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Ferrari-Alonso: è l’ora di decidere

settembre 22, 2009  |  Formula 1  |  11 Commenti  |  Lascia un commento

Adesso non è più il momento di aspettare. Archiviato il caso Renault-Singapore con nessun coinvolgimento per Fernando Alonso (ma non le polemiche, perché strascichi ci saranno per forza) è l’ora che in Ferrari si decidano sullo spagnolo perché non è più tempo di rinvii: tutto il mercato piloti è bloccato in attesa delle mosse incrociate tra il due volte campione del mondo e la squadra italiana.
E’ vero, a Maranello non sanno come comportarsi: vorrebbero lo spagnolo ma per reggere l’impatto economico del suo ingaggio dovrebbero liberarsi del fardello Raikkonen che è legato alla squadra per un altro anno, e costa a sua volta una cifra ben sopra la media. C’è però il problema Massa, sul cui conto tutti si dichiarano sicuri che tornerà quello di prima o addirittura migliore, che è convalescente e che dovrà mettersi alla prova. La Ferrari non “può” scaricarlo ma qualche dubbio circola sulle sue reali condizioni di salute e c’è la paura di disfarsi a caro prezzo di Kimi (nessun altro team può permettersi l’ingaggio del finlandese, quindi un aiuto sostanzioso da Maranello dovrà arrivare) per poi ritrovarsi in casa un pilota meno competitivo. Quindi si prende tempo, col risultato che tutte le suggestioni diventano possibili: restare con i due di oggi, parcheggiare Massa, parcheggiare Kimi.
Non è una decisione facile, questo è giusto dirlo, però occorre scegliere prima che siano gli eventi a decidere e non la logica di squadra. Alonso è lì che aspetta e la nuova Renault probabilmente legherà alla sua presenza il restare o meno in F.1. Se lo spagnolo va è molto probabile che il team trovi una scusa per uscire dal giro con scorno della Fota che teme che questo accada minando la credibilità dell’associazione. La Ferrari è quindi tra due fuochi: sostiene la Fota e vuole la Renault tra i soci, però allo stesso tempo vorrebbe lo spagnolo. Il gioco è intricatissimo e nessuno sta compiendo la prima mossa con il rischio che la Scuderia resti alla fine con il cerino in mano.

Brawn, la Fota e le furbate

maggio 8, 2009  |  Formula 1  |  8 Commenti  |  Lascia un commento

Interrogato dal nostro lettore Roberto Torta sul fatto che potesse essersi approfittato del suo ruolo di consulente tecnico della Fota per tirare un colpo basso agli avversari (risposte ad altre domande saranno sul numero di giugno di “Quattroruote”) Ross Brawn ha chiarito quanto segue:

“Il Gruppo di lavoro tecnico della Fota non stabilisce le regole. Quello lo fa la Fia. Le regole con cui corriamo oggi vennero decise dalla Fia prima ancora che, nello scorso settembre, la Fota stessa venisse costituita. Le regole erano già fissate dalla Fia a quell’epoca e, personalmente – visto che stiamo parlando della fine del 2007 – non ero ancora neppure tornato in attività in F.1 quando vennero stabilite. La Fota lavora a proposte per il futuro da discutere con la Fia, per ridurre i costi, per migliorare lo spettacolo… ma non a questo regolamento. Se in F.1 vuoi limitare a 100 le prestazioni, ti conviene cercare di fissare regole pensando di bloccarle a 50 perché gli ingegneri sono talmente brillanti che arriveranno a 100; devi sapere che se fissi il limite a 100 ti troverai con 150, è inevitabile. Vedendo le regole create a fine 2007, avevo ad un certo punto suggerito di porre certi limiti al regolamento perché a mio avviso c’erano spazi liberi d’interpretazione, ma a rifiutare la mia proposta fu proprio un certo numero di squadre che oggi si lamentano. Per questo trovo frustranti questi commenti su di me, visto che la situazione attuale è il risultato di tutto ciò e di regole votate a fine 2007”.

Brawn è certamente uno molto furbetto, ma è anche uno che parla chiaro.
Voi che cosa ne pensate?

La F.1 2009 ha già un vincitore

La F.1 2009 ha già un vincitore

marzo 27, 2009  |  Formula 1  |  15 Commenti  |  Lascia un commento

Il campionato mondiale di F.1 2009 ha già un vincitore, un quasi ottantenne arzillo che da almeno dieci anni è giudicato pensionabile, Bernard Charles Ecclestone. L’uomo che nel 1974 ha dato vita all’associazione dei costruttori che ha rivoluzionato la F.1 continua a tenere in pugno questa disciplina a dispetto di tutti quelli che provano a mettersi sulla sua strada.

La Fota, l’attuale organizzazione dei costruttori, credeva di aver trovato una grande unità e quindi la forza per dettare legge contro la Federazione internazionale (e indirettamente anche contro Ecclestone che la controlla in maniera palese). Sotto la guida del presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, per tutto l’inverno la Fota è parsa in grado di imporre le sue regole. Uniti si vince, proclamavano con orgoglio i costruttori, e anche la frettolosa retromarcia sui criteri di aggiudicazione del mondiale legando il titolo a chi si sarebbe aggiudicato più gare ha portato acqua a quel mulino.

Ma la grande unità si è già frantumata per via dei diffusori posteriori sospetti che ha avvelenato la vigilia del GP d’Australia. Adesso ci sono sette squadre coalizzate contro tre squadre e qualunque dovesse essere il verdetto del Tribunale d’Appello la frattura resterà insanabile al di là delle dichiarazioni di facciata. Per la Fota trionfante rischia di profilarsi un’indecorosa Caporetto mentre per il diabolico Bernie sarà un’altra medaglia da appuntarsi al petto.