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Ferrari nelle mani di Luca

luglio 13, 2010  |  Formula 1  |  34 Commenti  |  Lascia un commento

Domenica scorsa la Ferrari ha toccato il suo punto più basso o ci potrà ancora essere del peggio? Ma sì, le regole poco chiare, i commissari che ce l’hanno con le Rosse, la sfortuna cinica e bara ancor più del destino; però gli altri ogni tanto ne sbagliano una e ogni tanto ne infilano un’altra giusta. A Maranello, se si esclude la mossa riuscita di Montecarlo con la strategia in ottica safety car, c’è ben poco di buono da ricordare in questo disgraziato 2010.

Alonso sembra la controfigura del grande campione che è stato: ce la mette tutta, ogni tanto ha colpi d’ala geniali, ma nel suo bilancio gli errori pesano più delle prodezze, e per uno con il suo passato dietro le spalle non è un bel segnale. Massa, da parte sua, il colpo migliore messo a segno è l’intempestivo rinnovo del contratto che lega le mani alla Ferrari e che non si è tramutato in un vantaggio in pista.

Si dirà: ma anche in Red Bull non è che se la passano meglio. Un po’ è vero, ma lì le auto volano e poi tutto è più chiaro: in squadra c’è un pilota superprotetto e uno palesemente sopportato. A rigor di logica le monoposto da discoteca dovrebbero essere imprendibili e in fuga in entrambi i campionati, e se non è così è anche perché errori e dispetti si sommano anziché elidersi. Ma almeno quasi ogni gara c’è qualcosa con cui consolarsi e su cui pensare di ripartire per la gara successiva (doppiette, vittorie singole o comunque sfacciate pole positions). Al contrario in Ferrari per cosa ci si può consolare? Per gli sgarbi della Federazione, per le regole sempre cucite addosso agli altri? Robaccia buona solo per consolare i quaquaraqua della stampa compiacente.

Voci maligne raccontano da tempo di un presidente sul piede di partenza, chiacchiere di retrobottega per ora sempre senza conferma.
Però è certo che l’ambiente non è sereno, che le decisioni al muretto sono puntualmente tardive o sbagliate, che la monoposto continuamente aggiornata è sempre “quasi” pronta per vincere la prossima gara.

A questo punto c’è una sola possibilità: che Montezemolo si faccia sentire con il piglio e l’ardore di un tempo. Soltanto lui può dare la svolta; anche perché se mai dovesse davvero lasciare il Cavallino sarà bene prepararsi a tempi bui come quelli ben conosciuti da chi come me ha troppi anni sulle spalle e la memoria ancora in buono stato. Dio ci scampi da manager Fiat senza nel sangue la passione per le corse: abbiamo già dato.

Ecclestone, fatti vivo!

giugno 19, 2009  |  Formula 1  |  14 Commenti  |  Lascia un commento

Adesso tocca a Bernie Ecclestone, il solo che ha il potere, il carisma e i mezzi giusti per risolvere una situazione assurda che si è incancrenita per il braccio di ferro, ostinato tra Max Mosley e Luca Montezemolo.

L’idea dei due campionati è folle e oggettivamente senza prospettive. In più nessuno ci crede fino in fondo che possa succedere, anche se, a forza di minacciare, e poi pur di non perdere la faccia, si rischia davvero di arrivare a una rottura che potrebbe non portare da nessuna parte.

Ecclestone, fino a oggi, non si è mischiato nella faccenda lasciando che a sfidarsi fossero da una parte il potere sportivo e dall’altra la lega dei costruttori i cui interessi restano ovviamente… interessati. Il vecchio Bernie si è tenuto fuori perché lui si occupa esclusivamente dei diritti commerciali legati alla F.1, ma a questo punto deve farlo. È il solo che conosce i punti deboli di tutti i contendenti e possiede anche le leve giuste per sistemare le cose. Se la F.1 è diventata una disciplina planetaria lo si deve al piccolo boss che ha sempre messo d’accordo tutti restando il solo capace di una visione delle cose a vantaggio del sistema.

Nulla è perduto (al di là delle minacce e degli insulti) però non è più tempo di aspettare. Ecclestone è chiamato a sistemare le faccende per salvare la sua creatura. Tutti si aspettano (e agognano, di qua e di là) il suo intervento. Che lo faccia, allora.