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Todt, un ciclone in arrivo

Todt, un ciclone in arrivo

febbraio 11, 2010  |  Formula 1  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Ieri a Parigi ho incontrato Jean Todt nella sede della Fia, e della lunga chiacchierata sul futuro della F.1 troverete una sintesi nel prossimo numero di Quattroruote. L’uomo mi è parso deciso più che mai a rimettere ordine sui campi di gara e neanche a farlo apposta oggi la Federazione ha chiarito che i team iscritti che non parteciperanno a Gp saranno puniti, mettendo così un punto fermo sulle voci che volevano una scappatoia di tre Gran Premi per le squadre in ritardo sulla preparazione, segnatamente US F1 e Campos Meta. Naturalmente questa puntualizzazione ha subito dato il via alle malignità, prima fra tutte quella che farebbe credere a una scappatoia per far posto alla Stefan GP, team serbo che sta già provando con Nakajima e che, dopo aver acquistato l’ex materiale della Toyota, è pronto a prendere il via stagionale già in Barhein.
Io però non credo che sia così; non almeno nel senso che Todt voglia fare un favore a Ecclestone che pur spinge per la squadra di Zoran Stefanovic, né tantomeno a Ralf Schumacher che dovrebbe essere uno dei piloti al via.
Il francese sta prendendo con grande impegno il suo nuovo incarico e credo che le sorprese in arrivo non saranno poche. Lo conosco da quarant’anni, una vecchia amicizia nata nei rally, e già allora si muoveva da numero uno.
Visto dall’esterno, lui sembra uno pieno di certezze mentre in realtà è un perfezionista assoluto, mai contento di quello che fa o ottiene, e di conseguenza è sempre insicuro se non proprio insoddisfatto del suo lavoro. Per questo non si accontenta mai e probabilmente grazie a questo è arrivato sempre al top di tutto. Quindi non so voi, ma io sono piuttosto convinto che cambierà qualcosa, cavandoci però dalla testa che lui parteggi mai per non importa chi.

Todt, Vatanen o chi per il dopo Mosley

giugno 30, 2009  |  Senza categoria  |  12 Commenti  |  Lascia un commento

Si parla tanto dell’addio, molto probabile anche in un mondo come quello delle corse dove “mai dire mai”, di Max Mosley. Il presidente della Fia ha dichiarato nei giorni scorsi che è stanco, aggiungendo che “quando ho iniziato l’attività ero già vecchio abbastanza per essere padre del più giovane pilota impegnato in F.1, e oggi sono vecchio al punto di poter essere nonno di molti dei piloti che corrono gli attuali Gran Premi”.

Ovviamente, se Mosley si farà davvero da parte occorrerà trovare un degno sostituto, e il concetto di degno va sottolineato. Presiedere la Fia non significa solamente occuparsi di F.1 come troppi credono. L’organismo mondiale dell’automobile si occupa a tempo pieno dei problemi legati all’auto di tutti i giorni, e qui le battaglie di Mosley per i crash test, per ridurre gli incidenti stradali, per imporre ai governi nazionali regole più attente e ai costruttori obblighi importanti per migliorare le vetture sul piano della sicurezza, sono state apprezzatissime al punto che molti arrivano a dire che mai prima di lui si era lavorato tanto e tanto bene. In questa logica è sbagliato credere che siano le squadre di F.1 a decidere chi sarà il suo successore e non è nemmeno detto che si tratti di un uomo di sport.

Jean Todt è un nome che circola molto e, anche se è osteggiato dai team non ferraristi, ha buone chances perché è considerato uno di larghe vedute e interessi che vanno oltre le semplici competizioni. In particolare l’attività che adesso ha messo in piedi con il dottor Saillant sui traumi post incidenti sono una buona arma da spendere.

Ma come lui, o più di lui, è molto considerato Ari Vatanen, l’asso finlandese dei rally che per Todt ha corso e che ha vinto un titolo mondiale nel 1981 proprio battendo Todt (che era navigatore) e il suo pilota Frequélin. Vatanen da tempo si è dato alla politica arrivando ad essere eletto per due mandati consecutivi al parlamento europeo, prima in Finlandia e poi in Francia dove adesso vive e ha una fattoria con annessa cantina.

Vatanen, che al volante era considerato un vero matto, è una persona pacatissima e di saldi principi (anche quando correva non brindava mai con champagne ma esclusivamente con latte). E se Todt ha sempre avuto rapporti molto stretti con Mosley (troppo a sentire i suoi detrattori) Vatanen è sempre stato fuori dai giochi della Federazione e appare per questo più limpido. In più viene dalla Finlandia, quindi da un Paese dove non ci sono costruttori automobilistici, quindi viene reputato più indipendente proprio nell’ottica di legiferare in campo automobilistico extra gare. Vedremo chi la spunterà, e soprattutto se si farà avanti anche lì il fatidico terzo uomo che potrebbe mettere d’accordo tutti.

Pace fatta. Era ora!

giugno 24, 2009  |  Formula 1  |  9 Commenti  |  Lascia un commento

Alla fine hanno fatto pace, e non poteva essere altrimenti. Mosley, l’uomo che un anno fa era già stato fatto fuori se non fosse intervenuta di peso la Ferrari a salvarlo, oggi potrebbe davvero farsi da parte. Se così fosse, chiuderebbe male una lunga carriera impreziosita da tante cose buone a cominciare dalla sicurezza delle monoposto che lui ha perseguito con ogni mezzo, spesso scontentando i costruttori sempre mal disposti a spendere denaro per questioni lontane dai loro interessi diretti. Jean Marie Balestre, il dittatore della Fia che aveva preceduto Mosley, era stato nel mirino non meno dell’avvocato inglese, ma è una storia che si ripete sempre: chi deve legiferare pesta sempre i piedi a chi mette i suoi interessi personali davanti a quelli del sistema. Accade in tutte le federazioni dove le guerre con le leghe sono sempre all’ordine del giorno.
Comunque quello che conta è che si è arrivati a un accordo. L‘unico possibile, il solo logico. Si ripartirà da quello che c’è oggi (e che, sia chiaro, non va bene) sperando che davvero tutte le squadre restino al loro posto, cosa per nulla sicura. Il rischio, va detto con largo anticipo, è che si arrivi a un tutti contenti con uno schieramento impoverito e dimezzato. Sarebbe una vera beffa.