Posts Tagged ‘massa’

La Ferrari, lo stile e la multa

luglio 26, 2010  |  Formula 1  |  82 Commenti  |  Lascia un commento

Ci sono temi che vanno oltre lo sport e che in fretta diventano tormentoni infiniti. Quello che è successo in Germania, nel Gp di Hockenheim, va sintetizzato così: la Ferrari ha dato una grande dimostrazione di forza ed è riuscita nell’impresa per niente facile di uscire sconfitta da una domenica memorabile. Nel Circus nessuno contesta l’ordine di scuderia: in un mondiale che si deciderà con distacchi minimi, un team deve fare prima di tutto i suoi interessi. C’è però un regolamento bigotto fin che si vuole ma che punta a tutelare lo spettatore. Banalizzandolo, pretende che si facciano pure i cavolacci propri ma in maniera non sfacciata, non plateale, ma con un minimo di rispetto per chi sulle tribune o a casa non deve provare disgusto. Ed eccoci al punto: qualcosa non ha proprio funzionato nella comunicazione tra il muretto e i piloti in pista, pertanto in Ferrari faranno bene ad indagare perché l’ingegnere di Felipe abbia dato un ordine così palese (con un inutile ringraziamento successivo al suo pilota) e perché Massa, che pur è super pagato per fare il professionista, abbia rovinato tutto con un rallentamento pacchiano che ha messo in crisi lo stesso Alonso, uscito più amareggiato che felice da una giornata che doveva e poteva essere di festa. Ecco spiegata, di conseguenza, la multa nel dopo-gara. Tende a evitare che anche gli altri team (che alla bisogna si comporteranno anche loro facendo i loro interessi) siano tentati dall’operare in maniera così scoperta. Insomma c’è modo e modo. Ed è davvero un peccato che un Gran Premio del quale tutti avrebbero parlato in maniera inebriante si sia ridimensionato a un episodio maldestro.

Ferrari nelle mani di Luca

luglio 13, 2010  |  Formula 1  |  34 Commenti  |  Lascia un commento

Domenica scorsa la Ferrari ha toccato il suo punto più basso o ci potrà ancora essere del peggio? Ma sì, le regole poco chiare, i commissari che ce l’hanno con le Rosse, la sfortuna cinica e bara ancor più del destino; però gli altri ogni tanto ne sbagliano una e ogni tanto ne infilano un’altra giusta. A Maranello, se si esclude la mossa riuscita di Montecarlo con la strategia in ottica safety car, c’è ben poco di buono da ricordare in questo disgraziato 2010.

Alonso sembra la controfigura del grande campione che è stato: ce la mette tutta, ogni tanto ha colpi d’ala geniali, ma nel suo bilancio gli errori pesano più delle prodezze, e per uno con il suo passato dietro le spalle non è un bel segnale. Massa, da parte sua, il colpo migliore messo a segno è l’intempestivo rinnovo del contratto che lega le mani alla Ferrari e che non si è tramutato in un vantaggio in pista.

Si dirà: ma anche in Red Bull non è che se la passano meglio. Un po’ è vero, ma lì le auto volano e poi tutto è più chiaro: in squadra c’è un pilota superprotetto e uno palesemente sopportato. A rigor di logica le monoposto da discoteca dovrebbero essere imprendibili e in fuga in entrambi i campionati, e se non è così è anche perché errori e dispetti si sommano anziché elidersi. Ma almeno quasi ogni gara c’è qualcosa con cui consolarsi e su cui pensare di ripartire per la gara successiva (doppiette, vittorie singole o comunque sfacciate pole positions). Al contrario in Ferrari per cosa ci si può consolare? Per gli sgarbi della Federazione, per le regole sempre cucite addosso agli altri? Robaccia buona solo per consolare i quaquaraqua della stampa compiacente.

Voci maligne raccontano da tempo di un presidente sul piede di partenza, chiacchiere di retrobottega per ora sempre senza conferma.
Però è certo che l’ambiente non è sereno, che le decisioni al muretto sono puntualmente tardive o sbagliate, che la monoposto continuamente aggiornata è sempre “quasi” pronta per vincere la prossima gara.

A questo punto c’è una sola possibilità: che Montezemolo si faccia sentire con il piglio e l’ardore di un tempo. Soltanto lui può dare la svolta; anche perché se mai dovesse davvero lasciare il Cavallino sarà bene prepararsi a tempi bui come quelli ben conosciuti da chi come me ha troppi anni sulle spalle e la memoria ancora in buono stato. Dio ci scampi da manager Fiat senza nel sangue la passione per le corse: abbiamo già dato.

Alonso: un podio e tanti musi lunghi

giugno 14, 2010  |  Formula 1  |  21 Commenti  |  Lascia un commento

A fine Gp del Canada Alonso aveva un muso così lungo che più lungo non si può. E Domenicali aveva già il sorriso in valigia pensando a un ritorno pieno di pensieri. Il podio, questa volta, non aveva soddisfatto nessuno per i pochi punti racimolati, e c’è un perché che va al di là della gara tormentata di Massa, fuori dai punti e dalla gara.
Re Fernando, l’uomo cui nulla è impossibile, ha subito due sorpassi che, con buona pace della televisione di stato e dei ferraristi in servizio permanente e effettivo, gridano vendetta. E’ vero, due doppiati si sono messi di mezzo, ma nelle corse i doppiati fanno parte del panorama e hanno avuto sempre ruoli da protagonisti nei sorpassi da leggenda della F.1. Chi ha buona memoria ricorderà il Johansson che a Budapest nel 1989 confuse per un attimo il grande Senna permettendo a Mansell, proprio con la Ferrari, di completare al meglio una gara capolavoro con una manovra da pelle d’oca sul brasiliano. E un decennio dopo il sorpasso a Spa operato da Hakkinen su Schumacher, anche in questa occasione approfittando di un doppiato dall’andatura un po’ indecisa.
I grandi campioni, si è sempre detto, sono quelli che sanno approfittare della minima opportunità per compiere mosse decisive, e in Canada sia Hamilton sia Button hanno infilato come un pollo allo spiedo il malcapitato Alonso apparso più incerto che sorpreso. Ecco spiegato il muso lungo, e la depressione che si è impadronita di Domenicali: se anche il più bravo di tutti continua a collezionare passi falsi (in qualifica e in gara) arrivare al titolo iridato si farà sempre più difficile. Perché gli altri non regalano nulla, perché la Red Bull è velocissima e la McLaren solidissima (di testa e di sostanza). Dare la colpa ai doppiati è una visione perdente delle cose e il primo a saperlo è proprio l’asso spagnolo che più che con il destino cinico e baro se l’è presa con se stesso. Ma può consolarsi: se con tutti i contrattempi sommati in questo tormentato inizio di stagione lui è ancora attaccato alla vetta della classifica, c’è da credere che se gli errori non si ripeteranno a lottare per la corona mondiale lui ci sarà fino all’ultimo. Però niente scuse, e soprattutto stantii avvocati difensori d’ufficio che sanno di servilismo ingiustificato.

Massa prolunga. Perché tanta fretta?

giugno 10, 2010  |  Formula 1  |  18 Commenti  |  Lascia un commento

Follia, una vera follia. La Ferrari, con una fretta che non si spiega in nessun modo, se non con delle allusioni a interessi sottobanco che non vale la pena di riportare qui, ha firmato per altri due anni Felipe Massa a far da spalla a Fernando Alonso. Si fermino qui tutti i tifosi del bravo brasiliano, qui non è in discussione il suo talento, ma la logica di una conferma troppo anticipata. Perchè farlo con tanto anticipo quando non c’era nessun rischio che Massa potesse finire da qualche altra parte? Felipe è bravo e veloce, ma con le squadre al top con già in mano piloti legati da contratti pluriennali, chi poteva fargli la corte trovando l’ interesse del pilota di San Paolo? Nessuno. Non la Williams, non la Sauber, non la Renault, non la Force india e nemmeno la Toro Rosso, tralasciando l’ipotesi delle squadre ultime arrivate e non certo ricche di fascino o di soldi. Quindi?
Con l’accordo biennale, in Ferrari si sono chiuse tutte le possibilità di cambiare qualcosa se il bilancio della stagione 2010 finisse per richiederlo. Infatti, al di là delle sue doti, chi può adesso dire che questa finirà per essere una stagione travolgente per Massa? Nessuno. Sì, è vero, adesso è messo benino in classifica ma sarà così anche tra quattro mesi? Se sarà così, ecco che in quella data si sarebbe potuto trattare il prolungamento del contratto, in caso contrario si sarebbe potuto scegliere un altro nome, magari un pilota che si fosse definitivamente proposto a suon di risultati. Kubica non avrebbe chiesto di meglio che correre per Maranello, ma anche altri al richiamo in rosso non si sarebbero mai tirati indietro.
Pertanto, eccole ancora qui le malelingue: perchè dietro una mossa così intempestiva (e mal digerita anche da tanti all’interno della squadra proprio per le ragioni su dette) possono prendere corpo soltanto cattivi pensieri. Tralasciando i sospetti di tresche legate all’ingaggio del pilota (un po’ a te, un po’ a me e un pochettino al diretto interessato), l’ipotesi più gettonata è che gli sia stato chiesto esplicitamente di giocare un ruolo di fedele gregario, di non portare via punti al suo più pagato compagno di squadra. Con patti chiari, la rincorsa al titolo potrebbe essere meno complicata di quanto si stia presentando adesso, e per non avere due scomodi galli nel pollaio modenese l’unica possibilità poteva essere quella di calmare le giuste ambizioni di quello che a Maranello è considerato il meno forte dei due. Io ti assicuro il futuro, tu non mi complichi la vita. Concetto brutale che però rende l’idea.
Ci potrebbe poi anche essere la possibilità che chi tira le fila in squadra sia convinto che il migliore sulla piazza sia proprio il brasiliano e che, prima che ce lo soffino gli altri, è meglio premunirsi. Ma c’è veramente qualcuno, anche su questo blog, convinto che lo si sia fatto per questo?

Alonso ha chiarito le cose in squadra

Alonso ha chiarito le cose in squadra

aprile 21, 2010  |  Formula 1  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

Archiviato anche il GP di Cina, che senza la safety car intervenuta giustamente per liberare la pista dai detriti dell’ala di Alguersuari Button poteva vincere con 40” di vantaggio sul secondo classificato (nessuno lo ha sottolineato, ma non è una novità), l’argomento che più ha tenuto banco è stato il sorpasso di Alonso su Massa nella corsia che porta ai box.
Tutta l’attenzione mediatica è stata allora messa sul dopo-fattaccio, cioè sulle possibili polemiche e sugli eventuali rancori tra i due piloti, con gli incendiari schierati da una parte e i pompieri dall’altra, ma il nocciolo della questione andrebbe tutto focalizzato sul prima, sul perché il “fatto” è successo.
Alonso è un campionissimo, ha già vinto due titoli mondiali, si sente la prima guida del team ed è pagato come tale. In Ferrari, però, Massa è ottimamente piazzato; ha talento e qualità di guida, ha dato molto alla squadra, in più nessuno, nel reparto corse, si sente di considerarlo una seconda guida, almeno finché la situazione di classifica o l’andamento del campionato non chiariscano sul campo le gerarchie.
Sottolineare che tutto questo allo spagnolo non vada molto a genio è superfluo: Fernando è intelligente e sempre di più un ottimo gestore di emozioni, però in carriera ha già vissuto qualcosa di abbastanza simile ai tempi della McLaren e vorrebbe uscire in fretta da questo incubo. Nelle prime tre gare si è adeguato al bon ton, ha accettato di non attaccare il compagno di squadra e ha atteso invano ordini di squadra che non sono arrivati e che, onestamente, non potevano nemmeno arrivare non essendoci un allenatore sul campo talmente autorevole da potersi permettere scelte impopolari. Ci voleva, pertanto, un’occasione, un episodio, per sparigliare le carte e imporre la legge del più forte. Giacché di strategie differenti tra i due piloti non se ne parla mai, e proprio per non scontentare nessuno, Alonso non ci ha pensato due volte quando ha visto un pertugio (rischioso, feroce, ma lecito) per sopravanzare il compagno guadagnando poi posizioni, credito e leadership. Sorpassando Massa al limite dello sfregio, ha insomma chiarito chi è che comanda in squadra. Adesso si è preso il pallino e di conseguenza, se non commetterà altri errori un po’ inutili come la partenza anticipata in Cina o la foga della Malesia, sarà lui il pilota di punta delle Rosse. Il campionato è ancora lungo, ma non gettare nessuna opportunità sarà indispensabile tanto più che, come si era già scritto qui già prima del via della stagione, la McLaren sembra avere un vantaggio evidente in ottica mondiale costruttori grazie alla coppia decisamente più solida per andare sempre a punti. Tutto il contrario per il titolo piloti: Alonso è ancora uno dei favoriti, lo può vincere e lui lo vuole fortemente. Contro Massa non ha (ancora) nulla: semplicemente se l’è voluto togliere dai piedi prima che in Ferrari si facessero altre idee…

Motori fragili e sospensioni furbe

aprile 6, 2010  |  Formula 1  |  13 Commenti  |  Lascia un commento

E tre. Dopo Alonso e Button, ecco Vettel. Il mondiale si accende perché c’è varietà in testa e perché i primi sono raccolti in un pugno di punti, davvero pochi adesso che chi vince se ne porta a casa 25 alla volta. Ma sì, merita parlare dei nuovi punteggi e rifletterci un po’ su. Il tedeschino volante Vettel, per esempio, senza guai di affidabilità oggi potrebbe essere lassù, al comando con già 75 punti in saccoccia. Abituati ai vecchi numeri, ci parrebbe in fuga assoluta, imprendibile per chiunque. Invece è solo questione di abituarci a un mondiale dove, in teoria, un pilota imbattibile potrebbe chiudere la stagione a quota 475, praticamente tutti quelli conquistati in carriera da Mansell, ben più di quelli intascati da Lauda e Hakkinen.
In compenso il nuovo punteggio ha permesso allo stesso Vettel, con il colpaccio in Malesia, di essere prontamente tornato in corsa per la leadership mondiale, attaccato alla formichina Massa che guida il gruppo senza esaltare ma anche senza daludere. L’incertezza ne guadagna, e suggerisce un paio di ovvie considerazioni: la prima è che un pilota capace di vincere più della media, potrebbe arrivare facilmente al titolo pur con diverse gare buttate via. Esattamente quello che la Federazione voleva per incitare i piloti ad osare di più. La seconda contraddice invece la prima, e sostiene che senza una supremazia netta (quello che è accaduto fino ad oggi, cioè tre vincitori differenti in tre gare) la presenza costante nelle prime posizioni esalta i regolaristi ( Massa, ma anche Rosberg e Button) anche perché si è rivisto una volta di più che con fondo asciutto superare è quasi impossibile e le tenaci difese, senza particolari manovre al limite, di Sutil e Button nei confronti dei più veloci Hamilton e Alonso lo hanno testimoniato ampiamente.
Ed eccoci ad Alonso, autore di una gara strepitosa a sentire le gole profonde nel team Ferrari. Dicono loro che non ci si deve far trarre in inganno né dal sorpasso subito dallo spagnolo per opera di Button subito prima che l’inglese rientrasse per sostituire le gomme morbide con quelle più dure, né dalla sua incapacità di superare a sua volta Button nel finale di gara. Aveva sin dal via grossi guai con la frizione, quindi tanto di cappello. Però la Ferrari ha rotto un motore, tre li avevano già sostituiti in precedenza e neppure quelli sulla Sauber se la sono passata bene. Significa che qualche allarme c’è, e nell’ottica di una stagione lunghissima la cosa agita molto, anche perché i motori sono bloccati e non si può intervenire per sistemare quello che non va.
Aspettiamo allora la Cina con le nuove probabili sospensioni attive della McLaren a imitazione di quelle per adesso efficacissime, e contestatissime, della Red Bull. La Ferrari, che per adesso le ha regolabili manualmente, e la Mercedes che ne è del tutto priva, stanno alla finestra pronte ad adeguarsi il più in fretta possibile se anche al team britannico fosse concessa la “furbata” del 2010.

Ferrari, avvio alla grande

Ferrari, avvio alla grande

febbraio 3, 2010  |  Formula 1  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

Se il buongiorno si vede dal mattino, e in F.1 è quasi sempre così, in Ferrari possono dirsi davvero soddisfatti per la tre giorni a Valencia, prima uscita stagionale del Circus. Tra le rosse e i rivali c’è stato sempre un divario netto, praticamente lo stesso al termine di ogni giornata.
Alonso non poteva iniziare in maniera migliore: è stato il più veloce in assoluto e nel solo giorno di test ha mostrato un feeling con l’auto e la squadra che fa già sognare i fans del Cavallino. Massa da parte sua è stato veloce quasi quanto Alonso (nella foto)  ed è quello che conta perché non si deve dimenticare da dove arriva il brasiliano, vittima del tremendo botto in Ungheria.

Ma la festa è tale soltanto se può considerarsi completa, e la vera ciliegia sulla torta è venuta dal record dei giri percorsi, oltre 300 nei tre giorni, senza accusare il minimo problema. Insomma la Ferrari F10 è parsa tutto l’opposto della disgraziata vettura di un anno fa.
Sarà vincente anche nel corso dell’anno? La domanda è perfida perché in questa prima uscita troppe vetture non avevano il pacchetto completo montato (ma il discorso vale anche per la Rossa), però un inizio più autoritario non era pensabile ed è questa la base migliore per avanzare nello sviluppo. Semmai il solo piccolo dubbio può venire dai temponi ripetuti del duo della Sauber-Ferrari (con la ridicola appendice BMW nel nome che proprio non ha senso).

De la Rosa e Kobayashi sono entrambi molto bravi, ma ancora non considerati veri top driver; ergo, o la Sauber è la rivelazione dell’anno così come lo sono state nel 2009 la Red Bull e ancor più la Brawn, oppure c’è da credere che i top team potranno fare ancora meglio e, di conseguenza, che si sono un po’ nascosti. Si vedrà, intanto i tifosi debbono festeggiare: anche le vittorie di tappa hanno un sapore speciale.

Heidfeld, così bravo e così poco considerato

Heidfeld, così bravo e così poco considerato

novembre 2, 2009  |  Formula 1  |  6 Commenti  |  Lascia un commento

Ma sì, a campionato mondiale concluso penso sia giusto spendere qualche parola per un pilota di cui non si occupa mai nessuno: Nick Heidfeld. Corre da tre stagioni complete in squadra con Kubica, uno dei giovani a ragione considerati più talentuosi, e per due volte su tre ha concluso il mondiale con più punti in classifica del polacco.
Questo, in sé, non basta per affermare che Nick sia meglio di Robert, ma vale la pena di notarlo perché se di uno di si parla sempre, dell’altro non si parla mai.

In squadra BMW per Heidfeld peraltro stravedono: sostengono che è uno serissimo, che non si lamenta mai. Quando gli impongono di correre con il pieno e resistere su una sola sosta non fa una piega, se gli ordinano di provare soluzioni scomode lui si adegua, se gli chiedono di soffrire per portare comunque punti lui stringe i denti e non scuote mai il capo. Questo non gli vale di solito un titolo sui giornali, ma dentro un team sono medaglie che pesano.
Quando correva in F.3000 e vinse il titolo 1999 (letteralmente doppiando il secondo classificato) molti scrissero che correva contro nessuno, quando in F.1 nel 2001 corse in squadra con Raikkonen, gli arrivò davanti, ma in McLaren gli preferirono Kimi nonostante lui fosse sempre stato un pilota Mercedes. Dopo, con i suoi compagni la musica non è praticamente mai cambiata: nel 2002 in Sauber superò nettamente Massa (per forza, però era più giovane), nel 2004 in Jordan fece meglio di Pantano e Glock (ma chi erano questi due?), nel 2005 in Williams volava contro Webber ottenendo anche una pole e un secondo posto prima che due incidenti di cui uno extra corse gli negassero gli ultimi 5 Gran Premi (ma tornerà poi quello di prima?), nel 2006 umiliò Jacques Villeneuve (ma non era più il campione di un tempo…).
Insomma, è una vita che per una ragione o per l’altra lui è sempre bravo, però, però.
Ecco, mi sembra che meriti molto più rispetto, che sia giusto che gli appassionati lo trascurino meno, che, a farla breve, in carriera abbia più dato che ricevuto.

 

Ingaggi F.1 2009. Kimi re con grande margine

ottobre 30, 2009  |  Formula 1  |  13 Commenti  |  Lascia un commento

Alla vigilia del GP di Abu Dhabi il periodico economico “Arabian Business” ha pubblicato gli ingaggi dei piloti del mondiale F.1 riguardo la stagione corrente. Ovviamente si tratta dei soli accordi diretti tra squadra e pilota e non tengono conto di eventuali sponsor personali qualora il team li ammetta. Per questo alcuni piloti appaiono a ingaggio zero (il guadagno lo fanno con sponsor personali e presenze su tuta o casco). Balza all’occhio come Raikkonden sia nettamente il più pagato del lotto e come alcuni protagonisti della stagione, Button e soprattutto Barrichello abbiano guadagnato decisamente “poco” anche nel confronto con altri quasi esordienti. Barrichello, per sempio, pagato meno di Buemi sorprende un po’.
Voi che cosa ne pensate?

1. Kimi Raikkonen $45m
2. Lewis Hamilton $18m
3. Fernando Alonso $15m
4. Nico Rosberg $8.5m
5. Felipe Massa $8m
6. Jarno Trulli $6.5m
7. Sebastian Vettel $6m
8. Mark Webber $5.5m
9. Jenson Button $5m
10. Robert Kubica $4.5m
11. Heikki Kovalainen $3.5m
12. Nick Heidfeld $2.8m
13. Timo Glock $2m
14. Giancarlo Fisichella $1.5m
15. Sébastien Buemi $1.5m
16. Rubens Barrichello $1m
17. Jaime Alguersuari $0.5m
18. Vitantonio Liuzzi $0
19. Adrian Sutil $0
20. Romain Grosjean $0
21. Kazuki Nakajima $0

Massa accusa: Alonso complice nel pasticcio Renault

ottobre 15, 2009  |  Formula 1  |  18 Commenti  |  Lascia un commento

No Felipe, non cominciare così. Il benvenuto di Massa al neo compagno di squadra Alonso non poteva essere più improvvido: “Alonso sapeva tutto del caso Singapore”.
Felipe ha ragione, e questo non lo sa soltanto lui, ma anche tutti nel paddock, ed è convinzione diffusa nel giro più allargato della F.1, perché è impossibile che il leader di una squadra non sia al corrente di cose che lo riguardano in maniera diretta. Però, detto dal brasiliano della Ferrari alla vigilia di una stagione che lo vedrà costretto a convivere con un campione bravissimo e scomodo, porta subito una zizzania di cui il Cavallino, adesso molto meno forte che in passato in quanto a direzione sportiva, non ha proprio bisogno.
Insomma, ci sono verità ovvie che non è indispensabile ribadire, anche se così facendo Felipe lascia capire che non si sente in nessun modo seconda guida e che non teme né lo scontro verbale né quello in pista. Che lui si senta sicuro della sua forza è un fatto positivo, ma partire subito con una polemica di questa portata non fa l’interesse della scuderia e probabilmente nemmeno il suo perché quel signorino con cui dovrà confrontarsi non è di primo pelo. E soprattutto non è uno che dimentica.
Voi che cosa ne pensate?