Posts Tagged ‘Hulkenberg’

Ma quella di Barcellona è una pista vera?

maggio 10, 2010  |  Formula 1  |  16 Commenti  |  Lascia un commento

Eravamo rimasti al possibile Gp alle porte di New York, l’ultima follia a parere di quasi tutti. Ma rivisto il circuito di Barcellona penso che a ben diritto qualsiasi altro tracciato possa entrare nel giro che conta.
Da dieci anni chi parte in pole nel Gp di Spagna poi vince. Perché è il più bravo o il più veloce, si potrebbe pensare, e in qualche caso sarà stato anche così. Di sicuro chi è dietro non sorpassa mai, o fatica tantissimo; persino se ha due secondi di margine nel piede, come si è visto a lungo con la Mercedes di Rosberg piantata dietro la Williams di Hulkenberg.
Una processione scontata dove Vettel, più veloce di Hamilton, nemmeno ci ha mai provato ad attccare per non rovinare le sue coperture, dove Button, sicuramente più veloce di Schumacher ci ha provato poi ha desistito perché il mestiere del tedesco gli ha fatto capire in fretta che non c’era trippa per gatti, e così via. Un Gran Premio per rassegnati dove i pochi sconvolgimenti sono avvenuti ancora una volta ai box, perché chi ha avuto qualche problema lo ha pagato perdendo posizioni (Vettel e Button tra i primi). Per il resto una rinuncia generalizzata che è parsa insopportabile in quanto, una volta tanto, nemmeno dettata da regolamenti tecnici sbagliati o da automobili incapaci di stare in scia. Semplicemente lì non si passa. Amen.
Ha vinto Webber, perfetto per tutto il fine settimana, sempre veloce quando si corre con condizioni ambientali ottimali. Iellatissimo Hamilton, che non merita probabilmente l’accanimento della sorte contro di lui, e sfortunato ma non troppo Vettel, ancora alle prese con freni che fanno le bizze (solo sulla sua monoposto, però…) in ogni caso in grado di finire la gara nella posizione che occupava prima dei problemi accusati, che già non è male.
Ottimo, infine, Alonso, e pure favorito dalla sorte. Da due gare si ritrova sul traguardo messo molto meglio che all’inizio del Gp perché safety car varie oppure i guai di chi lo precede gli spianano un po’ la strada. La storia insegna che ai grandi campioni accade spesso così, e non c’è da indignarsi. Per trarre vantaggi bisogna essere al posto giusto e lui c’è sempre. Ribadisco, quindi, un concetto già espresso prima dell’avvio del mondiale: la McLaren mi sembra la squadra favorita per il titolo costruttori e Alonso il favorito tra i piloti. Strada facendo ne sono sempre più convinto.
Restando alla McLaren questi primi cinque Gran Premi mi hanno riportato al 1984 quando nel team di Ron Dennis convivevano due campioni come Prost e Lauda. Allora Prost era lo scavezzacollo, il cavaliere senza macchia e senza paura (correndo così non vincerà mai un mondiale, profetizzavano in tanti) mentre Lauda era la formichina che non buttava via nulla e che arrivò al titolo con appena mezzo punto di vantaggio proprio su Prost. E’ troppo presto per profetizzare che finirà così tra i due galletti di oggi, ma qualche analogia in chi è vecchio la coppia attuale la suggerisce.
Ci sarebbe anche da parlare, molto, dei vari buchi a favore della migliore aerodinamica che obbligano i piloti a manovre assurde. Mi sembrano una vergogna, ma ci toerneremo sopra più diffusamente.

Kimi va, su Massa tanta pressione

settembre 29, 2009  |  Formula 1  |  24 Commenti  |  Lascia un commento

La Ferrari ha scelto: va via Raikkonen. Non c’è ancora l’annuncio ufficiale ma pare sia soltanto una formalità. Non è stato facile decidere e di sicuro le pressioni della Fiat saranno state importanti considerando che al momento il Brasile è il mercato più importante e più redditizio per il Gruppo torinese.

Kimi lascia dopo tre stagioni all’insegna di ombre e luci, imperlate dal titolo 2007 ma con un senso di incompiuto che non era prevedibile al momento del suo sbarco a Maranello. Considerando il valore assoluto del pilota, è indubbio che qualche cosa non abbia funzionato pur se non è questo il momento per attribuire colpe. Di sicuro il carattere del pilota può non avere aiutato, ma è altrettanto vero che negli ultimi due anni a Maranello troppi cambiamenti nella struttura del team hanno destato qualche perplessità.

Il pallino passa adesso nelle mani di Massa che al rientro sarà più che mai sotto pressione perché dovrà ritrovare la forma dei giorni migliori, non far rimpiangere l’addio a Kimi e reggere la sfida con un campione espertissimo quale Alonso.

Si merita un grosso in bocca al lupo perché per lui sarà durissima, ma anche Kimi avrà le sue gatte da pelare in McLaren, dove Hamilton non farà sconti. Non fosse altro che per questo giro di piloti (arricchito da Rosberg probabilmente in Brawn, Kubica – povero lui – in Renault e Hulkenberg in Williams) l’anno prossimo si avvia in maniera eccitante, tanto più che squadre come Red Bull e Brawn non potranno più essere considerate dei team minori, bensì scuderie molto più forti delle varie BMW, Toyota oppure Honda che avevano sì il blasone, ma che negli ultimi anni hanno fatto più da sparring partner a Ferrari e McLaren che essere vere rivali.

Schumi, mossa geniale o occasione persa?

luglio 30, 2009  |  Formula 1  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

La mossa è di quelle che piacerebbero a Hollywood: il vecchio campione che torna a calcare le scene e magari rimette tutti ragazzini in riga dall’alto del suo mestiere e della sua classe cristallina. La Ferrari, richiamando quel Michael Schumacher che aveva obbligato a smettere perché c’era un nuovo disegno da portare avanti, ha centrato l’obiettivo di tornare al centro della scena in un anno che più magro non si può.

Dal punto di vista spettacolare non ci poteva essere mossa migliore: a Valencia torneranno i grandi numeri di audience e il mondo sarà calamitato e diviso da scommesse roventi. Ce la farà o non ce la farà? Sin qui niente da dire, il risultato mediatico ha una portata colossale, più ancora di quando tornò Lauda.

Ma se vi va di leggere un’opinione fuori dal coro ve la servo subito. Se tatticamente la mossa Schumi non si discute, dal punto di vista strategico è l’ennesima occasione che la Ferrari si fa sfuggire. In un anno ai margini delle posizioni che contano, senza classifiche per cui lottare, non osare un giovane è mortificante. Perché a Maranello debbono sempre inseguire a pacchi di milioni di euro i campioni affermati senza incrociare mai un talento che sta sbocciando?

Oggi si sbava per Vettel (che due anni fa non costava nulla e che adesso è imprendibile), si ammira Hamilton che la McLaren ha fatto debuttare bambino, si bramava il Kubica in mano ai tedeschi, ci si svenerà per Alonso non avendogli mai prestato un minimo d’attenzione quando vagava tra la Minardi e le formule addestrative.

Weber, il manager di Schumi, nelle ultime ore aveva suggerito di provare il suo nuovo pupillo Hulkenberg, baby di grande avvenire e leader della GP2, ma non è stato ascoltato. Meglio ancora, la Ferrari aveva già avuto modo di saggiare le immense qualità del giovanissimo Bortolotti che la Red Bull le ha soffiato con un contratto quinquennale ma che con una (oggi) misera penale di appena 100 mila euro potrebbe svincolarsi. Invece no, si è preferito l’usato sicurissimo, i titoloni dei giornali, l’emozione dei tifosi. Meglio la gallina oggi dell’uovo domani, insomma. Ma così non si programma, si vive sempre alla giornata.