Vista nel retrovisore, l’auto che mi attizza di più è la Maserati Ghibli

Vista nel retrovisore, l’auto che mi attizza di più è la Maserati Ghibli

gennaio 11, 2019  |  Senza categoria  |  57 Commenti  |  Lascia un commento


Al volante macino decine di migliaia di chilometri. Lo faccio da una vita e in 52 anni di patente ho sicuramente passato il traguardo dei due milioni. Tanta autostrada sotto le mie ruote con un mondo diviso in due, quello che mi sta davanti e quello che percepisco nello specchietto retrovisore dentro l’abitacolo.
Nel tempo ho memorizzato i frontali delle auto fissandoli in due album, quelli anonimi e quelli che mi hanno entusiasmato. Ovviamente i primi sono molto di più dei secondi ed è normale che sia così perché le svolte stilistiche che reggono nel tempo sono rare. Ovviamente il doppio rene della BMW lo vedi subito, così come la forma rinnovata nel tempo ma sempre fedele all’originale delle Porsche 911 s’intuisce alla prima occhiata. Lo specchietto in questo non fa sconti: il tempo di osservazione è sempre velocissimo e fa subito da spartiacque. Non per niente la genialità di Walter De Silva allorché s’inventò il single frame dell’Audi resta una pietra miliare perché improvvisamente una marca passò dall’essere impersonale per diventare improvvisamente chiara, una valenza che ne ha cambiato il destino.
Ma al di là di tutto c’è poi il messaggio che passa dall’immagine riflessa direttamente al cuore quando sopraggiunge qualcosa che appare entusiasmante per chi sta al volante. Ed è una sensazione che cambia da guidatore a guidatore perché i gusti, vivaddio, restano gusti.
Così adesso ho capito che il frontale che mi emoziona di più, quando lo vedo ingrandirsi nel mio specchietto per confondersi con il mio immaginario, è quello della Maserati Ghibli, ma perché no, anche quello della Quattroporte. Ovviamente non ho una spiegazione precisa, ma è una cosa mi apparsa chiara nei giorni scorsi mentre percorrevo la A1 per raggiungere Milano. Magari per voi non sarà così. Ed è il bello del nostro mondo dove c’è spazio per tutti in base alle singole sensazioni, e non è neppure detto che qualcuno ci faccia caso o ci abbia mai pensato. Ma io mi sono convinto della mia scelta anche se ho realizzato la cosa soltanto adesso. E sono curioso di sapere il vostro parere, se mai ce l’avete. Ma non parliamo di bellezza o meno di una vettura rispetto a un’altra, di una marca rispetto a un’altra, ma soltanto dell’impatto visivo nel retrovisore che è una cosa ben diversa. Dai, dite la vostra.



57 Commenti


  1. D’accordo anch’io: il muso delle attuali Maserati è bello ed è nettamente migliorato rispetto a quello delle Maserati pre-Fiat (Biturbo e derivate et c.). I musi di BMW ed Audi invece mi sembrano stilisticamente sempre più pesanti ed è un vero peccato. Quando guardò nel retrovisore però il mio sguardo è immancabilmente attratto dallo scudo Alfa, il solo a cui cedo volentieri il passo: con la Giulia e la Stelvio si poteva fare meglio sin dall’origine ed il restyling urge anche sotto quest’aspetto, secondo me.

  2. Mio commento personale che troverà strali di oppositori ma”i gusti non si discutono..” mi pare una cancellata,una balaustra con tutte quelle barre verticali.Molto più belli i frontali Alfa Romeo specialmente sino a metà anni ’70 con il biscione che mi sempre intrigato.

  3. Pienamente d’accordo con Statmaz su Giulia e Stelvio .Si potevano creare auto dal frontale molto più bello e aggressivo e mi sembra strano che Marchionne abbia autorizzato simile bruttezza ,Pare che siano state aggiunte mascherine acquistate aftermarket per tamarrare le auto.Credo che ora paghino anche per questo motivo,soprattutto Giulia,lo scarso successo di vendita.Circa le auto che mi suscitano qualche emozione quando mi appaiono nello specchietto retrovisore c’è una in particolare ed è la 500X.Anche io sono un assiduo frequentatore di autostrade e quando appare nello specchietto il muso di una 500X ( in autostrada accade spesso)immediatamente penso ad un’auto imponente che suscita forza e sicurezza.Mi piace molto.

  4. Su tutte il muso della Montreal, con le palpebre in posizione di riposo: un’ aquila a volo radente; nr 2 la Giulia Super 4 fari a scudo stretto: un ghepardo in caccia.
    Altro che quel brutto muso della Giulia con uno scudone sproporzionato che la fa sembrare una bella donna che si è sottoposta ad un face lifting andato male.
    Pur rispettando la normativa salva pedoni che rende i frontali molto simili fra loro si poteva far di meglio….ma forse gli stilisti si son confusi col nome Giorgio della piattaforma e pensavano di fare la barba ad un ometto anziché truccare una bella donna…sto scherzando eh…

    • Oddio, adesso vedere nello specchietto una Montreal oppure una Giulia Super non è così frequente. Mi limiterei alle auto per strada oggi :-)

    • Anch’io le Montreal da anni le vedo solo ferme, di solito alla fiera di Padova. Mi risulta che, con i noti problemi di iniezione, sia un’impresa farle viaggiare… ; )

      • C’è del vero in questa affermazione, ma anche disinformazione. Mi spiego: conosco molto bene un ex meccanico collaudatore che negli anni 70 lavorava alla filiale alfa di Milano con frequenti trasferte in altre sia italiane che europee; dalla sua esperienza emerge che tale modello riceveva solo commenti positivi dai clienti dell’ epoca; si trattava solo di saper mettere le mani ad un meccanismo complicato che all’ epoca non poteva che risolvere meccanicamente questioni che oggi con l’ elettronica sono giochi da bambini. L’unico problema era che la messa a punto andava fatta solo da chi sapeva metterci le mani.
        Una piccola conferma di ciò è la recente prova che Ruoteclassiche ha fatto con una Montreal ripetendo un lungo viaggio dalla Puglia fino al Nord Europa che 4R aveva già compiuto negli anni 70. Problemi ? Zero.

        Con questo ovviamente lungi da me convincerla, ma questa testimonianza mi è sembrata doverosa.
        Non è che le vetture che si ammirano alle varie mostre son ferme perché son sempre meno ( per ovvi motivi…) quelli che ci sanno mettere veramente mettere le mani ?

        • Le sintetizzo le informazioni, non le disinformazioni, di cui dispongo ; ).
          In effetti, c’è un nuovo interesse degli appassionati d’auto d’epoca verso questo modello, che però è almeno in parte riconducibile all’esplosione di quello diretto verso tutti i modelli Alfa d’epoca (manca all’appello forse solo l’Arna, ma non è detta l’ultima parola…). Fu un flop all’epoca, non certo solo per i problemi di affidabilità meccanica (una macchia che rimane comunque poco giustificabile per un marchio che ne faceva a ragione un punto d’onore) e per il ritardo nella presentazione (con la crisi petrolifera incombente), ma anche per l’estetica un po’ appesantita (pure troppo rispetto alla Miura, cui era ispirata). Ora la si riabilita con ragione, ma la sua storia rimane quella, al di là dei gusti personali e della maggiore abilità di alcuni meccanici rispetto alla maggioranza di essi.

  5. Non saprei che dire: varie volte è capitato che avessi alle spalle delle gran sportive, ma a parte un “toh, guarda cosa arriva”, non ho mai avuto particolari folgorazioni. Ho visto tante belle auto, e tante pessime. Mi sarebbe piaciuto vedere (e sentire arrivare) una Countach o una F40, ma le ho viste solo in altre situazioni, e nemmeno tanto spesso. La folgorazione l’ho avuta dal parabrezza lo scorso giugno, in Svizzera. Mi son trovato davanti una 911 R, creatura mitologica che, con quella ormai rara ma fantastica trasmissione, pareva potesse essere solo un’entità astratta (cit. Fantozzi, sul megadirettore). Non avrei mai immaginato di vederne una. Certo, direte “è una 911″, come altre. No, non è così. Strepitosa.

  6. Si, mi attizzano le Maserati (più la Gran Cabrio) e anche la Giulia, soprattutto se vedo il Quadrifoglio (si vedono, nonostante tutto). Però proprio oggi leggevo l’aricolo di Ruoteclassiche sulla Rover 75: bella, fatta bene, pure meglio delle rivali, che sembrava destinata ad un futuro benevolo e invece messa sul mercato solo per essere abbandonata da BMW insieme a tutta la Rover. Ed uno scenario lugubre mi si è presentato: Giulia/Stelvio sono un riferimento della categoria, le Maserati hanno un fascino tutto loro, ma a me pare che FCA, al di là dei proclami, non veda l’ora di disfarsene. Se pure i piani dello scorso giugno venissero rispettati – e sarebbe una novità assoluta per FCA – dove andrà a finire Alfa a fine anno senza un nuovo modello? Quanti soldi perderà, quanto sarà sottoutilizato Cassino? Giulietta ha 10 anni, farà la fine della Mito, altro che Mid Cycle Action (Mid Cycle? a 10 anni dalla nascita??). Il C-SUV si fa, non si fa, meglio l’E-SUV, boh, se ne parla nel 2022, ovvero a babbo morto. Stessa storia per Maserati: ma come si fa a presentare l’Alfieri, ovvero la macchina più bella dell’ultimo decennio (a dir poco) e poi lasciare tutto sulle spalle di Ghibli e Levante ormai anziane? Senza parlare dell’elettrificazione, un must assoulto nel segmento premium. Diciamo la verità, FCA ha più marchi che modelli e pensa solo a Jeep, RAM e, fintanto che va, 500. Di tutto il resto ho la spiacvevole sensazione che farebbe volentieri a meno, soprattutto se sono belle macchine, che poi tocca svilupparle e supportarle commercialmente

    • @antser18: il Direttore comincerà a disperarsi: da qualsiasi punto partiamo, sempre su questa questione andiamo a sbattere…

      • @statmaz. È possibile ma qui si parla di belle auto e, nonostante le italiane lo siano sempre state, stanno diventando una specie in via d’estinzione, Ferrari a parte. Mio figlio fra poco prenderà la patente e le italiane le ha vissute più he altro come auto d’epoca. Io all’età sua potevo, ad esempio, sognare di guidare la Delta integrale, che fra l’altro era un gran bel vedere negli specchietti

    • “ma a me pare che FCA, al di là dei proclami, non veda l’ora di disfarsene”.

      Pienamente d’accordo, al di là delle intenzioni non si vede nulla di nuovo, come se ci siano remore strane ad investire. Basta leggere l’ allegato di gennaio di 4r : nonostante apri con FCA, al di la di aggiornamenti estetici e motoristici di prodotti già esistenti non fa vedere nulla di veramente nuovo ed atteso.
      Parlando di alfa romeo è impensabile stare sul mercato con solo due prodotti che per quanto validi non possono far sperare nei numeroni più volte declamati.

    • io posso capire tutto, davvero. Posso anche accettare che gente qui dentro dia del babbeo a SM perchè “ha autorizzato auto di una bruttezza incredibile” (come se il metro di giudizio estetico del commentatore del blog fosse il metro di paragone universalmente accettato). Persino posso accettare che l’estetica sia secondo gli stessi OGGETTIVAMENTE la causa dell’insuccesso di Giulia e Stelvio (??), dimenticando una serie di altri fattori nettamente piu’ importanti in campo commerciale.
      Ma che si dica che la Levante (del 2016) è ormai anziana… beh, diciamo che as questo punto non vale nemmeno la pena di argomentare. Tanto vale giocare a chi la spara piu’ grossa e fine.
      Quindi per partecipare al gioco, io dico che la Urus non vende 10.000 unità alla settimana perchè il giallo non è della tonalità limone di Sicilia. E che la Golf VII dovrebbe essere messa sulla copertina di Ruoteclassiche.

      • Non si deve sopravvalutare l’estetica, ma nemmeno minimizzare la possibilità che Giulia e Stelvio siano state percepite come meno sportive delle concorrenti dirette per via di un frontale che pare non avere la cattiveria ad esempio di quello della Maserati, che nello specchietto quasi sembra voglia inghiottirti come uno squalo. In fondo, siamo stati quasi tutti d’accordo nel dire a suo tempo che il sistema di navigazione, già superato alla presentazione, ha contribuito allo scarso successo dell’accoppiata, in particolare della Giulia. Insomma, estetica e dotazioni, indipendentemente dal fatto che si sia alfisti (…), contano eccome per stare nel mercato. Se non contassero, quale altra buona ragione ci sarebbe per comprarsi una Range ; ) ? Il muso di 156 e 159 era secondo me ben più cattivo di quello della Giulia, che le surclassa sotto tutti gli altri aspetti: ci mettano mano, potrebbe valerne la pena.
        Quanto a SM, all’inizio della sua avventura nel 2004, se non ricordo male, nella gamma Alfa c’erano 147, 156, 156 SW (con le varianti integrali e GTA), la 166, la GT e la GTV, coupé e spider; ci ha lasciati con la Giulietta con dieci anni alle spalle (e due tristissimi ed indegni motori da 120 cv) e con le due di cui parliamo. Obbietterai a ragione, col Direttore, che senza Marchionne non ci sarebbero nemmeno quelle, ma è inconfutabile che il rilancio del marchio su cui SM ci ha intrattenuto, con belle promesse e tante parole, per ben quindici anni è, allo stato, da considerarsi fallito clamorosamente; Alfa ha venduto nel 2018 addirittura meno di 80000 auto (e anche tu ricord quale fosse l’obiettivo insistentemente strombazzato come a portata di mano), la cassa integrazione è arrivata da mesi anche a Cassino, i piazzali delle concessionarie sono pieni di invenduto e non c’è nulla di concreto all’orizzonte che autorizzi ad immaginare un’inversione di tendenza grazie all’inconsulto stallo a livello di progettazione e lancio di nuovi modelli. Tutto ciò credo basti per cominciare a dare un giudizio oggettivo e critico su alcuni aspetti del suo operato.

        • caro Stefano, non è che io minimizzi l’importanza dell’estetica. Ma ritengo che non sia un elemento in grado di spostare granché le vendite, se altri contenuti non sono percepiti all’altezza. Altrimenti, appunto la Ghibli che citi dovrebbe essere in testa alle vendite nel segmento, invece… Questo perché il concetto di bellezza è assai soggettivo a seconda dei mercati. Auto che da noi sono considerate bellissime possono essere considerate orride da altri e viceversa. Giulia e Stelvio con la stessa linea ma con dotazioni tecnologiche pari alla concorrenza più’ blasonata avrebbero fatto il botto? No, nemmeno cosi’. Proprio perché prima che uno si convinca a spendere 50 mila bigliettini per un’ Alfa quando allo stesso prezzo puo’ prendere un’Audi (che fa figo) occorre che Alfa venga percepita come premium. Non dagli appassionati, ma dai buzzurroni con le tasse piene di soldi e la testa vuota di storia automobilistica, per cui conta solo apparire figo. Gli stessi che comprano Ferrari a scatola chiusa prima di sapere se la line sarà bella o meno, perché conta solo il marchio che ha sul cofano.
          Marchionne puo’ aver fatto i suoi errori, ma i modelli da te citati sono stati letteralmente ammazzati da chi lo ha preceduto, con quei disastrosi restyling firmati Giugiaro (147 “tapiro” e 156), nonché con prodotti realizzati controvoglia e in economia (tipo la Brera). Quindi Marchionne si è trovato un parco prodotti azzoppato e fatiscente, con la necessità di iniziare da capo. Oltretutto per dieci anni buoni ha detto che di rilanciare veramente Alfa non se ne parlava. Gli sono mancate alcune intuizioni da car guy, ma credo che nessuno al suo posto avrebbe potuto fare meglio, partendo da una base disastrosa e subendo la crisi del 2008 senza un Paese solido alle spalle (tipo la Francia, solo grazie alla quale Tavares ha potuto risollevare un’azienda decotta).
          PS. I piazzali delle concessionarie (soprattutto in Italia) sono piene di invenduto per qualunque marchio (vedi uno degli ultimi post del Direttore…)

          • Guarda che con Ghibli e Levante, le cui speranze di vendita, a differenza, erano rivolte quasi esclusivamente all’estero, sono dovuti correre ai ripari in fretta e furia, perché anch’esse da subito criticate per le dotazioni: quasi fosse un vizio, anche se noi sappiamo essere giustificato da ragioni di budget; meglio lascino perdere, allora, e tornino a fare le Panda ? Ma se pure quelle non gli riescono più !
            Per il resto, il problema non è tanto sulla qualità dei modelli che Marchionne ha trovato (anche se dovresti considerare con maggiore attenzione quella di molti dei modelli che ho citato, all’epoca non certo superati tanto quanto lo è ad esempio ora la Giulietta rispetto alle concorrenti), ma su ciò che ha lasciato: un’opera gravemente incompiuta, ad essere benevoli, e quanto ha dichiarato l’altro ieri Manley – se confermato da inglese qual è, che mantiene quindi le promesse, come ci ricorda il Direttore – credo spenga le illusioni residue. Conosci un altro Gruppo che si sia potuto permettere, o che si stia permettendo, di lasciar trascorrere quasi due anni (2019 compreso) senza il lancio di novità mentre la proprietà festeggia nelle Borse e, ad esempio, incamera per sé una fetta esagerata di quanto ricavato dalla vendite di alcuni asset (Magneti Marelli), invece di puntare soprattutto sugli investimenti ? Tu Federico ormai mi conosci, non sono esattamente un delegato della Fiom, ma stento a credere che anche tu non cominci a riconoscere le ombre dell’operato del nostro di fronte alle evidenze: forse perché le ragioni del cuore su queste questioni al di là delle Alpi hanno sempre la meglio ; ) ? Ciao

          • Ma in tutto quante ne hanno vendute di Giulia e Stelvio? Siamo sicuri che sia proprio un insuccesso?

          • Ti giro la domanda: conosci un gruppo già in bancarotta che non solo non dichiara fallimento, ma acquista per un tozzo di pane un altro marchio fallito e crea un gruppo che macina utili?
            Conosci un gruppo che, dopo che per 10 anni buoni non ha dato dividendi, per evitare una fuga generalizzata degli investitori non li tiene buoni con un dividendo dato dalla vendita di uno dei propri asset?
            La borsa non è un’entità astratta: è da li’ che possono venire i soldi per la sopravvivenza.
            Io gli errori di Marchionne li vedo bene: si chiamano soprattutto Kubang e Kamal, si chiamano c-SUV sottovalutato dieci anni prima, con investimenti invece dirottati a due mezzi flop come Bravo e Delta. Ti chiedo solo, sinceramente: visti i lati positivi del suo operato, te la senti di dargli contro?
            I modelli che tu hai citato non erano superati, erano ormai dei CESSI. Non giriamoci intorno, credi che la 147 (arrivata quando la Golf era alla serie 4 e uscita di scena quando la Golf era alla serie 6), con quel restyling terrificante fosse alla pari della concorrenza? Credi che la Brera fosse competitiva? Che la 159 avesse un solo plus rispetto alla concorrenza che non fosse (forse) la linea? Mi sa che qui quello che ragiona col cuore sei tu ;-)
            Per concludere, il tuo incipit sulla Ghibli e Levante confermano in toto quanto ti dicevo prima: la linea non sposta le vendite, se mancano altre cose fondamentali. E in questo Stelvio e Giulia mancano, in gadget.

          • @Federico e Maurizio. L’incipit riferito alle Maserati voleva significare che in quel caso FCA ha tentato per tempo di correre ai ripari (con ripetuti interventi migliorativi, o almeno presunti tali), nel caso di Alfa non lo sta facendo e sta perdendo oltre misura quote di mercato anche in Italia e trasformando anche la Stelvio in un problema (basta sentire i venditori Alfa per averne conferma, se non fossero sufficienti i numeri di vendita ed i giorni di cassa integrazione), dopo un avvio promettente. Che sempre lì si vada a parare (avvio più o meno scoppiettante, poi crollo o semicrollo sembra la prerogativa della gestione Marchionne tanto quanto lo era delle precedenti quando FCA affronta il settore Premium).
            Sul giudizio un po’ drastico (non è da te, Fede) sui vecchi modelli Alfa dissento in pieno: neanche la Brera, che del mazzo era la più controversa, lo merita per le ragioni obiettive che sarebbe lungo elencare e che sono note agli appassionati. Ma anche in questo caso la considerazione era un’altra: ha trovato una gamma superata, quanto si vuole, ma una gamma, ha lasciato due modelli in croce, sofferenti, più una “grande anziana”. La gestione Marchionne va storicizzata, non è più tempo di apologie (detto da me dovrebbe farti un certo effetto !).

          • Stefano, non vorrei toglierti il sorriso, ma se errore c’è stato, c’è stato nella direzione diametralmente opposta a quanto tu dici.
            Il “conto” del rilancio è stato da Marchionne sottovalutato e certe condizioni sociali evidentemente in parte imposte dall’êsterno, in parte dovute in ogni caso al suo attaccamento all’Italia, hanno fatto il resto.
            La gamma Alfa nel 2004 consisteva in:
            - 147 (vecchia e dal design infelicissimo, che ricordo bene veniva venduta senza batter ciglio col 35% di sconto nuova km 0): adesso c’è la Giulietta, che in proporzione è molto piu’ attuale di quanto lo fosse la 147 ai suoi tempi
            - 159. Stendiamo un velo pietoso su motori, peso e finiture interne. C’era la SW, ok. Ora pero’ ci sono Giulia e Stelvio, nettamente migliori sotto ogni punto di vista
            - Brera e Spider. Mal rifinite e pesanti. Ora ci sono di paragonabili 4C e 4C spider. Non mi pare sia peggiorata la storia.
            - GT. Ecco, quella manca al giorno d’oggi. Ma è una vettura di nicchia
            - 166. Auto nata già due gradini al di sotto della concorrenza, mai stata in grado di impensierire la triade. Ora ci dovrebbe essere il SUV E al suo posto.
            Quello che cambia è che per alcuni modelli la fascia di prezzo si è alzata.
            Ma il problema di Alfa è che incarna al giorno d’oggi valori che non sono piu’ di moda (guarda l’ultimo post del Direttore ad esempio!!!) e che sono appannaggio di poche persone. E ben pochi scelgono il piacere di guida in cambio di ammenicoli vari. E nel caso, vogliono pagare poco.
            Quindi il problema sai qual è? Sai cosa avrebbe dovuto fare SM per fare il botto? Chiudere uno o due stabilimenti in Italia, rendere Alfa un marchio sportivo di nicchia con solamente SUV, coupè e spider (tipo Lamborghini o al limite Porsche, per intenderci) lasciando se mai solo a Maserati le berline. Questo sarebbe stato l’unico modo per rendere attiva ed economicamente sostenibile la gestione di Alfa, sfruttando le sinergie con Ferrari.
            Vorrei pero’ vedere cosa avrebbero detto i tromboni in Italia.

    • @antser
      Io non so se l’autore dell’articolo di Rupteclassiche ha pero’ letto la prova che a suo tempo Quattroruote fece. In quella prova ricordo nitidamente che la qualità veniva definita “tipicamente inglese e cioè’ piena di contraddizioni”. Tra le cose imbarazzanti, veniva citata l’infiltrazione di acqua nei fari anteriori (in un modello nuovo di serie e che costava come la serie 3, ricordiamocelo!). Parlava bene dei sedili in pelle, ma concludeva il giudizio con un “peccato!”.
      Non diciamo nulla poi sui motori, tutti BMW ma opportunamente depotenziati per non farsi concorrenza in casa. Il tutto perché la BMW attendeva degli incentivi dal governo britannico per la ristrutturazione della fabbrica che avrebbe poi visto produrre la seventy-five. Ecco, la situazione Giulia è completamente diversa. Almeno in partenza. La BMW poi si è liberata della Rover dopo averla spolpata della Mini e dopo aver venduto la Land Rover a Ford, una volta visto che aveva sbagliato in pieno strategia. Ma Rover era per BMW un marchio di bassa immagine (non me ne vogliano, ma già da anni sfornava cessi a 4 ruote, tipo la 100 che era un mediocre restyling della Austin Metro), Alfa per FCA è oggettivamente un marchio strategicamente importante. L’unico problema non è il volersi disimpegnare, ma il non avere le risorse per sostenere il rilancio nel modo giusto.

  7. Ecco, a mio parere in questo articolo c’è un lato della medaglia della questione Maserati.
    I frontali, visti appunto di fronte, sono molto belli, e hanno personalità.
    Il problema è quando passi di lato, e allora il muso perde quella compattezza, diventa troppo arricciato, perde tensione e spigolosità. Per diventare un insieme gonfio e quasi grasso via via che si procede verso il posteriore.
    In sostanza, in tutto il resto della vettura manca quella tensione, quella compattezza, che c’è nel frontale.
    E questo è l’altro lato della medaglia; auto belle, ma con poca personalità, poca incisività – in termini stilistici, sia chiaro.

    Forse la Levante (per chi ama i suv, io no) un po’ meglio in questo senso.

    • Secondo me invece la Ghibli come un design è una bomba, paga un momentaccio delle berline E in generale ma è una delle pochissime auto nella mia esperienza su 4R che ha messo sempre d’accordo tutti: e’ bellissima e di grande personalità. E’ la levante che invece non ha l’effetto WOW che serviva. Per me è così.

      • Concordo con davz-z. Aggiungo che a mio avviso, il problema di Maserati non e’ nel design del frontale (per quanto quello della 4porte sia meno riuscito di quello della Ghibli) ma nel posteriore, che e’ molto anonimo (lo stesso si potebbe dire per Alfa Romeo, in particolare Giulia). BMW ha il medesimo problema, mentre Audi e (meno) Mercedes hanno design molto personali anche nel posteriore. Non commento su interni e dotazioni tecnologiche, purtroppo non al passo con la migliore concorrenza tedesca.

      • dal punto di vista estetico mi trovo dalla stessa parte di dava-z. Anche per me la Ghibli è una delle auto più’ belle, eleganti e sportive mai disegnate. La Levante la ritengo bella (anche più’ della Cayenne, comunque) ma mi entusiasma fino a un certo punto. Forse perché SUV cosi’ grandi non mi sono mai entrati nelle corde.
        Ma resto convinto che l’aspetto estetico sia l’ultimo dei problemi per Maserati o per Alfa. Ci sono trent’anni di cattiva reputazione da cancellare e un gap enorme da colmare con la concorrenza tedesca in termini di dotazioni tecnologiche. In un mondo che premia i gadget e non il piacere di guida, questo è un handicap notevole. Che si puo’ superare con tempo, pazienza ed investimenti continui. Quando è uscita, tanto per dire, la 159 era stata acclamata come una delle vetture più’ belle del momento. Eppure è stata un flop clamoroso. Perché? Per una miriade di motivi che con l’estetica non c’entravano nulla. Puoi anche fare l’auto più’ bella del mondo, ma ci saranno i soliti ricchi ignoranti che diranno che non ha classe, o che non ha immagine, o che costa troppo (ma se costa troppo poco, allora non vale). Insomma, il lavoro è certosino, è come voler vincere la Champions subito dopo aver raggiunto in 40 anni al massimo la zona Europa League in campionato solo perché hai acquistato due ottimi giocatori (non fuoriclasse, ottimi giocatori…)

  8. Di solito nello specchietto i frontali li vedo rimpicciolire…. Le rare volte che li vedo ingrandire, mi piacciono in generale quelli delle supersportive. E appena posso do subito strada, anche sulle statali.

  9. in generale le supersportive,non tutte cosi’ riconoscibili,ed in particolare le 911:ma vedere uno scudetto Alfa nello specchietto e’ quello che mi provoca da 44 anni una certa emozione.

  10. Cari amici, caro Direttore,

    La Maserati è sempre la Maserati, sinonimo di auto molto belle e veloci.
    A dire il vero, a me piaceva molto la Quattroporte precedente, quasi la prefrisco a quella attuale. La coupé/cabrio è veramente un’opera d’arte, anche se credo non molto valorizzata……quasi che come sempre in FCA immettano sul mercato un prodotto notevole e poi si dimentichino di aggiornarlo, renderlo più accattivante, più potente, più tecnicamente vincente. Pare sempre e solo un’aggiornamento di….marketing: cambiano i nomi e le definizioni, ma la sostanza rimane sempre quella, anche nei restyling di metà vita del modello.

    Forse Maserati smuove un po’ l’inveterato animo guerriero di noi uomini con quel tridente di sapore Medioevale che va a prevalere e ad uccidere tutta una serie di fiere tra cavallini e leoni rampanti, mufloni e capre selvatiche, stambecchi, giaguari, cavalli e liocorni ormai estinti.
    Forse il tridente richiama anche il simbolo di Poseidone (un Dio benevolo, ma che se si inc…za non risparmia nessuno, come il mare di cui è Signore) che deifica queste creature a 4 ruote e le avvicina si all’Olimpo automobilistico, ma sempre con un “distinguo” che le rende una razza a parte.

    Mi associo alle tristi considerazioni su FCA, Alfa Romeo in particolare, che chi mi ha precedutoha già sottolineato e confermo la sconsiderata miopia della dirigenza del Gruppo che per l’ennesima volta negli ultimi 40 anni sta aspettando il proprio iceberg sul Titanic.

    Un caro saluto a tutti.

    Dario G.

  11. Comunque non capisco perché non ci siano una Maserati e un Alfa Romeo anti-Cayman e Boxster.
    Non ci sono sportive un po’ più usabili, compatte e accessibili.
    C’è la 4C, bella macchina, ma è una vettura da pista, specialistica, per un pubblico davvero di nicchia.

    Potrebbero benissimo venir fuori da un progetto comune Alfa-Maserati.

    • magari!
      C’è comunque da dire che le due auto da te citate sono quelle in perenne perdita nei listini Porsche e vengono pure considerate “le Porsche dei poveri”.

    • Sarebbe gia’ tanto, e logico, se in FCA facessero i SUV C ed E di Alfa e quello D di Maserati: prima di fare le auto di nicchia, hanno da fare auto da volumi di vendita per poter reggersi in piedi. Ma, tornando all’argomento principale del post, che d’altronde offre un assist fenomenale alle lamentazioni sugli scempi italici, vedersi nello specchietto un tridente fa effetto anche perche’ e’ cosi’ raro. In realta’ si vedono molte piu’ tedesche piu’ esclusive di una Ghibli, di prezzo piu’ elevato, ma nessuno ha piu’ un sussulto se vede una M o una AMG, ce ne sono tante… Altro motivo per piangere sulla fine che ha fatto l’auto italiana, non riesco ancora a capacitarmi

  12. Mi è capitato pochi mesi fa’.
    Ho visto una bella auto nello specchietto retrovisore che si avvicinava,ho mollato un po’ il gas apposta per convincere il guidatore a sorpassare in modo da poterla vedere sfilare.
    Ho anche richiamato l’attenzione della passeggera con dei colpetti sulla gamba in modo che anche lei la guardasse.
    Ma non mi ricordo che auto era…….
    Nulla di estremo penso che fosse una vettura piuttosto comune ma di mio gradimento.
    Non provo neanche a chiederlo alla passeggera perchè sicuramente non ne avrà idea.

  13. Pienamente d’accordo. Ho come l’ impressione che le pochissime variazioni di prodotto siano cure palliative per evitare interventi robusti e costosi delegati a futuri acquirenti dei marchi.
    Mia personale opinione è che dopo Marchionne questo fenomeno abbia preso la discesa…

  14. Saro ‘ vintage, saro’ sognatore, saro’ quello che volete ma…
    il frontale che visto nello specchietto mi attizza di piu’ è quello della Pontiac Firebird, amorevolmente chiamata “KITT”, con tanto di led rossi :-D
    Ed ebbene si’, ne ho vista una perfettamente conservata giusto pochi giorni fa. Un tuffo al cuore. :-D
    Invece il frontale che visto dallo specchietto mi fa venire il batticuore è quello di una pantera della polizia, magari coi lampeggianti e le sirene accesi… ;-)

  15. Direttore, mi ritorna in mente una cosa ed intervengo nuovamente, tanto per ripetere il mio punto di vista. Mi ricordo tempo fa un suo post in cui rifletteva su quanto era bello il posteriore della Giuletta, adesso su quanto e’ bello l’anteriore della Ghibli. Magari tirero’ il suo pensiero per i capelli ma, oltre alle considerazioni di carattere estetico, voglio leggerci anche il suo rammarico per la situazione attuale e i dubbi per quella che sara’

    • In tutta onestà no. Con la Giulietta, già molti anni fa, mi capitò di valutarlo bene perché ero rimasto molto tempo in colonna proprio dietro a quel modello e ho avuto l’opportunità di valutarne appieno le soluzioni stilistiche. Al contrario giorni fa mi è successo di confermare un’opinione che già avevo riguardo al frontale della Ghibli. Tutto al tempo come adesso senza retro pensieri. Poi, certo, se l’industria nazionale funzionasse al meglio sarei felice, e mi auguro sempre che prima o poi succeda.

  16. Anche se quello dalla forma più ovale e concava della precedente Gt lo preferivo, sicuramente il frontale Maserati è bellissimo, sicuramente la parte meglio riuscita. A mio gusto credo non si possa dire altrettanto del posteriore, bello ma un po’ impersonale e poco riconoscibile. Idem per gli interni belli ma privi del famoso effetto wow.
    Detto ciò se ne avessi la possibilità una Maserati Grancabrio blu con interni grigio chiaro, la prefirei alle varie cabrio di Ferrari, Aston Martin, Porsche etc..

  17. non saprei.
    Frontali che apprezzo nello specchietto sono ovviamente quelli delle Porsche 911.
    Andando più sul “normale” direi Giulia (possibilmente allestimento Veloce), SLK, M4 (ma questa già non è più “normale”, Megane IV, TT.
    Sicuramente anche altre ma ora non mi sovvengono. Queste sono le prime a cui ho pensato.

    Anche la mia dovrebbe essere un bel vedere nello specchietto non ricordo di averne viste in tale situazione. Incrociate si e l’adoro.

    • la tua è un bel vedere per il benzinaio quando ti avvicini… ;-)
      (pure la mia comunque, anche se pensavo peggio. Alla fine ad andatura autostradale svizzera, ovvero 120-125 km/h, i 13-14 km/h sono la prassi, e parlando di un 3.0 v6 con 300 cv…)

      • peccato che la tua sia rialzata :P

      • Alla fine dovremmo avere prestazioni simili… con consumi simili. Nella tua aerodinamica e peso non aiutano.

        • no, in effetti no. Stiamo comunque parlando di una bestiolina da quasi 2 tonnellate e mezzo… Che con questo motore tutto sommato non si sentono, ma non oso immaginare che fiacca possa essere col motore 2.0 da 240 cv o, ancor peggio, col 180 cv. Per me in quel caso ti deve trainare una Panda 4×4… ;-)
          Comunque appunto con quel motore le prestazioni non sono affatto male, anche se non sono l’atout della vettura (per Statmaz… lo so, me l’avevi detto e già prima di acquistarla ti avevo dato ragione! ;-) ). Giusto per farvi un po’ morire di invidia comunque (tranne Stefano ovviamente), da un po’ alterno la guida della mia Velar a quella della vettura della mia ragazza, una Porsche Cayenne turbo. Diciamo che dopo aver provato un allungo in autostrada mi sono reso conto di cosa voglia dire avere un SUV da pista… ;-)

          • anche se in questo, una Stelvio Quadrifoglio sarebbe insuperabile. Purtroppo con quella finirei per consumare tutto lo stipendio in benzina.. :-(

          • nessuna invidia. Anzi, non concepisco proprio tutta quella potenza su un “coso rialzato”. La parola “Cayenne” è quanto di più stonato tra le meravigliose parole “Porsche” e “Turbo” :P .

            Certo è che in Svizzera i parametri son diversi. Mica ci sono gli stipendi italiani ed il superbollo.

  18. In effetti varie ma non molte.
    Sicuramente il trilobo di Ares.. ehm Cassino), il doppio rene di Monaco, lo sguardo delle Citroen (non sempre piacevole ma chiaramente identificativo nonostante le tante imitazioni per moda dei DRL superiori), Maserati sicuramente.

    Tuttavia sottilineo senza mezzi termini che il tuffo al cuore senza SE nè MA ad un Lancista fin nel midollo lo darà sempre la calandra a Scudo, pur con tutte le evoluzioni nel tempo, cromate o non, alte o larghe, proprio perchè sempre influenzate dalla presenza di quel marchio Blu che le solca nella metà superiore e rappresenta quanto di più fiero c’è nell’auto italiana.
    E in quest’ottica (potrebbe sembrare riduttivo per certi versi ma non lo è), anche nel corso attuale, lo Scudo a sorriso fiero dell’ultima evoluzione della Ypsilon (RST 2015) risulta quanto di più proporzionato e piacevole da vedere nello specchio retrovisore. Molto di più di tante altre vetture superiori.
    Figuriamoci poi se avesse dei proiettori al passo coi tempi.
    Lunga vita alle auto di Vincenzo.
    A proposito Carlo, abbiamo novità sul nuovo progetto Ypsilon? L’intervista a Manley sul corriere del 22/1 sembrerebbe confermare che ci sarà, pur con l’amarezza di pensare che sia un marchio da non sviluppare. In questo Mike ancora non ha capito (o non vuole capire) che gli ultimi fallimenti NON sono colpa del marchio.
    Mi piacerebbe da voi giornalisti una volta per tutte un po’ di approfondimento su queste questioni, senza lasciar liquidare al manager un frase di 5 parole senza replica….
    Che ne dici Carlo?

    • Di Lancia abbiamo parlato a lungo ed è difficile aggiungere qualcosa. Purtroppo è sempre stato un brand a respiro regionale e con ben poco appeal internazionale a dispetto delle grandi qualità intrinseche di tante vetture di un passato ormai lontano. Addirittura in Giappone conoscono la Delta e non sanno che cosa sia la Lancia. Pensare a un rilancio come la storia pretenderebbe significa immaginare un investimento economico che oggi nessun Gruppo automobilistico si può accollare. La riprova è che nessuno chiede di comperare il marchio Lancia, mentre per esempio c’è ancora la fila per quello Alfa Romeo. Ci addolora, ma è così.

  19. Ma la nuova generazione di Y arriva o no?

 

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