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Alonso ha chiarito le cose in squadra

Alonso ha chiarito le cose in squadra

aprile 21, 2010  |  Formula 1  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

Archiviato anche il GP di Cina, che senza la safety car intervenuta giustamente per liberare la pista dai detriti dell’ala di Alguersuari Button poteva vincere con 40” di vantaggio sul secondo classificato (nessuno lo ha sottolineato, ma non è una novità), l’argomento che più ha tenuto banco è stato il sorpasso di Alonso su Massa nella corsia che porta ai box.
Tutta l’attenzione mediatica è stata allora messa sul dopo-fattaccio, cioè sulle possibili polemiche e sugli eventuali rancori tra i due piloti, con gli incendiari schierati da una parte e i pompieri dall’altra, ma il nocciolo della questione andrebbe tutto focalizzato sul prima, sul perché il “fatto” è successo.
Alonso è un campionissimo, ha già vinto due titoli mondiali, si sente la prima guida del team ed è pagato come tale. In Ferrari, però, Massa è ottimamente piazzato; ha talento e qualità di guida, ha dato molto alla squadra, in più nessuno, nel reparto corse, si sente di considerarlo una seconda guida, almeno finché la situazione di classifica o l’andamento del campionato non chiariscano sul campo le gerarchie.
Sottolineare che tutto questo allo spagnolo non vada molto a genio è superfluo: Fernando è intelligente e sempre di più un ottimo gestore di emozioni, però in carriera ha già vissuto qualcosa di abbastanza simile ai tempi della McLaren e vorrebbe uscire in fretta da questo incubo. Nelle prime tre gare si è adeguato al bon ton, ha accettato di non attaccare il compagno di squadra e ha atteso invano ordini di squadra che non sono arrivati e che, onestamente, non potevano nemmeno arrivare non essendoci un allenatore sul campo talmente autorevole da potersi permettere scelte impopolari. Ci voleva, pertanto, un’occasione, un episodio, per sparigliare le carte e imporre la legge del più forte. Giacché di strategie differenti tra i due piloti non se ne parla mai, e proprio per non scontentare nessuno, Alonso non ci ha pensato due volte quando ha visto un pertugio (rischioso, feroce, ma lecito) per sopravanzare il compagno guadagnando poi posizioni, credito e leadership. Sorpassando Massa al limite dello sfregio, ha insomma chiarito chi è che comanda in squadra. Adesso si è preso il pallino e di conseguenza, se non commetterà altri errori un po’ inutili come la partenza anticipata in Cina o la foga della Malesia, sarà lui il pilota di punta delle Rosse. Il campionato è ancora lungo, ma non gettare nessuna opportunità sarà indispensabile tanto più che, come si era già scritto qui già prima del via della stagione, la McLaren sembra avere un vantaggio evidente in ottica mondiale costruttori grazie alla coppia decisamente più solida per andare sempre a punti. Tutto il contrario per il titolo piloti: Alonso è ancora uno dei favoriti, lo può vincere e lui lo vuole fortemente. Contro Massa non ha (ancora) nulla: semplicemente se l’è voluto togliere dai piedi prima che in Ferrari si facessero altre idee…

Motori fragili e sospensioni furbe

aprile 6, 2010  |  Formula 1  |  13 Commenti  |  Lascia un commento

E tre. Dopo Alonso e Button, ecco Vettel. Il mondiale si accende perché c’è varietà in testa e perché i primi sono raccolti in un pugno di punti, davvero pochi adesso che chi vince se ne porta a casa 25 alla volta. Ma sì, merita parlare dei nuovi punteggi e rifletterci un po’ su. Il tedeschino volante Vettel, per esempio, senza guai di affidabilità oggi potrebbe essere lassù, al comando con già 75 punti in saccoccia. Abituati ai vecchi numeri, ci parrebbe in fuga assoluta, imprendibile per chiunque. Invece è solo questione di abituarci a un mondiale dove, in teoria, un pilota imbattibile potrebbe chiudere la stagione a quota 475, praticamente tutti quelli conquistati in carriera da Mansell, ben più di quelli intascati da Lauda e Hakkinen.
In compenso il nuovo punteggio ha permesso allo stesso Vettel, con il colpaccio in Malesia, di essere prontamente tornato in corsa per la leadership mondiale, attaccato alla formichina Massa che guida il gruppo senza esaltare ma anche senza daludere. L’incertezza ne guadagna, e suggerisce un paio di ovvie considerazioni: la prima è che un pilota capace di vincere più della media, potrebbe arrivare facilmente al titolo pur con diverse gare buttate via. Esattamente quello che la Federazione voleva per incitare i piloti ad osare di più. La seconda contraddice invece la prima, e sostiene che senza una supremazia netta (quello che è accaduto fino ad oggi, cioè tre vincitori differenti in tre gare) la presenza costante nelle prime posizioni esalta i regolaristi ( Massa, ma anche Rosberg e Button) anche perché si è rivisto una volta di più che con fondo asciutto superare è quasi impossibile e le tenaci difese, senza particolari manovre al limite, di Sutil e Button nei confronti dei più veloci Hamilton e Alonso lo hanno testimoniato ampiamente.
Ed eccoci ad Alonso, autore di una gara strepitosa a sentire le gole profonde nel team Ferrari. Dicono loro che non ci si deve far trarre in inganno né dal sorpasso subito dallo spagnolo per opera di Button subito prima che l’inglese rientrasse per sostituire le gomme morbide con quelle più dure, né dalla sua incapacità di superare a sua volta Button nel finale di gara. Aveva sin dal via grossi guai con la frizione, quindi tanto di cappello. Però la Ferrari ha rotto un motore, tre li avevano già sostituiti in precedenza e neppure quelli sulla Sauber se la sono passata bene. Significa che qualche allarme c’è, e nell’ottica di una stagione lunghissima la cosa agita molto, anche perché i motori sono bloccati e non si può intervenire per sistemare quello che non va.
Aspettiamo allora la Cina con le nuove probabili sospensioni attive della McLaren a imitazione di quelle per adesso efficacissime, e contestatissime, della Red Bull. La Ferrari, che per adesso le ha regolabili manualmente, e la Mercedes che ne è del tutto priva, stanno alla finestra pronte ad adeguarsi il più in fretta possibile se anche al team britannico fosse concessa la “furbata” del 2010.

Ferrari: Baldisserri punito o semplicemente spostato?

aprile 14, 2009  |  Formula 1  |  5 Commenti  |  Lascia un commento

“Ciascuno deve prendersi le sue responsabilità per quanto è accaduto, e questo è molto importante sia dal punto di vista delle prestazioni delle vetture sia da quello delle decisioni prese sul campo. Entrambe le cose non hanno funzionato bene e questo non è accettabile. Io, almeno, non lo accetto”.
Così parlò Domenicali, responsabile competizioni della Ferrari, nel dopo Gran Premio in Malesia. Parole forti che si possono interpretare in mille modi, ma che ai più sono sembrate un vero “j’accuse”. Verso chi?
Non è stato chiarito, ma adesso è arrivato come un fulmine a ciel sereno il cambio di destinazione per Luca Baldisserri, il team manager che adesso resterà in sede a coordinare i lavori mentre al suo posto è stato promosso Chris Dyer.
Non è una punizione hanno chiarito con forza a Maranello, però, per tempi e modi, lo sembra alquanto. E voi come la interpretate?

Ferrari, che momentaccio!

aprile 6, 2009  |  Formula 1  |  16 Commenti  |  Lascia un commento

Dopo due Gran Premi, uno corso su un circuito cittadino e uno su una pista veloce e larga, uno disputato con il bel tempo e uno con la pioggia, ma entrambi caratterizzati da un vero e proprio disastro delle Ferrari occorre fare un primo bilancio sulle Rosse che non è certo un bilancio lusinghiero.
Non sono, comunque, gli zero punti in classifica a preoccupare; oppure lo sono, ma più per quello che ci sta dietro che per la casella vuota.

Al capitolo “che cosa non ha funzionato” si ascrivono troppe voci per non preoccupare seriamente: la monoposto, i piloti, le strategie in gara e la posizione ambigua di Schumacher.
Vediamole una per una. L’auto, per cominciare. Non ha l’estrattore sospetto e questa potrebbe non essere una colpa, però non appare la vettura migliore anche del lotto dei legalisti: non lo è né sul piano velocistico e neppure su quello dell’affidabilità. Il kers si rompe mentre regge altrove, le gomme supersoffici si consumano troppo e i vantaggi che dovrebbero essere decisivi sul passo di gara non si sono ancora percepiti.

I piloti. Per ora Massa si sbatte ma fatica a brillare, mentre Raikkonen non ritrova lo smalto perduto. Più veloce di Alonso in Malesia di quasi 3” al giro, Kimi ha faticato una vita prima di riuscire a superarlo; mentre in Australia è finito a muro con un errore abbastanza imbarazzante. Avrà anche smesso di bere (e questa è una bella notizia) ma ha anche smesso di mangiare (punti ai rivali) come sapeva fare, e bene come pochi altri, anni fa.

Le strategie. Gli errori si stanno ripetendo con una frequenza abbastanza inusuale e se sulle gomme supersoft in Australia ci possono essere teorie di pensiero differenti, sui due piloti tenuti fermi ai box nel primo turno di qualifiche e sulle gomme da bagnato montate a Raikkonen con troppo anticipo non ci sono scusanti, specie se si parla di una squadra con l’esperienza della Ferrari.

Schumacher. Il grande Schumi sta vagando troppo tra muretto e box per non generare sospetti. Che cosa ci fa lui ai Gran Premi? Sovrintende, suggerisce oppure guarda e riporta al presidente? Nessuno ha ben chiaro quale sia il suo ruolo vero, e i piloti friggono perché hanno già i loro problemi e tutto vorrebbero fuorché essere esaminati, guidati o peggio ancora comandati da un monumento sacro in bilico tra la pensione dorata e il ruolo di numero uno del team.

La situazione è disperata? Probabilmente no, perché dal primo GP europeo arriveranno grosse modifiche alla vettura e perché a Maranello le capacità di recupero sono immense. Non mancano. Infatti. né i soldi né la gente capace, però la perdita di un team straordinario come quello composto da Todt, Brawn e Byrne cui si aggiungeva in pista un mostro come il campione tedesco, che cavava sempre la castagne dal fuoco, non può non farsi sentire quando le cose si fanno più difficili. Una perdita all’anno è stata abilmente mascherata da chi ha continuato a lavorare, ma alla lunga è tutto il sistema a faticare. Le insuperabili vetture di Byrne, l’ossessione maniacale di Brawn per i minimi particolari e l’affidabilità, la visione più astuta che furba di Todt al muretto (senza parlare del suo peso politico) e l’assenza di uno come Schumi a duellare con i migliori, non si sostiuiscono facilmente. Fasciarsi la testa dopo un GP e mezzo è quindi da citrulli, ma preoccuparsi è doveroso pur con la convinzione che in Ferrari sapranno trovare i rimedi migliori.