poche occasioni viaggeranno a 150Kmh inquineranno il pianeta? Naturalmente se qualcuno mi dimostra con scuse plausibili che non bisogna aumentare il limite accettero` con piacere.
    Saluti
    Fausto

    • Più che altro lo sanno tutto che il problema inquinamento nasce dove ci sono incolonnamenti e traffico intenso (quindi lento).

    • Ma avete giuidato nel 1988 quando ci fu il limite a 110km/h in autostrada “per la sicurezza stradale”? Io sì, e mi capitò una pattuglia della Polizia Stradale che causò una mega fila dietro di loro per chilometri….Certo, “per principio”, chi vuole vietate la circolazione delle auto in città, non potrà mai dare il via libera ai 150km/h…ma solo per principio, appunto!

  3. Ricordo che diceste tempo addietro che la possibilità già esisteva ma erano le concessionarie ad evitare di alzare il limite.

    Rimango dubbioso solo per la scarsa intelligenza del “pilota” italiano medio, che non utilizza gli indicatori di direzione, non rispetta le distanze di sicurezza ed è distratto, però a me potrebbe non dispiacere.

    Il problema è che la quantità di “se” rende inapplicabile questa cosa. Manca solo di valutare anche la convergenza di Marte o l’orientamento degli anelli di Saturno per poter decidere quando mettere o togliere i 150 km/h.

    Chi parla di inquinamento non capisce mediamente una cippa, quindi stia in silenzio visto che farebbe prima a rivolgere la sua attenzione nei posti dove si creano costantemente ingorghi od il traffico è troppo intenso.

  4. Caro Fausto, mi permetto di suggerirne uno.
    vista l’atavica e urticante considerazione che gli italiani hanno delle regole, autorizzare i 150 Km orari vorrebbe dire che molti co***azzi “possessori di Suv top ma di un solo neurone viaggerebbero a 170-180 minimo. Se fossero tutti professionisti del volante poco male, ma vista la realtà…
    A mio modesto parere teniamoci i 130, non per le balle dei sedicenti esperti, ma per la nostra salute che è il bene più prezioso.
    Con simpatia.

    • Cavolo, mi hai quasi convinto.
      OT: complimenti vivissimi per il tuo nick name, la 33 stradale e`, per me, la piu` bella vettura prodotta. Ho anche avuto la fortuna di provarla con Teodoro Zeccoli.

      • Fausto, della 33 ne fecero, e ne esistono, meno di venti, mi pare. Sei uno dei fortunatissimi che l’ha guidata: penso che il Direttore chiuderà un occhio su un off topic con qualche tua impressione, che sarebbe graditissima. Auto Italiana la provò a fine anni 60 e strappò uno zero-cento in meno di 5 secondi oltretutto era forse la prima a disporre di un sei marce, per giunta con VI quasi “diretta”…

        • Ciao Luca, saro` brevissimo per non rubare spazio. Purtroppo non ero io al volante della 33, ma Teodoro Zeccoli. Credo che fosse il 1966/7 (?) durante il salone dell’auto di Torino. Allora si provavano le auto su un circuito di prova chiuso al traffico sulla collina torinese.
          Per me esteticamente l`auto era bellissima, molto spartana, quasi un’auto da corsa. Il percorso era molto tortuoso, che dire in 2 parole? Tenuta di strada? Nemmeno quando andai con Lippi sull’Abetone a provare il prototipo Ferrari 275 GTB rimasi colpito come dalla 33. Freni? Altro pianeta, per me ancora sconosciuto. Cambio quasi ravvicinato dalla velocita` che la 33 prendeva I giri. Non ho mai saputo il tempo sul giro, ma ti garantisco che siamo andati tanto forte. L’unico problema? Quando ho chiesto al mio Vecchio se mi faceva un regalo, mi chiese se ero diventato di colpo scemo.
          Quel giorno rimarra` nel mio cuore come il giorno che e` arrivata mia figlia al mondo. Ciao
          P.S. scusa Carlo, ma non potevo stare zitto.

        • Bellissima, questa: “ho chiesto al mio Vecchio se mi faceva il regalo”…L’auto era, ed è bellissima. Costava un patrimonio, ai tempi: ho recuperato la prova di Auto Italiana del febbraio 1969 (Ruoteclassiche qualche anno fa ristampò il meglio di quella rivista, ai tempi “sorella” di 4R), si parla di 10.175.000£ su strada, quando la Miura, provata tre mesi prima, la si portava a casa con poco più di 8 milioni. Due dati per i curiosi: 245,9 km/h (sarebbero adeguati anche oggi, con 230 cv); 0-100 in 4,9 secondi, la prima a buttare giù il muro dei 5”. Per leggere di meglio sulle riviste nostrane si sarebbe dovuto attendere l’estate del 1980, Porsche 911 turbo (4R rilevò 4,8 secondi). Km da fermo in 24,19 con uscita a 219 orari. Giusto per confronto, la salita del Tuscolo (3200m, 170 m di dislivello; comune di Grottaferrata. D’altronde le prove le facevano all’ISAM), oggi assolutamente impensabile: 1’56” la 33, 2’04” la Miura. Ah, Fausto diceva dei freni, “altro pianeta”: lo credo bene, 40,5 m da 100 orari e 79,5 da 140 avrebbero garantito le 5 stelle per altri 30 anni, e forse anche qualcuno di più. Grazie per i ricordi, Fausto. E mi scuso per l’ennesimo off topic. Ma ogni tanto “aprire l’armadio” aiuta a disintossicarsi dalle miserie odierne (ponti, limiti, sperperi, marchi italiani in declino, Ferrari che le busca di continuo, multe facili, crociate esagerate antidiesel, auto elettriche e prospettive di guida autonoma…)

      • Cooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooosa ???????

        Hai provato la 33 stradale a fianco di Teodoro Zeccoli ????????
        Questa cosa non mi farà dormire per qualche notte…non sto scherzando…
        Fausto, ti rendi conto dell’ opportunità che hai avuto ? E’ come avere un libro di papa Francesco con autografo e dedica personale…
        Missà tanto che anche tu facevi parte della grande famiglia del Biscione…

        Con quintupla simpatia ed un po’ d’ invidia…

    • Concordo pienamente anche perché con la tolleranza che c’è ora superare i limiti di 20-30 km orari comporta solo una contravvenzione e pertanto vedremmo gente ben oltre i 150 km/ora fare quello che fanno ora con il limite “teorico” dei 130 cioè:distrarsi con gli smartphone.Poi con il traffico,gente che occupa sempre le corsie più a sinistra,sarebbe un continuo frenare e il guadagno di tempo su un percorso di un centinaio di kilometri,sarebbe una diecina di minuti in meno con molti rischi in più per tutti.

    • dai su, dei suddetti fenomeni se ne vedono veramente molto pochi grazie al tutor. Quindi su questo sarei fiducioso.

      • Caro Nascar, quante tombe sono occupate per un’ infame circostanza che ha fatto si che ci si trovasse in rotta di collisione con un solo disgraziato ubriaco e/o drogato ?
        ma cmq ha ragione il Direttore, non si può far niente.

        E’ un tema molto difficile, dato che ( almeno per ora ) il fattore più incontrollabile è l’ uomo. Spero sempre che venga introdotta come materia di scuola il codice della strada. Questo sarebbe un ottimo investimento per il futuro di tutti.

  5. Qualche tratto privo di traffico ci sarebbe, rettilineo e relativamente pianeggiante, ma a due corsie: il tratto di pianura della A26, ad esempio. Per me non aumenteranno mai a 150 orari: ha ragione 33stradale63, già adesso ci sono una serie di fenomeni che vanno a velocità insensate anche sulla Milano Varese, che è stretta, a due corsie e con uscite pericolose. Ricordo la Milano-Bologna senza tutor: 3 corsie, ma da sudare freddo quando i camion “garellavano”: prime due corsie con mezzi appaiati a 85-90 orari, terza corsia con i “ganassa” a 180/200 orari, spesso impuniti. Forse meglio ora, con il tutor lungo le arterie più battute. Senza fare troppo il moralista, visto che la velocità massima, per il sottoscritto, è ancora un “fattore” e che qualche tiratina all’anno mi scappa (son cresciuto sentendo e leggendo pareri “storici” che dicevano che faceva bene al motore…).

    • Sì, però non possiamo ragionare sempre in maniera falsamente protettiva: non facciamo i ponti perché la mafia vince gli appalti, non alziamo i limiti perché poi qualcuno corre troppo. Quelli che corrono troppo ci sono anche adesso, il tema è impedire alle mafie di vincere gli appalti e fermare i furbi che vanno a 200 all’ora. Non fare nulla per colpa di quelli che non rispettano le regole significa fa pagare i danni ai tanti che le rispettano.

      • Carissimo Carlo, come al solito c’e` sempre tanta saggezza nelle tue parole. Io purtroppo ho constatato nella mia vita che le minoranze rumorose hanno sempre la meglio sulle maggioranze silenziose; la grande maggioranza delle persone per bene e rispettose delle “regole della vita” sono sempre dei perdenti al confronto delle minoranze, lasciami dire “meno per bene”. Io punto il ditto sulla parola democrazia. Dopo anni di dittatura (in tutto il mondo), siamo finalmente arrivati alla vera democrazia, che adesso purtroppo non e` piu` vera democrazia, ma “terrorismo urbano”, sono sicuro che capisci cosa intendo dire. Anche nel caso dei limiti di velocita` la grande maggioranza di automobilisti per bene dovra` pagarne le conseguenze di quegli automobilisti che se ne fregano delle regole e non hanno nessun rispetto del prossimo. Siamo nel 2018, quasi 19 e invece di migliorare, peggioriamo.

        Primo Vangelo secondo Matteo, terzo Bartali. Amen.
        Fausto

        • Il Direttore ha detto cose sagge. Un discorso che deve valere in generale: far funzionare le cose piuttosto che rinunciare a farle con qualunque scusa.

          Fausto, io sono pienamente d’accordo con la tua visione. Il fallimento della democrazia è proprio in questo: i molti devono piegarsi al volere dei pochi ma urlanti. Ed ecco che oggi vediamo ogni peggior cagata acquisire ragioni.
          Leggevo un articolo dove descrivevano che nel cinema iniziano ad avere seri problemi a decidere il profilo del “cattivo”. Se è un maschio, bianco, etero e senza caratteristiche particolari allora la passano liscia ma come provano ad attribuirgli qualche caratteristica particolare ecco che sbucano le lamentele di una qualche remota associazione. E questo anche nel caso vogliano attribuirgli un qualche disturbo mentale. Sono sbucate associazioni a lamentarsi che il film demonizza chi soffre di quel disturbo.

          Io mi chiedo: ma al giorno d’oggi la gente non ha nulla a cui pensare?

      • Certo, concordo: a non fare nulla, si può poi arrivare a mettere i cartelli “svendita” o “offresi” alle frontiere. Ma servirebbe che ci fosse l’impegno “totale” (che non vedo), contro le mafie e gli sprechi, e pattuglie in più in grado magari di chiudere un occhio se scappa un sorpasso a 140/150 ma di farsi “sentire”, a livello di presenza sulle strade. Se poi, oltre a ponti e grandi opere, si pensasse a sistemare un territorio disastrato, del quale ci si accorge solo quando è colpito da alluvioni e disastri, sarebbe meglio. Per territorio intendo anche le infrastrutture.

      • Parole sagge, che i politici non applicano mai. Ho sempre detestato le regole che bloccano tutti perché qualcuno esagera e per me sarà sempre così. Pertanto disapprovo in pieno il ragionamento di NascarMan, berma1954, 33stradale63, secondo cui, visto che qualcuno ne approfitterebbe per andare ancora oltre, sia meglio tenersi i 130.

        • “Ho sempre detestato le regole che bloccano tutti perché qualcuno esagera”

          Guarda Maurizio che anche io ho espresso questa opinione.
          Solo che sono anche realista e conscio che mi troverei nel mezzo di gente che non utilizza le frecce e ti si incollerebbe al paraurti.
          Ci fossero i controlli e fossimo “educati” sarei il primo a volerli proprio togliere i limiti di velocità.
          Con il tutor sono convinto che comunque la cosa sarebbe anche fattibile in tratte non incasinate.

  6. Avevo letto di una proposta austriaca un po’ strampalata: per incentivare la vendita delle elettriche, limiti autostradali più alti solo per le auto a batteria. Una genialata…Anzi, come dicevano i Trettrè, “a mmè…me pare ‘na strunzata!”

  7. E’ un problema che sento molto relativamente…sono uno da cruise 134km/h e via andare. Posso capire che chi invece fa migliaia su migliaia di km/anno solo di autostrada abbia punti di vista diversi. Io piuttosto trovo la situazione insostenibile su extraurbane spesso 70km/h e arterie periferiche con limite 50…con le auto moderne bisogna perennemente stare con l’angoscia di prendere velox, passa la voglia di andare in giro.

  8. in tutto il mondo sviluppato i limiti in autostrada sono compresi tra 100 e 120 KM/H.Mi farebbe piacere appartenere a questo gruppo di paesi,non a quelli in via di sviluppo dove il limite arriva a non oltre 140KM/H e dove hanno amministratori che sragionano come il nostro.Mi ricordo una volta chiesi al ministro dei trasporti statunitense:”perchè nel paese dei grossi motori della benzina che costa meno dell’acqua il limite è di 55MPH/H=90KM/H tranne in casi sporadici dove arriva a 75MP/H.”La risposta fù semplice quanto logica,quasi sarcastica.”LENTEZZA=SICUREZZA”.

  9. i 150 Kmh sono il classcio argomento quaqquaraquà tanto epr far parlare la gente. I 150 kmh di fatto già esistono, e come già spiegato da QR anni fa, non verranno mai applicati, proprio perché le società concessionarie sono terrorizzate da un verosimile aumento degli incidenti, con tutti gli annessi e connessi.
    Per chi dice “eh ma in germania i limiti non ci sono” oppure” e ma oramai le auto s son moderne, a 150 vai facile”… in merito i limiti tedeschi, a parte che non ci sono.. solo in alcuni tratti, e poi qui siamo in italia, dove la gente ti si incolla al paraurti in autostrada, un sacco di auto in pessime condizioni, ad iniziare da gomme sgonfie, lisce e magari gli M+S tenuti pure a luglio…
    ora tutto questo declinatelo per il 5% di tolleranza: il vero limite di velocità non sarebbe 150, bensì 158! si può viaggiare a 168 di gps rischiando solo una multa ridicola

  10. Studi accurati attribuivano, non tanto alla velocità massima, ma alla differente velocità delle auto un’alta percentuale di incidenti. Insomma, più è omogenea la velocità del flusso delle auto è più si riducono le occasioni di incidente.
    Il tratto A1 Modena Bologna a 4 corsie, ha tutti i requisiti da 150 km/h, essendo bolognese e viaggiando spesso per lavoro lo percorro almeno una volta alla settimana. Ebbene anche con poco traffico pare regnare l’anarchia, pure i giorni senza camion vedi automobili piantate in terza/quarta corsia a 120 km/h altri che sorpsassano scartando a destra, altri ancora superano ( differenza tra superare e sorpassare) nella prima corsia di destra a 130 e oltre.
    Caro Cavicchi mi piacerebbe una sua opinione sulle modalitità di guida dell’automobilista medio sulla A1 Mo/Bo 4 corsie.
    La resistenza dell’aria aumenta con il quadrato della velocità, credo che mediamente dai 130 ai 150 i consumi possano quasi raddoppiare. Lascio i calcoli ai tecnici di Quattroruote.

    • Intanto escludo che passando da 130 a 150 i consumi raddoppino, anzi l’aumento è decisamente basso e relativo alla potenza del mezzo. Una Panda in proporzione consumerà di più (come incremento) di una Range Rover con l’aumento di 20 km orari partendo da 130. In quanto alla prima corsia, se io procedo come da limiti, quindi a 130 e non faccio zigzag, non commetto nessuna infrazione perché il sorpasso a destra quando si è su una strada a più du due corsie è regolare.

  11. Caro Cavicchi, mi sono dimenticato di chiederLe una cosa che non riguarda l’argomento 150, ma da tempo mi ero ripromesso di fare:
    Tempo addietro sul suo profilo facebook vidi un breve video di un Audi Quattro (parliamo dei mitici anni ’80), che eseguiva pendoli spettacolari per perfezione in mezzo ad un gruppo di case.
    Vorrei tanto rivederlo!!!
    grazie

    • Se lei va su internet e clicca “Audi Quattro Rally Sanremo GIF” e scorre i vari video troverà quello di “Rally Gr. B on twitter Stig Blomqvist-Björn Cederberg Rallye Sanremo 1984″. È sicuramente il passaggio che dice lei.

  12. franco quarantacinque

    Si torna a parlare di 150 orari o dello stato pietoso della segnaletica in generale o sugli insensati limiti di velocità, se ne parla e scrive pur sapendo che nulla cambierà, allo stesso modo il depositario ed arbitro delle Regole, il MIT (che se ho ben compreso avrebbe dovuto garantire “nell’Italia dei cento campanili e delle centomila teste” l’uniformità territoriale della segnaletica), ne ha scritto con piglio imperioso il 24/10/2000 con l’inflessibile Direttiva “sulla corretta ed uniforme applicazione della segnaletica …”, ed ancora il 27/04/2006 con la II° Direttiva “sulla corretta ed uniforme applicazione della segnaletica …” con lo stesso identico risultato ottenuto con l’adozione della P. a Punti per una determinante incisività sulla tutela delle più importanti Norme comportamentali.
    Se il vostro E. Deleidi ha scritto “Limiti senza senso, perché?” a sett ’09 e “Codice e assurdità – Oltre ogni limite” a dic ’12 (articoli che avevo a portata di mano), a 3 e 5 anni dalla II° Direttiva più altri 11 da oggi ed a 26 anni dal nuovo Codice, non capisco:
    “perché?” la “disuniformità” territoriale della segnaletica è impazzata fino ad oggi e di peggio promette per il domani, grazie alla “legalizzazione” (il 21.7.17 con la Circ. 5620 Minniti) dell’impiego dei nuovi cecchini elettronici camuffati da Tutor a 500 metri, ovviamente con “Limiti senza senso” e col patrocinio della PS!
    “perché?” (per quanto mi risulta) nella casistica dei rilievi d’infrazione da P. a Punti tutto c’è meno che le “più importanti Norme comportamentali” .
    Sembra sia andato fuori tema ma è evidente che la proposta di Morelli (e dalle sue dichiarazioni elargite alla Stampa mi sembra “senza senso anche la sua carica in Commissione”) è solo spregiudicata demagogia:
    perché chi per la responsabilità di Lunardi ha inserito nel Codice la possibilità di andare a 150 ci ha regalato un benefit per boccaloni in quanto sapeva che in virtù del D.lgs 285/92 art 5 c. 3 da cui è scaturito il Nuovo Codice. L’art. 142 definiva i limiti di velocità “uniformi”, specificando che i proprietari potevano imporre limiti diversi ma con “l’obbligo di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari”, però a mio avviso in modo illegale e con la colpevole disattenzione dell’arbitro delle Regole, di chi avendone l’obbligo non rileva e verbalizza incongruenze e di chi non rileva ed attiva azioni Giuridiche neanche su specifiche denunce, i proprietari fanno passare di attenersi al comma del suddetto D.lgs ed altro come l’art. 139 e 343 del Regolamento appl.ne del CDS.
    perché per effetto di quanto detto sulla P. a Punti, come già scritto, i 150 Km/h, non si potrebbero tenere in sicurezza neanche con 4 o più corsie perché le tante “schegge impazzite” si distribuiscono su tutte le corsie disponibili.
    Ma i Media perché parlano, riparlano, come i lettori al bar sport e spesso farebbero meno danni tacendo, alcuni arrivano a “fuocherello” e ci lasciano più confusi di prima o al massimo con un “perché” stampato con inchiostro simpatico? Insomma perché non spiegano bene, almeno quelli preparati, quello che i signori su citati vorrebbero nasconderci per interessi non attinenti alla gestione della mobilità e della Sicurezza Stradale? Può esplicitare questo “perché”, Sig. Direttore?
    Una dichiarazione come quella di Morelli non doveva essere presa in considerazione o spiegata bene fino in fondo per l’interesse di tutti, non dei più probabili “pochi”. Sembra l’ennesima dimostrazione che appena preso il posto dei criticati dall’opposizione, si subisce un’immediata metamorfosi e si procede al solito cambiar tutto per non cambiar niente.

    • In tutta onestà non ho capito che cosa dovrei esplicitare. Naturalmente oltre a quello che ho già scritto. E a tutto quello che al riguardo Quattroruote ha puntualmente riportato mese dopo mese.

      • franco quarantacinque

        Il perché anche Quattroruote (se non in altri articoli che mi sono perso e di certo non negli ultimi anni e nel n° in edicola) non va oltre certi limiti nello spiegare certe cose; vi era più chiarezza nelle Direttive del Mit (peccato che non un € dei Miliardi stanziati per le lobbies dell’Insicurezza Stradale sia stato speso per attuarle). Nell’art. del 2009, il sottotitolo dell’art. del 2009 era “Sicurezza si, ma in autostrada si è spesso costretti ad andare come le lumache. Insistiamo: perché?”, perché, non svelato nell’art.? Chi avrebbe dovuto soddisfarlo, e perché costringe a rallentamenti? o, piuttosto, forgia gli utenti a considerare questi limiti indegni di rispetto per poi finire gradualmente ed “uniformemente” a non rispettare più niente.
        Il limite dei 150 come i 70 per le strade a scorrimento sono una deroga in eccesso ma come i limiti restrittivi di velocità testimoniati dal Sig. Deleidi ed i divieti, tutti determinanti per l’uniforme gestione delle Norme, fanno capo al “conflitto” tra l’art. 5 comma 3 del D.lgs 285/92, gli art. 139 e 343 del Regolamento appl.ne ed il Codice.
        Forse non c’è alcun conflitto se il Codice sancisce che i limiti restrittivi e divieti devono essere limitati e temporanei mentre nelle pieghe del Regolamento ed in quel comma del D.lgs si conferisce ai cento campanili il potere di fare quel che si vuole. Ed ancora mai nessuno si è sognato di collegare allo stesso conflitto l’uso improprio se non truffaldino degli autovelox, casualmente impiegati quasi sempre con i limiti insensati e da oggi in avanti dei Tutor “Minniti” (sui quali non è stato scritto neanche un rigo), Quattroruote compreso. Forse non c’è alcun conflitto, ma allora non capisco il perché di quelle due Direttive cosa diavolo contestavano ai Concessionari e perché sono rimaste carta straccia!
        Non c’è alcun conflitto da denunciare o sanare, come l’ho inteso io anche grazie ad una serie di esperienze dirette? Bene Sig. Direttore, allora non serve mi espliciti alcun perché; ma “perché” sguazziamo in limiti e divieti senza senso (che magari non comportano alcuna responsabilità civile e penale su mortalità ed erarialità del pianeta Sicurezza Stradale)?
        Resta il mio non capire “perché” ogni volta faccio una denuncia non viene mai ravvisata alcuna responsabilità operativa mentre d’incanto viene sanato il corpo del presunto reato!!! Ma quello è un problema solo mio! Grazie per la cortese attenzione.
        p. s. a proposito di esperienze dirette, una smentisce sia me che il Sig. Deleidi. Non sempre come asserivo, almeno una dimostra che le “centomila” teste esercitano un potere operativo notevole, ossia non è vero che “queste variazioni vengono decise … di concerto con tutte le autorità competenti”, le Autorità sono tutte presenti ma decide una.
        Dal 19/01/’02, una segnalazione al Mit per rettilineo di 800 m. con linea di mezzeria continua (con foto attestante l’ovvia continua trasgressione “dell’indegno” divieto di sorpasso) arrivò alla Relazione di sopralluogo* svolta da 2 (due) tecnici dell’isp.to di To il 29/10/2015 (se mi fa un cenno Le invio o porto i documenti), con la seguente conclusione: … si fa presente che l’art. 139 del Reg.to … pertanto spetta al proprietario della strada, in base all’art. 5 comma 3 del D.lgs 285/92, sulla base di un potere discrezionale, valutare se sussistono le condizioni di sicurezza … in conclusione, a parere delle scriventi, nulla questio alla modifica, da continua a discontinua, della striscia …
        Questo sarebbe il modus operandi dell’Organo di garanzia della correttezza ed uniformità territoriale della segnaletica, ma anche dei dossi, delle rotatorie, ecc.! Se qualcuno protesta, più sommessamente della Meloni, può arrivare ad un “nulla questio”, e la striscia è rimasta continua, forse perché è più sicuro che sorpassare con la striscia discontinua
        Ritengo che la differenza tra questa eccezione e le altre (riguardanti il connubio autovelox/limiti restrittivi perennizzati sia dovuto alla possibilità (fin qui remota) che qualche Giudice possa prima o poi ragionare in base a quanto scritto dietro la sua testa, perché forse quel “potere discrezionale” sia in realtà improprio!
        * che forse poteva essere espletato da Torino con Google maps, risparmiando una trasferta di almeno mezza giornata!

 

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