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Massa prolunga. Perché tanta fretta?

giugno 10, 2010  |  Formula 1  |  18 Commenti  |  Lascia un commento

Follia, una vera follia. La Ferrari, con una fretta che non si spiega in nessun modo, se non con delle allusioni a interessi sottobanco che non vale la pena di riportare qui, ha firmato per altri due anni Felipe Massa a far da spalla a Fernando Alonso. Si fermino qui tutti i tifosi del bravo brasiliano, qui non è in discussione il suo talento, ma la logica di una conferma troppo anticipata. Perchè farlo con tanto anticipo quando non c’era nessun rischio che Massa potesse finire da qualche altra parte? Felipe è bravo e veloce, ma con le squadre al top con già in mano piloti legati da contratti pluriennali, chi poteva fargli la corte trovando l’ interesse del pilota di San Paolo? Nessuno. Non la Williams, non la Sauber, non la Renault, non la Force india e nemmeno la Toro Rosso, tralasciando l’ipotesi delle squadre ultime arrivate e non certo ricche di fascino o di soldi. Quindi?
Con l’accordo biennale, in Ferrari si sono chiuse tutte le possibilità di cambiare qualcosa se il bilancio della stagione 2010 finisse per richiederlo. Infatti, al di là delle sue doti, chi può adesso dire che questa finirà per essere una stagione travolgente per Massa? Nessuno. Sì, è vero, adesso è messo benino in classifica ma sarà così anche tra quattro mesi? Se sarà così, ecco che in quella data si sarebbe potuto trattare il prolungamento del contratto, in caso contrario si sarebbe potuto scegliere un altro nome, magari un pilota che si fosse definitivamente proposto a suon di risultati. Kubica non avrebbe chiesto di meglio che correre per Maranello, ma anche altri al richiamo in rosso non si sarebbero mai tirati indietro.
Pertanto, eccole ancora qui le malelingue: perchè dietro una mossa così intempestiva (e mal digerita anche da tanti all’interno della squadra proprio per le ragioni su dette) possono prendere corpo soltanto cattivi pensieri. Tralasciando i sospetti di tresche legate all’ingaggio del pilota (un po’ a te, un po’ a me e un pochettino al diretto interessato), l’ipotesi più gettonata è che gli sia stato chiesto esplicitamente di giocare un ruolo di fedele gregario, di non portare via punti al suo più pagato compagno di squadra. Con patti chiari, la rincorsa al titolo potrebbe essere meno complicata di quanto si stia presentando adesso, e per non avere due scomodi galli nel pollaio modenese l’unica possibilità poteva essere quella di calmare le giuste ambizioni di quello che a Maranello è considerato il meno forte dei due. Io ti assicuro il futuro, tu non mi complichi la vita. Concetto brutale che però rende l’idea.
Ci potrebbe poi anche essere la possibilità che chi tira le fila in squadra sia convinto che il migliore sulla piazza sia proprio il brasiliano e che, prima che ce lo soffino gli altri, è meglio premunirsi. Ma c’è veramente qualcuno, anche su questo blog, convinto che lo si sia fatto per questo?

Tutto chiaro, anzi no

Tutto chiaro, anzi no

marzo 1, 2010  |  Formula 1  |  5 Commenti  |  Lascia un commento

Adesso che le prove sono finite e si farà sul serio nel primo Gran Premio della stagione, è già tempo di primi bilanci. Quattro lunghe sessioni di test su tre differenti circuiti in Spagna hanno messo in fila dubbi e certezze: si sa, per esempio, che le quattro squadre più accreditate saranno davvero in grado di battersi al più alto livello, si sa anche che mediamente l’affidabilità è molto alta e pure che sul giro secco anche Williams e Sauber potrebbero dire la loro.
Dati confortanti, insomma, per chi spera in una F.1 livellata in alto e con buoni motivi per gli appassionati si mettersi davanti al televisore per vedere come andrà a finire. Quello che invece non si è capito bene è se qualcuno ha barato (in senso buono) oppure no. E qui stanno le vere incertezze della vigilia.
Che la McLaren fosse velocissima lo si era anticipato su questo blog in tempi non sospetti perché le informazioni arrivavano da chi se ne intende ed era presente a Valencia. Nessuno però s’immaginava un Button così vicino nei tempi al formidabile Hamilton e questo è un bene perché ci sarà tanta incertezza in più essendo il neo campione del mondo uno di solito molto produttivo in termini di punti, di costanza e di strategia sul lungo termine.
Che la Ferrari fosse ad altissimo livello pure lo si era capito subito. Il passo è sembrato subito eccellente e anche se col passare delle sessioni di prova la superiorità si è un po’ affievolita, di sicuro le prestazioni della monoposto 2010 sono ben differenti da quelle deludenti dell’anno passato.
Ottima, come si prevedeva, anche la Red Bull, ma con qualche ombretta che non farà dormire sonni tranquilli ai suoi due piloti, Vettel e Webber, perché l’affidabilità è parsa la meno efficace del gruppo delle quattro big.
Infine la Mercedes, la squadra con più occhi addosso e con più misteri. Di test in test la prestazione è continuamente migliorata: i tempi si sono avvicinati a quelli dei migliori e l’affidabilità è parsa al solito al più alto livello. La sensazione di troppi osservatori attenti è però che Ross Brawn non abbia scoperto tutte le carte. Ogni volta che ci si aspettava un’uscita in pista a serbatoi vuoti per fare il tempo veniva sostituita da un test con carburante a bordo e il famoso retrotreno provvisorio è rimasto tale fino all’ultimo giorno. In Bahrein ci sarà davvero quello nuovo? E se sì, sarà efficace come quello di un anno fa? Ecco, il tarlo che buca i cervelli dei tecnici rivali si è già messo al lavoro e non lascia tranquillo nessuno. In più il vecchio Schumi non ha palesato cedimenti alla fatica, il suo ritmo di gara è parso quello dei bei tempi che furono e la parola finale rimarrà legata al mezzo che guiderà. Con quello visto in Spagna sarà sicuramente della partita, ma se sarà un pelo più sviluppato potrebbero invece essere dolori, e in fondo la vera curiosità sta tutta qui: la vera chiave per sapere se sarà un campionato equilibratissimo come tutti auspicano o sfacciatamente squilibrato come un anno fa. E forse Brawn e Schumi lo sanno già.

Torna Audetto, la BMW a Sauber, Renault a Briatore…

giugno 15, 2009  |  Formula 1  |  8 Commenti  |  Lascia un commento

L’ultima soffiata è una notizia non ancora ufficiale, ma che nel marasma che sta ammorbando la F.1 porta un po’ di sollievo. Daniele Audetto, uno dei personaggi più positivi, più bravi e più simpatici del Circus, torna sulla scena come team manager del team di Adrian Campos che correrà l’anno prossimo con le vetture Dallara. Audetto, che in tempi recenti era stato capace di fare miracoli con le vetture Super Aguri, è stato voluto personalmente da Bernie Ecclestone, ansioso di trasmettere agli appassionati che attorno alle squadre nuove non c’è l’improvvisazione che troppi vanno dicendo in giro, ma che al contrario si tratta di squadre serie, capaci e ben decise a vendere cara la pelle.
Le voci su Audetto si aggiungono ad altre che toccano invece squadroni di vertice, segnatamente la Renault e la BMW. Anche se in seno alla Fota, l’associazione dei costruttori, tutto viene tenuto sotto coperta per non indebolire la posizione intransigente contro Mosley, già stanno prendendo forma le prossime mosse di chi dalla F.1 non vede l’ora di scappare. La Renault dovrebbe finire in mano a Briatore che da grande capo diventerà il proprietario, mentre la BMW dovrebbe trovare la via di fuga meno indecorosa rivendendo tutto (o regalando, si vedrà) a Sauber che continuerebbe con le sue forze così come aveva iniziato.
E la Ferrari? E tutte le storie che si stanno leggendo? L’impressione che arriva forte e chiara da chi vive all’estero e guarda con più distacco alle cose, è che la rissa verbale tra Montezemolo e Mosley sia andata un po’ troppo avanti, ma che nel contempo il rapporto che lega la Casa di Maranello alla Federazione ricordi troppo da vicino quello di certe vecchie coppie dove si litiga continuamente senza arrivare mai a un vero divorzio perché nessuno dei due ha i soldi sufficienti per formalizzare l’atto. Ma sì, siamo sempre al punto di partenza: la querelle finirà non appena verrà trovato un accordo che non faccia perdere la faccia a chi sta litigando.