Posts Tagged ‘Valencia’

Vi va un Gp a New York?

maggio 4, 2010  |  Formula 1  |  13 Commenti  |  Lascia un commento

Dopo Roma, New York. O sarebbe più giusto dire, dopo Montecarlo, Montreal, Melbourne, Valencia, Singapore e prima della vagheggiata Mosca e di chissà quante capitali, ecco la città simbolo degli Stati Uniti. Il grande sogno di Bernie Ecclestone di portare il Circus nelle grandi piazze, tra la gente di tutti i giorni per avere eventi con una portata extra-sportiva incalcolabile, trova linfa con la fresca notizia che a Jersey City starebbero valutando la realizzazione di un tracciato all’interno del Liberty State Park, con l’intento di ospitare un Gp dal 2012.
“Con l’incredibile sfondo degli skyline di New York, la scelta di Jersey City di realizzare un Gp nel 2012 consentirebbe non solo di dare uno stimolo alla vendita dei biglietti per il ritorno della Formula 1 negli Stati Uniti, ma anche di garantire delle riprese televisive mozzafiato” spiega un comunicato stampa diramato dal direttore del turismo di Jersey City. Il tracciato dovrebbe essere lungo circa 3,6 miglia, quindi poco meno di 6 chilometri, e questo nuovo possibile Gran Premio non è nemmeno stato annunciato che già una frangia di ambientalisti si è scatenata in veementi proteste.
Ovviamente tra il dire e il fare ci sarà di mezzo il mare, ma se in Europa organizzare circuiti cittadini è sempre arduo, negli States tutto diventa più facile sia per la mentalità locale, che contempla di continuo eventi messi in piedi su misura, sia per le capacità di fare e disfare installazioni ad hoc in tempi estremamente contenuti.
Ma la domanda che gli appassionati si debbono porre è se abbia o meno senso cercare nuovi tracciati, spesso sacrificando storiche piste per infilarsi in budelli senza storia e senza fascino. Io, per principio non mi scandalizzo davanti a nuove proposte, e sinceramente credo di più a location in piazze spettacolari piuttosto che a piste perse nel deserto, ma quello che metto al primo posto è che si ricavino percorsi capaci di esaltare le qualità di guida piuttosto che mortificarle. Quindi Montreal sì e Valencia no, Melbourne sì e Singapore no. Dopo di che, tra il Bahrein com’è stato aggiornato (togliendo le uniche curve che contavano per un assurdo ed inutile allungamento del tracciato) e il fascino delle riprese in notturna di Singapore, meglio queste ultime. Però, però.

Ferrari, avvio alla grande

Ferrari, avvio alla grande

febbraio 3, 2010  |  Formula 1  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

Se il buongiorno si vede dal mattino, e in F.1 è quasi sempre così, in Ferrari possono dirsi davvero soddisfatti per la tre giorni a Valencia, prima uscita stagionale del Circus. Tra le rosse e i rivali c’è stato sempre un divario netto, praticamente lo stesso al termine di ogni giornata.
Alonso non poteva iniziare in maniera migliore: è stato il più veloce in assoluto e nel solo giorno di test ha mostrato un feeling con l’auto e la squadra che fa già sognare i fans del Cavallino. Massa da parte sua è stato veloce quasi quanto Alonso (nella foto)  ed è quello che conta perché non si deve dimenticare da dove arriva il brasiliano, vittima del tremendo botto in Ungheria.

Ma la festa è tale soltanto se può considerarsi completa, e la vera ciliegia sulla torta è venuta dal record dei giri percorsi, oltre 300 nei tre giorni, senza accusare il minimo problema. Insomma la Ferrari F10 è parsa tutto l’opposto della disgraziata vettura di un anno fa.
Sarà vincente anche nel corso dell’anno? La domanda è perfida perché in questa prima uscita troppe vetture non avevano il pacchetto completo montato (ma il discorso vale anche per la Rossa), però un inizio più autoritario non era pensabile ed è questa la base migliore per avanzare nello sviluppo. Semmai il solo piccolo dubbio può venire dai temponi ripetuti del duo della Sauber-Ferrari (con la ridicola appendice BMW nel nome che proprio non ha senso).

De la Rosa e Kobayashi sono entrambi molto bravi, ma ancora non considerati veri top driver; ergo, o la Sauber è la rivelazione dell’anno così come lo sono state nel 2009 la Red Bull e ancor più la Brawn, oppure c’è da credere che i top team potranno fare ancora meglio e, di conseguenza, che si sono un po’ nascosti. Si vedrà, intanto i tifosi debbono festeggiare: anche le vittorie di tappa hanno un sapore speciale.

Mosse magistrali, nessuno come Brawn

agosto 24, 2009  |  Formula 1  |  10 Commenti  |  Lascia un commento

Ci sono mosse che da sole valgono un Mondiale. Ross Brawn, ai bei tempi in Ferrari, ci aveva abituato bene al punto che tutto sembrava normale anziché straordinario. Poi, partito lui, i colpi d’ala sono svaniti nel nulla.
Ma a Valencia ai più attenti non possono essere sfuggite due sfumature decisive per gli interessi della BrawnGP, tappe probabilmente fondamentali per portare questa squadra nata dalle ceneri della Honda alla clamorosa conquista del titolo iridato per costruttori.
Riviviamole perché chi non se ne fosse accorto può capire com’è che si può agire magistralmente operando dal muretto dei box.
La prima. Barrichello è in pista in testa alla gara perché il leader Hamilton è rientrato al 37° giro per il suo rifornimento (disastroso) che gli fa perdere 6”. Il brasiliano ha a disposizione diversi giri per frapporre tra lui e l’inglese un margine di assoluta sicurezza, eppure al 40° giro è richiamato in tutta fretta dal team per la sua sosta. Perché? Perché in pista Nakajima ha appena dechappato una gomma e Brawn teme il possibile ingresso della safety-car. Il brasiliano esce qualche secondo davanti a Hamilton, non con tutto il vantaggio che poteva accumulare con altri tre giri in pista, ma è comunque davanti, cosa che non sarebbe successa se fosse entrata la safety-car e lui fosse dovuto rientrare appunto in regime di safety-car.
La seconda. Due giri dopo, succede che Button entra precipitosamente ai box con almeno un giro di anticipo sul previsto. Che cosa è successo? Brawn si è accorto che Webber, tallonato da Button, ha appena raggiunto Heidfeld che è davanti ma gira più lentamente. Ross intuisce subito che passare il tedesco sarà difficilissimo per Webber e richiama in pit il suo pilota. La Red Bull fa altrettanto il giro dopo, ma è troppo tardi: il tempo perso da Webber dietro a Heidfeld gli costa la posizione rispetto a Button, un sorpasso che in ottica Mondiale piloti è un vero capolavoro.

Schumi non torna. Tre cose da non dimenticare

agosto 11, 2009  |  Formula 1  |  19 Commenti  |  Lascia un commento

Alla fine Schumi ha detto no. Colpa del collo che fa le bizze e a un campione come lui bisogna credere mettendo subito a tacere le chiacchiere che già girano su molti siti internazionali riguardo la sua paura di non essere più all’altezza delle aspettative.

Al suo posto, anzi al posto di Massa com’è più corretto dire, ci sarà Luca Badoer che dalle gare vere è lontano da molto più tempo ma che con la F60 ha maggiore confidenza. Per Badoer è un giusto riconoscimento visto che ha scelto di rinunciare a una carriera al volante per quella non meno rischiosa e sicuramente meno gratificante del tester, ma il suo ritorno è pieno di incognite e di sicuro non lo farà dormire tranquillo.

Di Schumacher, del suo clamoroso possibile rientro, restano in ogni caso tre cose che vale la pena di sottolineare perché nella vita nulla va buttato.

La prima: l’entusiasmo degli appassionati. Il Kaiser è ancora il Numero Uno e il fermento che ha generato in tutto il mondo lo ha testimoniato ampiamente. Amato alla follia (o anche detestato come sempre accade con i campionissimi) con il suo annuncio ha ridato entusiasmo a un ambiente che si stava spegnendo dietro a troppe beghe spesso inopportune. La mossa mediatica è stata colossale e l’audience della gara di Valencia avrebbe di sicuro raggiunto dati da capogiro.

La seconda: la frase di Hamilton. “Schumacher è svantaggiato perché non ha alle spalle gli stessi GP degli altri. E sarebbe scorretto da parte mia gioire se finissi davanti a lui a Valencia. Il ritorno di Michael è elettrizzante. Una leggenda di questo sport. Sarà un onore e un privilegio competere con lui, tutto il mondo starà a guardare”. Il giovane campione del mondo ha reso merito al possibile rientro di Michael sintetizzando al meglio da un lato i possibili problemi a cui poteva andare incontro il tedesco e l’emozione che un campione di fresca laurea poteva provare a competere al fianco del recordman di tutti i tempi. Il moretto, evidentemente, non ha classe soltanto quando guida.

La terza: il commento di Raikkonen. Il ferrarista Kimi ha dichiarato al quotidiano tedesco “Bild” di essere rimasto impassibile alla notizia del ritorno di Schumacher al volante di una vettura del Cavallino. “Chi sia il mio compagno di squadra mi è indifferente” ha affermato il pilota finlandese.
Ma sì, che il finnico sia un tipo freddo lo si sa da sempre. Però un po’ di rispetto non avrebbe guastato, specie quando si viene da due stagioni in pista piuttosto da dimenticare. Di sicuro questa sua dichiarazione a Maranello non passerà inosservata.

Schumi, mossa geniale o occasione persa?

luglio 30, 2009  |  Formula 1  |  25 Commenti  |  Lascia un commento

La mossa è di quelle che piacerebbero a Hollywood: il vecchio campione che torna a calcare le scene e magari rimette tutti ragazzini in riga dall’alto del suo mestiere e della sua classe cristallina. La Ferrari, richiamando quel Michael Schumacher che aveva obbligato a smettere perché c’era un nuovo disegno da portare avanti, ha centrato l’obiettivo di tornare al centro della scena in un anno che più magro non si può.

Dal punto di vista spettacolare non ci poteva essere mossa migliore: a Valencia torneranno i grandi numeri di audience e il mondo sarà calamitato e diviso da scommesse roventi. Ce la farà o non ce la farà? Sin qui niente da dire, il risultato mediatico ha una portata colossale, più ancora di quando tornò Lauda.

Ma se vi va di leggere un’opinione fuori dal coro ve la servo subito. Se tatticamente la mossa Schumi non si discute, dal punto di vista strategico è l’ennesima occasione che la Ferrari si fa sfuggire. In un anno ai margini delle posizioni che contano, senza classifiche per cui lottare, non osare un giovane è mortificante. Perché a Maranello debbono sempre inseguire a pacchi di milioni di euro i campioni affermati senza incrociare mai un talento che sta sbocciando?

Oggi si sbava per Vettel (che due anni fa non costava nulla e che adesso è imprendibile), si ammira Hamilton che la McLaren ha fatto debuttare bambino, si bramava il Kubica in mano ai tedeschi, ci si svenerà per Alonso non avendogli mai prestato un minimo d’attenzione quando vagava tra la Minardi e le formule addestrative.

Weber, il manager di Schumi, nelle ultime ore aveva suggerito di provare il suo nuovo pupillo Hulkenberg, baby di grande avvenire e leader della GP2, ma non è stato ascoltato. Meglio ancora, la Ferrari aveva già avuto modo di saggiare le immense qualità del giovanissimo Bortolotti che la Red Bull le ha soffiato con un contratto quinquennale ma che con una (oggi) misera penale di appena 100 mila euro potrebbe svincolarsi. Invece no, si è preferito l’usato sicurissimo, i titoloni dei giornali, l’emozione dei tifosi. Meglio la gallina oggi dell’uovo domani, insomma. Ma così non si programma, si vive sempre alla giornata.