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Quali vetture di oggi saranno candidate auto del XXI secolo?

novembre 11, 2014  |  Senza categoria  |  58 Commenti  |  Lascia un commento

Quindici anni fa, in questi giorni, veniva eletta l’auto del secolo. Fu un’esperienza straordinaria per chi, come me, ebbe la fortuna di far parte di quella grande giuria internazionale (135 giornalisti specializzati, provenienti da 32 paesi diversi scelti in giro per tutto il mondo), con un impegno che si dipanò nell’arco di due anni.
A coordinare il tutto fu un comitato direttivo composto da 5 cinque formidabili esperti capitanati da Lord Montagu di Baulieu che avevano preso in considerazione 1.500 vetture selezionandone in un primo tempo 716 e via via riducendo questo numero a 200, un elenco che venne reso pubblico in occasione del Salone di Amsterdam del 1997. A questo punto i 135 giurati ebbero a disposizione tanto prezioso materiale prodotto dal comitato scientifico che servì a tanti di noi per scoprire pregi e virtù uniche di tanti modelli di cui si sapeva poco o nulla a dispetto della loro importanza storica e tecnica.
I criteri di valutazione erano: il design, l’importanza storica, il comportamento su strada valutato in confronto con i concorrenti dell’epoca, le innovazioni tecniche.
Il successivo passaggio fu la riduzione da 200 a 100 finaliste e qui si chiese anche l’intervento degli appassionati via internet. Il risultato fu che i giornalisti produssero una lista di 25 regine cui si sarebbero potute aggiungere fino a un massimo 10 vetture scelte dal pubblico anche se poi se ne aggregò soltanto una (le altre 9 erano tra quelle già scelte dai giurati).
A questo punto ci fu la votazione finale (25 punti da assegnare alle 5 auto scelte da ogni giurato con 25 punti da dividere tra loro e un massimo di 10 punti per la prima). Le 5 superfinaliste furono poi votate nel corso di una spettacolare serata in diretta televisiva da Las Vegas e lì fu proclamata la vincitrice.
Vinse la Ford T (742 punti) davanti a Mini (617), Citroen DS (567), Vw Maggiolino (521) e Porsche 911 (303), tutte auto decisamente immortali e cariche di gloria, storia resistenza nel tempo.
Ho provato allora a pensare alle auto del secolo attuale e non riesco ad immaginarmi una possibile candidata da votare nel 2099. C’è qualche vettura secondo voi tra quelle nate dal 2000 in avanti che entrerà nelle prime 100 finaliste? Se si, quale?

p.s. Per i più curiosi tra le 100 finaliste l’Italia fu rappresentata in quantità record, ben 19 auto. Queste:
Alfa Romeo (4)
• 6C 1750
• 8C 2300
• Giulietta Sprint coupé
• Alfasud
Cisitalia (1)
• 202 – 1100 Coupé
Ferrari (3)
• 166
• 250 GT SWB Berlinetta
• 365 GTB4 Daytona
Fiat (3)
• 500 Topolino
• 600 Multipla
• Nuova 500 (1957)
Lamborghini (2)
• Miura
• Countach LP 400
Lancia (6)
• Lambda Torpedo
• Aprilia
• Aurelia B10
• Aurelia B24 Spider
• Lancia Fulvia HF Coupé
• Lancia Stratos HF Berlinetta

A quanto si può vendere l’Alfa Romeo?

novembre 24, 2010  |  Fiat  |  132 Commenti  |  Lascia un commento

In Fiat servono soldi. Meglio ancora capitali. Adesso è il momento di fare investimenti per il futuro e ci vuole denaro fresco, soprattutto per l’operazione Chrysler che sta procedendo bene, ma che non si può esaurire con quanto fatto fino adesso perché ci sono nuovi modelli da mettere in cantiere per gli anni a venire. Ecco perché si parla tanto di possibili cessioni di gioielli di famiglia, dalla Marelli a CNH (Case New Holland), passando per tutte le ipotesi possibili e impossibili.
Nel mare delle suggestioni torna sempre in ballo il nome dell’Alfa Romeo che, di là dalle smentite che vanno prese molto seriamente, è un asset serio e come tale va sempre pesato. Ma quanto potrebbe realmente valere l’Alfa Romeo sul mercato motoristico mondiale? Il tema rimane suggestivo e va sfrondato delle provocazioni. A Parigi, per esempio, Marchionne aveva detto che l’Alfa Romeo non era in vendita a patto che un pretendente non arrivasse con un’offerta di 100 miliardi (di dollari? Di Euro?). A Los Angeles, lo stesso Marchionne ha parlato di 20 miliardi (di dollari? Di euro?).
Per restare con i piedi per terra bisogna allora rifarsi alle più recenti cessioni di marchi, e l’ultimo importante passaggio di mani è stato quello della Volvo dalla Ford ai cinesi. Gli americani avevano comprato la marca svedese ad una cifra pari a 7 miliardi di dollari all’alba del nuovo millennio, ma alla fine hanno svenduto la stessa Volvo per 2 miliardi (sempre di dollari). Su questa base si possono allora fare dei ragionamenti: la Ford voleva sbarazzarsi del suo gioiello perché doveva fare cassa per risanare i suoi conti, la Fiat al contrario non vorrebbe fare a meno dell’Alfa Romeo. L’Alfa, in più, ha un blasone che le viene dall’attività sportiva tra le due guerre e che è probabilmente superiore a quello di icona della sicurezza che da sempre accompagna la marca svedese i cui conti, però, (la presenza su tutti i mercati del mondo, e il giro d’affari) sono sicuramente più appetibili. Da qui, qualsiasi analista può azzardare una stima concreta che entra in una forbice ben precisa: da 1 a 5 miliardi di dollari. Il valore più basso nel caso in cui chi vende dovesse assolutamente fare cassa, e quello più alto nel caso ci fosse un compratore disposto a svenarsi pur di aggiungere un gioiello al proprio portafoglio. Ecco, al tavolo delle trattative che peraltro non c’è, la Volkswagen potrebbe offrire verosimilmente 3 miliardi per salire a un massimo di 4, magari anche a qualcosa di più. Tutto il resto sono illusioni, ma qualsiasi osservatore nota che su questa base l’affarone potrebbero farlo entrambi. E forse, lo faranno.

Ancora Alfa-VW, ormai non si parla d’altro

agosto 23, 2010  |  Fiat, Industria  |  143 Commenti  |  Lascia un commento

Lo spinoso ma intrigante tema della possibile cessione dell’Alfa Romeo alla Volkswagen è tornato di attualità, perché dopo Quattroruote a occuparsene è anche Automotive News, l’autorevole rivista americana che è sempre molto vicina ai grandi boss del mondo automobilistico. In sintesi anche su AN si ribadisce che da più parti, tra gli alti vertici VW, è sempre più chiaro l’interesse dei tedeschi per il Biscione, ma si riporta (da fonte Fiat autorevole, ma tenuta anonima) l’assoluta non volontà del Gruppo torinese a dare via il marchio Alfa, tanto più che nei piani di Marchionne c’è il nuovo obiettivo da raggiungere entro il 2014: 500 mila auto vendute contro le attuali 100.
Sempre Automotive News scrive che dati ufficiosi denuncerebbero per l’Alfa Romeo perdite annue comprese i 200 e i 400 milioni di Euro per tutto l’ultimo decennio, una cifra che, se confermata, oltre a mettere i brividi, giustificherebbe da sola una possibile vendita dell’ex Casa milanese. Però esiste il cuore e pure una nuova strategia, quasi che a Torino (o a Detroit, ognuno la veda come gli pare) ci si penta di quanto fatto in passato e si voglia recuperare il terreno perduto, magari dicendo definitivamente addio a quell’Alfa Romeo così cara ai suoi nostalgici innamorati (che però le auto le amano ma non le comprano) a favore una nuova linea di prodotti più vicini al mercato generalista. Credo che l’argomento sia davvero caldo, e non soltanto perché è ancora estate, e di sicuro qualche cosa succederà in tempi brevi con un solo cruccio: meglio l’Alfa americana o quella tedesca?